Nuova escalation nel Golfo: dopo il lancio di droni da parte dell'Iran, gli Stati Uniti hanno colpito siti di sorveglianza iraniani. Il Central Command ha indicato come obiettivi Goruk e l'isola di Qeshm, entrambi nello Stretto di Hormuz. L'area resta centrale per gli equilibri energetici e dei mercati.
Igor Sechin ha affermato che le aziende statunitensi traggono beneficio dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Il blocco ha scosso i mercati globali, spingendo i prezzi del petrolio ai massimi da anni, alimentando l’inflazione e indebolendo la crescita economica.
Gli Stati Uniti hanno colpito postazioni radar iraniane di sorveglianza costiera a Goruk. Teheran ha risposto lanciando nella notte missili e droni contro quelle che definisce "basi nemiche" in Kuwait e Bahrain. L'episodio segna un'ulteriore escalation della tensione in Medio Oriente.
Rispetto al 2022, l’Europa sta assorbendo meglio l’impatto delle tensioni tra Ucraina e Stretto di Hormuz. Pesano meno gli effetti sul gas, cresce il contributo delle rinnovabili e le condizioni di partenza del continente sono più solide. Resta però urgente un ritorno alla pace per ridurre i rischi sull’energia e sull’economia.
Nel primo trimestre del 2026 la movimentazione di container nei porti italiani è diminuita del 4,6%. Il dato emerge dalle nuove rilevazioni del Centro studi di Fedespedi e viene collegato all’effetto Hormuz sui traffici.
Notte di tensione nel Golfo, dove gli Stati Uniti hanno colpito Qeshm e lanciato un missile contro una nave accusata di voler aggirare il blocco. L’Iran ha attaccato Kuwait e Bahrein e ha minacciato una "pioggia di missili" in caso di nuovi raid americani. Donald Trump ha affermato che i negoziati stanno evolvendo e non ha escluso un incontro con Khamenei. Intanto Israele ha condotto nuovi raid su Beirut, con almeno dieci morti.
Notte di scontri nel Golfo, con gli Stati Uniti impegnati contro Qeshm dopo il lancio di un missile contro una nave che avrebbe tentato di aggirare il blocco. L'Iran ha attaccato Kuwait e Bahrein e ha minacciato una 'pioggia di missili' in caso di nuovi attacchi Usa. Intanto Donald Trump ha affermato che i negoziati stanno evolvendo e ha detto che potrebbe incontrare Khamenei. Nuovi raid israeliani su Beirut avrebbero causato almeno dieci morti.
Gli Stati Uniti hanno colpito Qeshm, isola iraniana soprannominata il “tappo di bottiglia” di Hormuz per la sua posizione strategica nel Golfo. Considerata una roccaforte di Teheran e legata ai missili degli ayatollah, Qeshm è anche un’area protetta dall’Unesco per la sua eccezionale biodiversità, tra le più ricche del Medio Oriente.
La crisi nello Stretto di Hormuz ridisegna la geografia degli investimenti energetici globali e accelera la ricerca di maggiore sicurezza negli approvvigionamenti. Nel 2026, indica il World Energy Investment dell’Iea, gli investimenti raggiungeranno 3.400 miliardi di dollari. Reti, sistemi di accumulo, rinnovabili e nucleare attireranno quasi il doppio dei capitali destinati ai combustibili fossili.
Si intensifica lo scontro tra Stati Uniti e Iran in Medio Oriente dopo l’attacco americano all’isola di Qeshm. Razzi sono stati lanciati contro basi statunitensi in Kuwait e Bahrein, mentre risultano sotto tiro anche Arabia Saudita ed Emirati.
Washington accusa l'Oman di aver stretto accordi segreti con l'Iran per la gestione delle rotte marittime, inclusa l'ipotesi di pedaggi nello Stretto di Hormuz, secondo dossier dell'intelligence e rilanci del Wall Street Journal. Gli Usa sostengono inoltre che Mascate abbia favorito transiti di imbarcazioni iraniane per eludere sanzioni e non abbia condannato gli attacchi di Teheran. La Casa Bianca ha chiesto ufficialmente al governo omanita di abbandonare l'ambiguità e assumere una posizione definita, colpendo la storica neutralità del sultanato.
Donald Trump e Marco Rubio hanno affermato che i colloqui con l’Iran sono ancora in corso, nonostante quanto riportato da alcuni media di Teheran. Trump ha detto di non preoccuparsi dell’eventualità che l’Iran interrompa i negoziati con gli Stati Uniti. La vicenda si inserisce nelle tensioni sul dossier nucleare iraniano e nelle implicazioni per l’area dello Stretto di Hormuz.
Teheran ha avvertito Washington che i colloqui si interromperanno se gli Stati Uniti non fermeranno Israele, dopo il bombardamento di Beirut. Gli ayatollah minacciano inoltre di estendere il blocco navale dallo Stretto di Hormuz al Mar Rosso, fino a Bab el Mandeb. La Casa Bianca si è mossa per contenere l’escalation.
L'Iran avrebbe interrotto i colloqui con gli Stati Uniti dopo l'escalation di Israele in Libano. Intanto Benjamin Netanyahu ha detto di aver ordinato all'Idf di colpire la periferia sud di Beirut, mentre il ministro Israel Katz ha avvertito che senza pace nel nord di Israele non ci sarà pace a Beirut. Media riferiscono anche che Teheran sarebbe pronta a chiudere completamente lo Stretto di Hormuz.
La riapertura dello Stretto di Hormuz non offrirebbe un sollievo immediato al mercato del gas europeo. La crisi energetica rischia quindi di proseguire anche nelle prossime settimane e di pesare sull’estate in Europa.
Il presidente degli Stati Uniti ha rinviato la firma del memorandum d'intesa con l'Iran chiedendo modifiche alla bozza in corso. Fonti dell'amministrazione riferiscono che Washington vuole disposizioni più dettagliate sulla gestione delle scorte di uranio altamente arricchito e sulle modalità di riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo. La bozza prevede l'impegno iraniano a non perseguire né acquistare armi nucleari e un periodo di 60 giorni per negoziare gli obblighi nucleari e il destino del materiale fissile; la Casa Bianca chiede indicazioni precise sui tempi e le modalità di acquisizione di tale materiale, e Trump è inoltre preoccupato per parti dell'accordo che prevedono lo scongelamento dei fondi iraniani.
Renovis punta a produrre calore utilizzando energia elettrica gestita nel tempo, in un contesto di forte crescita del mercato europeo dei sistemi di accumulo a batteria. Nel 2025 il comparto Bess ha segnato un aumento del 45% rispetto al 2024, mentre restano sullo sfondo le tensioni geopolitiche nello stretto di Hormuz.
Nello Stretto di Hormuz alcune navi attraversano disattivando i dispositivi di identificazione e il GPS per aggirare il blocco iraniano. Il passaggio avviene a fari spenti e con coordinamento con i militari statunitensi.
Teheran smentisce che esista un accordo finale con Donald Trump e chiarisce che non farà concessioni senza gesti concreti. Restano aperti i nodi sul programma nucleare, sulla libertà di navigazione e sui fondi iraniani congelati.
Donald Trump ha riunito la situazione room della Casa Bianca sostenendo che lo sblocco dello Stretto fosse ormai definito e che l’uranio sarebbe stato recuperato dagli Stati Uniti insieme all’Aiea. L’annuncio ufficiale di un’intesa con Teheran è però slittato dopo poche ore, con il negoziato fermo sul nodo degli asset.
Anche in caso di accordo, la riapertura dello Stretto di Hormuz non riporterebbe subito i traffici alla normalità. Il petrolio sarebbe il primo settore a riprendersi, mentre per gas e fertilizzanti servirebbero mesi. Intanto l’Fmi segnala un rischio per i carburanti durante l’estate.
Donald Trump ha riunito la Situation Room senza arrivare a una decisione sull’Iran. Restano aperti diversi nodi, tra cui la questione dei fondi congelati. Intanto Teheran rilancia la sfida sullo Stretto di Hormuz.
Il presidente Trump ha indicato le condizioni per un'intesa preliminare con l'Iran, che dovrebbe garantire 60 giorni per negoziare un accordo finale, chiedendo che Teheran accetti di non dotarsi della bomba nucleare. Tra le richieste americane la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz con la rimozione di minacce e mine, in cambio della fine del blocco navale sui porti iraniani e dell'apertura delle acque internazionali. Restano nodi sul nucleare, in particolare l'impegno iraniano sull'arricchimento dell'uranio e sulla sorte del materiale già arricchito, con ipotesi di coordinamento Usa-AIEA per la gestione e la distruzione in loco del combustibile.
