In Venezuela i soccorritori hanno salvato Hernan Gil, rimasto per otto giorni sotto le macerie dopo il sisma. È stato idratato e nutrito con una sonda, mentre a proteggerlo è stata la guardiola in cui si trovava al momento della scossa. Intanto il governo ha decretato sette giorni di lutto nazionale: le vittime già accertate sono 2.295.
Il porto di La Guaira è stato trasformato in un obitorio a cielo aperto dopo il terremoto che ha colpito il Venezuela. Le morgue degli ospedali sono sature e nell’area vengono trasferite molte vittime del sisma. Tra gli operatori cresce il timore di rischi sanitari ed epidemie.
In Venezuela un dodicenne e un bambino di tre anni sono stati salvati dopo più di cinque giorni sotto le macerie. Il ragazzo è stato individuato a Macuto, nello Stato di La Guaira, ed è stato estratto dai vigili del fuoco di Quito da ciò che restava del suo palazzo.
Sale a 1.450 il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela, mentre i dispersi sono 50mila. A Caraballeda sono stati salvati due undicenni e, dopo quattro giorni, anche un uomo con il figlio adolescente è stato estratto vivo dalle macerie. I soccorsi si sono fatti più complessi e risultano 189 gli edifici completamente crollati.
In Venezuela la doppietta sismica di magnitudo 7.2 e 7.5 ha provocato centinaia di morti, migliaia di feriti e oltre 40mila dispersi segnalati. Tra le macerie emergono anche storie di sopravvissuti, come quelle di una madre e dei suoi tre figli, che raccontano la dimensione umana della tragedia. Accanto al bilancio pesantissimo, si fanno spazio racconti di speranza e vite rimaste sospese dopo il sisma.
Almeno 31 persone sono morte nel terremoto che ha colpito le Filippine, secondo quanto riferito dalle autorità locali all'Afp. È stato inoltre emanato un allerta tsunami, con onde attese lungo le coste delle Filippine, dell'Indonesia, di Taiwan e fino al Giappone.