Organi coltivati senza cervello, il nodo etico
Una startup punta a coltivare sacchi di organi privi di cervello, aprendo interrogativi etici complessi. Al centro del dibattito c’è il rischio di separare l’identità biologica da quella mentale. Sul tema interviene anche Francesca Minerva, professoressa associata di filosofia all’Università di Milano.