Donald Trump ha annunciato una riunione nella Situation Room per decidere sulla linea da tenere con l’Iran, sostenendo che il blocco sarà revocato e che le navi ferme possono prepararsi a rientrare. Da Teheran, il ministro degli Esteri Araghchi ha affermato che non è stato ancora raggiunto alcun accordo definitivo e ha chiesto agli Stati Uniti di rinunciare a richieste considerate eccessive per arrivare a un’intesa.
La chiusura dello Stretto di Hormuz, dopo lo scoppio della guerra con l’Iran a febbraio, ha quasi paralizzato i flussi commerciali in uno dei principali passaggi mondiali per il petrolio. I dati mostrano un brusco arresto del traffico e l’avvio di un forte shock energetico globale.
Un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran resta in sospeso, con Donald Trump che chiede ancora alcuni giorni per decidere. Intanto la tregua nel Golfo continua a mostrare segnali di fragilità, mentre proseguono attacchi incrociati nello Stretto di Hormuz.
Nuova escalation tra Stati Uniti e Iran: Washington ha colpito un sito militare iraniano e imposto sanzioni all'agenzia di Teheran che gestisce il transito nello Stretto di Hormuz. Nel frattempo, secondo Axios, Donald Trump avrebbe chiesto alcuni giorni per valutare un possibile accordo con l'Iran. Teheran avrebbe aperto il fuoco contro quattro navi a Hormuz e colpito una base americana.
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni all’autorità iraniana dello Stretto di Hormuz e hanno condannato il lancio di un missile balistico verso il Kuwait. Le nuove misure militari ed economiche arrivano mentre Donald Trump ribadisce di non sentirsi sotto pressione per raggiungere un accordo con Teheran prima delle elezioni di midterm di novembre.
I prezzi del petrolio sono saliti di circa il 3% giovedì, dopo nuovi attacchi statunitensi in Iran. Teheran ha dichiarato di aver colpito una base aerea americana, alimentando i timori di possibili interruzioni del traffico commerciale nello Stretto di Hormuz.
Sul negoziato sullo Stretto di Hormuz emerge uno scontro di versioni tra Teheran e Washington. L’Iran ha annunciato un’intesa, ma Donald Trump ha smentito i contenuti del memorandum diffusi da Teheran, definendoli un’invenzione. Il negoziato prosegue, ma gli Stati Uniti escludono per ora un accordo e la revoca delle sanzioni.
I prezzi del petrolio sono scesi di oltre il 5% dopo le dichiarazioni di Marco Rubio, che ha detto che gli Stati Uniti daranno ai colloqui con l'Iran ogni possibilità di successo. Le perdite del greggio statunitense si sono poi ridotte, mentre i trader valutano la possibilità di un accordo che ripristini il traffico nello Stretto di Hormuz.
Teheran ha reso nota una bozza di accordo sul Medio Oriente, ma dagli Stati Uniti è arrivata una reazione gelida da parte di Donald Trump. Washington ha espresso insoddisfazione, affermando che nessuno controllerà lo Stretto di Hormuz, e ha frenato su sanzioni e sblocco dei beni.
La tv iraniana riferisce che una bozza prevederebbe la fine del blocco statunitense nello Stretto di Hormuz e un ritorno del transito ai livelli pre-guerra. La Casa Bianca ha però respinto la ricostruzione, parlando di un'invenzione e invitando a non credere alle notizie diffuse dai media iraniani. Intanto Donald Trump ha ribadito che non ci sarà alcun allentamento delle sanzioni in cambio della rinuncia all'uranio.
I trader restano scettici sull’ipotesi che l’Iran possa riportare lo Stretto di Hormuz a normali flussi di traffico entro un mese da un eventuale accordo di pace. Nei mercati di previsione di Kalshi, questa tempistica è stata giudicata improbabile.
Una tv iraniana riferisce che nella bozza d'intesa è prevista entro 30 giorni la fine del blocco statunitense dello Stretto di Hormuz e il ritorno del transito ai livelli pre-guerra. La gestione dello stretto sarebbe condivisa con l'Oman e l'accordo dovrebbe passare al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Hamas ha inoltre confermato l'uccisione di Mohammed Odeh, senza indicare un successore.
La Bce lancia un allarme sui rischi per la tenuta dei mercati legati alla guerra con l’Iran. Tra i fattori di preoccupazione vengono indicati lo Stretto di Hormuz, il caos dei dazi e le mosse di Donald Trump, oltre al tema dell’intelligenza artificiale di Mythos.
La Bce invita alla prudenza sulle misure contro il caro energia, avvertendo che potrebbero aumentare i rischi per lo spread. Il vicepresidente Luis de Guindos ha segnalato anche un aumento delle minacce legate allo Stretto di Hormuz e agli attacchi cyber.
Nel dibattito interno alla Bce cresce la pressione dell’ala più rigorista per un aumento dei tassi già a giugno. Isabel Schnabel sostiene un rialzo del costo del denaro anche in caso di allentamento delle tensioni su Hormuz. Intanto Francoforte ha convocato una riunione con 300 esperti sui rischi legati all’IA Mythos.
I raid americani e la tensione nello Stretto di Hormuz scuotono il confronto tra Washington e Teheran, ma il negoziato non si interrompe. Marco Rubio sostiene che i colloqui proseguono e l’Iran lo conferma. Intanto Donald Trump alza il tono e minaccia di distruggere l’uranio iraniano.
Sale la tensione tra Teheran e Washington dopo un attacco Usa nel sud dell’Iran, mentre i negoziati restano bloccati. Khamenei minaccia vendetta lungo lo Stretto di Hormuz. Intanto Israele conduce raid in Libano oltre la cosiddetta linea gialla, tra scontri a fuoco e oltre 30 morti.
I BTp a lunga scadenza hanno registrato guadagni fino al 4% in meno di una settimana. A sostenere i prezzi è stato il calo dei rendimenti, favorito dal clima più disteso attorno allo Stretto di Hormuz.
Nei negoziati resta aperto il nodo dei pedaggi sullo Stretto di Hormuz. Il regime iraniano punta a ottenere il riconoscimento dei compensi per i servizi sul passaggio, in un dossier che viene indicato come strategico quanto quello sul nucleare.
Nei negoziati sull’Iran prende corpo l’ipotesi di collegare l’intesa anche agli accordi di Abramo, mentre si valuta una soluzione sull’uranio che coinvolga la Cina. Sullo sfondo si intensificano i contatti diplomatici tra Islamabad, Pechino e Doha. I Paesi del Golfo restano freddi sulla normalizzazione con Israele, ma emergono spiragli sullo Stretto di Hormuz.
Slitta la firma dell'accordo tra Iran e Stati Uniti. Intanto lo Stretto di Hormuz resta chiuso, con possibili ripercussioni sugli equilibri regionali e sui flussi energetici.
Slitta la firma dell'accordo tra Iran e Stati Uniti, mentre i negoziati proseguono e lo Stretto di Hormuz resta chiuso. Donald Trump ha dichiarato di non avere fretta, mentre Marco Rubio si è detto ottimista su una possibile intesa già in giornata. Sullo sfondo restano le minacce di Teheran.
Il Nikkei 225 giapponese ha superato per la prima volta quota 65.000, in una seduta con scambi ridotti per le festività. A sostenere il sentiment è stato il forte calo del petrolio, alimentato dalle speranze di una riapertura dello Stretto di Hormuz.
Da Washington Trump parla di negoziati costruttivi e afferma che "c'è l'accordo con l'Iran", aggiungendo che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso fino alla firma. Teheran replica di non aver accettato nulla e segnala divergenze, con il nodo del nucleare ancora irrisolto.
Slitta la firma dell'accordo tra Iran e Stati Uniti mentre i negoziati proseguono. Donald Trump ha detto di non avere fretta, mentre Teheran ha avvertito che l'intesa potrebbe saltare. Intanto lo Stretto di Hormuz resta chiuso, mantenendo alta la tensione in Medio Oriente.
Gentell, azienda di forniture mediche che acquista materie prime in diverse aree del mondo, sta affrontando la volatilità legata alla crisi nello Stretto di Hormuz. Le tensioni stanno incidendo sui prezzi del petrolio e complicano la gestione dei costi per l’azienda.
