La procuratrice statunitense Jeanine Pirro sembra aver rinunciato ai piani di ricorso nell’indagine penale che coinvolge il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. La svolta nella strategia legale è arrivata poco prima di una scadenza fissata nel procedimento.
Austan Goolsbee, presidente della Fed di Chicago, ha definito negativi gli ultimi dati sull’inflazione. Ha indicato che i prezzi stanno aumentando anche nei servizi, segnalando pressioni inflazionistiche ancora diffuse.
La procuratrice federale Jeanine Pirro continua a fare pressione sul presidente della Federal Reserve Jerome Powell, nonostante l’abbandono dell’indagine. È atteso a breve un ricorso contro la decisione che ha bloccato l’inchiesta sui superamenti di costo della Fed.
Alcuni funzionari della Federal Reserve che questa settimana hanno votato contro il comunicato diffuso dopo la riunione hanno chiarito le ragioni del dissenso. A loro giudizio non era opportuno lasciare intendere che la prossima mossa sui tassi d'interesse sarebbe stata un taglio.
Le borse di Australia e Giappone avanzano, mentre gli investitori sembrano guardare oltre i timori per l’escalation della guerra con l’Iran. L’attenzione in Asia resta anche puntata sulla decisione della Federal Reserve attesa mercoledì sera negli Stati Uniti, dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione di maggio.
Alla prossima riunione della Federal Reserve si profila un confronto difficile tra Jerome Powell e Kevin Warsh. Powell ha promesso che non sarà uno "shadow chair", ma uno scontro con l’ex presidente appare difficile da evitare. Sarà la prima volta in quasi 80 anni che un presidente in carica e un ex presidente della Fed lavorano insieme.
Jay Woods indica che il peggio per i titoli software potrebbe essere alle spalle se Microsoft supererà un livello tecnico chiave nel corso della settimana. L’attenzione resta concentrata sulle trimestrali di alcune società rilevanti e sul prossimo meeting della Federal Reserve, da cui potrebbe emergere il messaggio più importante per i mercati.
Il senatore Thom Tillis ha ritirato il suo blocco sulla nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve. La decisione rimuove un ostacolo politico e apre la strada al candidato sostenuto da Donald Trump.
I senatori Elizabeth Warren e Dick Durbin hanno avvertito che Jeanine Pirro potrebbe riaprire in qualsiasi momento un’indagine sulla Federal Reserve. In una lettera visionata da CNBC, i due contestano il riferimento di Pirro alla possibilità di riaprire un’inchiesta sul presidente della Fed, Jerome Powell.
Con la fine dell’indagine penale, il presidente della Federal Reserve Jerome Powell si trova ora davanti a una decisione cruciale sul proprio futuro. La scelta potrebbe avere conseguenze rilevanti per la politica monetaria in una fase particolarmente delicata.
Il Dipartimento di Giustizia ha chiuso l’indagine su Jerome Powell, rimuovendo un ostacolo alla nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve. La candidatura di Warsh da parte del presidente Donald Trump era di fatto bloccata proprio dall’inchiesta su Powell.
La pressione politica sulla Federal Reserve non si esaurisce con l’archiviazione dell’indagine su Jerome Powell. Donald Trump porta avanti da tempo una campagna per limitare l’autonomia della banca centrale, mantenendo aperto il tema della sua indipendenza.
La Federal Reserve dovrebbe lasciare invariati i tassi nella riunione di aprile. La decisione può incidere sui costi per i consumatori, in particolare su prestiti e tassi legati al risparmio. L’appuntamento potrebbe inoltre essere l’ultimo con Jerome Powell alla guida della banca centrale.
Jeanine Pirro ha affermato che il Dipartimento di Giustizia non ritirerà l’indagine sulla Federal Reserve e presenterà ricorso contro l’ordine del giudice che blocca le citazioni a Jerome Powell. Powell sostiene che il Dipartimento di Giustizia lo stia prendendo di mira per essersi rifiutato di seguire la richiesta di Donald Trump di tagliare nettamente i tassi di interesse.
Kevin Warsh ha indicato il suo metodo preferito per misurare l’inflazione. Tuttavia, l’economista di Bank of America Aditya Bhave ha avvertito che un eventuale ricalcolo potrebbe non produrre i risultati sperati dall’ex governatore della Fed.
Kevin Warsh, scelta di Donald Trump per la guida della Federal Reserve, ha indicato il proprio approccio sui tassi di interesse. Un eventuale cambio ai vertici della banca centrale potrebbe avere effetti ampi sui costi dei prestiti per i consumatori e sui rendimenti dei risparmi.
L’audizione di conferma del candidato di Donald Trump alla guida della Federal Reserve ha riacceso il confronto sulla politica dei tassi. Al centro del dibattito c’è la possibilità di conciliare eventuali tagli del costo del denaro con l’indipendenza della banca centrale e con una reazione positiva dei mercati.
Kevin Warsh è uscito da un’audizione al Senato particolarmente impegnativa senza arretrare sul suo piano di cambiamento della Federal Reserve. Le domande si sono concentrate soprattutto sulle sue finanze personali, mentre il progetto di riorganizzazione della banca centrale ha ricevuto meno attenzione. Il risultato è che la sua proposta di "regime change" per la Fed resta sostanzialmente intatta.
Kevin Warsh, candidato di Donald Trump alla guida della Federal Reserve, è comparso davanti alla Commissione bancaria del Senato per l’audizione di conferma. Al centro del confronto ci sono stati i tassi di interesse e il suo patrimonio personale. Warsh ha dichiarato che il presidente non gli ha mai chiesto di tagliare i tassi.