Nel volo da Roma a Madrid, Leone XIV ha respinto l’identitarismo e ha affermato che la sicurezza non nasce da armi e muri. Ha inoltre detto che in Iran non si può parlare di guerra giusta e si è detto preoccupato per la situazione in Libano. Rispondendo a una domanda sui Mondiali, ha aggiunto che tiferà per gli Stati Uniti e per i Paesi piccoli.
Nuova escalation nel Golfo: dopo il lancio di droni da parte dell'Iran, gli Stati Uniti hanno colpito siti di sorveglianza iraniani. Il Central Command ha indicato come obiettivi Goruk e l'isola di Qeshm, entrambi nello Stretto di Hormuz. L'area resta centrale per gli equilibri energetici e dei mercati.
Con l’avvicinarsi dei Mondiali 2026, ospitati da Stati Uniti, Messico e Canada, Nova Lectio analizza l’iter di assegnazione del torneo e chi ne ha determinato la forma. Il video evidenzia l’«americanizzazione» dell’evento, le tensioni geopolitiche (compresi riferimenti a Usa e Iran) e le preoccupazioni sui costi organizzativi e sui prezzi dei biglietti. Si sollevano dubbi sul ruolo attuale del Mondiale come evento naziona‑popolare e sulle sue conseguenze future.
Gli Stati Uniti hanno colpito postazioni radar iraniane di sorveglianza costiera a Goruk. Teheran ha risposto lanciando nella notte missili e droni contro quelle che definisce "basi nemiche" in Kuwait e Bahrain. L'episodio segna un'ulteriore escalation della tensione in Medio Oriente.
Un neonato palestinese di 7 mesi, Abu Haikal, è stato ucciso in Cisgiordania quando l’auto della sua famiglia è stata colpita a Hebron. I genitori sono rimasti feriti mentre stavano andando a far visita alla nonna. L’esercito israeliano ha definito l’episodio un incidente oggetto di indagine, mentre Hamas lo ha denunciato come prova della brutalità di Israele.
A Tiro, nel sud del Libano, il quartiere cristiano finora risparmiato dai raid è diventato rifugio per migliaia di sfollati. Dopo gli ordini di evacuazione e i bombardamenti che hanno lasciato macerie in città, l’esercito israeliano minaccia di colpire anche quell’area se non verranno allontanati i combattenti sciiti.
Israele affronta una fase di guerra totale in una condizione di crescente isolamento internazionale. Il quadro mette in evidenza le difficoltà politiche e strategiche di un conflitto che si allarga, mentre aumenta la solitudine diplomatica del Paese.
In Iran il calo delle nascite torna a preoccupare, sullo sfondo di conflitti, rincari e cambiamenti negli stili di vita. Dagli anni Ottanta il tasso di fecondità è sceso da 6,5 a 1,35 figli per donna, segnando una trasformazione profonda degli equilibri demografici del Paese.
L’Aiea si dice ottimista sulla possibilità di un accordo tra Washington e Teheran sul dossier nucleare. Il direttore dell’agenzia atomica ha incontrato i delegati di Cina e Russia, indicate come possibili destinazioni dei 455 chilogrammi di uranio arricchito. Il confronto si inserisce nei contatti diplomatici in corso a Ginevra.
Benjamin Netanyahu ha congelato la tregua tra Israele e Libano, affermando che ogni discussione è inutile se Hezbollah non accetta l’intesa senza nuove condizioni. Mentre tra lo Stato ebraico e Beirut c’è un accordo, la milizia sciita ha posto ulteriori richieste. I vertici libanesi hanno inoltre avvertito Teheran di smettere di usare il Libano come merce di scambio.
Secondo New York Times, Wall Street Journal e CNN, Israele avrebbe creato una rete di avamposti in paesi confinanti che ha reso possibili bombardamenti e operazioni di intelligence contro l'Iran. I resoconti citano due strutture in Iraq per la logistica, una batteria dell'Iron Dome negli Emirati Arabi, scali in Somaliland e una posizione strategica in Azerbaigian. La CNN segnala che i primi avamposti sarebbero stati creati a gennaio, in un contesto di timori su un possibile intervento statunitense.
Benjamin Netanyahu ha bloccato il voto sul Libano, affermando che non c'è un'intesa sullo stop di Hezbollah. Intanto proseguono i raid e si registrano nuove vittime. Da Teheran, inoltre, viene giudicato improbabile un incontro tra Donald Trump e Ali Khamenei.
Da Kabul la giornalista Silvia Boccardi parla con Giuliano Battiston (Lettera 22, contributor ISPI) della situazione politica ed economica dell'Afghanistan a cinque anni dalla presa del paese da parte dei talebani. Il video offre un'analisi sullo stato attuale del paese basata sul confronto tra i due interlocutori.
L’economia indiana è cresciuta del 7,8% tra gennaio e marzo, superando le attese. La performance conferma l’India come la grande economia a più rapida crescita, nonostante le forti pressioni legate al conflitto in Medio Oriente iniziato a fine febbraio.
Il canale La Biblioteca di Alessandria pubblica l'episodio 1514 della serie "Pillole di Storia", dedicato al confronto tra Saladino e Norandino e alla presenza dei crociati. Il video offre un breve quadro divulgativo delle dinamiche medievali coinvolte.
Nimrod Novik, ex ambasciatore israeliano e già consigliere diplomatico di Shimon Peres, sostiene che Benjamin Netanyahu abbia margini limitati sul dossier libanese. A suo avviso, gli equilibri in Libano dipendono soprattutto da Stati Uniti e Iran. Novik afferma inoltre che la Casa Bianca abbia fermato Netanyahu quando gli ayatollah hanno minacciato di far saltare l’accordo.
Nel ricordare Khomeini, la Guida suprema iraniana Ali Khamenei ha replicato a Donald Trump sostenendo che gli Stati Uniti hanno perso e non sono riusciti a dividere l’Iran. Khamenei ha inoltre escluso una pace finché Israele resterà in Libano, rispondendo al presidente americano che si era detto pronto a incontrarlo.
Dopo il quarto round di colloqui tra gli ambasciatori di Israele e Libano sono stati annunciati i termini di un cessate il fuoco definito fragile. Restano però irrisolti due punti centrali: il disarmo dei miliziani e il ritiro dell’Idf dal sud del Libano. Le condizioni fissate alimentano dubbi sulla reale fattibilità dell’intesa.
È morta a 56 anni Marjane Satrapi, artista franco-iraniana che ha raccontato al mondo l’Iran con "Persepolis". La notizia riferisce che sarebbe morta "di tristezza" dopo la fine del marito. Numerosi gli omaggi, tra cui quelli del presidente francese Emmanuel Macron e di Roberto Saviano.
In Libano è stato ucciso un casco blu serbo, mentre la Farnesina ha riferito che non risultano coinvolti italiani. Israele e Libano avevano annunciato un accordo su una tregua e su zone di sicurezza che escludono Hezbollah, ma il movimento sciita ha respinto l'intesa.
Israele ha lanciato nuovi attacchi nel sud del Libano nonostante l’intesa per il cessate il fuoco raggiunta con Beirut, accompagnandoli con ordini di evacuazione. Hezbollah ha respinto l’accordo, affermando che non firmerà senza il ritiro israeliano. Nelle stesse ore è stato ucciso un casco blu dell’Onu di nazionalità serba.
La Camera degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che ordina il ritiro dalla guerra in Iran. Il testo è passato con il sostegno di quattro repubblicani uniti ai democratici, ma ha in gran parte un valore simbolico e deve ancora passare al Senato. Donald Trump può inoltre porre il veto.
I mercati dell’Asia-Pacifico hanno aperto in ribasso con il riaccendersi delle tensioni tra Iran e Stati Uniti. Pesano i timori che il conflitto possa mantenere elevata l’inflazione, alimentando cautela tra gli investitori.
Israele e Libano hanno concordato l'attuazione di un cessate il fuoco. L'intesa è stata annunciata in una dichiarazione congiunta con gli Stati Uniti diffusa dal Dipartimento di Stato mercoledì, al termine di negoziati svolti a Washington.
Donald Trump sostiene di vedere la possibilità di un’intesa sul nucleare e afferma che incontrerà Khamenei, ma Teheran smentisce questa prospettiva. Intanto dalla Camera dei Rappresentanti arriva un avvertimento: per proseguire le ostilità serve un voto del Congresso. Al presidente resta comunque il potere di veto.
I pasdaran avvertono gli Stati Uniti che l’Iran è pronto a rispondere a qualsiasi aggressione. La leadership di Teheran segnala inoltre la fine della stagione delle guerre per procura e l’avvio di una nuova dottrina militare.
Benjamin Netanyahu accusa l’Europa di non avere il coraggio di combattere i “barbari” e sostiene che Israele stia proteggendo anche il continente europeo. Il premier israeliano prova inoltre a ridimensionare lo scontro con Donald Trump, spostando l’attenzione sulle tensioni legate a Libano e Iran.
Michael Young, responsabile per il Medio Oriente del Carnegie Endowment, sostiene che Israele punti ad ampliare la propria egemonia nella regione. A suo avviso solo Donald Trump può fermare Benjamin Netanyahu, perché il presidente americano vuole chiudere il conflitto. Un’intesa con l’Iran, aggiunge, potrebbe favorire questo obiettivo.
In Libano si registrano altri 49 morti mentre proseguono i negoziati. Il capo dell’esercito israeliano ha escluso che sia in corso un cessate il fuoco. La Casa Bianca ha affermato di voler separare questo conflitto da quello con l’Iran.
Donald Trump ha dichiarato che i colloqui con l’Iran stanno andando molto bene e potrebbero concludersi nel fine settimana. Sullo sfondo restano però forti tensioni nella regione: è stata colpita l’isola di Qeshm e i pasdaran hanno attaccato Kuwait City.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di avere con Donald Trump alcune divergenze tattiche, pur condividendo l’impostazione generale nel contesto della guerra con l’Iran. Le dichiarazioni sono arrivate in un’intervista esclusiva a CNBC dedicata al conflitto e ai rapporti tra Israele e Stati Uniti.
Due fondatori che hanno lasciato Goldman Sachs e Meta hanno creato una startup di voice AI rivolta a mercati spesso trascurati, in particolare Africa e Medio Oriente. La società ha sviluppato una propria infrastruttura tecnologica per queste aree e gestisce già oltre 17.000 chiamate al giorno.
Notte di tensione nel Golfo, dove gli Stati Uniti hanno colpito Qeshm e lanciato un missile contro una nave accusata di voler aggirare il blocco. L’Iran ha attaccato Kuwait e Bahrein e ha minacciato una "pioggia di missili" in caso di nuovi raid americani. Donald Trump ha affermato che i negoziati stanno evolvendo e non ha escluso un incontro con Khamenei. Intanto Israele ha condotto nuovi raid su Beirut, con almeno dieci morti.