Trump scrive che è pronto un memorandum per la pace in Iran e riferisce colloqui di mediazione il 5 giugno. L'accordo prevederebbe l'impegno di Teheran a rinunciare alle scorte di uranio e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Una bozza di accordo tra Stati Uniti e Iran sarebbe vicina alla firma e prevederebbe una tregua di 60 giorni, con la riapertura dello Stretto di Hormuz. Restano però ancora aperti i negoziati sulle questioni nucleari. La tregua, secondo quanto riferito dai media, riguarderebbe anche il Libano.
Iran e Stati Uniti hanno definito un memorandum generico che prevede una tregua di sessanta giorni per avviare colloqui sullo Stretto di Hormuz e sul dossier atomico. Washington si impegnerebbe a rimuovere le sanzioni ai pasdaran, mentre la riapertura dello stretto avverrebbe gradualmente. Resta però ancora aperta la questione dei pedaggi.
Donald Trump ha parlato di un accordo con l’Iran vicino, indicando progressi nelle trattative ma avvertendo che senza intesa nelle prossime ore resterebbe aperta l’ipotesi di un attacco. Al centro dei negoziati c’è anche il nodo dell’uranio arricchito, mentre proseguono le consultazioni con le monarchie del Golfo, Israele e i mediatori. Anche Teheran riconosce passi avanti, ma il memorandum non è ancora stato finalizzato.
Donald Trump ha annunciato che un accordo con l’Iran sarebbe pronto e che lo Stretto di Hormuz verrà riaperto. Il presidente Usa ha parlato di un’ottima telefonata con i leader arabi e con Benjamin Netanyahu, aggiungendo che i dettagli saranno resi noti a breve. I media iraniani, però, mostrano cautela sull’annuncio.
Donald Trump ha dichiarato che l’accordo con l’Iran è pronto e che gli aspetti finali e i dettagli saranno annunciati a breve. Il presidente Usa ha aggiunto che lo Stretto di Hormuz verrà aperto. Ha inoltre riferito di aver parlato con Benjamin Netanyahu e che il colloquio è andato bene.
L'Iran sta trattando con l'Oman l'ipotesi di imporre in modo permanente un pedaggio nello Stretto di Hormuz. Una prospettiva che gli Stati Uniti giudicano inaccettabile, in un passaggio strategico per gli equilibri economici e commerciali dell'area.
L'annuncio di un accordo tra Iran e Stati Uniti sarebbe atteso nelle prossime ore e l'intesa entrerebbe subito in vigore. Anche il Qatar ha inviato negoziatori a Teheran per finalizzare l'accordo. Intanto Marco Rubio ha invitato a considerare un piano B nel caso in cui non riapra lo Stretto di Hormuz.
L’Iran allarga le proprie rivendicazioni nello Stretto di Hormuz, indicando come proprie anche acque emiratine e omanite. Donald Trump replica escludendo l’ipotesi di pedaggi e afferma che gli Stati Uniti si prenderanno l’uranio. Il presidente aggiunge che potrebbe anche saltare le nozze di suo figlio.
Il peso dell’energia sull’economia italiana si somma alle tensioni legate a quanto accade nello Stretto di Hormuz. Marcello Messori sostiene che il Paese si sia messo in difficoltà anche per errori propri, mentre Polonia e Spagna avrebbero reagito meglio.
Il mercato del petrolio potrebbe entrare in una “zona rossa” entro luglio, con le scorte in calo alla vigilia della stagione estiva dei viaggi. Il direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, ha indicato nella riapertura incondizionata dello Stretto di Hormuz la soluzione più importante allo shock energetico legato alla guerra con l’Iran.
Il Centro studi di Confindustria avverte che il deterioramento dello scenario legato a Hormuz aumenta il rischio di stagnazione, se non di una situazione peggiore. La risalita dell’inflazione indebolisce la fiducia e mette sotto pressione il credito, mentre il Pnrr resta l’unico sostegno indicato. Eurostat segnala un’inflazione oltre il 3%.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che la nuova pipeline destinata ad aggirare lo Stretto di Hormuz è quasi completata al 50%. Il Paese ha già reindirizzato parte delle esportazioni di petrolio attraverso una pipeline esistente verso Fujairah, con una capacità massima di 1,8 milioni di barili al giorno.
Geopop spiega che, per la prima volta nella storia recente, quattro degli otto choke points principali sono simultaneamente sotto pressione, con effetti sulle rotte commerciali. Lo Stretto di Hormuz non ha una vera alternativa marittima: le pipeline di bypass possono dirottare al massimo circa 2,6 milioni di barili al giorno contro i circa 20 milioni che passano via mare. Aggiornamento al 4 maggio 2026: il blocco navale USA sui porti iraniani è in vigore dal 13 aprile, la tregua tra Washington e Teheran resta fragile e dopo la conferenza di Parigi del 17 aprile Europa e alleati pianificano una missione multinazionale di sminamento.
Il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran sta aumentando il rischio che i prezzi dell’energia restino elevati più a lungo del previsto. In questo contesto, CNBC segnala che un titolo potrebbe beneficiare in modo significativo del nuovo scenario, mentre il mercato non ne avrebbe ancora pienamente colto il potenziale.
Confindustria lancia un allarme sul quadro economico, indicando un ulteriore deterioramento dello scenario. Pesano lo shock legato a Hormuz, l’aumento dell’inflazione e il calo della fiducia, con rischi anche sul credito. Il Pnrr viene indicato come l’unico driver ancora in grado di sostenere l’economia.
Donald Trump ha lanciato un ultimatum all’Iran, fissando in tre giorni il termine per raggiungere un’intesa e avvertendo che in caso contrario riprenderanno i raid. Sul dossier è intervenuto anche il G7, chiedendo la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il vicepresidente J.D. Vance ha inoltre detto che Washington è contraria all’ipotesi di consegnare l’uranio arricchito alla Russia.
La rete di alleanze statunitensi nel mondo arabo si rafforza, mentre Arabia Saudita ed Emirati soffrono il blocco dello Stretto di Hormuz. Nelle equazioni di Donald Trump per una possibile intesa duratura vengono considerate le esigenze dei Paesi arabi e le due linee rosse americane: la riapertura dello Stretto e la rinuncia dell'Iran al nucleare.
Il G7 lancia l’allarme sulla crisi in Medio Oriente e chiede la riapertura dello Stretto di Hormuz, oltre alla fine della guerra. Intanto Donald Trump sospende l’attacco all’Iran, ma afferma di essere pronto a colpire.
Al G7 c'è stata unanimità nel mantenere la pressione sulla Russia, ha riferito la Francia. Per Parigi, Mosca non deve trarre vantaggi dalla guerra in Ucraina e in Medio Oriente. Nel comunicato finale è indicato come imperativo riaprire lo Stretto di Hormuz e risolvere la guerra in Iran.
Donald Trump ha dichiarato di aver fermato un attacco che sarebbe stato pronto a ripartire oggi, aprendo invece a una nuova fase di trattative con Teheran. Il presidente ha però avvertito che, in assenza di un’intesa, i bombardamenti potrebbero riprendere. Lo stop sarebbe stato sollecitato dai Paesi del Golfo, mentre l’Iran ha presentato una nuova proposta che include la riapertura dello Stretto di Hormuz e il trasferimento dell’uranio in Russia.
Donald Trump ha detto di rinviare un «attacco programmato all’Iran domani» su richiesta di leader del Medio Oriente. Lo stallo tra Stati Uniti e Iran ruota attorno allo Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il petrolio mondiale. La sua chiusura a causa della guerra ha provocato uno shock dell’offerta energetica.
Media riferiscono di un'apertura dell'Iran a un lungo stop del programma nucleare, con l'uranio destinato alla Russia. Intanto il presidente degli Stati Uniti ha convocato i consiglieri per la sicurezza per discutere della guerra. Teheran ha inoltre annunciato la creazione di un organismo che gestirà lo Stretto di Hormuz.
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha già bloccato oltre 14 milioni di barili al giorno di produzione nel Golfo, aggravando lo shock sull’offerta petrolifera. Le scorte mondiali scendono ai minimi mentre domanda globale, raffinazione e consumi rallentano sotto la pressione dei prezzi elevati e delle tensioni geopolitiche.
Amos Hochstein, ex inviato speciale della Casa Bianca per l’energia, sostiene che dalla crisi dello Stretto di Hormuz si possa uscire solo puntando sulle infrastrutture. Nell’intervista critica anche l’approccio europeo al Green deal, giudicato troppo rapido e spinto.
Giorgia Meloni ha chiesto la riapertura dello Stretto di Hormuz e ha ribadito il no all’atomica in Iran. La premier ha discusso con i primi ministri di Kuwait e Qatar delle rotte alternative di gas e petrolio e della sicurezza della navigazione. Ha aggiunto che l’Italia farà la propria parte.
