Il neo-presidente colombiano Abelardo de la Espriella punta a espandere al massimo il fracking e propone la costruzione di prigioni in Amazzonia. La tecnica di estrazione del petrolio indicata dal presidente viene associata a un rischio sismico, aprendo un fronte politico e ambientale nel Paese.
Abelardo de la Espriella è stato eletto presidente della Colombia con il 49,66% dei consensi. Sovranista e vicino a Donald Trump, ha condotto la campagna con il motto “Dio, Patria, famiglia”. La sua vittoria segnala l’avanzata della destra anche nel Paese sudamericano.
In Colombia Abelardo de la Espriella, candidato del movimento Difensori della Patria, si è piazzato a sorpresa in testa con il 43% dei voti. Il senatore di sinistra Cepeda si è fermato al 40% e non ha riconosciuto il risultato. Il voto apre ora a un ballottaggio in un clima di forte tensione politica.
La Colombia vota domani per eleggere il nuovo presidente nell’era post-Petro, in un clima segnato da violenze e dal rischio di attentati. Nei sondaggi Iván Cepeda è avanti su Abelardo de la Espriella. L’eventuale ballottaggio è previsto per il 21 giugno.
A Santa Marta, in Colombia, si è tenuta la prima conferenza sulla transizione energetica pensata per superare l’immobilismo delle Cop e pianificare l’uscita dai combustibili fossili. L’iniziativa rappresenta un segnale politico forte, ma resta attraversata da contraddizioni, comprese quelle che coinvolgono anche l’Italia.