Notte di scontri nel Golfo, con gli Stati Uniti impegnati contro Qeshm dopo il lancio di un missile contro una nave che avrebbe tentato di aggirare il blocco. L'Iran ha attaccato Kuwait e Bahrein e ha minacciato una 'pioggia di missili' in caso di nuovi attacchi Usa. Intanto Donald Trump ha affermato che i negoziati stanno evolvendo e ha detto che potrebbe incontrare Khamenei. Nuovi raid israeliani su Beirut avrebbero causato almeno dieci morti.
Gli Stati Uniti hanno colpito Qeshm, isola iraniana soprannominata il “tappo di bottiglia” di Hormuz per la sua posizione strategica nel Golfo. Considerata una roccaforte di Teheran e legata ai missili degli ayatollah, Qeshm è anche un’area protetta dall’Unesco per la sua eccezionale biodiversità, tra le più ricche del Medio Oriente.
Novo Nordisk ha avviato negli Emirati Arabi Uniti la commercializzazione della pillola Wegovy, nel suo primo mercato fuori dagli Stati Uniti. L’azienda ha indicato che la strategia per i lanci internazionali sarà guidata dalla domanda dei pazienti e dalla solidità delle infrastrutture sanitarie e di telemedicina.
Si intensifica lo scontro tra Stati Uniti e Iran in Medio Oriente dopo l’attacco americano all’isola di Qeshm. Razzi sono stati lanciati contro basi statunitensi in Kuwait e Bahrein, mentre risultano sotto tiro anche Arabia Saudita ed Emirati.
L'economia australiana è cresciuta del 2,5% nel primo trimestre su base annua, sotto le attese degli economisti che indicavano un +2,6%. A pesare sono stati il maltempo e la debolezza della domanda. Sullo sfondo restano anche le tensioni in Medio Oriente e i costi dell'energia.
Donald Trump ha telefonato al premier israeliano Benjamin Netanyahu chiedendo uno stop su Beirut. Secondo The Essential di Will Media, la mossa potrebbe mettere a rischio la ripresa dei difficili negoziati con l'Iran.
Donald Trump avrebbe rivolto parole durissime a Benjamin Netanyahu nel corso di una telefonata, accusandolo di essere fuori controllo e sostenendo che Israele sia sempre più isolato. Nella ricostruzione di Barak Ravid pubblicata da Axios, il presidente americano avrebbe detto al premier israeliano che senza il suo sostegno sarebbe finito in galera. Lo scontro si inserisce nel contesto della guerra tra Israele e Iran e delle tensioni con gli Stati Uniti.
Donald Trump afferma che la trattativa continua, mentre in Libano nuovi raid dell’Idf hanno causato otto morti. Tra le vittime ci sono un padre e i suoi due figli, uccisi mentre rientravano dalla capitale dopo gli esami. Benjamin Netanyahu è sotto pressione, criticato sia dagli alleati sia dall’opposizione, che lo accusa di aver reso il Paese "un burattino".
Washington accusa l'Oman di aver stretto accordi segreti con l'Iran per la gestione delle rotte marittime, inclusa l'ipotesi di pedaggi nello Stretto di Hormuz, secondo dossier dell'intelligence e rilanci del Wall Street Journal. Gli Usa sostengono inoltre che Mascate abbia favorito transiti di imbarcazioni iraniane per eludere sanzioni e non abbia condannato gli attacchi di Teheran. La Casa Bianca ha chiesto ufficialmente al governo omanita di abbandonare l'ambiguità e assumere una posizione definita, colpendo la storica neutralità del sultanato.
Donald Trump e Marco Rubio hanno affermato che i colloqui con l’Iran sono ancora in corso, nonostante quanto riportato da alcuni media di Teheran. Trump ha detto di non preoccuparsi dell’eventualità che l’Iran interrompa i negoziati con gli Stati Uniti. La vicenda si inserisce nelle tensioni sul dossier nucleare iraniano e nelle implicazioni per l’area dello Stretto di Hormuz.
Nuovi raid israeliani hanno colpito il Libano causando sette morti, mentre la tensione resta alta in Medio Oriente. Teheran ha chiesto che il Consiglio di sicurezza dell'Onu punisca Israele e sta valutando la proposta degli Stati Uniti con un "approccio rigido". Dura anche la presa di posizione di Donald Trump contro Benjamin Netanyahu.
I rendimenti dei Treasury statunitensi sono scesi martedì, seguendo il calo dei rendimenti globali. A sostenere il movimento dei mercati è stato l’annuncio da parte del Libano di un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, gruppo sostenuto dall’Iran.
Donald Trump ha fermato Benjamin Netanyahu dopo le minacce rivolte all’Iran, indicando che gli accordi potrebbero arrivare la prossima settimana. Nel quadro delle tensioni regionali, viene riferito anche un sì di Hezbollah alla tregua, mentre l’Idf ha intercettato razzi nel sud del Libano.
Donald Trump ha fermato Benjamin Netanyahu dopo le minacce arrivate da Teheran, mentre ha detto che gli accordi sarebbero vicini. Dall'Iran è arrivato l'avvertimento di un possibile blocco dei negoziati. Sul fronte libanese, si parla di un sì alla tregua anche da Hezbollah, ma l'Idf ha intercettato razzi nel sud del Libano.
Il greggio è salito del 5% fino a tornare a 95 dollari dopo l’annuncio di Teheran sul blocco del negoziato. I timori di una nuova escalation in Medio Oriente hanno pesato sui mercati, ma Wall Street ha chiuso in cauto rialzo.
Iran e Libano restano due fronti separati, ma gli ayatollah hanno interesse a mantenerli collegati. Per la Repubblica islamica, unire i due conflitti significa rafforzare la propria posizione e ottenere una leva aggiuntiva nel confronto con la Casa Bianca.
Teheran ha avvertito Washington che i colloqui si interromperanno se gli Stati Uniti non fermeranno Israele, dopo il bombardamento di Beirut. Gli ayatollah minacciano inoltre di estendere il blocco navale dallo Stretto di Hormuz al Mar Rosso, fino a Bab el Mandeb. La Casa Bianca si è mossa per contenere l’escalation.
In Israele il ministro dell’estrema destra Itamar Ben-Gvir guida la protesta contro Benjamin Netanyahu, invocando una linea di rottura con Donald Trump. Al centro dello scontro c’è la richiesta di colpire Hezbollah in Libano, mentre nel Paese si avvicina l’orizzonte elettorale.
La scrittrice libanese Rasha Al Amir descrive un Paese travolto dalla crisi, con un governo incapace di fare altro che cercare tende per gli sfollati. Nel suo racconto Beirut appare ormai quasi deserta, mentre il Libano vive sotto i bombardamenti israeliani e l'influenza dell'Iran.
Donald Trump è intervenuto per chiedere a Benjamin Netanyahu di fermarsi sul fronte libanese, mentre il negoziato con l’Iran resta aperto nonostante i segnali di possibile stop da parte di Teheran. Nel colloquio con l’alleato israeliano, il presidente americano ha usato toni duri, rivendicando il proprio ruolo nel sostegno politico a Netanyahu.
Media riferiscono che Hezbollah avrebbe accettato la proposta statunitense di cessate il fuoco. Donald Trump ha dichiarato di aver parlato con Benjamin Netanyahu e ha escluso l'invio di truppe a Beirut, aggiungendo che i colloqui con l'Iran proseguono. Dal Pakistan arriva intanto l'indicazione che Teheran ha chiesto di continuare la mediazione.
L'Iran avrebbe interrotto i colloqui con gli Stati Uniti dopo l'escalation di Israele in Libano. Intanto Benjamin Netanyahu ha detto di aver ordinato all'Idf di colpire la periferia sud di Beirut, mentre il ministro Israel Katz ha avvertito che senza pace nel nord di Israele non ci sarà pace a Beirut. Media riferiscono anche che Teheran sarebbe pronta a chiudere completamente lo Stretto di Hormuz.
Una delle imbarcazioni della Flotilla è riuscita a raggiungere la Striscia di Gaza. Spinta da vento e correnti, è arrivata fino alla spiaggia, dove si è radunata una piccola folla. Gli attivisti hanno parlato di una rottura dell’assedio almeno per una delle loro barche.
I prezzi del petrolio sono saliti di oltre il 3% lunedì, sostenuti dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il mercato ha reagito allo stallo nei colloqui tra Stati Uniti e Iran e all’ordine di Israele di spingere più in profondità in Libano, nel quadro di nuovi scontri con Hezbollah sostenuto da Teheran.
L'Iran afferma che non esiterà ad agire per aiutare il Libano contro quella che definisce l'aggressione di Israele. Intanto l'Unione europea chiede a Israele di porre fine all'escalation militare in Libano. Il ministro israeliano Katz avverte che, senza pace nel nord di Israele, non ci sarà pace a Beirut.
Benjamin Netanyahu ha ordinato un attacco sulla periferia di Beirut, mentre prosegue il confronto diplomatico e militare nella regione. Teheran ha indicato il cessate il fuoco in Libano come condizione per la pace. Nella controproposta americana all'Iran, intanto, vengono poste condizioni più dure.
L’Iran ha lanciato razzi contro il Kuwait e una base statunitense, mentre da Washington si segnala che nel weekend sarebbero stati colpiti siti iraniani. Intanto Donald Trump ha inviato a Teheran una nuova controproposta, con richieste descritte come più dure. La crisi aggiunge tensione nel Medio Oriente e nei rapporti tra Stati Uniti e Iran.
Donald Trump ha inviato a Teheran una nuova bozza per un possibile accordo, chiedendo impegni chiari e fissando tempi brevi per una risposta. Intanto alcuni media legati ai dissidenti hanno riferito delle presunte dimissioni del presidente iraniano Pezeshkian, una notizia smentita dal regime. Il confronto si inserisce in una fase delicata dei rapporti tra Stati Uniti e Iran.
Il negoziato tra Stati Uniti e Iran procede lentamente, ostacolato da canali di comunicazione indiretti e complessi. La Guida suprema, nascosta, fa arrivare i propri messaggi solo in forma manoscritta, mentre Donald Trump modifica in corsa gli obiettivi della trattativa.
Il castello di Beaufort, costruito nel Medioevo e capace di resistere a Saladino, mantiene una forte rilevanza militare nel Libano meridionale. La fortezza è tornata al centro dell’attenzione come ultima ossessione di Benjamin Netanyahu ed è diventata un simbolo del rapporto di Israele con la guerra.
Israele ha oltrepassato il Litani e conquistato il castello di Beaufort, ampliando le operazioni nel sud del Libano nonostante la tregua di aprile. Le linee di Hezbollah risultano spezzate, mentre Benjamin Netanyahu spinge anche per raid su Beirut. Intanto Marco Rubio indica come vicino un annuncio sul cessate il fuoco.
Lo scrittore libanese Majdalani descrive un Libano riportato indietro di trent’anni e segnato dal rischio di una nuova guerra civile. Nell’intervista afferma che il governo è stato costretto a gestire la guerra, assumendo un ruolo per cui non era preparato.