Donald Trump deciderà entro 24 ore se autorizzare un nuovo attacco contro l’Iran, mentre si intensificano i preparativi tra Stati Uniti e Israele. Teheran ha riferito di colloqui con alcuni Paesi dell’Unione europea sul transito nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per la regione e per l’energia.
Le scorte mondiali di petrolio potrebbero avvicinarsi a minimi storici entro la fine di maggio se la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse continuare. La stima evidenzia il peso del blocco su uno snodo cruciale per i flussi energetici globali.
Donald Trump ha escluso il sostegno all’indipendenza di Taiwan e ha detto di non voler inviare soldati. Da Pechino il ministro degli Esteri ha affermato che il presidente americano “ci capisce”. Trump ha inoltre parlato di un’intesa sullo Stretto di Hormuz e proposto all’Iran di fermare l’uranio per 20 anni, mentre mercoledì è atteso l’arrivo di Vladimir Putin.
La Cina aumenterà gli acquisti di petrolio dagli Stati Uniti perché i due Paesi sono partner commerciali naturali, ha dichiarato il segretario all’Energia Chris Wright. Pechino dipende in larga misura dalle importazioni di greggio dal Medio Oriente, ma queste forniture risultano in gran parte interrotte dal blocco iraniano dello Stretto di Hormuz.
La Cina potrebbe avere un ruolo centrale nelle trattative tra Stati Uniti e Iran, anche nell’eventuale rimozione dell’uranio. Mehran Haghirian richiama la mediazione tenuta riservata fino all’ultimo tra Arabia Saudita e Iran nel 2023. Per Pechino pesano i legami economici e di sicurezza con Teheran e l’interesse a far ripartire il transito di petrolio nello Stretto di Hormuz.
A Zhongnanhai si è tenuto un incontro blindatissimo tra Donald Trump e Xi Jinping. La Cina ha chiesto un cessate il fuoco in Medio Oriente e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Trump ha parlato di accordi commerciali "fantastici" conclusi nei colloqui.
Teheran annuncia un accordo che riguarda le navi cinesi nello Stretto di Hormuz, in un passaggio rilevante per gli equilibri regionali. Intanto Riad richiama l'ipotesi di un patto di non aggressione tra l'Iran e i Paesi del Golfo. Il ministro iraniano Araghchi ha inoltre attaccato gli Emirati.
Il Centcom afferma di aver distrutto 161 navi da guerra e il 90% delle mine dell’Iran, nel quadro delle tensioni in Medio Oriente. Intanto il ministro iraniano Araghchi ha chiesto ai Brics di condannare le violazioni del diritto internazionale attribuite a Israele e agli Stati Uniti. A Washington è inoltre iniziato il terzo round di colloqui diretti tra Israele e Libano.
La crisi nello Stretto di Hormuz e il caro energia potrebbero rallentare nel breve termine l’export cinese di tecnologie green. Nel medio periodo, però, la corsa globale a sicurezza energetica, rinnovabili e batterie rischia di rafforzare il vantaggio industriale di Pechino.
Nel confronto con il presidente americano, Xi Jinping ha ribadito che la questione di Taiwan può spingere Cina e Stati Uniti verso un conflitto. La Casa Bianca ha riferito un accordo sull’esigenza di garantire il flusso dell’energia nello Stretto di Hormuz e sulla contrarietà a un Iran dotato di arma atomica.
L’Italia è tra i Paesi europei più vulnerabili sul fronte delle materie prime, una fragilità che precede anche le tensioni legate allo Stretto di Hormuz. A Roma viene presentato il Rapporto sull’economia circolare, che segnala come nel Paese questo modello funzioni ancora poco. Tra i nodi indicati c’è la scarsa capacità di innovazione, che ostacola l’impiego dei materiali recuperati.
Una petroliera cinese ha attraversato lo Stretto di Hormuz nel giorno del vertice. La Cia sostiene che l’Iran controlli il passaggio e abbia ripristinato l’accesso a 30 dei 33 siti missilistici lungo la costa.
Sale la tensione nello Stretto di Hormuz, con l'Iran che rivendica il controllo dell'area e minaccia gli Stati Uniti. Sullo sfondo, un jet F-35 Usa pattuglia le acque del Golfo e un drone sorvola una base. Sergio Mattarella invita Israele ad abbandonare uno stato di guerra permanente.
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha ridotto del 30% la produzione petrolifera dell’OPEC, afferma il cartello. Il blocco imposto dall’Iran ha di fatto interrotto le forniture dal Golfo Persico e mette a rischio la crescita della domanda globale di petrolio nel corso dell’anno.
Alcuni media internazionali scrivono che Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita non si sarebbero limitati a difendersi durante la guerra con l’Iran. I due paesi del Golfo avrebbero condotto in segreto attacchi contro Teheran, aggiungendo un elemento rilevante alle tensioni nella regione.
L’intelligence statunitense ritiene che l’Iran abbia conservato e ricostituito una parte significativa delle proprie capacità militari. La valutazione riguarda anche siti missilistici e l’area dello Stretto di Hormuz, un punto strategico per gli equilibri regionali e per i traffici energetici.
Teheran ha rivendicato il controllo dello Stretto di Hormuz, affermando che da Kharg non lascerà partire "neanche un granello". Il vicecomandante della Marina iraniana ha anche minacciato gli Stati Uniti, dichiarando che se Donald Trump sbarcasse sull'isola il Golfo diventerebbe "un cimitero delle forze Usa". In parallelo, media riferiscono di raid israeliani in Libano con almeno 8 morti, tra cui 2 bambini.
Teheran afferma di avere il controllo dello Stretto di Hormuz e sostiene che "neanche un granello" lascerà Kharg. Il vicecomandante della Marina iraniana ha aggiunto che, se Trump sbarcasse sull'isola, il Golfo diventerebbe un cimitero per le forze Usa.
Il ministro Guido Crosetto ha annunciato l’avvicinamento di due cacciamine italiani nell’area di Hormuz, precisando però che si attende una fase di pace. Nell’audizione davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, Antonio Tajani ha escluso la richiesta di una nuova operazione nel Golfo, indicando un eventuale impegno solo dopo la fine delle ostilità.
Per gli esportatori cinesi, le preoccupazioni legate all’Iran stanno superando quelle sui dazi mentre Donald Trump e Xi Jinping si preparano a incontrarsi. In vista del vertice, Pechino e Washington dovrebbero ribadire l’intenzione condivisa di riaprire lo Stretto di Hormuz e ristabilire la stabilità nella regione.
Dopo la quasi distruzione della flotta navale tradizionale iraniana nei raid israelo-statunitensi, i Pasdaran mantengono in acqua una “mosquito fleet” di piccole imbarcazioni armate. Questa presenza sta paralizzando il passaggio nello Stretto di Hormuz, uno snodo cruciale per la navigazione.
L’India affronta una fase di forte tensione legata alla dipendenza dal greggio che transita nello Stretto di Hormuz. Narendra Modi ha annunciato misure di austerità, invitando allo smart working, a rinviare i matrimoni e a privilegiare i prodotti nazionali per ridurre i consumi di carburante. Nel Paese si registrano chiusure di ristoranti e code ai distributori, mentre emerge la fragilità energetica del gigante asiatico.
L’Iran ha respinto il piano degli Stati Uniti, mentre Donald Trump ha affermato che una soluzione diplomatica con Teheran resta ancora possibile. Il presidente Usa ha definito indegna la leadership iraniana. Intanto, secondo i media, una petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz seguendo una rotta indicata da Teheran, mentre proseguono i raid israeliani sul Libano.
Gli Stati Uniti hanno respinto l'ultima lettera dell'Iran, che proponeva uno stop agli attacchi e la riapertura dello Stretto di Hormuz in vista di negoziati. Secondo Trump, il programma nucleare di Teheran va fermato subito, mentre lo scenario nella regione resta sempre più incerto.
Donald Trump torna in Cina dopo nove anni per un vertice con Xi Jinping centrato sulla tregua commerciale e sulla crisi nello Stretto di Hormuz. Sul tavolo ci sono anche i dazi e le terre rare, mentre Pechino punta a far valere il proprio margine negoziale e a ribadire la linea rossa su Taiwan.
L'Iran ha respinto il piano degli Stati Uniti, definendo eccessive le richieste americane e sostenendo che la propria risposta sia "generosa e razionale". Donald Trump ha criticato la lettera di Teheran, giudicandola inappropriata. Intanto, secondo media citati nel liveblog, una petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz seguendo una rotta indicata da Teheran, mentre continuano i raid israeliani sul Libano.
