Lula ha vinto in Brasile e nel Paese sono esplose le celebrazioni per il risultato elettorale. Donald Trump ha sostenuto che il voto sia stato truccato, pur dicendo di apprezzare il leader brasiliano. Intanto la Borsa è crollata, il dollaro si è impennato e la polizia ha ritirato i passaporti a Flavio Bolsonaro.
Lula viene confermato presidente del Brasile con il 51% dei voti, al termine di uno scrutinio rinviato di ore per le code ai seggi. Bolsonaro non riconosce il risultato, mentre la sfida risolta all’ultimo voto conferma un Paese ancora profondamente diviso.
Alla vigilia del voto in Brasile, un attacco di Bolsonaro a Lula sul dito mancante rischia di trasformarsi in un autogol politico. In diretta, Lula ha replicato ricordando di aver perso il dito lavorando in fabbrica a 17 anni e rivendicando di sapere che cosa significhi lavorare.
Alla vigilia del ballottaggio con Lula, un viaggio nella comunità pentecostale brasiliana racconta il sostegno a Flávio Bolsonaro nel nome dell’eredità politica del padre. In un Paese segnato da criminalità, diseguaglianze e corruzione, la chiesa vede in questa scelta la speranza di un cambio di rotta.
A una settimana dal ballottaggio in Brasile, il dibattito televisivo tra Lula e Bolsonaro è degenerato tra accuse reciproche, insulti e colpi bassi. Al centro dello scontro i temi della corruzione e della sicurezza, in un clima di forte tensione culminato quasi in una rissa tra i due staff. Bolsonaro arriva al secondo turno dopo aver chiuso il primo con il 47% dei voti contro il 45% di Lula.
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Dopo la sconfitta elettorale in Brasile, crescono le critiche interne a Janja Lula da parte di esponenti storici del partito del presidente. Le viene attribuito un ruolo di filtro che renderebbe più difficile l’accesso diretto a Lula per alleati e dirigenti, mentre altri la accusano di occupare uno spazio politico superiore a quello del vicepresidente. Intanto i candidati minori hanno deciso di appoggiare Bolsonaro.
Dopo la sconfitta elettorale in Brasile, crescono nel partito del presidente Lula le critiche verso Janja Lula. Esponenti storici la accusano di essere diventata un filtro che ostacola il rapporto diretto tra il capo dello Stato, i vecchi alleati e i dirigenti. Altri le contestano uno spazio politico ritenuto superiore a quello del vicepresidente, mentre i candidati minori scelgono di appoggiare Bolsonaro.
In Brasile Jair Bolsonaro vede la vittoria e rilancia con la promessa di cambiare il Paese. Lula resta staccato di due punti, ma le forze escluse dal ballottaggio sosterranno il suo sfidante. La possibile rimonta dipenderà anche dai milioni di elettori che si sono astenuti. Donald Trump ha definito il risultato un grande successo.
La deputata transgender Erika Hilton, 33 anni, del Partito socialismo e libertà (Psol) di San Paolo, è stata rieletta con 1.596.472 voti. È la donna più votata della storia della Camera in Brasile. Nella graduatoria complessiva dei candidati, Hilton si è piazzata al secondo posto a livello nazionale.
In Brasile quattro membri della famiglia Bolsonaro sono stati eletti, mentre in tutto il Paese erano otto i candidati legati al clan. Il risultato segnala che la base politica resta solida anche oltre il fondatore. L’attenzione si concentra su Michelle Bolsonaro, indicata come figura di riferimento dei pentecostali.
Urne aperte in Brasile per un voto che coinvolge oltre 158 milioni di cittadini, con i risultati attesi in poche ore. Flavio Bolsonaro ha attaccato il governo mentre il presidente uscente Lula si è detto fiducioso, affermando che i brasiliani devono scegliere tra democrazia e barbarie.
In Brasile si vota oggi per il primo turno delle presidenziali, con Lula favorito da una spinta elettorale definita un’onda rossa. Sulla corsa di Bolsonaro Jr pesa però l’ombra di possibili ingerenze dagli Stati Uniti, mentre Donald Trump segue con interesse il voto. Il quadro è aggravato dai finanziamenti alla campagna della destra da parte di ambienti Maga.
In Brasile il clima elettorale resta ad alta tensione in vista del voto di domenica. È saltato il duello tv e si registra uno scontro tra Lula e Bolsonaro jr, mentre sul voto aleggia lo spettro di Donald Trump e l'ambasciata Usa è stata minacciata.