Il corrispondente Giovan Battista Brunori riferisce che l'IDF ha preso il castello medievale di Beaufort in Libano, conteso con miliziani. Nel 1982 la fortezza era stata strappata all'OLP, che da lì bombardava villaggi israeliani al confine; 44 anni dopo la storia si ripete.
Gli Stati Uniti avrebbero inviato all'Iran una proposta di accordo irrigidita su impulso di Donald Trump. Il presidente americano, irritato dalla lentezza delle risposte della guida suprema Ali Khamenei, punta ad aumentare la pressione su Teheran. Dall'Iran arriva però un segnale di diffidenza: le promesse del nemico non sono ritenute affidabili.
Washington avrebbe inviato a Teheran una proposta di accordo irrigidita su impulso di Donald Trump, irritato dalla lentezza delle risposte della guida suprema Ali Khamenei. L’obiettivo sarebbe aumentare la pressione nei negoziati. Dall’Iran arriva però scetticismo, con Teheran che ribadisce di non fidarsi delle promesse del nemico.
Sanam Vakil, direttrice del Medio Oriente per Chatham House, non vede aperture imminenti nei rapporti tra Iran e Stati Uniti. Alla base dello stallo c’è una forte sfiducia reciproca, mentre entrambe le parti ritengono di poter prevalere. Questo alimenta il rischio di un nuovo scontro.
Restano in stallo le trattative sull’Iran, con Donald Trump che si dice paziente ma insiste sul rispetto delle sue linee rosse prima di qualsiasi intesa. Intanto i media riferiscono dell’opposizione dei falchi di Teheran all’accordo, mentre il Pentagono segnala raid pronti e marines feriti in Kuwait. Il presidente Usa è tornato anche ad attaccare il Papa sul nodo della bomba atomica iraniana.
Nello Stretto di Hormuz alcune navi attraversano disattivando i dispositivi di identificazione e il GPS per aggirare il blocco iraniano. Il passaggio avviene a fari spenti e con coordinamento con i militari statunitensi.
Alta tensione in Medio Oriente dopo il lancio di un missile iraniano contro una base statunitense in Kuwait. Cinque americani sono rimasti feriti dai detriti e due droni Reaper sono stati colpiti. Intanto l'Idf prosegue le operazioni in Libano.
Il ministero della Cultura libanese denuncia che Israele punta a cancellare l’identità del Paese attraverso la distruzione del suo patrimonio storico. Il direttore generale delle antichità chiede l’intervento della comunità internazionale e afferma che oltre 65 villaggi storici, risalenti fino a 5mila anni fa, sono stati demoliti.
Un missile iraniano ha colpito una base in Kuwait, causando il ferimento di cinque americani. Il segretario alla Difesa Hegseth ha avvertito che gli Stati Uniti sono capaci di riprendere la guerra. Il presidente iraniano ha dichiarato che Teheran è pronta a una pace dignitosa e che sul dialogo c'è sempre stata disponibilità.
Teheran smentisce che esista un accordo finale con Donald Trump e chiarisce che non farà concessioni senza gesti concreti. Restano aperti i nodi sul programma nucleare, sulla libertà di navigazione e sui fondi iraniani congelati.
Donald Trump ha riunito la situazione room della Casa Bianca sostenendo che lo sblocco dello Stretto fosse ormai definito e che l’uranio sarebbe stato recuperato dagli Stati Uniti insieme all’Aiea. L’annuncio ufficiale di un’intesa con Teheran è però slittato dopo poche ore, con il negoziato fermo sul nodo degli asset.
Leon Panetta, ex direttore della Cia, interpreta il negoziato con Teheran come il tentativo di Donald Trump di ottenere un risultato politico senza poter essere accusato di aver "pagato" l’Iran. Nell’intervista evidenzia però i limiti dell’operazione e avverte che il rischio è quello di scivolare in un conflitto lungo.
Anche in caso di accordo, la riapertura dello Stretto di Hormuz non riporterebbe subito i traffici alla normalità. Il petrolio sarebbe il primo settore a riprendersi, mentre per gas e fertilizzanti servirebbero mesi. Intanto l’Fmi segnala un rischio per i carburanti durante l’estate.
Donald Trump ha concluso un incontro sull’Iran senza annunciare una decisione definitiva su un possibile accordo. Un messaggio pubblicato su Truth Social non chiarisce quali delle condizioni poste siano già incluse nell’intesa su cui i negoziatori stanno lavorando per fermare la guerra tra Stati Uniti e Iran.
Wall Street si avvia verso l’inizio di giugno sostenuta dalla speranza che si trovi presto una soluzione al conflitto con l’Iran. I mercati continuano a scommettere su un allentamento delle tensioni, ma il nuovo mese si apre comunque con diversi fattori di rischio sullo sfondo.
Donald Trump ha riunito la Situation Room senza arrivare a una decisione sull’Iran. Restano aperti diversi nodi, tra cui la questione dei fondi congelati. Intanto Teheran rilancia la sfida sullo Stretto di Hormuz.
Donald Trump ha annunciato una riunione nella Situation Room per decidere sulla linea da tenere con l’Iran, sostenendo che il blocco sarà revocato e che le navi ferme possono prepararsi a rientrare. Da Teheran, il ministro degli Esteri Araghchi ha affermato che non è stato ancora raggiunto alcun accordo definitivo e ha chiesto agli Stati Uniti di rinunciare a richieste considerate eccessive per arrivare a un’intesa.
L’intelligenza artificiale è una sfida decisiva, ma va governata. Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha anche avvertito che il Pil italiano mostra meno slancio e che una guerra nel Golfo potrebbe spingere l’inflazione nell’Eurozona fino al 6%.
Un incidente è stato sfiorato nei cieli della Cisgiordania, dove Israele ha scambiato un aereo civile per un drone e ha aperto il fuoco senza colpirlo. L’allarme era stato dato da coloni nella zona di Beit El. Poche ore prima, la rotta dei voli in arrivo all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv era stata spostata verso est, portando gli aerei a sorvolare l’area a circa 1,5 chilometri di altitudine.
Il governatore della Banca d'Italia ha indicato un minore slancio del Pil italiano e ha avvertito che il conflitto nel Golfo potrebbe spingere l'inflazione nell'Eurozona fino al 6%. Panetta ha richiamato alla prudenza nel credito, sottolineando però la necessità di evitare una stretta generalizzata.
La Biblioteca di Alessandria ha pubblicato la seconda parte della puntata dedicata all'invasione crociata dell'Egitto. Nella descrizione del video sono presenti link a playlist e podcast per approfondire l'argomento.
Il Pil italiano mostra un minore slancio e, negli scenari peggiori, potrebbe arrivare alla stagnazione o alla contrazione. Se il conflitto nel Golfo dovesse proseguire, i rischi per l’economia aumenterebbero. Panetta ha richiamato la necessità di concentrarsi sulla crescita e sulla riduzione del debito.
I viaggi verso le città secondarie dell’Asia-Pacifico stanno ricevendo una spinta inattesa in vista dell’estate. La guerra in Iran sta inducendo più viaggiatori a pianificare vacanze più vicine a casa, favorendo le destinazioni minori della regione.
Le prime pagine rilanciano l’ipotesi di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Ma Donald Trump, pur davanti a un possibile via libera, avrebbe deciso di prendersi ancora tempo prima di una scelta definitiva.
Secondo l'episodio di The Essential del 29 maggio con Chiara Piotto, Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un accordo, ma i lanci missilistici continuano. L'episodio è disponibile sul canale Will Media.
Tra Stati Uniti e Iran sarebbe stato raggiunto un accordo, ma manca ancora l’approvazione finale di Donald Trump. La Casa Bianca avrebbe chiesto altri due giorni e un annuncio potrebbe arrivare domenica, mentre restano i dubbi di Khamenei. Intanto continuano gli scontri sulle basi, con alcune strutture militari finite sotto il fuoco incrociato.
Donald Trump punta sull’allargamento degli Accordi di Abramo per trasformare un’intesa fragile in un risultato politico spendibile. Ma il rilancio si scontra con resistenze interne al suo stesso partito, mentre cresce il timore di una sconfitta.
Israele e Russia sono stati inseriti nella black list dell’Onu relativa agli stupri di guerra. L’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Danny Danon, ha definito la decisione scollegata dalla realtà e ha attaccato il segretario generale António Guterres. La mossa apre un nuovo fronte di tensione tra Israele e Palazzo di Vetro.
Repubblica Esteri propone un racconto dell’accordo tra Stati Uniti e Iran affidato a Ellekappa. Il focus è sull’intesa tra Washington e Teheran, letta attraverso il suo stile di commento e sintesi.
Il cessate il fuoco dichiarato il 16 aprile in Libano regge solo formalmente: l'aviazione israeliana è tornata a bombardare Beirut e il sud del Paese dopo tre settimane. Benjamin Netanyahu si è così mosso in contrasto con Donald Trump. Sul fronte di Gaza, il premier israeliano ha anche annunciato che la "Linea Gialla" verrà spostata ancora e che sarà occupato il 70% della Striscia.
L'Iran avrebbe lanciato nuovi missili mentre Donald Trump valuta un'intesa per sospendere la guerra per due mesi. Le ultime mosse militari ed economiche arrivano mentre il presidente Usa sostiene di non sentirsi sotto pressione per chiudere un accordo con Teheran prima delle elezioni di metà mandato di novembre.
Un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran resta in sospeso, con Donald Trump che chiede ancora alcuni giorni per decidere. Intanto la tregua nel Golfo continua a mostrare segnali di fragilità, mentre proseguono attacchi incrociati nello Stretto di Hormuz.
Gli Stati Uniti e l'Iran hanno raggiunto un'intesa di massima su un memorandum per estendere di 60 giorni la tregua nel Golfo. L'accordo arriva nonostante le reciproche accuse di violazione del cessate il fuoco dopo recenti raid militari. La bozza finale è ora in attesa dell'approvazione formale del presidente Donald Trump.
Nuova escalation tra Stati Uniti e Iran: Washington ha colpito un sito militare iraniano e imposto sanzioni all'agenzia di Teheran che gestisce il transito nello Stretto di Hormuz. Nel frattempo, secondo Axios, Donald Trump avrebbe chiesto alcuni giorni per valutare un possibile accordo con l'Iran. Teheran avrebbe aperto il fuoco contro quattro navi a Hormuz e colpito una base americana.
La diplomazia sull’Iran resta in una fase difficile, con margini di avanzamento limitati. Il quadro conferma una trattativa complessa, in un contesto di forte rilievo geopolitico per il Medio Oriente.
Ruwaida Amer, giornalista palestinese che ha raccontato per mesi la guerra nella Striscia di Gaza, ha lavorato alla produzione del documentario di Abc News “Children of Gaza”, vincitore di un Emmy. Amer non ha potuto partecipare alla cerimonia negli Stati Uniti perché ai palestinesi non vengono rilasciati visti.
Il console ha potuto incontrare solo ieri sera i due attivisti italiani fermati in Libia orientale. Il diplomatico ha riferito che stanno bene, pur in condizioni di detenzione dure. Le autorità locali hanno promesso una doccia, un cambio d’abito e un miglioramento generale delle condizioni.