Il podcast analizza perché i mercati non sono crollati malgrado le paure per la guerra in Iran: l'azionario è ai massimi, l'oro è in calo e il Brent viaggia intorno a 126 dollari. Vengono esaminati tre scenari (de-escalation, stallo prolungato, escalation) e le conseguenze per i portafogli, alla luce di report di JP Morgan, dati di Ed Yardeni e analisi di Citi. Si discutono inoltre temi tecnici come demand destruction, backwardation, term premium e la correlazione azioni-bond.
L'Iran ha dichiarato che non "si piegherà mai" dopo che Donald Trump ha respinto una controproposta di pace, prolungando il conflitto in Medio Oriente. Washington sta cercando di spingere Pechino a fare pressione su Teheran per riaprire lo Stretto di Hormuz, ma non è chiaro quanto la Cina sia disposta a intervenire.
Teheran si dice pronta ad aprire lo Stretto di Hormuz, ma non assume impegni sul dossier nucleare nel confronto con gli Stati Uniti. Donald Trump accusa l'Iran di prendere in giro Washington e avverte che "non riderete più". Benjamin Netanyahu sostiene che la partita non sia ancora conclusa.
Donald Trump ha respinto l’ultima controproposta avanzata dall’Iran per porre fine alla guerra, dichiarando di non gradirla. Teheran aveva ribadito la necessità di fermare il conflitto e revocare le sanzioni, riferisce l’agenzia semi-ufficiale Tasnim citando una fonte informata. Gli Stati Uniti attendono ora una risposta iraniana mentre una petroliera attraversa lo Stretto di Hormuz.
Teheran ha avvertito Londra e Parigi di una risposta immediata con navi nello Stretto di Hormuz, mentre i media iraniani riferiscono che la risposta alla proposta degli Stati Uniti sarebbe stata inviata tramite il Pakistan. Il presidente Masoud Pezeshkian ha ribadito che l’Iran non si piegherà al nemico e che negoziare non significa arrendersi.
La guerra sostiene i risultati del primo trimestre di Saudi Aramco, mentre la compagnia saudita riesce a bypassare lo stretto di Hormuz. Il presidente e ceo Amin H. Nasser avverte però che la quasi chiusura del passaggio potrebbe causare un’instabilità prolungata sui mercati energetici.
Nel liveblog sul Medio Oriente si segnala che il Libano denuncia sette morti, tra cui tre bambini, nei raid israeliani contro famiglie sfollate. Intanto Londra ha inviato un cacciatorpediniere in vista di una futura missione nello Stretto di Hormuz. Da Teheran, il ministro Araghchi chiede agli Stati Uniti di porre fine a richieste definite eccessive e irragionevoli.
Donald Trump ha criticato l’Italia sul tema dei dragamine nello Stretto di Hormuz, sostenendo che Roma non fosse presente quando gli Stati Uniti ne avevano bisogno. In un’intervista al Corriere, all’indomani della visita a Roma di Marco Rubio, ha aggiunto di stare ancora valutando un eventuale spostamento delle truppe americane dall’Italia.
Le energie rinnovabili superano Big Oil negli investimenti, in un trend già avviato prima della crisi dello Stretto di Hormuz. Le tensioni sul passaggio strategico del petrolio rafforzano i dubbi sul ruolo del greggio, mentre negli Stati Uniti la sfida sulle fonti green si intreccia con il confronto con la Cina voluto da Donald Trump.
Due navi iraniane sono state colpite, mentre Teheran accusa Washington di “avventurismo”. Il ministro Araghchi parla di mosse sconsiderate proprio mentre l’opzione diplomatica resta sul tavolo. Intanto il vicepresidente Usa Vance incontra il premier del Qatar e dalla Casa Bianca filtra l’ipotesi di un accordo imminente.
Per Aaron David Miller, Teheran gioca sul tempo e mira a far riconoscere una nuova configurazione dei rapporti regionali. La leadership iraniana, osserva l’analista, è già cambiata e punta al riconoscimento della propria capacità di gestire lo Stretto e del diritto a un programma nucleare.
Il cessate il fuoco con l'Iran resta in vigore, assicura Trump dopo che Teheran ha accusato gli Usa di averlo violato con attacchi a navi nello Stretto di Hormuz. Il presidente avverte: "Teheran firmi o colpiremo".
I prezzi del petrolio restano stabili mentre Donald Trump sostiene che il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran sia ancora in vigore. Lo scambio di colpi nello Stretto di Hormuz ha però riacceso i timori su una possibile tenuta fragile della tregua tra i due Paesi.
La riapertura dello Stretto di Hormuz sarà decisiva per le valutazioni della Bce sui tassi a giugno, ha detto il vicepresidente Luis de Guindos. Ha inoltre escluso aiuti indiscriminati che finiscano per incentivare i consumi di combustibili fossili.
Stati Uniti e Iran hanno scambiato colpi nello Stretto di Hormuz, con entrambe le parti che sostengono che sia stato l'altro a sparare per primo. La comunicazione del CENTCOM non chiarisce lo stato del cessate il fuoco tra Washington e Teheran, già indebolito da ripetute accuse di violazioni dei termini dell'intesa.
La Commissione europea si prepara a pubblicare linee guida per il settore aereo dopo la crisi di Hormuz. L’indicazione è che non saranno ammessi aumenti retroattivi del prezzo dei biglietti già acquistati. In caso di cancellazione del volo per carenza locale di cherosene, non è previsto un risarcimento per il viaggiatore.
L’Iran dovrebbe rispondere oggi alla proposta degli Stati Uniti sul Medio Oriente, mentre sono in corso negoziati per una parziale apertura dello Stretto di Hormuz. Donald Trump ha avuto una telefonata con Benjamin Netanyahu, che ha confermato l’uccisione del capo della forza Radwan di Hezbollah. Negli Stati Uniti sono inoltre in corso indagini su scommesse sul petrolio legate all’Iran, con guadagni stimati in 2,6 miliardi.
I prezzi del petrolio sono scesi giovedì sotto quota 100 dollari, mentre gli investitori valutano gli ultimi sviluppi in Medio Oriente. I mercati restano concentrati sui rischi legati allo Stretto di Hormuz, sullo sfondo delle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran.
L’Armenia ospita un vertice che riunisce molti attori europei e occidentali mentre cresce la tensione attorno allo stretto di Hormuz. Erevan sta portando avanti una politica estera meno dipendente dalla Russia, avvicinandosi a Unione europea, Stati Uniti e Turchia. Tra gasdotti e cavi elettrici, il paese caucasico punta a diventare un centro commerciale strategico per la regione.
La Francia riferisce che una nave francese è stata attaccata nello Stretto di Hormuz. Parigi afferma che la coalizione internazionale per la riapertura dello stretto è pronta e ha inviato la propria portaerei nell'area, mentre il presidente Emmanuel Macron prepara una risposta comune. La vicenda è stata trattata nel The Essential di Will Media.
Donald Trump sostiene che un accordo con l’Iran possa arrivare entro una settimana e parla di colloqui positivi. Teheran però respinge l’ipotesi di una resa e giudica inaccettabili alcune proposte, mentre il presidente americano avverte che in caso di rifiuto potrebbe ordinare bombardamenti. Intanto gli Stati Uniti hanno bloccato una petroliera nello Stretto.
Washington spinge per raggiungere un’intesa con Teheran prima del vertice in Cina e chiede una moratoria di 12 anni sul programma nucleare iraniano. L’Iran però prende tempo, mentre i pasdaran puntano prima a ottenere lo sblocco dello Stretto di Hormuz.
Marco Rubio è a Roma per una missione diplomatica che punta a ricucire i rapporti con il Papa dopo le critiche arrivate dalla Casa Bianca. In agenda ci sono oggi un incontro sui dossier esteri e domani un vertice con Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Tra i temi al centro dei colloqui figurano lo Stretto di Hormuz, la missione Unifil e le basi americane in Italia.
Sale l’allarme nel settore dei fertilizzanti per l’aumento dei costi dell’urea, con possibili ricadute su prodotti di base come pane, pasta e riso. A pesare sono le tensioni nello stretto di Hormuz e, più in generale, il contesto geopolitico. Il quadro regolatorio europeo viene indicato come un ulteriore fattore di pressione per il comparto.
