Si chiede come guidare il proprio destino con piccole pratiche quotidiane? Robert Greene propone una pagina al giorno con una legge e un breve spunto su temi come potere, persuasione, autocontrollo e creatività, pensata per allenare il pensiero strategico senza occupare troppo tempo. Lettura utile se si cerca un promemoria quotidiano di strategie pratiche per capire gli altri e orientare le proprie scelte.
In Francia Raphaël Glucksmann ha vinto le primarie, superando il candidato socialista. L’eurodeputato correrà alle presidenziali con l’obiettivo dichiarato di battere la destra di Marine Le Pen. Nel suo messaggio politico ha promesso di fermare “putiniani e trumpiani”.
Nuovo attacco degli Houthi contro l’Arabia Saudita dopo la strage di sabato all’aeroporto di Riad: è stato colpito anche lo scalo di Dammam. Riad ha risposto immediatamente con raid su Sana'a, mentre cresce il rischio di un allargamento del conflitto con il possibile coinvolgimento di Pakistan e Turchia.
Volodymyr Zelensky apre alla possibilità di elezioni in Ucraina se Vladimir Putin fermerà la guerra. Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco sugli obiettivi energetici, ma da Mosca non sono arrivate conferme. Kiev dice di non sapere nulla dell'intesa e segnala intanto un raid russo contro una raffineria.
Il premio Pulitzer Everett legge le ultime uscite di Donald Trump come una strategia politica costruita per spostare l’attenzione e rafforzarsi in vista delle elezioni di midterm. Nel collegamento che traccia tra le sue boutade, dalla fucilazione alla Russia, il caos diventa uno strumento di consenso.
Abdul Malik al Houthi non appare in pubblico da vent’anni, ma governa lo Yemen attraverso una rete segreta di fedelissimi. Sul piano politico punta ad accrescere la propria influenza nel Paese e nell’intera regione del Mar Rosso, con l’ambizione di ridisegnare gli equilibri del Medio Oriente.
Abdul Malik al Houthi non appare in pubblico da vent’anni, ma guida lo Yemen attraverso una rete segreta di fedelissimi. Il leader dei miliziani sciiti punta ad accrescere la propria influenza politica nel Paese e nell’area del Mar Rosso, con l’ambizione di incidere sugli equilibri del Medio Oriente.
Per l’esperto di Iran Vali Nasr, l’intesa tra Washington e Mosca avrebbe un obiettivo preciso: preparare una ripresa della campagna contro Teheran. In questa lettura, Donald Trump sarebbe disposto ad allentare il sostegno a Kiev per ottenere da Putin un accordo utile sul fronte iraniano.