Sesame è uno dei laboratori scientifici più avanzati del Medio Oriente ed è diventato negli anni un raro esempio di cooperazione tra paesi segnati da tensioni e conflitti. Il ministero dell’Università e della Ricerca ha deciso di farne parte, rafforzando il ruolo dell’Italia in un progetto dove la conoscenza si intreccia con la diplomazia.
Le borse dell’Asia-Pacifico hanno chiuso in ribasso giovedì, mentre i prezzi del petrolio sono saliti. A pesare sui mercati sono stati i nuovi attacchi degli Stati Uniti in Iran, che hanno alimentato i timori di un allargamento del conflitto in Medio Oriente.
Mehdi Mahmoudian, sceneggiatore legato al cinema di Jafar Panahi, descrive un Iran segnato da impotenza e incertezza quotidiana. Nel suo racconto, in queste condizioni è impossibile fare progetti e solo la fine delle sanzioni potrebbe permettere una rinascita della società civile.
Sul negoziato sullo Stretto di Hormuz emerge uno scontro di versioni tra Teheran e Washington. L’Iran ha annunciato un’intesa, ma Donald Trump ha smentito i contenuti del memorandum diffusi da Teheran, definendoli un’invenzione. Il negoziato prosegue, ma gli Stati Uniti escludono per ora un accordo e la revoca delle sanzioni.
Un reportage descrive l’avanzata della cosiddetta Linea gialla con cui Israele amplia il controllo territoriale nella Striscia di Gaza, anche attraverso collaborazionisti interni. L’area occupata, indicata al 53% dopo la firma degli accordi, avrebbe ormai superato il 60%. Sotto le macerie restano inoltre oltre 9.500 corpi.
Repubblica Esteri pubblica una vignetta di Ellekappa dedicata a Donald Trump e al tema della tregua con l’Iran. Il contenuto si inserisce nel dibattito geopolitico sui rapporti tra Stati Uniti e Teheran.
L’esercito israeliano ha emesso un nuovo ordine di evacuazione che riguarda il sud del Libano e coinvolge circa un terzo del Paese. Sullo sfondo, emerge anche il nodo del Board of Peace legato a Donald Trump, che non avrebbe ricevuto versamenti.
Teheran ha reso nota una bozza di accordo sul Medio Oriente, ma dagli Stati Uniti è arrivata una reazione gelida da parte di Donald Trump. Washington ha espresso insoddisfazione, affermando che nessuno controllerà lo Stretto di Hormuz, e ha frenato su sanzioni e sblocco dei beni.
Le azioni di Abercrombie & Fitch sono salite del 12% dopo una trimestrale superiore alle attese. La società ha però registrato un calo del 10% delle vendite nell’area Europa, Medio Oriente e Africa, in gran parte legato al conflitto in Medio Oriente.
La tv iraniana riferisce che una bozza prevederebbe la fine del blocco statunitense nello Stretto di Hormuz e un ritorno del transito ai livelli pre-guerra. La Casa Bianca ha però respinto la ricostruzione, parlando di un'invenzione e invitando a non credere alle notizie diffuse dai media iraniani. Intanto Donald Trump ha ribadito che non ci sarà alcun allentamento delle sanzioni in cambio della rinuncia all'uranio.
Il video di Breaking Italy si interroga sulla liceità di chiedere a una persona israeliana di dissociarsi dalle azioni del proprio governo. Vengono citati comunicati e reazioni pubbliche, tra cui Roma Pride e Keshet, e la questione è inquadrata nel contesto degli eventi recenti in Medio Oriente.
I trader restano scettici sull’ipotesi che l’Iran possa riportare lo Stretto di Hormuz a normali flussi di traffico entro un mese da un eventuale accordo di pace. Nei mercati di previsione di Kalshi, questa tempistica è stata giudicata improbabile.
Dopo mesi di blackout, in Iran l’accesso a internet è stato in parte ripristinato. La situazione però resta fragile e la rete continua a dipendere da equilibri precari. Gli esperti avvertono che il paese potrebbe non tornare mai davvero online.
Una tv iraniana riferisce che nella bozza d'intesa è prevista entro 30 giorni la fine del blocco statunitense dello Stretto di Hormuz e il ritorno del transito ai livelli pre-guerra. La gestione dello stretto sarebbe condivisa con l'Oman e l'accordo dovrebbe passare al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Hamas ha inoltre confermato l'uccisione di Mohammed Odeh, senza indicare un successore.
La Casa Bianca ha invitato a non dare credito alle notizie diffuse dai media iraniani. La presa di posizione arriva in un contesto di tensione informativa che coinvolge Washington e Teheran.
In Siria sono stati individuati depositi e siti non dichiarati del vecchio apparato clandestino legato all’arsenale chimico del regime di Bashar al-Assad. Tra i materiali recuperati ci sono munizioni, razzi e sostanze grezze per la produzione di gas sarin. L’Opac ha inoltre indicato fino a cento siti siriani che devono ancora essere ispezionati.
Israele ha confermato l'uccisione del capo militare di Hamas. L'annuncio è arrivato dal ministro della Difesa Israel Katz con un post su X, in cui ha espresso, anche a nome del primo ministro, le congratulazioni alle Forze di Difesa Israeliane e allo Shin Bet per l'operazione.
Sei attivisti italiani della Flotilla di terra sono rientrati a Roma, mentre altri due volontari arriveranno nel pomeriggio a Venezia. Resta alta la preoccupazione per Domenico Centrone e Dina Alberizia, ancora trattenuti nella Libia orientale controllata da Haftar. Il ministro Tajani ha espresso l’auspicio che possano rientrare presto in Italia.
Per la Bce aumentano i rischi legati allo Stretto di Hormuz e alle minacce informatiche. Luis de Guindos ha avvertito che più il conflitto si prolunga, più aumentano i costi per la crescita economica e la stabilità finanziaria.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di uscire dall’OPEC dopo quasi 60 anni, in una mossa che segnala un cambiamento rilevante nell’equilibrio globale del petrolio. La scelta è stata presentata come economica, ma riflette il malcontento di Abu Dhabi per i limiti alla produzione, la volontà di monetizzare le riserve e un mercato energetico in cui i produttori esterni a OPEC+ pesano di più. Sullo sfondo emergono anche fattori geopolitici, tra la guerra con l’Iran, i nuovi assetti nel Golfo e un allineamento più stretto con gli Stati Uniti.
Israele ha intensificato le operazioni nel sud del Libano e nella Valle della Bekaa, accompagnandole con ordini di evacuazione per 19 villaggi. I bombardamenti avrebbero causato almeno 30 morti, mentre Donald Trump ha avvertito Benjamin Netanyahu di non colpire Beirut. Formalmente, il cessate il fuoco resta però ancora in vigore.
I raid americani e la tensione nello Stretto di Hormuz scuotono il confronto tra Washington e Teheran, ma il negoziato non si interrompe. Marco Rubio sostiene che i colloqui proseguono e l’Iran lo conferma. Intanto Donald Trump alza il tono e minaccia di distruggere l’uranio iraniano.
Daniel Pipes, ex consigliere di George W. Bush e presidente del Middle East Forum, sostiene che Donald Trump abbia commesso una serie di errori nella gestione del dossier iraniano. A suo giudizio, il presidente non ha ora alternative al negoziato con Teheran. Pipes osserva inoltre che la sola potenza militare non basta se non si è disposti a impiegare truppe sul terreno.
Sale la tensione tra Teheran e Washington dopo un attacco Usa nel sud dell’Iran, mentre i negoziati restano bloccati. Khamenei minaccia vendetta lungo lo Stretto di Hormuz. Intanto Israele conduce raid in Libano oltre la cosiddetta linea gialla, tra scontri a fuoco e oltre 30 morti.
La US Air Force ha avviato il debutto del nuovo drone ULTRA Turbo in Medio Oriente. Il velivolo si distingue per un’autonomia dichiarata di 60 ore, elemento centrale del suo impiego operativo.
In Iran la connessione a Internet sta riprendendo a funzionare dopo il blocco imposto dal regime dalla fine di febbraio. Il ripristino è però solo parziale e potrebbero volerci settimane prima che la rete torni stabile in tutto il paese.
Il Pentagono e SpaceX sono in disaccordo sull'aumento dei prezzi di Starlink durante la guerra con l'Iran. La disputa riguarda anche l'uso del servizio sui droni suicidi LUCAS e si inserisce in tensioni crescenti tra l'azienda e il Dipartimento della Difesa sui prezzi negli ultimi mesi.
Media riferiscono che l'Idf ha iniziato a operare via terra in Libano oltre la linea gialla. Intanto da Teheran arriva l'avvertimento che eventuali nuovi attacchi avranno una risposta durissima, anche oltre la regione. Khamenei afferma che il Medio Oriente non farà più da scudo alle basi Usa, mentre il segretario di Stato americano Marco Rubio, in visita in India, sostiene che un accordo è ancora possibile.
Gli attivisti della “flotilla di terra” sgomberati ieri in Libia potrebbero rientrare oggi in Italia. Resta però l’incertezza sulla sorte di due fermati in Cirenaica, mentre una nota del ministro locale conferma il trattenimento per “ingresso clandestino”. I connazionali della carovana diretta a Gaza denunciano di essere stati picchiati dai miliziani.
Francesca Albanese torna in pubblico dopo la revoca delle sanzioni statunitensi e avvia da Genova il tour del suo nuovo libro dedicato a Gaza. La città ligure, indicata come epicentro della mobilitazione per la causa palestinese, è la prima tappa di un percorso che proseguirà a Milano, Catania e Roma. Albanese rilancia il messaggio del volume definendo la Palestina "la bussola morale dei nostri tempi".
Il Brent è salito del 2% dopo i raid militari statunitensi contro l’Iran, che hanno offuscato le prospettive di pace in Medio Oriente. Donald Trump ha affermato che i negoziati con Teheran stavano procedendo bene, ma ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero riprendere l’azione militare se i colloqui dovessero fallire.
Gli Stati Uniti hanno colpito un sito di missili e alcune navi in Iran, definendo l'azione come un intervento di autodifesa. Lo ha affermato il Centcom.
Nei negoziati resta aperto il nodo dei pedaggi sullo Stretto di Hormuz. Il regime iraniano punta a ottenere il riconoscimento dei compensi per i servizi sul passaggio, in un dossier che viene indicato come strategico quanto quello sul nucleare.
Israele ha ottenuto il via libera americano e ha intensificato gli attacchi contro Hezbollah in Libano. Benjamin Netanyahu ha annunciato la linea dura in un video, spinto dalle proteste delle comunità vicine al confine e dalle pressioni dei ministri dell’ultradestra.
Nei negoziati sull’Iran prende corpo l’ipotesi di collegare l’intesa anche agli accordi di Abramo, mentre si valuta una soluzione sull’uranio che coinvolga la Cina. Sullo sfondo si intensificano i contatti diplomatici tra Islamabad, Pechino e Doha. I Paesi del Golfo restano freddi sulla normalizzazione con Israele, ma emergono spiragli sullo Stretto di Hormuz.
