Il lancio globale degli abbonamenti per Facebook, Instagram e WhatsApp segna un passaggio strategico per Meta. Non è solo una nuova linea di ricavi: è il tentativo di riorganizzare il rapporto tra social network, creator, imprese e servizi di intelligenza artificiale.
Meta ha avviato a livello globale piani di abbonamento a pagamento per Instagram, Facebook e WhatsApp. L’iniziativa rientra nel marchio più ampio “Meta One”, sotto cui l’azienda sta anche testando nuove offerte dedicate ad AI, creator e business. Sono previsti ulteriori piani in arrivo, inclusi quelli legati all’intelligenza artificiale.
Nella giornata tecnologica dominata da notizie frammentate, il segnale più coerente arriva da Meta e dai suoi Ray-Ban Display: da un lato nuove funzioni di scrittura gestuale estese a tutti, dall’altro una forte spinta commerciale con sconti ai minimi. È il tentativo più concreto di trasformare un dispositivo ancora di nicchia in una piattaforma d’uso quotidiano.
È in corso una truffa via WhatsApp che invita gli utenti a pagare il pedaggio autostradale. Il vero obiettivo è sottrarre i dati della carta di credito attraverso un falso pagamento.
Nel flusso di notizie tecnologiche di oggi emerge soprattutto un tema: la sicurezza informatica vista da più angoli, dagli attacchi che sfruttano marchi noti e canali quotidiani fino alle fragilità della filiera software e alle dipendenze imposte dagli ecosistemi mobili.
Una campagna malevola ha distribuito il trojan bancario TCLBanker sfruttando una versione infetta di Logi AI Prompt Builder. Il malware si propaga tramite WhatsApp, veicolato da cybercriminali non identificati.
Meta potrebbe bloccare l'accesso a Facebook, Instagram e WhatsApp in New Mexico se il giudice imponesse la verifica dell'età e altre modifiche alle app. La società si trova quindi di fronte all'alternativa tra adeguare i propri servizi o abbandonare lo Stato.
WhatsApp introdurrà un sistema di backup su cloud proprietario per salvare chat, media e allegati direttamente sui server dell’app. La novità punta a ridurre la dipendenza da servizi esterni come Google Drive e iCloud.
Morpheus è un nuovo spyware sviluppato dall’azienda italiana IPS Intelligence. Il software può accedere a WhatsApp, registrare audio e video e tracciare la posizione del dispositivo.
Da settembre WhatsApp non funzionerà più su alcuni dispositivi Android. Lo stop riguarderà gli utenti che sono ancora fermi a una specifica versione del sistema operativo e che, di conseguenza, non potranno più accedere al servizio.