Un progetto artigianale ha trasformato una chiavetta USB in un dispositivo da 8 byte basato su memoria a nuclei magnetici, una tecnologia dell’epoca Apollo. L’idea nasce come curiosa risposta ai rincari della RAM, riportando in chiave moderna un sistema di archiviazione storico.
JEDEC ha approvato SPHBM4, un nuovo standard pensato per rendere più accessibile la memoria ad alta banda impiegata negli acceleratori per l’intelligenza artificiale e nel calcolo HPC. La novità punta quindi a ridurre i costi di una componente chiave per i sistemi destinati ai carichi di lavoro più avanzati.
Una nuova ricerca mostra che lo stress acuto può interferire con i meccanismi cerebrali legati alla memoria. L’effetto non riguarda solo il ricordo delle informazioni, ma può compromettere anche la capacità di fare inferenze.
Nel report trimestrale Apple, l’amministratore delegato Tim Cook ha avvertito che i vincoli sulla disponibilità di memoria potrebbero proseguire anche nei prossimi trimestri. Il gruppo ha indicato che valuterà una gamma di opzioni per affrontare la situazione.