Una vignetta di Ellekappa mette al centro Donald Trump e gli Accordi di Abramo. Il riferimento richiama il ruolo dell’ex presidente statunitense nella politica mediorientale.
In Medio Oriente resta una fase di stallo, mentre l'Iran apre all'ipotesi di trasferire l'uranio in Cina, chiedendo però garanzie da Pechino. Intanto il leader pakistano Munir è atteso da Xi e poi a Doha, mentre Donald Trump continua a spingere sugli Accordi di Abramo.
Donald Trump ha detto che i negoziati con l’Iran procedono bene, ma ha ribadito che l’esito potrà essere solo un grande accordo o nessun accordo. Da Teheran è arrivata una valutazione più cauta: l’intesa non sarebbe imminente e non ci sarebbero stati colloqui sul nucleare. Il segretario di Stato Marco Rubio ha aggiunto che il presidente Usa non concluderà un cattivo accordo.
Inizia oggi alla Mecca il pellegrinaggio islamico dell’hajj, con oltre un milione e mezzo di fedeli arrivati in Arabia Saudita. Il rito si apre in un clima di alta tensione, tra misure anti-missile, temperature fino a 45 gradi e timori sanitari. La delegazione iraniana, ridotta a un terzo, viene sorvegliata strettamente per prevenire scontri politici.
Benjamin Netanyahu è tornato in aula a sei anni dall'inizio del processo che lo vede imputato per corruzione e frode. L'accusa sostiene che avrebbe pianificato un accordo con l'editore di Yediot Aharonot per ottenere una copertura più favorevole da parte del quotidiano.
Teheran afferma che un accordo con gli Stati Uniti non è imminente. Sul negoziato interviene anche Marco Rubio, che ribadisce come il presidente Donald Trump non concluderà un cattivo accordo.
Slitta la firma dell'accordo tra Iran e Stati Uniti. Intanto lo Stretto di Hormuz resta chiuso, con possibili ripercussioni sugli equilibri regionali e sui flussi energetici.
Nel The Essential del 25 maggio Chiara Piotto analizza se l'accordo tra Stati Uniti e Iran sia veramente a un passo dalla firma e ne descrive i possibili contenuti. Il video tratta anche il dibattito sulla liberazione in Belgio di Mohammed Bakkali, uno dei terroristi del Bataclan, e il film vincitore di Cannes 2026, "Fjord".
Slitta la firma dell'accordo tra Iran e Stati Uniti, mentre i negoziati proseguono e lo Stretto di Hormuz resta chiuso. Donald Trump ha dichiarato di non avere fretta, mentre Marco Rubio si è detto ottimista su una possibile intesa già in giornata. Sullo sfondo restano le minacce di Teheran.
Robert Kagan definisce disastrosa la gestione americana del conflitto con l’Iran e sostiene che Washington ne pagherà le conseguenze per anni. A suo avviso i pasdaran rafforzeranno il loro controllo sul petrolio mondiale, mentre Cina e Russia trarranno la lezione che gli Stati Uniti possono fallire.
Il negoziato sul nucleare iraniano, dato per imminente, ha subito una frenata dopo le parole di Donald Trump: "Non ho fretta di chiudere". Teheran accusa Washington di sabotare il confronto e avverte che l’accordo è a rischio. Anche Marco Rubio ha escluso la possibilità di una chiusura in 72 ore.
Benjamin Netanyahu mostra pubblicamente unità con gli Stati Uniti, ma viene descritto come molto preoccupato. Al centro dei timori ci sono il dossier nucleare iraniano e il fronte libanese, due nodi cruciali per la sicurezza israeliana.
L’intesa con l’Iran apre una rivolta nel campo repubblicano contro Donald Trump. Da Mike Pompeo a Ted Cruz arrivano critiche molto dure al compromesso con Teheran, mentre dalla Casa Bianca filtra irritazione per il fuoco amico.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha evocato i trionfi persiani e paragonato l’America a una Roma antica umiliata. Sul piano interno, resta la delusione di una parte della popolazione che sperava in un cambiamento.
Ely Karmon, ricercatore dell’International Institute for Counter-Terrorism dell’Università Reichman, sostiene che Benjamin Netanyahu scatenerà altre guerre nella regione. A suo avviso il vero vincitore è Recep Tayyip Erdogan, perché un Iran indebolito favorisce Ankara e rafforza il suo ruolo come corridoio energetico verso l’Europa per gas e petrolio.
Un gruppo della Flotilla è stato fermato in Libia e tra le persone coinvolte ci sono due italiani, Domenico Centrone e Dina Alberizia, con cui sono stati persi i contatti. La portavoce riferisce che potrebbero essere stati arrestati mentre negoziavano a un check point con milizie legate a Haftar. La Farnesina si è attivata sul caso.
Da Washington Trump parla di negoziati costruttivi e afferma che "c'è l'accordo con l'Iran", aggiungendo che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso fino alla firma. Teheran replica di non aver accettato nulla e segnala divergenze, con il nodo del nucleare ancora irrisolto.
Slitta la firma dell'accordo tra Iran e Stati Uniti mentre i negoziati proseguono. Donald Trump ha detto di non avere fretta, mentre Teheran ha avvertito che l'intesa potrebbe saltare. Intanto lo Stretto di Hormuz resta chiuso, mantenendo alta la tensione in Medio Oriente.
L'Idf ha respinto le accuse di abusi commessi sugli attivisti della Flotilla. A Bilbao, all'arrivo degli attivisti, si sono verificate cariche della polizia. Il governo basco ha ammesso errori e l'assessore alla Sicurezza ha annunciato un'indagine interna, mentre in città si è svolta una manifestazione pro-Pal.
Il regime iraniano ha paragonato l’America trumpiana all’Antica Roma, presentando gli Stati Uniti come un impero convinto di essere al centro del mondo. Su X il ministro Bagashi ha scritto che la Persia sconfisse Roma e che oggi l’Iran starebbe sconfiggendo gli Usa.
Donald Trump ha affermato che i negoziati con l'Iran stanno andando avanti e ha invitato i suoi incaricati a non accelerare la chiusura di un accordo. Ha precisato che la firma non arriverà oggi. Dopo il pre-accordo, sono possibili colloqui tra Washington e Teheran il 5 giugno.
Il canale La Biblioteca di Alessandria ha pubblicato un nuovo episodio della serie Pillole di Storia intitolato "L'invasione crociata dell'Egitto - I Parte". La puntata è la prima parte della serie dedicata alle Crociate disponibile sul canale.
Una bozza di accordo tra Stati Uniti e Iran sarebbe vicina alla firma e prevederebbe una tregua di 60 giorni, con la riapertura dello Stretto di Hormuz. Restano però ancora aperti i negoziati sulle questioni nucleari. La tregua, secondo quanto riferito dai media, riguarderebbe anche il Libano.
Iran e Stati Uniti hanno definito un memorandum generico che prevede una tregua di sessanta giorni per avviare colloqui sullo Stretto di Hormuz e sul dossier atomico. Washington si impegnerebbe a rimuovere le sanzioni ai pasdaran, mentre la riapertura dello stretto avverrebbe gradualmente. Resta però ancora aperta la questione dei pedaggi.
Donald Trump ha parlato di un accordo con l’Iran vicino, indicando progressi nelle trattative ma avvertendo che senza intesa nelle prossime ore resterebbe aperta l’ipotesi di un attacco. Al centro dei negoziati c’è anche il nodo dell’uranio arricchito, mentre proseguono le consultazioni con le monarchie del Golfo, Israele e i mediatori. Anche Teheran riconosce passi avanti, ma il memorandum non è ancora stato finalizzato.
Per Ali Vaez del Crisis Group, la guerra ha trasformato l’Iran in uno Stato sempre più militarizzato. Anche parte dei critici del regime considera ora la bomba atomica una necessità di difesa. In questo quadro, Teheran rischia di avvicinarsi ulteriormente alla Cina.
Donald Trump ha annunciato che un accordo con l’Iran sarebbe pronto e che lo Stretto di Hormuz verrà riaperto. Il presidente Usa ha parlato di un’ottima telefonata con i leader arabi e con Benjamin Netanyahu, aggiungendo che i dettagli saranno resi noti a breve. I media iraniani, però, mostrano cautela sull’annuncio.
Donald Trump ha dichiarato che l’accordo con l’Iran è pronto e che gli aspetti finali e i dettagli saranno annunciati a breve. Il presidente Usa ha aggiunto che lo Stretto di Hormuz verrà aperto. Ha inoltre riferito di aver parlato con Benjamin Netanyahu e che il colloquio è andato bene.
Donald Trump ha detto ad Axios che le possibilità di un accordo o di un attacco sono "fifty-fifty" e che una decisione potrebbe arrivare entro domani. Il presidente Usa avrà una conference call con i leader del Golfo per discutere la situazione. Intanto, i mediatori lavorano verso un cessate il fuoco di 60 giorni e, secondo Al Arabiya, l'Iran avrebbe offerto di sospendere per 10 anni l'arricchimento dell'uranio oltre il 3,6%.
I mediatori lavorano a un cessate il fuoco di 60 giorni, mentre da Teheran fanno sapere che le divergenze si sono ridotte ma non c'è ancora un'intesa. Marco Rubio ha detto che l'Iran potrebbe accettare presto un accordo. Intanto a Donald Trump sono state presentate opzioni per riprendere la guerra contro Teheran, anche se il presidente Usa vuole concedere altro tempo al percorso diplomatico.
Donald Trump sta esaminando diverse opzioni per un possibile attacco all’Iran, con l’obiettivo dichiarato di renderlo risolutivo. Tra gli scenari considerati ci sono missili, infrastrutture energetiche, uranio e un’azione contro la nuova leadership. Intanto la diplomazia prova ancora a ritagliarsi uno spazio di manovra.
Il principale negoziatore iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, ha dichiarato che Teheran non intende scendere a compromessi nei colloqui con gli Stati Uniti. Ha aggiunto che l'Iran perseguirà i propri "diritti legittimi" sia sul campo di battaglia sia attraverso la diplomazia.
Le proposte avanzate dall'Iran sono giudicate inaccettabili dagli Stati Uniti e i colloqui proseguono senza un'intesa. A Donald Trump sono state presentate opzioni per riprendere la guerra in Iran, ma il presidente Usa non esclude possibili attacchi e intende concedere più tempo al percorso diplomatico.
L'Iran sta trattando con l'Oman l'ipotesi di imporre in modo permanente un pedaggio nello Stretto di Hormuz. Una prospettiva che gli Stati Uniti giudicano inaccettabile, in un passaggio strategico per gli equilibri economici e commerciali dell'area.
Al presidente degli Stati Uniti Donald Trump sono state presentate diverse opzioni per un’eventuale ripresa del conflitto con l’Iran. Il presidente non esclude possibili attacchi, ma intende concedere ancora tempo al processo diplomatico. La valutazione arriva in un quadro di tensione in Medio Oriente.
