Un operatore sanitario rientrato dalla Repubblica democratica del Congo è risultato positivo all’Ebola in Francia ed è stato messo in isolamento. Si tratta del primo caso in Europa legato alla nuova epidemia e del primo paziente individuato fuori dal continente africano.
A Cagliari è scattato l’allarme per un sospetto caso di Ebola in una persona rientrata dal Congo e attualmente sintomatica. Il paziente sarà sottoposto ai test. Medici Senza Frontiere segnala che nel Paese africano l’epidemia sta avanzando rapidamente, con ritardi negli aiuti e nell’arrivo di personale medico.
Jean Kaseya, direttore dei Cdc Africa, annuncia che un vaccino contro il ceppo più letale di Ebola potrebbe arrivare entro l’anno. Dall’Africa cresce però la rabbia per quella che viene definita l’apatia della comunità internazionale. L’Oms ha intanto indicato i sieri considerati più promettenti.
Nella Repubblica Democratica del Congo è stato assaltato un terzo ospedale durante l’emergenza Ebola. Gli aggressori avrebbero cercato di portare via i cadaveri, nonostante i corpi delle vittime restino contagiosi. Il governo ha vietato i riti funebri tradizionali che prevedono il contatto con il corpo, ma gli incidenti nei centri sanitari continuano a moltiplicarsi.
Due persone rientrate dall’Uganda con febbre sono monitorate all’ospedale Sacco di Milano, mentre i familiari sono stati sottoposti a sorveglianza. Guido Bertolaso ha spiegato che potrebbe trattarsi di malaria e che si attendono gli esami. Il ministero della Salute ha ribadito che il rischio Ebola in Italia resta molto basso.
A Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, Medici Senza Frontiere segnala una grave carenza di test per l’Ebola. L’allarme è scattato quando i casi erano già decine e l’organizzazione sta allestendo centri di isolamento, mentre deve continuare a curare molte altre malattie. Nella città sono state anche bruciate due tende destinate ai malati.
Fabrizio Pulvirenti, medico di Emergency contagiato da Ebola nel 2014 in Sierra Leone, racconta un’esperienza devastante ma ribadisce che tornerebbe subito in Africa anche senza sentirsi immune. Avverte che l’epidemia in corso appare più ampia del solito, ha già oltrepassato le frontiere e coinvolge aree di guerra.
L’Organizzazione mondiale della sanità sta valutando l’uso di vaccini sperimentali per contenere il focolaio di Ebola in Congo. Al momento il rischio di una nuova pandemia resta considerato basso, mentre si studiano le misure più adatte per limitare la diffusione della malattia.
Nella Repubblica Democratica del Congo i primi casi di ebola sono stati individuati con settimane di ritardo, quando il contagio era già diffuso. Il ritardo è stato causato soprattutto da test inadeguati, che hanno reso più difficile riconoscere rapidamente la malattia.