Flávio Bolsonaro, primogenito dell’ex presidente Jair Bolsonaro, è stato designato a gennaio come erede politico della famiglia. La sua candidatura si concentra su sicurezza, chiesa e famiglia e si presenta come la sfida a Luiz Inácio Lula da Silva, in corsa per un terzo mandato. In caso di vittoria, ha promesso che concederà un indulto.
In Brasile la sfida politica tra Lula e Bolsonaro Jr si estende anche al terreno religioso. In un Paese a maggioranza cattolica, il voto potrebbe portare all’elezione del primo presidente evangelico. Al centro della polemica c’è anche la patrona del Brasile, diventata oggetto di scontro simbolico tra i due fronti.
Domenica il Brasile vota per il primo turno delle presidenziali, con un ballottaggio dato come molto probabile tra Lula e Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente. A Rio, più che la passione politica, prevale il clima da campagna elettorale fatta anche di gadget, ma sullo sfondo resta la percezione che la posta in gioco sia la tenuta della democrazia.
A una settimana dalle presidenziali, il Brasile si avvicina al voto in una sfida tra Lula e Bolsonaro Jr segnata anche dall’ombra di Donald Trump. Al centro della competizione c’è anche la sovranità sulle terre rare, tema con implicazioni strategiche e geopolitiche.
In Brasile è stato arrestato Jorlan Lope Da Silva, 33 anni, che avrebbe quasi eluso la polizia travestito da donna e con un bambino in braccio. Era accusato di 16 omicidi, ma dopo la cattura ha confessato di averne commessi 80, sostenendo di aver ucciso per la prima volta a 13 anni. Gli investigatori stanno verificando possibili legami con una potente organizzazione criminale.
Flavio Bolsonaro è indagato in Brasile per presunto riciclaggio a meno di un mese dalle elezioni del 4 ottobre. L’inchiesta riguarda finanziamenti sospetti legati al film “Dark Horse”, un biopic dedicato al padre Jair Bolsonaro, ex presidente e figura centrale della politica brasiliana.
Lo psichiatra e autore motivazionale Augusto Cury, 67 anni, irrompe nella campagna presidenziale brasiliana. I suoi elettori vengono indicati come decisivi in vista del secondo turno. Su di lui pesa anche l'accusa di frode sui libri venduti sollevata da Coelho.
In Brasile lo scontro sulla Corte Suprema irrompe nella sfida politica tra Lula e Bolsonaro. Nella notte la destra è scesa in piazza chiedendo le dimissioni del giudice Alexandre de Moraes, figura centrale nelle inchieste sul tentato golpe.
Goglio rafforza la propria presenza in Sud America con l’acquisizione della brasiliana Cristal Embalagens. L’operazione porta in dote circa 60 milioni di euro di ricavi aggiuntivi. Cristal Embalagens è stata fondata nel 1999.
In Brasile una donna di 62 anni è stata liberata dopo aver vissuto in una condizione di prigionia domestica dall’età di 7 anni, in una famiglia di Fortaleza. Lavorava senza salario, ferie né contatti con l’esterno. Il caso riporta l’attenzione sulla persistenza di pratiche di schiavitù domestica nel Paese, formalmente abolite nel 1888 ma sopravvissute in alcuni contesti familiari benestanti.
Primat Curtis rafforza la propria presenza in Brasile nel settore delle zincature. Per l’azienda la vicinanza ai clienti è un fattore decisivo, perché l’impatto della logistica incide in modo rilevante sull’attività.
Gli Stati Uniti puntano alle terre rare del Brasile, che è il secondo paese al mondo per riserve. Brasilia però non è convinta e vuole evitare di ritrovarsi al centro dello scontro tra Donald Trump e la Cina.
Il tribunale distrettuale ha respinto il ricorso contro la proroga della detenzione dell’attivista Thiago Avila. Intanto è morta la madre di Avila, mentre l’Onu ha condannato duramente la vicenda affermando che la solidarietà non è un reato. Madrid e Brasilia protestano, e le vele rimaste a Ierapetra annunciano che riprenderanno il viaggio.
Il Congresso brasiliano ha dato il via libera alla riduzione della pena per Jair Bolsonaro. La condanna passerà da 27 anni a poco più di due. Per Luiz Inácio Lula da Silva è la seconda sconfitta politica in meno di 24 ore, dopo lo stop del Senato alla nomina di Messias alla Corte suprema.