Washington e Teheran lavorano a una nuova bozza d’intesa che avrebbe sul tavolo anche la fine della guerra, ma l’accordo non è ancora stato raggiunto. Trump sostiene che i pasdaran vogliano chiudere, mentre gli ayatollah frenano. Intanto i mediatori pachistani sono attesi tra Teheran e Pechino, sullo sfondo del timore di un attacco degli Stati Uniti senza un risultato immediato.
Robert Malley, già negoziatore del Jcpoa, sostiene che sull’Iran esista una via d’uscita diplomatica. Avverte però che Donald Trump non otterrà la capitolazione di Teheran e dovrebbe puntare a risolvere i problemi che ha contribuito a creare, evitando un’escalation paragonabile al Vietnam.
Babak Zanjani, miliardario iraniano condannato a morte per corruzione e poi riabilitato, è tornato al centro del business petrolifero. Il suo ruolo si inserisce nel sostegno ai pasdaran per aggirare le sanzioni. Nell’operazione avrebbe mobilitato 850 milioni di dollari attraverso la piattaforma crypto Binance.
Repubblica Esteri pubblica una vignetta di Ellekappa dedicata a Donald Trump e all’Iran. Il tema richiama il confronto geopolitico tra Stati Uniti e Teheran.
Donald Trump ha incontrato i consiglieri per la sicurezza nazionale mentre resta aperta l’ipotesi di un attacco all’Iran. Axios riferisce che giovedì il presidente appariva propenso ad agire, ma senza aver ancora preso una decisione definitiva. L’assenza di una svolta mantiene alta la tensione sul dossier.
Teheran ha dichiarato di non poter affermare che un accordo con gli Stati Uniti sia imminente. La presa di posizione contrasta con quanto riferito da Al Arabiya, secondo cui l'annuncio di un'intesa potrebbe arrivare nelle prossime ore ed entrare subito in vigore.
I mercati guardano con favore alle voci di un possibile accordo di pace in Medio Oriente, ma senza eccessi di ottimismo. Le Borse si muovono in positivo e i bond salgono, mentre il petrolio resta stabile.
L'annuncio di un accordo tra Iran e Stati Uniti sarebbe atteso nelle prossime ore e l'intesa entrerebbe subito in vigore. Anche il Qatar ha inviato negoziatori a Teheran per finalizzare l'accordo. Intanto Marco Rubio ha invitato a considerare un piano B nel caso in cui non riapra lo Stretto di Hormuz.
Gli attivisti della Flotilla sono rientrati in Italia. La Procura di Roma valuta reati di tortura e violenza sessuale a carico dei responsabili del blitz che ha fermato la spedizione umanitaria in difesa dei valori civili e democratici. Servizio di Marzia De Giuli per il Tg1.
Regno Unito, Italia, Francia e Germania hanno firmato una dichiarazione congiunta che chiede a Israele di fermare gli insediamenti in Cisgiordania. Il testo condanna le violenze dei coloni e le restrizioni finanziarie imposte all’Autorità nazionale palestinese. I quattro leader si oppongono anche a chi, incluso nel governo israeliano, sostiene l’annessione e lo sfollamento forzato della popolazione palestinese.
Marco Rubio ha definito positivi i lievi progressi emersi nei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Media arabi riferiscono di una bozza finale di accordo tra Teheran e Washington che non includerebbe il dossier nucleare né i missili. Intanto un raid israeliano nel sud del Libano ha causato sei morti, tra cui due soccorritori e una bambina.
In Iran è in corso dall’8 gennaio quello che viene descritto come il blackout digitale più lungo della storia del Paese. La stretta sulle comunicazioni è iniziata con le manifestazioni anti-governative e ha imposto una censura senza precedenti. Dalle testimonianze raccolte emerge un forte impatto sulla vita quotidiana della popolazione.
L’Iran allarga le proprie rivendicazioni nello Stretto di Hormuz, indicando come proprie anche acque emiratine e omanite. Donald Trump replica escludendo l’ipotesi di pedaggi e afferma che gli Stati Uniti si prenderanno l’uranio. Il presidente aggiunge che potrebbe anche saltare le nozze di suo figlio.
Nell’amministrazione americana emergono posizioni diverse su un possibile attacco all’Iran. Vance mantiene una linea di cautela, mentre Hegseth e Rubio spingono per l’opzione militare. La ricostruzione parla anche di un ripensamento della Casa Bianca poco prima dell’ordine di bombardare.
Itamar Ben-Gvir consolida la sua influenza su Benjamin Netanyahu mentre l’estrema destra cresce nei sondaggi. Il ministro non registra un serio contraccolpo politico dopo lo show contro gli attivisti della Flotilla, nonostante le critiche arrivate anche dagli Stati Uniti.
I cittadini italiani rilasciati da Israele dopo il caso della Flotilla hanno denunciato pestaggi, catene e abusi sessuali. Il deputato Carotenuto ha riferito di violenze "selvagge" e della presenza di persone con fratture. Intanto il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto all'Unione europea sanzioni contro il ministro israeliano Ben Gvir.
La guida suprema iraniana Ali Khamenei ha posto un veto sull’uranio dell’Iran, mentre Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti "lo avremo noi". Teheran, però, segnala un’apertura nei colloqui con Washington e afferma che alcuni divari sono stati colmati, preparando una risposta.
Nel nuovo video del canale Breaking Italy si afferma che la Global Sumud Flotilla è stata di nuovo efficace. Il contenuto menziona sviluppi in Medio Oriente e figure come Netanyahu e Ben Gvir.
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti avranno l’uranio arricchito dell’Iran, mentre Teheran ha negato che la guida suprema Ali Khamenei abbia ordinato di conservarlo. Il liveblog segnala anche le parole di Marco Rubio, che parla di progressi, e la visita a Teheran del capo dell’esercito pakistano nel quadro dei negoziati.
Antonio Tajani ha chiesto a Kaja Kallas sanzioni contro il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir. Intanto tutti gli attivisti della flotilla hanno lasciato Israele e Carotenuto e Mantovani sono arrivati in Italia. Il giornalista ha denunciato di essere stato picchiato e tenuto con manette e catene alle caviglie. La Procura di Roma acquisirà il filmato con il ministro.
I conflitti diventano oggetto di scommesse su piattaforme digitali come Polymarket, indicata come uno dei principali mercati di questo tipo. Il sito accetta anche criptovalute, un elemento che può offrire maggior anonimato. Il fenomeno intreccia azzardo, finanza e guerra in uno spazio opaco e difficile da tracciare.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto all’Unione Europea di valutare sanzioni contro Itamar Ben Gvir, ministro israeliano. La richiesta riguarda il quadro delle tensioni in Medio Oriente e chiama in causa un possibile intervento politico dell’Ue.
Il compagno di Martina Comparelli, attivista milanese arrestata sulla Flotilla, esprime forte preoccupazione per le sue condizioni. Teme che possa aver subito violenze fisiche e collega la sua partenza alla denuncia dell’impunità di Israele nei confronti dei palestinesi. Il caso richiama le tensioni internazionali attorno al conflitto in Medio Oriente.
Teheran ha reso noto di aver ricevuto il parere degli Stati Uniti e di essere al lavoro per esaminarlo. Nel liveblog si riporta anche la posizione del segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth, che ha assicurato la prontezza americana ad agire sull'Iran.
Una donna di 34 anni, Mira Houssein, sostiene di essere stata inviata in Yemen da Saddam Hussein poco prima dell’attacco statunitense all’Iraq del 2003. Gli Houthi però non credono alla sua versione e avrebbero depredato la sua residenza e i suoi beni. La donna si è quindi rivolta alla protezione di una potente tribù del deserto.
Gli Stati Uniti hanno ufficializzato la rimozione di Francesca Albanese dalla lista nera del Dipartimento del Tesoro. La decisione riguarda la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. Resta invece il no di Parigi alla cittadinanza onoraria.
Il generale Yossi Kuperwasser, ex capo della divisione Aman dell’intelligence militare israeliana, afferma che Benjamin Netanyahu finirà per piegarsi alla volontà di Donald Trump. Per Kuperwasser, il premier israeliano non può permettersi uno scontro con il presidente americano su guerra e scelte strategiche.
Donald Trump sostiene che i negoziati con Teheran siano alle fasi finali e avverte che, in assenza di una firma, potrebbero esserci “azioni spiacevoli”. L’Iran parla di uno scambio di messaggi in buona fede, pur rivendicando i propri diritti. Intanto media arabi riferiscono di un possibile nuovo round di trattative a fine mese a Islamabad.
Riccardo Rudino, portuale genovese del Calp e volto del blocco dei porti a sostegno della Flotilla dello scorso autunno, rilancia il boicottaggio selettivo degli affari israeliani. Il suo appello è rivolto a sindacati, politica e lavoratori, con l’obiettivo di fermare i container di Israele nei porti.
Nel Medio Oriente si moltiplicano le voci su un accordo vicino, mentre resta alta la tensione tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu dopo una telefonata definita drammatica. Trump ha affermato che Netanyahu "farà quello che voglio", mentre Teheran ha avvertito che in caso di attacco il conflitto si estenderà.
Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano ha visitato il porto di Ashdod e ha diffuso sui social immagini che mostrano attivisti fermati dalla marina militare bendati e in ginocchio. Le immagini sono state accompagnate dalla didascalia "Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo"; la corrispondente Maria Gianniti segnala gli aggiornamenti su Rainews.it.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che la nuova pipeline destinata ad aggirare lo Stretto di Hormuz è quasi completata al 50%. Il Paese ha già reindirizzato parte delle esportazioni di petrolio attraverso una pipeline esistente verso Fujairah, con una capacità massima di 1,8 milioni di barili al giorno.
Dai verbali emerge che una maggioranza dei funzionari della Federal Reserve ritiene possibili nuovi rialzi dei tassi se l’inflazione dovesse rimanere elevata. Tra i fattori di pressione sui prezzi viene indicato il protrarsi della guerra con l’Iran, che potrebbe aggravare il quadro inflazionistico.
Media arabi riferiscono che è in fase di finalizzazione un testo di accordo tra Stati Uniti e Iran. Al Arabiya parla di lavori in corso per chiudere un documento d’intesa tra Washington e Teheran nel quadro delle tensioni in Medio Oriente.
Geopop spiega che, per la prima volta nella storia recente, quattro degli otto choke points principali sono simultaneamente sotto pressione, con effetti sulle rotte commerciali. Lo Stretto di Hormuz non ha una vera alternativa marittima: le pipeline di bypass possono dirottare al massimo circa 2,6 milioni di barili al giorno contro i circa 20 milioni che passano via mare. Aggiornamento al 4 maggio 2026: il blocco navale USA sui porti iraniani è in vigore dal 13 aprile, la tregua tra Washington e Teheran resta fragile e dopo la conferenza di Parigi del 17 aprile Europa e alleati pianificano una missione multinazionale di sminamento.
