Il comparto del pomodoro da industria punta a fare fronte comune per rilanciare l’export, in calo per la prima volta dopo dieci anni. Tra le priorità ci sono la difesa del made in Italy dagli attacchi esterni e il contrasto alla concorrenza sleale. Rodolfi è il nuovo presidente di Anicav.
Nel 2025 registra un leggero aumento l’export italiano dei prodotti per la ristorazione professionale. Tra le principali voci del made in Italy destinato ai mercati esteri figurano cucine, piani di cottura, forni elettrici, pentole e tegami.
Il Salame Felino Igp raggiunge un fatturato di 90 milioni di euro, con una produzione stabile a 5,3 milioni di chilogrammi di carne lavorata. Di questi, 3,6 milioni sono destinati al prodotto certificato, mentre il valore alla produzione resta fermo a 46 milioni di euro. Cresce il segmento del preaffettato e si stabilizza l’export, secondo i dati del Consorzio di tutela.
La crisi legata a Hormuz mette a rischio 80 milioni di euro di export di vino per Frescobaldi. Il settore registra già i primi effetti diretti del conflitto iraniano, con il blocco degli ordini in una ventina di mercati, dal Golfo ad altre aree coinvolte.
La pasta made in Italy continua a rafforzare la propria leadership sui mercati internazionali. Nel 2025 le esportazioni sono cresciute del 2,1%, avvicinandosi al traguardo dei 4 miliardi di euro. Restano invece da valutare gli effetti della guerra in Iran sul settore.
Al Salone del Mobile il focus si concentra sui territori e sul ruolo dei distretti produttivi nella competitività del comparto arredo. FederlegnoArredo ha avviato un tavolo di confronto con le confindustrie locali. È stato inoltre siglato un accordo quadro con le Marche per sostenere l’export.
Il vino siciliano guarda ai prossimi anni puntando su due direttrici: tutelare l’export in un contesto internazionale più fragile e rafforzare l’enoturismo. L’obiettivo è trasformare l’accoglienza legata al vino in una leva stabile di crescita per il settore.
Nei primi tre mesi dell’anno gli ordini di macchine utensili calano di quasi il 30%, confermando una flessione attesa. Il quadro resta a due velocità: l’export tiene, mentre il mercato interno mostra un forte arretramento e una situazione di stallo.
Dal 21 al 23 aprile la filiera dell’ortofrutta si riunisce a Rimini per Macfrut, con la presenza attesa di 800 operatori esteri provenienti da 80 Paesi. Il settore italiano punta sull’export, ma la guerra pesa già sui conti con un costo stimato per ora in 200 milioni.