In Indonesia 12.800 persone non possono rientrare nelle loro abitazioni dopo il terremoto, ha riferito all'Afp il portavoce della protezione civile locale. La scossa, di magnitudo 5.6, è stata registrata al largo delle coste. Non è stato emesso alcun allarme tsunami.
Un terremoto di magnitudo 7,7 ha colpito al largo dell’isola indonesiana di Flores, causando crolli e almeno 20 vittime. L’allerta tsunami, inizialmente attivata, è stata poi revocata. L’Indonesia è tra le aree più esposte a terremoti e attività vulcanica per la sua posizione nella Cintura di fuoco del Pacifico.
In Colombia il bilancio del terremoto ha superato i 200 morti e conta almeno mille feriti, mentre i dispersi sono almeno quattromila. A Cali, la città più colpita, sono stati salvati una madre e il figlio di tre mesi, in un raro segnale di speranza tra i soccorsi. Le autorità temono però che il numero delle vittime possa salire ancora.
Un terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito la Colombia con epicentro vicino a San José del Palmar, nel nord-ovest del Paese. È stato dichiarato lo stato di calamità nazionale: la scossa è stata avvertita in gran parte del territorio e fino a Panama, mentre almeno sei aeroporti hanno riportato danni e i voli sono stati sospesi. Tra le aree colpite c’è anche Cali, dove risultano bambini sotto le macerie.
Una scossa di magnitudo 7.1 ha colpito la prefettura di Kumamoto, in Giappone, provocando un’esplosione in un centro commerciale. La deflagrazione avrebbe causato il crollo del secondo piano della struttura, con diverse vittime e molte persone rimaste intrappolate. La premier ha disposto l’invio dell’esercito per le operazioni di soccorso.
In Venezuela i soccorritori hanno salvato Hernan Gil, rimasto per otto giorni sotto le macerie dopo il sisma. È stato idratato e nutrito con una sonda, mentre a proteggerlo è stata la guardiola in cui si trovava al momento della scossa. Intanto il governo ha decretato sette giorni di lutto nazionale: le vittime già accertate sono 2.295.
Il porto di La Guaira è stato trasformato in un obitorio a cielo aperto dopo il terremoto che ha colpito il Venezuela. Le morgue degli ospedali sono sature e nell’area vengono trasferite molte vittime del sisma. Tra gli operatori cresce il timore di rischi sanitari ed epidemie.
In Venezuela un dodicenne e un bambino di tre anni sono stati salvati dopo più di cinque giorni sotto le macerie. Il ragazzo è stato individuato a Macuto, nello Stato di La Guaira, ed è stato estratto dai vigili del fuoco di Quito da ciò che restava del suo palazzo.
Sale a 1.450 il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela, mentre i dispersi sono 50mila. A Caraballeda sono stati salvati due undicenni e, dopo quattro giorni, anche un uomo con il figlio adolescente è stato estratto vivo dalle macerie. I soccorsi si sono fatti più complessi e risultano 189 gli edifici completamente crollati.
In Venezuela la doppietta sismica di magnitudo 7.2 e 7.5 ha provocato centinaia di morti, migliaia di feriti e oltre 40mila dispersi segnalati. Tra le macerie emergono anche storie di sopravvissuti, come quelle di una madre e dei suoi tre figli, che raccontano la dimensione umana della tragedia. Accanto al bilancio pesantissimo, si fanno spazio racconti di speranza e vite rimaste sospese dopo il sisma.
Almeno 31 persone sono morte nel terremoto che ha colpito le Filippine, secondo quanto riferito dalle autorità locali all'Afp. È stato inoltre emanato un allerta tsunami, con onde attese lungo le coste delle Filippine, dell'Indonesia, di Taiwan e fino al Giappone.