La procuratrice statunitense Jeanine Pirro sembra aver rinunciato ai piani di ricorso nell’indagine penale che coinvolge il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. La svolta nella strategia legale è arrivata poco prima di una scadenza fissata nel procedimento.
La procuratrice federale Jeanine Pirro continua a fare pressione sul presidente della Federal Reserve Jerome Powell, nonostante l’abbandono dell’indagine. È atteso a breve un ricorso contro la decisione che ha bloccato l’inchiesta sui superamenti di costo della Fed.
I senatori Elizabeth Warren e Dick Durbin hanno avvertito che Jeanine Pirro potrebbe riaprire in qualsiasi momento un’indagine sulla Federal Reserve. In una lettera visionata da CNBC, i due contestano il riferimento di Pirro alla possibilità di riaprire un’inchiesta sul presidente della Fed, Jerome Powell.
Con la fine dell’indagine penale, il presidente della Federal Reserve Jerome Powell si trova ora davanti a una decisione cruciale sul proprio futuro. La scelta potrebbe avere conseguenze rilevanti per la politica monetaria in una fase particolarmente delicata.
Il Dipartimento di Giustizia ha chiuso l’indagine su Jerome Powell, rimuovendo un ostacolo alla nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve. La candidatura di Warsh da parte del presidente Donald Trump era di fatto bloccata proprio dall’inchiesta su Powell.
La pressione politica sulla Federal Reserve non si esaurisce con l’archiviazione dell’indagine su Jerome Powell. Donald Trump porta avanti da tempo una campagna per limitare l’autonomia della banca centrale, mantenendo aperto il tema della sua indipendenza.
Jeanine Pirro ha affermato che il Dipartimento di Giustizia non ritirerà l’indagine sulla Federal Reserve e presenterà ricorso contro l’ordine del giudice che blocca le citazioni a Jerome Powell. Powell sostiene che il Dipartimento di Giustizia lo stia prendendo di mira per essersi rifiutato di seguire la richiesta di Donald Trump di tagliare nettamente i tassi di interesse.