Benjamin Netanyahu ha difeso il diritto di Israele a fermare la Flotilla, ma ha preso le distanze da Itamar Ben Gvir giudicando sbagliato il suo comportamento. Giorgia Meloni e Antonio Tajani hanno definito inaccettabili i video in cui il ministro israeliano deride i fermati. In serata rientrano in Italia i primi due attivisti, mentre la flottiglia chiede il rilascio di tutti i partecipanti fermati.
Mahmoud Ahmadinejad, ex sindaco di Teheran e presidente iraniano dal 2005 al 2013, è ricordato per le posizioni radicali contro Israele, il negazionismo dell’Olocausto e la dura repressione dell’Onda verde. Dopo aver costruito la propria immagine come uomo comune e aver lodato Donald Trump nel 2017, si è poi trasformato in un critico del governo, restando ai margini del sistema politico iraniano.
Gli attivisti della Flotilla sono stati fermati al porto di Ashdod e tenuti a terra con mani legate e bende sugli occhi. Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir li ha derisi con un “Benvenuti in Israele”, mentre Benjamin Netanyahu ha difeso il diritto di Israele a bloccarli ma ha criticato il comportamento del ministro. Durante il fermo, un’attivista che gridava “Free Palestine” è stata scaraventata a terra da un agente.
Un attivista della missione navale umanitaria diretta a Gaza denuncia pestaggi, minacce e violenze subite e viste durante i due trasferimenti ad Ashdod. La testimonianza arriva dopo l’intercettazione della Flotilla da parte di Israele e riporta accuse di abusi in carcere.
Cina e Russia hanno criticato Donald Trump condannando l'attacco all'Iran e il rapimento di Nicolas Maduro. Xi Jinping ha avvertito Vladimir Putin che l'ordine internazionale è pericolosamente vicino al ritorno della legge della giungla. Putin ha inoltre affermato che le relazioni tra Russia e Cina hanno raggiunto livelli senza precedenti.
Paolo Romano, consigliere regionale del Pd, torna sull’arresto subito lo scorso ottobre durante la nuova Flotilla. Fermato dai militari israeliani, era stato detenuto in un carcere di massima sicurezza. Agli attivisti ha rivolto un messaggio di sostegno, invitandoli a proseguire un impegno che ha definito più grande delle singole vite.
I 428 attivisti intercettati sono arrivati al porto israeliano di Ashdod e 87 di loro hanno avviato uno sciopero della fame. Le autorità puntano a espellerli entro 24 ore, ma crescono i timori per chi proviene da Paesi a maggioranza musulmana o ha già un divieto di ingresso. Tra i casi considerati più delicati ci sono anche molti italiani.
Xi Jinping ha accolto Vladimir Putin a Pechino avvertendo del rischio di un ritorno alla "legge della giungla". Il leader russo ha invitato Xi a Mosca il prossimo anno. Tra i temi sul tavolo c’è l’accordo per la realizzazione del gasdotto Forza della Siberia 2, con l’energia al centro del confronto.
Stati Uniti e Israele avrebbero considerato Mahmoud Ahmadinejad come possibile nuovo leader dell’Iran. L’ex presidente iraniano, un tempo ritenuto un radicale, sarebbe stato disposto a collaborare. La ricostruzione è stata pubblicata dal New York Times.
Vladimir Putin dovrebbe incontrare mercoledì il leader cinese Xi Jinping, con il gasdotto Power of Siberia 2 al centro dei colloqui. Il progetto, fermo da tempo, torna d’attualità mentre la guerra in Iran scuote i mercati energetici.
I melodrammi turchi, tradizionalmente legati ai lunghi format televisivi, stanno cambiando distribuzione e linguaggio. Il passaggio ai mini formati punta sulle piattaforme digitali come TikTok e YouTube, adattando un genere molto riconoscibile a nuove modalità di consumo video.
Donald Trump ha lanciato un ultimatum all’Iran, fissando in tre giorni il termine per raggiungere un’intesa e avvertendo che in caso contrario riprenderanno i raid. Sul dossier è intervenuto anche il G7, chiedendo la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il vicepresidente J.D. Vance ha inoltre detto che Washington è contraria all’ipotesi di consegnare l’uranio arricchito alla Russia.
Teheran si starebbe preparando a un possibile ritorno dei raid americani con una strategia dei pasdaran basata su imboscate contro i jet degli Stati Uniti. Il nodo, sullo sfondo, è il timore di Washington che il regime iraniano conosca le procedure d’attacco statunitensi, anche con un possibile supporto dei servizi russi.
Una vignetta di Ellekappa propone una lettura satirica della guerra in Iran. Il lavoro richiama il contesto geopolitico della crisi e il ruolo attribuito a Donald Trump nel racconto visivo.
La rete di alleanze statunitensi nel mondo arabo si rafforza, mentre Arabia Saudita ed Emirati soffrono il blocco dello Stretto di Hormuz. Nelle equazioni di Donald Trump per una possibile intesa duratura vengono considerate le esigenze dei Paesi arabi e le due linee rosse americane: la riapertura dello Stretto e la rinuncia dell'Iran al nucleare.
Il G7 lancia l’allarme sulla crisi in Medio Oriente e chiede la riapertura dello Stretto di Hormuz, oltre alla fine della guerra. Intanto Donald Trump sospende l’attacco all’Iran, ma afferma di essere pronto a colpire.
Israele ha intercettato anche l’ultima nave della Flotilla, la Sirius, quando si trovava a meno di 70 miglia dalle coste di Gaza. Nell’operazione sarebbero stati esplosi colpi contro cinque imbarcazioni, una delle quali italiana. La Farnesina ha avviato verifiche sull’uso della forza, mentre è stata fermata anche la barca del deputato M5S Carotenuto.
Donald Trump sostiene che non si tratti di una guerra, ma per gli assicuratori esposti finanziariamente la situazione viene trattata come tale. In Medio Oriente molte aziende hanno sottoscritto polizze contro terrorismo o sabotaggio, mentre sono molte meno quelle con coperture specifiche per i danni di guerra. Questa distinzione può avere effetti rilevanti sui risarcimenti e sulla gestione del rischio.
La Global Sumud Flotilla ha riferito che gli attivisti saranno a breve condotti in un porto israeliano, mentre altre imbarcazioni sono state intercettate. A bordo della "Don Juan" ci sono anche gli italiani Antonella Bundu e Dario Salvetti. Gli attivisti affermano di non volersi far intimidire e chiedono all'Unione europea e all'Italia di agire a tutela del diritto internazionale.
Al G7 c'è stata unanimità nel mantenere la pressione sulla Russia, ha riferito la Francia. Per Parigi, Mosca non deve trarre vantaggi dalla guerra in Ucraina e in Medio Oriente. Nel comunicato finale è indicato come imperativo riaprire lo Stretto di Hormuz e risolvere la guerra in Iran.
Mentre la guerra in Medio Oriente pesa sugli equilibri energetici, Ryanair descrive un’Europa relativamente ben fornita di carburante per aeromobili. Nella mappa dei fornitori che sostengono l’Unione europea emergono Norvegia e Venezuela, con effetti anche sul comparto dei viaggi aerei.
Donald Trump ha annunciato la sospensione dell’attacco all’Iran, precisando però di essere pronto a colpire. Le sue parole arrivano dopo la bocciatura della nuova proposta in 14 punti presentata da Teheran. L’esercito iraniano ha risposto avvertendo che gli Stati Uniti non devono commettere errori e minacciando ritorsioni contro qualsiasi aggressione.
A Gaza un progetto locale trasforma le macerie degli edifici distrutti in mattoni a incastro simili ai Lego. L’iniziativa punta a sostenere la ricostruzione in una fase in cui materiali e fondi scarseggiano. La soluzione riutilizza i resti delle demolizioni per creare nuovi elementi da costruzione.
I contatti riservati tra i leader del Golfo e Teheran complicano la posizione della Casa Bianca sull’Iran. Per Donald Trump il dilemma resta tra uno stallo che avrebbe il sapore della sconfitta e un attacco dalle conseguenze imprevedibili.
Donald Trump ha dichiarato di aver fermato un attacco che sarebbe stato pronto a ripartire oggi, aprendo invece a una nuova fase di trattative con Teheran. Il presidente ha però avvertito che, in assenza di un’intesa, i bombardamenti potrebbero riprendere. Lo stop sarebbe stato sollecitato dai Paesi del Golfo, mentre l’Iran ha presentato una nuova proposta che include la riapertura dello Stretto di Hormuz e il trasferimento dell’uranio in Russia.
L’Idf ha bloccato in pieno giorno, in acque internazionali al largo di Cipro, una flottiglia diretta verso Gaza, arrestando più di 300 attivisti. Tra i fermati ci sono anche 14 italiani, mentre alcune imbarcazioni risultano ancora in navigazione. Antonio Tajani ha chiesto a Israele di rispettare il diritto internazionale, mentre il ministro israeliano Sa’ar ha definito la missione "solo propaganda" e non un trasporto di aiuti umanitari.
Jason Greenblatt, ex inviato speciale in Medio Oriente di Donald Trump, sostiene che il regime iraniano sia diviso. Per questo Trump vuole capire se Teheran sia davvero in grado di negoziare un accordo e soprattutto di rispettarlo nel tempo. Greenblatt aggiunge che chi pensa a un presidente condizionato dai sondaggi elettorali non ne comprende il metodo d’azione.
Saif Abukeshek, leader della Flotilla catturato nell’ultimo raid dell’Idf, racconta di aver saputo che nelle carceri israeliane non c’è nulla a proteggere i detenuti. Rimasto in custodia per 11 giorni ad Ashkelon, accusa l’Unione europea di complicità ma sostiene che la società civile sia ormai dalla loro parte.
Donald Trump ha dichiarato di aver sospeso un attacco all'Iran che era previsto per martedì, parlando di colloqui seri ma ribadendo di essere pronto a colpire. Nel quadro della crisi, è stata inoltre concessa una nuova deroga di 30 giorni sul petrolio russo.
Donald Trump ha detto di rinviare un «attacco programmato all’Iran domani» su richiesta di leader del Medio Oriente. Lo stallo tra Stati Uniti e Iran ruota attorno allo Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il petrolio mondiale. La sua chiusura a causa della guerra ha provocato uno shock dell’offerta energetica.
Almeno due imbarcazioni italiane della flotilla diretta a Gaza sono state abbordate e 14 italiani risultano catturati. Tajani ha chiesto a Israele di rispettare il diritto internazionale, mentre il parlamentare M5S Dario Carotenuto risulta ancora in navigazione. Ynet riferisce che circa cento attivisti sono stati portati verso Ashdod.
Donald Trump ha dichiarato di aver sospeso un attacco all'Iran previsto per domani, parlando di negoziati seri in corso. Intanto, secondo i media, per Washington la proposta di Teheran resta insufficiente e permane il rischio di una ripresa della guerra. Gli Stati Uniti valutano anche una nuova deroga sul petrolio russo a causa del blocco delle forniture.