Per l’instabilità legata alla guerra in Iran si discute della possibilità di un «lockdown energetico» in Italia; al momento non è previsto, ma potrebbe essere adottato se la situazione peggiorasse. Misure europee coordinate potrebbero includere limitazioni dei consumi, riduzione dei voli, restrizioni su illuminazione pubblica e climatizzazione e un aumento del prezzo dei carburanti, in base ai regolamenti sulle scorte di petrolio e alle direttive sul gas naturale.
Donald Trump ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz sarà riaperto a tutti se l’Iran accetterà l’accordo in discussione. Da Teheran è arrivata però una prima reazione negativa, con parti della proposta giudicate inaccettabili. Intanto, secondo Axios, le parti sarebbero vicine a un memorandum in 14 punti e si attende una risposta iraniana entro 48 ore; Trump ha inoltre fermato il Project Freedom.
Una nave francese è stata colpita nello Stretto di Hormuz e alcuni membri dell’equipaggio sono rimasti feriti. Emmanuel Macron ha dichiarato che la Francia non è stata presa di mira in alcun modo. Intanto, secondo Axios, si sarebbe vicini a un memorandum sull’Iran, con una risposta attesa da Teheran entro 48 ore, mentre Donald Trump ha parlato di grandi progressi verso un accordo e Pechino ha chiesto la fine immediata delle ostilità.
Il blocco dello Stretto di Hormuz mette a rischio la sicurezza energetica dell’India, che consuma oltre 30 milioni di tonnellate di Gnl all’anno e ne importa circa la metà. Nelle aree rurali, la carenza di gas spinge molte famiglie a cucinare usando lo sterco delle mucche sacre.
I prezzi del petrolio sono scesi bruscamente dopo le dichiarazioni di Donald Trump su una pausa dell’iniziativa di scorta navale degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz. La mossa ha alimentato le speranze di un possibile accordo con l’Iran per porre fine alla guerra.
Nello Stretto di Hormuz i barchini veloci dei pasdaran, progettati per sfuggire ai radar delle fregate, si sono scontrati con la risposta americana basata su elicotteri AH64 Apache e MH60 Seahawk. L’elemento decisivo è stata la supremazia informativa garantita dall’intelligenza artificiale, che ha cambiato gli equilibri dello scontro.
Il presidente degli Stati Uniti ha sospeso nella notte il Project Freedom, l’operazione di guida delle imbarcazioni fuori dallo Stretto di Hormuz. Delle 1.600 navi bloccate ne sarebbero partite solo sei, mentre tre sono state attaccate. Il bilancio segna un forte ridimensionamento dell’iniziativa voluta da Donald Trump.
Dopo quasi un mese di calma relativa, nel Golfo Persico sono riprese le ostilità. La nuova fase del conflitto mostra che diplomazia e militarismo continuano a procedere in parallelo, senza una vera interruzione della guerra in Medio Oriente.
Donald Trump ha annunciato una breve sospensione del Project Freedom nello Stretto di Hormuz, avvertendo l'Iran che "sa quello che deve fare". Da Teheran, il ministro degli Esteri Araghchi ha riferito di progressi nei colloqui. La vicenda si inserisce nel quadro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran in Medio Oriente.
Gli Stati Uniti hanno annunciato "Project Freedom" per riaprire al commercio lo Stretto di Hormuz, mentre la guerra con l’Iran blocca il traffico nella zona. Donald Trump ha detto che Washington guiderà le navi rimaste ferme attraverso il passaggio, ma diversi esperti si mostrano scettici sull’efficacia dell’operazione.
Due navi militari statunitensi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz evitando i raid iraniani, mentre gli Emirati hanno riferito di attacchi partiti dall'Iran. Maersk ha reso noto che una propria imbarcazione ha lasciato lo stretto sotto scorta Usa. Teheran ha definito "Project Freedom" un'iniziativa senza sbocco.
Il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha dichiarato che il cessate il fuoco non è terminato, nonostante lo scambio di colpi tra Stati Uniti e Iran. Il Pentagono si attendeva "un po' di turbolenza all'inizio" di "Project Freedom", l'iniziativa per far transitare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Le tensioni nell'area mantengono alta l'attenzione su una rotta chiave per energia e commerci.
Il Fondo monetario stima che la crisi legata allo Stretto di Hormuz e al conflitto in Medio Oriente possa avere un costo per le famiglie italiane compreso tra 450 e 2.270 euro. Nell’outlook l’Fmi segnala il rischio di tassi in rialzo e invita a non prevedere deroghe al Patto di stabilità. Il monito è rivolto soprattutto ai Paesi ad alto debito, chiamati alla cautela per evitare tensioni sugli spread e reazioni negative dei mercati.
Maersk ha riferito che una sua nave ha attraversato lo Stretto di Hormuz sotto scorta degli Stati Uniti. L'Iran ha negato la ricostruzione, definendo "Project Freedom" senza sbocco. Donald Trump ha inoltre detto di non poter confermare se la tregua sia ancora in vigore.
La guerra in Iran spinge i Paesi del Golfo a cercare vie alternative allo Stretto di Hormuz per il transito di petrolio e gas. Tornano così d’attualità vecchi progetti di oleodotti e gasdotti terrestri, mentre si studiano nuovi corridoi logistici. Ma i costi economici e politici rendono difficile trovare soluzioni rapide.
Ferrarini archivia un bilancio solido dopo il riassetto, con un fatturato di 197 milioni di euro in crescita del 7,6%. Resta un elemento di incertezza sull’andamento dei costi legato al blocco dello stretto di Hormuz. Nonostante questo, il quadro sul futuro della società viene indicato come ottimistico.
Nel quadro delle tensioni nello Stretto di Hormuz, l’Iran ha riferito di progressi nei colloqui e ha definito senza sbocco il Project Freedom. Donald Trump ha detto di non poter confermare se la tregua sia ancora in vigore. Emmanuel Macron ha definito inaccettabili gli attacchi iraniani contro gli Emirati.
La crisi legata a Hormuz ha ricadute anche su Fluorsid. L’azienda chimica del gruppo Giulini, che produce nello stabilimento sardo di Macchiareddu, va verso uno stop della produzione e una riduzione del personale.
Nel The Essential di martedì 5 maggio Chiara Piotto segnala la ripresa degli attacchi tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz e solleva dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco. La puntata include inoltre aggiornamenti su una sospetta epidemia di hantavirus a bordo di una nave da crociera e su una campagna di boycott contro Jeff Bezos al Met Gala.
Gli Stati Uniti annunciano l’avvio di 'Project Freedom' e affermano di controllare lo Stretto di Hormuz, mentre Teheran smentisce. Intanto cresce l’allarme per i raid iraniani nel Golfo, in un nuovo scontro che riaccende la tensione nell’area.
Teheran afferma che nessuna petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz, mentre resta in fase di verifica se l'esplosione su una nave sudcoreana in fiamme sia stata causata da un attacco. L'Iran sostiene inoltre di aver colpito con due missili una nave da guerra americana, ma gli Stati Uniti smentiscono. Il segretario al Tesoro Usa ha dichiarato che Washington ha il controllo dello stretto e che lo sta riaprendo.
Le Borse hanno registrato cali e il petrolio è salito dopo il presunto attacco dell’Iran agli Emirati Arabi Uniti. L’episodio è avvenuto a quasi un mese dall’inizio di un cessate il fuoco. Gli Stati Uniti hanno inoltre riferito di aver affondato alcune imbarcazioni nello Stretto di Hormuz.
Una nave sudcoreana ha preso fuoco dopo un'esplosione nello Stretto di Hormuz, mentre cresce la tensione in Medio Oriente. Teheran sostiene che una nave da guerra americana sia stata colpita da due missili, ma gli Stati Uniti smentiscono. Il segretario al Tesoro Usa ha dichiarato che Washington ha il controllo dello stretto e sta lavorando per riaprirlo.
Teheran sostiene che una nave da guerra americana vicino allo Stretto di Hormuz sia stata colpita da due missili, mentre Washington smentisce. Donald Trump ha annunciato l'operazione "Project Freedom" per liberare le navi nello Stretto. Intanto il cacciamine tedesco Fulda è salpato verso il Mediterraneo e in Iran tre persone sono state giustiziate con l'accusa di legami con il Mossad.
Donald Trump ha annunciato l’avvio di “Project Freedom” per riaprire il traffico navale nello Stretto di Hormuz, con l’impiego di cento aerei e 15mila uomini. Teheran ha reagito con durezza, minacciando attacchi in caso di avvicinamento delle forze americane. Macron ha espresso scetticismo, sostenendo che la riapertura dello Stretto debba essere concordata e che la Francia non parteciperà a operazioni poco chiare. Nelle ultime 24 ore un mercantile è stato preso di mira dai barchini dei Guardiani della rivoluzione.
