Chrome adotta credenziali di sessione legate al dispositivo, una protezione che punta a contrastare una forma sempre più comune di compromissione degli account. Il sistema rende più difficile sfruttare credenziali di sessione rubate per prendere il controllo di un profilo utente.
Dalle passkey aggirate ai rilevatori di testi AI che alimentano sospetti, fino all’Autopilot Tesla coinvolto in un incidente: gli articoli di oggi convergono su un tema comune, la distanza tra promessa tecnologica e affidabilità reale.
Alcune vulnerabilità nel password manager di Chrome e nel Cloud Authenticator possono consentire l’uso di passkey rubate per accedere a un account Google. Il caso mostra come anche un sistema pensato per aumentare la sicurezza possa essere esposto se gli strumenti che lo gestiscono presentano falle.
Google continua a integrare Spark nei propri servizi, portando l’assistente AI anche in Chrome. La novità permette a Spark di navigare usando gli account dell’utente, con nuove protezioni dedicate alla sicurezza.
Gemini Spark si integra con Chrome e può accedere agli account usando le password salvate nel browser per completare alcune operazioni sul web in autonomia. La novità amplia le funzioni dell’assistente, ma richiede attenzione prima dell’attivazione per capire cosa può fare e quali limiti restano.
Google sta provando in Chrome Canary un nuovo interruttore per fissare automaticamente le estensioni alla barra degli strumenti. La funzione evita che le nuove icone restino nascoste dopo l’installazione e punta a semplificare la gestione delle estensioni nel browser.
Sundar Pichai ha ricordato quando Steve Ballmer liquidò Chrome come un prodotto irrilevante. L’episodio riporta alla mente uno dei giudizi più discussi dell’ex numero uno di Microsoft sul browser di Google.
Google sostiene che Chrome sia alla sua velocità migliore di sempre, con un +5% su Speedometer e un +10% su Jetstream rispetto all'anno scorso. L'azienda ha anche illustrato gli interventi tecnici che hanno portato a questi miglioramenti delle prestazioni del browser.
Google sta testando su Chrome la modalità AI Mode come alternativa alla ricerca tradizionale. L’opzione è comparsa nel canale Canary dell’app desktop, segnalando una fase iniziale di prova.
Google ha chiarito che il modello AI scaricato in locale da Chrome sarebbe presente dal 2024 e che può essere rimosso dalle impostazioni. La spiegazione però non convince: resta contestata sia la gestione del download sia la reale possibilità di eliminarlo come indicato.
Google integra in Chrome funzioni di auto browsing basate su Gemini per gli utenti enterprise. Il browser può automatizzare attività di lavoro come ricerca, inserimento dati e altre operazioni ripetitive. L’obiettivo è trasformare Chrome in un assistente AI per il contesto professionale.