In Nepal due operai sono stati estratti vivi dopo nove giorni trascorsi nei tunnel, dove erano rimasti bloccati in seguito alle devastanti frane e alluvioni che hanno colpito il Paese. Uno dei due è in condizioni critiche, mentre decine di persone risultano ancora intrappolate. Il bilancio delle vittime è salito ad almeno 1.287 morti, con 5.083 dispersi.
Il 26 agosto 2026 un'alluvione lampo in Nepal ha provocato 900 vittime e circa 4.000 dispersi. Il video esamina tre possibili meccanismi d'innesco — tra cui il crollo di un ghiacciaio, una GLOF e il cedimento di una diga naturale — valuta la dinamica della colata e discute lo stato dei ghiacciai dell'Himalaya e le misure per ridurre i rischi.
Luca Barachini e Patrizia Marziale risultano dispersi durante un viaggio in Nepal. L'ultimo post Facebook della donna, pubblicato a Lhasa da un tempio buddista, riportava il messaggio: "Sono felice". Non si hanno notizie anche di un terzo italiano, Marco Ratto, orafo di Rapallo.
In Nepal non si può parlare di un semplice disastro naturale, ma di eventi a cascata aggravati da scelte sbagliate nella gestione del territorio. L’accademica Giovanna Gioli, che ha studiato a lungo la regione himalayana, indica tra i fattori la fame di energia di Kathmandu, la devastazione dell’area, il turismo e la marginalizzazione.
Sono tre gli italiani inseriti nella lista dei dispersi dopo l’alluvione che ha colpito una regione del Nepal al confine con il Tibet cinese. Le verifiche della Farnesina sono in corso, mentre il dipartimento del turismo nepalese segnala che non si trova una coppia.
In Nepal il premier Balen, 36 anni, ex sindaco di Kathmandu e figura emersa sulla spinta della protesta della Generazione Z, affronta il suo primo grande banco di prova politico. La devastante emergenza delle alluvioni lo costringe a misurarsi con la gestione della crisi, mentre visita il distretto più colpito assicurando che lo Stato è al fianco della popolazione.
Una frana e un’alluvione al confine tra Nepal e Tibet hanno causato almeno 157 morti e oltre 400 dispersi. Tra gli scomparsi ci sono cittadini indiani, americani, britannici e malesi. Antonio Tajani ha riferito che due italiani coinvolti stanno bene, mentre sono circa novanta i connazionali presenti nell’area.
Un pezzo di ghiacciaio si è staccato provocando onde gigantesche che hanno travolto i villaggi al confine tra Nepal e Tibet cinese. Il bilancio è di almeno 157 morti, mentre oltre 400 turisti stranieri risultano dispersi. Intanto si è attivata la solidarietà internazionale.
In Nepal si sono staccati dalla montagna circa dieci milioni di metri cubi di ghiaccio. Giovanni Crosta, geologo dell’Università di Milano-Bicocca, riferisce che le prime immagini satellitari mostrano una lingua di ghiaccio precipitata per 1.400 metri. Il distacco evidenzia la portata dell’evento e i suoi possibili effetti a valle.
Un testimone racconta che il ponte che il gruppo stava per attraversare al confine tra Tibet e Nepal è stato spazzato via, lasciando alcune persone bloccate nel fango per dieci ore. Il ministero degli Esteri ha registrato circa 90 italiani nell’area e sono in corso verifiche su alcuni connazionali rimasti fermi sulla tratta tra Pokhara e Kathmandu. Dalla Farnesina, al momento, non emergono particolari preoccupazioni.