Donald Trump ha annunciato l’operazione Freedom per liberare le navi nello Stretto di Hormuz. Teheran ha replicato minacciando attacchi contro le forze statunitensi se si avvicineranno. In Iran, inoltre, tre persone sono state giustiziate con l’accusa di legami con il Mossad.
I prezzi del petrolio sono saliti mentre Donald Trump ha annunciato l’intenzione di “liberare” le navi bloccate dal conflitto in Medio Oriente. L’agenzia britannica United Kingdom Maritime Trade Operations ha riferito che lunedì una petroliera è stata colpita da proiettili a nord di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. L’episodio alimenta i timori per la sicurezza del traffico marittimo nell’area.
La chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per le spedizioni energetiche, ha messo in evidenza quali Paesi siano più vulnerabili a interruzioni delle importazioni. In questo contesto, l’energia nucleare viene indicata dagli analisti come una possibile risposta per l’Europa, anche se il percorso appare complesso e non immediato.
Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti «guideranno» le navi bloccate attraverso lo stretto di Hormuz. Resta però incerto se l’Iran consentirà il passaggio, in un’area già molto delicata per gli equilibri regionali.
I mercati asiatici si avviano ad aprire in ordine sparso nella seduta di lunedì. Gli investitori valutano il piano annunciato dal presidente Donald Trump per "liberare" le navi bloccate nello Stretto di Hormuz, un passaggio chiave per i flussi energetici globali.
Donald Trump ha annunciato l'operazione "Project Freedom" con l'obiettivo di liberare le navi bloccate nello Stretto di Hormuz. Teheran ha replicato che qualsiasi interferenza degli Stati Uniti nell'area sarà considerata una violazione del cessate il fuoco.
Gli Stati Uniti avviano da oggi la missione “Project Freedom” per garantire il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, con un avvertimento a chi volesse ostacolarla. In parallelo, l’amministrazione Trump continua il confronto con Teheran: Washington ha respinto la bozza iraniana presentando una controproposta.
Gli Stati Uniti avviano da oggi la missione Project Freedom nello Stretto di Hormuz, con un messaggio di deterrenza rivolto a chi volesse ostacolare il transito delle navi. In parallelo, Washington continua il negoziato con Teheran, respingendo la bozza iraniana e presentando una controproposta.
L’ex capo economista del presidente Clinton collega l’uscita di Abu Dhabi alla pressione degli Stati Uniti. Nell’intervista affronta anche la guerra in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz, indicando l’apertura di una settimana decisiva per i mercati finanziari.
L’Opec+ ha deciso di aumentare la produzione di greggio da giugno, in un contesto di tensione seguito all’addio di Abu Dhabi. Intanto una super petroliera iraniana con un carico di 1,9 milioni di barili è riuscita a sfuggire al blocco della Marina statunitense nello Stretto di Hormuz. La vicenda intreccia equilibri del cartello, mercato energetico e confronto tra Teheran e Washington.
Msc, la maggiore compagnia di trasporto container, avvierà una rotta alternativa per aggirare il blocco dello Stretto di Hormuz. Il collegamento partirà dai porti europei, inclusi quelli italiani, e raggiungerà il versante occidentale dell’Arabia con l’impiego di navi grandi, piccole e tir. La prima partenza è prevista da Anversa il 10 maggio.
Abdolreza Davari, ex consigliere di Ahmadinejad oggi vicino a Mojtaba Khamenei, indica tra le priorità di Teheran un accordo sui pedaggi delle navi in transito nello Stretto di Hormuz prima del negoziato sul nucleare. Nell’intervista prospetta una sorta di assicurazione pari al 5 per cento del valore dei carichi in transito.
L’Iran ha avanzato una proposta sullo Stretto di Hormuz, ma Donald Trump ha detto di non essere soddisfatto dell’ultima offerta di Teheran. Il presidente Usa ha comunque indicato di preferire una strada non militare. Il ministro degli Esteri iraniano ha affermato che Teheran è pronta alla diplomazia se Washington cambierà approccio.
Wall Street ha coniato un nuovo soprannome per Donald Trump dopo “Taco”: “Nacho”, acronimo di “Not a Chance Hormuz Open”. Il nomignolo, legato alla guerra in Iran, allude all’idea che il presidente sia incapace di tenere aperto lo Stretto di Hormuz e lo ha fatto infuriare.
Gli Stati Uniti puntano a riaprire lo Stretto di Hormuz, con piani militari già pronti che includono bombardamenti molto intensi e un impiego limitato di truppe di terra. La pressione di Washington mira però anche a spingere Teheran a rivedere le proprie posizioni. Le prossime 48 ore vengono indicate come cruciali nello scontro tra Donald Trump e Ali Khamenei, tra rischio di guerra e possibile negoziato.
Geopop analizza la tecnologia delle mine navali, dalle mine ancorate e di fondo alle versioni moderne con sensori magnetici e acustici. Il video spiega perché individuarle e rimuoverle richiede settimane e navi specializzate, e valuta l'impatto sulle rotte e sull'economia nello Stretto di Hormuz. Viene inoltre esaminato il ruolo di questi ordigni nella geopolitica e nella sicurezza marittima.
Nuova escalation verbale tra Teheran e Washington sul Golfo Persico. Ali Khamenei ha dichiarato che l'unico posto per gli Stati Uniti nella regione è "in fondo al mare", mentre Donald Trump ha scritto che "la tempesta sta arrivando". Al centro delle tensioni anche un post su Hormuz ribattezzato "Stretto di Trump".
Donald Trump ha dichiarato che “la tempesta sta arrivando” e che oggi si terrà un briefing sui nuovi piani di azione in Iran. Tra le ipotesi indicate figurano la conquista dello Stretto di Hormuz, la messa in sicurezza dell’uranio e attacchi brevi e potenti. Il quadro segnala una possibile escalation nel Medio Oriente.
Inaugurato nel 2012 con un investimento di 3,3 miliardi di dollari, l’oleodotto di Fujairah consente agli Emirati di esportare petrolio evitando il passaggio nello Stretto di Hormuz. La struttura ha una capacità di 1,5 milioni di barili al giorno, espandibile fino a 1,8 milioni. Il tracciato non attraversa le acque contese tra Iran e Oman.
I comandanti militari statunitensi sono attesi oggi da Donald Trump per discutere nuove opzioni militari contro l’Iran. Tra le ipotesi riportate ci sono la conquista dello Stretto di Hormuz, la messa in sicurezza dell’uranio e attacchi brevi e potenti.
Donald Trump sostiene di preferire la chiusura dello Stretto di Hormuz ai bombardamenti, ma negli Stati Uniti vengono preparati anche attacchi definiti “forti e brevi”. Il costo di un possibile conflitto viene stimato in 25 miliardi di dollari. Intanto i democratici attaccano il segretario alla Difesa Pete Hegseth, accusando l’amministrazione di essersi impantanata.
L'uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'OPEC segna la fine dello storico cartello petrolifero ed è inquadrata nel contesto del blocco dello Stretto di Hormuz e delle nuove alleanze militari nel Golfo. La mossa, resa possibile dalla Abu Dhabi Crude Oil Pipeline che consente esportazioni da Fujairah per circa 1,5 milioni di barili al giorno, potrebbe inondare il mercato o provocare un'impennata dei prezzi, alterando l'offerta globale. Tra le conseguenze indicate figurano effetti su inflazione, tassi d'interesse e risparmiatori, con ripercussioni su spread BTP-Bund, mutui variabili e dividendi delle società energetiche.
La guerra in Iran costa all’Unione europea circa 500 milioni di euro al giorno per l’energia, ha affermato Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione europea ha spiegato che in due mesi l’import energetico è aumentato di 27 miliardi di euro. Gli effetti della crisi, ha aggiunto, potrebbero farsi sentire per anni.
I cavi internet sottomarini che attraversano lo stretto di Hormuz rischiano di diventare un nuovo bersaglio del conflitto che coinvolge l’Iran. In quell’area passa una rete da cui dipende gran parte del traffico globale, con possibili conseguenze molto gravi per le comunicazioni internazionali.
L’uscita degli Emirati dall’Opec rompe gli equilibri del mercato petrolifero e potrebbe avere conseguenze molto ampie. Kenneth Rogoff segnala che Abu Dhabi teme un cedimento sui pedaggi, in uno scenario reso ancora più incerto dalla possibile mancata riapertura dello stretto. La crisi intreccia energia, mercati e tensioni nel Golfo.
