Alla vigilia del voto in Brasile, un attacco di Bolsonaro a Lula sul dito mancante rischia di trasformarsi in un autogol politico. In diretta, Lula ha replicato ricordando di aver perso il dito lavorando in fabbrica a 17 anni e rivendicando di sapere che cosa significhi lavorare.
Dopo la sconfitta elettorale in Brasile, crescono nel partito del presidente Lula le critiche verso Janja Lula. Esponenti storici la accusano di essere diventata un filtro che ostacola il rapporto diretto tra il capo dello Stato, i vecchi alleati e i dirigenti. Altri le contestano uno spazio politico ritenuto superiore a quello del vicepresidente, mentre i candidati minori scelgono di appoggiare Bolsonaro.
In Brasile quattro membri della famiglia Bolsonaro sono stati eletti, mentre in tutto il Paese erano otto i candidati legati al clan. Il risultato segnala che la base politica resta solida anche oltre il fondatore. L’attenzione si concentra su Michelle Bolsonaro, indicata come figura di riferimento dei pentecostali.
In Brasile lo scontro sulla Corte Suprema irrompe nella sfida politica tra Lula e Bolsonaro. Nella notte la destra è scesa in piazza chiedendo le dimissioni del giudice Alexandre de Moraes, figura centrale nelle inchieste sul tentato golpe.
Il Congresso brasiliano ha dato il via libera alla riduzione della pena per Jair Bolsonaro. La condanna passerà da 27 anni a poco più di due. Per Luiz Inácio Lula da Silva è la seconda sconfitta politica in meno di 24 ore, dopo lo stop del Senato alla nomina di Messias alla Corte suprema.