Gli Stati Uniti hanno respinto le proposte avanzate da Teheran, mentre Donald Trump ha riferito che l’Iran chiede una riapertura immediata dello Stretto di Hormuz. Il presidente americano ha anche attaccato Friedrich Merz, accusandolo di criticarlo senza sapere di cosa parla. Intanto è attesa una nuova bozza iraniana.
I prezzi del petrolio sono saliti mentre i mercati valutano nuovi segnali dai negoziati tra Stati Uniti e Iran. L'incertezza su una possibile de-escalation mantiene alta la tensione, con il greggio Usa vicino alla soglia dei 100 dollari. Sullo sfondo pesa un report secondo cui Donald Trump sarebbe insoddisfatto della proposta iraniana di riaprire lo Stretto di Hormuz.
Teheran presenterà nei prossimi giorni una nuova versione della sua proposta di pace, mentre dal ministero della Difesa iraniano accusano gli Stati Uniti di non essere più in grado di imporre la propria linea ad altri Paesi. Da parte americana, Donald Trump ha espresso scetticismo sulla proposta iraniana relativa allo Stretto di Hormuz.
Il titolo Eni arriva a quota 23,55 dopo un anno molto forte, ma nelle ultime settimane mostra una pausa. A incidere sul quadro sono sia la tenuta operativa del gruppo sia il nuovo slancio del Brent, risalito oltre i 110 dollari secondo Il Sole 24 Ore.
Un reportage di Leonardo Zellino per Tg1 descrive una rete di piccole imbarcazioni veloci, i cosiddetti 'barchini dei Pasdaran', attivi nello Stretto di Hormuz. Questa 'flotta di zanzare' è meno visibile e difficile da neutralizzare, progettata per operare secondo logiche di guerra asimmetrica. Tutti gli aggiornamenti sono disponibili su Rainews.it.
Teheran ha avanzato ai mediatori pachistani una proposta che prevede prima lo sblocco dello Stretto di Hormuz e poi il dossier nucleare. Il ministro iraniano Araghchi è atteso da Vladimir Putin, mentre Donald Trump ha riunito la Situation Room. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato di Stati Uniti "umiliati".
Teheran ha avanzato agli Stati Uniti una proposta per un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, rinviando però il dossier nucleare. Intanto il ministro degli Esteri iraniano Araghchi è a San Pietroburgo per incontrare Vladimir Putin, che ha assicurato l'impegno di Mosca a fare il possibile per la pace. Sullo sfondo restano le tensioni regionali e il nodo del controllo militare dello Stretto.
Donald Trump punta su un blocco per mettere sotto pressione il regime iraniano. Ma Wolfe Research avverte che la strategia potrebbe prolungare la chiusura dello Stretto di Hormuz e spingere Teheran a una risposta violenta. Uno scenario che aumenterebbe i rischi geopolitici ed economici legati a una delle rotte energetiche più sensibili al mondo.
I danni a diverse infrastrutture energetiche del Golfo e il protrarsi del blocco dei transiti nello stretto di Hormuz riducono l’ipotesi di un rialzo dei prezzi solo temporaneo e contenuto. Con il conflitto in Iran ancora aperto, prende quota la prospettiva di un ritorno dell’inflazione anche in caso di rapida de-escalation.
Gli Stati Uniti stanno inviando navi e mezzi per individuare e distruggere le mine piazzate nello stretto di Hormuz. Le operazioni di sminamento si preannunciano complesse e potrebbero richiedere il supporto degli alleati e della Nato. Anche l’Italia dispone di capacità nel settore, con 8 navi cacciamine.
I Pasdaran hanno indicato il controllo dello Stretto di Hormuz come la strategia definitiva dell'Iran. Da Teheran arriva anche il segnale che non sono previsti incontri diretti. Intanto Donald Trump ha cancellato il viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan.
Il Breakwave Tanker Shipping ETF (BWET) è salito di oltre il 600% dall’inizio dell’anno nel contesto della guerra tra Stati Uniti e Iran. Il fondo ha nettamente sovraperformato sia il petrolio greggio sia i titoli del comparto energetico. Il focus degli investitori si è spostato sul trasporto marittimo di greggio, in un mercato segnato dalle tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz.
Lo Stretto di Hormuz potrebbe non tornare pienamente operativo prima della seconda metà del 2026, secondo Baker Hughes. Il traffico delle petroliere resta molto ridotto mentre Stati Uniti e Iran cercano di far rispettare blocchi contrapposti in un contesto di fragile cessate il fuoco. La situazione continua a pesare sui flussi energetici tra petrolio e GNL.
Gli Stati Uniti pianificano attacchi contro obiettivi iraniani nell’area dello Stretto di Hormuz nel caso in cui la tregua dovesse fallire. Nel mirino ci sarebbero mine, imbarcazioni d’attacco rapido e minacce costiere, in un quadro di forte tensione in Medio Oriente.
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti controllano lo Stretto di Hormuz e ha ordinato di distruggere qualsiasi nave che posi mine nell’area. Alla Bbc ha affermato che Washington ha già "annientato" l’Iran e di non avere bisogno di nessuno. Teheran sostiene di aver ricevuto i primi introiti dai pedaggi imposti su Hormuz, mentre l’Onu lavora per mantenere una presenza in Libano dopo la partenza dell’Unifil.
Donald Trump ha ordinato alla Marina statunitense di "sparare e uccidere" qualsiasi imbarcazione sorpresa a posare mine nello Stretto di Hormuz. Il messaggio segnala un ulteriore aumento della tensione tra Stati Uniti e Iran attorno al passaggio marittimo, dove dall’inizio della guerra il traffico delle petroliere è stato in gran parte bloccato.
La crisi legata a Hormuz mette a rischio 80 milioni di euro di export di vino per Frescobaldi. Il settore registra già i primi effetti diretti del conflitto iraniano, con il blocco degli ordini in una ventina di mercati, dal Golfo ad altre aree coinvolte.
Donald Trump ha ordinato di distruggere qualsiasi nave che metta mine nello Stretto di Hormuz, mentre le dragamine statunitensi sono al lavoro nell'area. Teheran ha dichiarato di aver ricevuto i primi introiti dai pedaggi imposti sullo stretto. L'Onu ha inoltre affermato di lavorare per mantenere una presenza in Libano dopo la partenza dell'Unifil.
Con il conflitto in Iran che si prolunga e lo Stretto di Hormuz ancora chiuso, India e Cina stanno intensificando la competizione per le forniture di greggio russo. La rivalità tra i due grandi importatori asiatici cresce mentre l’offerta disponibile di petrolio si restringe.
Le Guardie della rivoluzione iraniane hanno diffuso un video che mostra il sequestro di due navi nello Stretto di Hormuz. I pasdaran hanno dichiarato di averle scortate fino alle coste iraniane.
Nuova tensione nel Golfo: l’Iran ha sequestrato due cargo nello Stretto di Hormuz e una terza nave è stata colpita. Intanto Donald Trump ha rilanciato la prospettiva di nuovi colloqui venerdì. Teheran, però, diffida degli Stati Uniti e teme possibili attacchi a sorpresa.
Due navi sono state colpite e sequestrate nello Stretto di Hormuz, tra cui la portacontainer Msc Francesca ed Epaminondas. Una delle imbarcazioni è stata raggiunta da colpi d'arma da fuoco iraniani al largo delle coste dell'Oman, riportando danni ma senza vittime. Donald Trump ha dichiarato che nuovi colloqui con l'Iran potrebbero tenersi venerdì.
Donald Trump afferma che l’Iran è al collasso con lo stretto di Hormuz chiuso, mentre Teheran sostiene che negozierà se gli Stati Uniti rimuoveranno il blocco. Intanto una nave portacontainer è stata colpita da colpi d’arma da fuoco iraniani al largo dell’Oman: ha riportato danni, ma non si registrano vittime.
Dall’inizio della guerra in Iran, il mercato del petrolio ha registrato forti oscillazioni. I timori per l’offerta legati allo Stretto di Hormuz hanno alimentato bruschi movimenti dei prezzi e una volatilità ai massimi storici. L’attenzione resta ora sulle prossime evoluzioni del conflitto e sui possibili effetti sulle forniture energetiche.
Citi ha delineato tre possibili scenari per lo Stretto di Hormuz, indicando come potrebbero reagire i prezzi del petrolio in ciascun caso. La banca segnala inoltre che le scorte globali di greggio sono attese ai livelli più bassi degli ultimi otto anni entro la fine di giugno, anche se il conflitto dovesse terminare già questa settimana.