Donald Trump ha dichiarato di non essere aperto a concessioni e ha avvertito che l’Iran sa cosa accadrà a breve. Intanto, secondo i media, per gli Stati Uniti la proposta iraniana è insufficiente e resta il rischio di una ripresa della guerra. Washington valuta inoltre una nuova deroga sul petrolio russo a causa del blocco delle forniture.
Le forze israeliane hanno sequestrato la Flotilla al largo di Cipro, con alcuni membri trattenuti e diretti verso Ashdod. Tra i 35 italiani a bordo, nove risultano bloccati. La Flotilla riferisce di aver perso i contatti con una nave dopo l'intervento di Israele, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto il rilascio immediato e ha parlato di passi diplomatici compiuti anche oggi con il governo israeliano.
Media riferiscono di un'apertura dell'Iran a un lungo stop del programma nucleare, con l'uranio destinato alla Russia. Intanto il presidente degli Stati Uniti ha convocato i consiglieri per la sicurezza per discutere della guerra. Teheran ha inoltre annunciato la creazione di un organismo che gestirà lo Stretto di Hormuz.
L'Idf ha sequestrato al largo di Cipro le imbarcazioni della Flotilla dirette verso Gaza, con alcuni membri trattenuti e trasferiti verso Ashdod. Tra i 35 italiani a bordo, alcuni risultano bloccati. La Flotilla riferisce di aver perso i contatti con una nave dopo l'intervento israeliano, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto di garantire la sicurezza degli attivisti e ha parlato di passi diplomatici compiuti anche oggi con il governo israeliano.
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha già bloccato oltre 14 milioni di barili al giorno di produzione nel Golfo, aggravando lo shock sull’offerta petrolifera. Le scorte mondiali scendono ai minimi mentre domanda globale, raffinazione e consumi rallentano sotto la pressione dei prezzi elevati e delle tensioni geopolitiche.
Donald Trump ha lanciato un ultimatum a Teheran, chiedendo che l’Iran accetti un accordo e annunciando la convocazione dei consiglieri per la sicurezza per discutere della guerra. Da Teheran è arrivata la replica: «Abbiamo risposto».
Dopo un attacco contro una centrale nucleare negli Emirati Arabi Uniti, Iran e Stati Uniti sono tornati a minacciare un nuovo conflitto. La tensione arriva dopo settimane di negoziati bloccati e riaccende lo scontro in Medio Oriente.
I prezzi del petrolio sono saliti dopo l’avvertimento lanciato da Donald Trump all’Iran nel fine settimana. Il messaggio ha riacceso i timori di un deterioramento dello stallo tra Washington e Teheran sulla fine della guerra, con il rischio di una ripresa del conflitto armato. Le tensioni geopolitiche alimentano così le preoccupazioni per il mercato energetico.
Tony Blair indica nell’Europe Gulf Forum uno spazio di confronto informale su cui i leader europei e del Golfo possono costruire una cooperazione più solida. Sostiene che l’Unione europea debba ritagliarsi un ruolo in Medio Oriente puntando su difesa e riforme. Su Gaza, afferma che una soluzione passa dall’uscita di Hamas dal potere e dal sostegno a un nuovo governo. Europa e Paesi del Golfo, aggiunge, restano dipendenti dagli Stati Uniti ma devono rafforzarsi.
Donald Trump ha detto a Benjamin Netanyahu che la guerra con l’Iran potrebbe riprendere se Teheran non accetterà un accordo. Il leader Usa ha avvertito che in caso contrario “non ne resterà più nulla” e ha annunciato un incontro con i generali per domani. Israele ha dato il suo appoggio e si dice pronto a nuovi raid.
Donald Trump ha parlato con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e ha avvertito l'Iran che il tempo stringe. Netanyahu ha riunito il gabinetto, mentre ad Abu Dhabi si segnala un incendio dopo l'impatto di un drone su una centrale nucleare. La tensione resta alta in Medio Oriente.
L'Aiea ha riferito che negli Emirati Arabi Uniti i livelli di radiazione sono rimasti nella norma dopo un attacco con drone nei pressi di una centrale nucleare. L'ufficio media di Abu Dhabi ha precisato che il drone ha colpito un generatore elettrico all'esterno del perimetro interno dell'impianto, senza effetti radiologici.
In un episodio della serie "Pillole di Storia" viene ricostruito il ruolo di Rinaldo di Chatillon nelle tensioni tra gli stati crociati e i Romani. Il video sintetizza gli eventi e le possibili conseguenze nel contesto delle crociate.
Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha accusato Israele di genocidio e si è confrontato apertamente con Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Le sue misure economiche e un approccio diverso alle migrazioni stanno contribuendo a una ripresa economica in Spagna e ad una crescente popolarità in Europa, mentre in patria è spesso criticato per scandali di corruzione: oltre la metà degli spagnoli non approva il suo operato. Il video analizza le contraddizioni della sua figura politica.
In Grecia si apre un forum dedicato alla cooperazione tra Europa e Paesi del Golfo, promosso da Antenna Group e Atlantic Council. Al centro dell’incontro ci sono i leader politici e i vertici di Bce e Fmi, con l’obiettivo di ridisegnare le relazioni economiche e strategiche in un contesto internazionale segnato dalla guerra.
Dopo il viaggio in Cina, Donald Trump starebbe valutando piani per colpire l’Iran. Il tentativo di ottenere un risultato da Pechino non avrebbe avuto successo e il presidente sarebbe ora orientato a riprendere i raid. Intanto sono al lavoro mediatori nel tentativo di fermare un’escalation.
Per il politologo americano Charles Kupchan, Iran e Taiwan sono i due dossier su cui si misura il confronto strategico tra Donald Trump e Xi Jinping. Kupchan osserva che negli Stati Uniti un nuovo conflitto è impopolare e giudica improbabile un ritorno a una guerra su larga scala da parte della Casa Bianca. Più probabile, invece, uno scenario fatto di tensioni e schermaglie.
Donald Trump deciderà entro 24 ore se autorizzare un nuovo attacco contro l’Iran, mentre si intensificano i preparativi tra Stati Uniti e Israele. Teheran ha riferito di colloqui con alcuni Paesi dell’Unione europea sul transito nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per la regione e per l’energia.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che la decisione di lasciare l’OPEC è stata una mossa strategica di natura economica, non politica. Il Paese, entrato nel gruppo dei produttori di petrolio nel 1967, aveva annunciato il mese scorso l’uscita effettiva dall’organizzazione a partire dal 1° maggio.
La Corte d’Appello francese ha accettato una denuncia depositata nel 2022 da alcune organizzazioni che si occupano di libertà di stampa sull’omicidio di Jamal Khashoggi. Dopo diversi rifiuti, si apre così un’inchiesta sulle responsabilità del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.
Da Gaza all’Ucraina, la diplomazia di Donald Trump viene descritta come più attenta all’impatto mediatico degli annunci che ai loro effetti concreti. Il tema è quello di cessate il fuoco presentati come risultati politici, ma con conseguenze reali più incerte e limitate.
Un raid dell’Idf a Gaza avrebbe ucciso Izz al-Din al-Haddad, indicato come capo di Hamas nella Striscia e ultimo superstite dei comandanti militari coinvolti negli attacchi del 7 ottobre. Nel bombardamento sono morte almeno sette persone. L’operazione israeliana rischia di compromettere la già fragile tregua.
Teheran apre a un possibile ruolo di Pechino per favorire il dialogo con gli Stati Uniti, mentre ribadisce la propria diffidenza verso Washington. Il ministro degli Esteri Araghchi non chiude alle trattative, ma sullo sfondo i pasdaran si preparano a una possibile ripresa della guerra.
Donald Trump ha escluso il sostegno all’indipendenza di Taiwan e ha detto di non voler inviare soldati. Da Pechino il ministro degli Esteri ha affermato che il presidente americano “ci capisce”. Trump ha inoltre parlato di un’intesa sullo Stretto di Hormuz e proposto all’Iran di fermare l’uranio per 20 anni, mentre mercoledì è atteso l’arrivo di Vladimir Putin.
Teheran si dice pronta ad accogliere gli sforzi della Cina per la pace, mentre il ministro Araghchi afferma che la mediazione del Pakistan non è fallita ma incontra difficoltà. Sullo sfondo resta la tensione con Washington, con Donald Trump che avverte di non avere ancora molta pazienza nei confronti dell'Iran.
La Cina aumenterà gli acquisti di petrolio dagli Stati Uniti perché i due Paesi sono partner commerciali naturali, ha dichiarato il segretario all’Energia Chris Wright. Pechino dipende in larga misura dalle importazioni di greggio dal Medio Oriente, ma queste forniture risultano in gran parte interrotte dal blocco iraniano dello Stretto di Hormuz.
La Biblioteca di Alessandria pubblica un episodio della serie "Pillole di Storia" che ricostruisce la lotta tra una madre e un figlio per il trono di Gerusalemme. L'episodio è inserito nella serie dedicata alle Crociate e ai contenuti sul Medioevo disponibili sul canale.
La Cina potrebbe avere un ruolo centrale nelle trattative tra Stati Uniti e Iran, anche nell’eventuale rimozione dell’uranio. Mehran Haghirian richiama la mediazione tenuta riservata fino all’ultimo tra Arabia Saudita e Iran nel 2023. Per Pechino pesano i legami economici e di sicurezza con Teheran e l’interesse a far ripartire il transito di petrolio nello Stretto di Hormuz.
A Zhongnanhai si è tenuto un incontro blindatissimo tra Donald Trump e Xi Jinping. La Cina ha chiesto un cessate il fuoco in Medio Oriente e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Trump ha parlato di accordi commerciali "fantastici" conclusi nei colloqui.
Teheran annuncia un accordo che riguarda le navi cinesi nello Stretto di Hormuz, in un passaggio rilevante per gli equilibri regionali. Intanto Riad richiama l'ipotesi di un patto di non aggressione tra l'Iran e i Paesi del Golfo. Il ministro iraniano Araghchi ha inoltre attaccato gli Emirati.
Un tribunale statunitense ha sospeso le sanzioni imposte da Donald Trump contro Francesca Albanese. La decisione ha provocato le reazioni positive della sinistra. Intanto è ripartita la Flotilla diretta a Gaza, con a bordo anche un deputato del M5s.
Donald Trump ha detto che Xi Jinping si è offerto di aiutare sulla crisi con l'Iran e che la Cina non fornirà armi a Teheran. Intanto il ministro iraniano Araghchi ha chiesto ai Brics di condannare quelle che definisce violazioni del diritto internazionale da parte di Israele e Stati Uniti. A Washington è iniziato il terzo round di colloqui diretti tra Israele e Libano, mentre Riad valuta un patto di non aggressione tra la regione e Teheran.
Il Centcom afferma di aver distrutto 161 navi da guerra e il 90% delle mine dell’Iran, nel quadro delle tensioni in Medio Oriente. Intanto il ministro iraniano Araghchi ha chiesto ai Brics di condannare le violazioni del diritto internazionale attribuite a Israele e agli Stati Uniti. A Washington è inoltre iniziato il terzo round di colloqui diretti tra Israele e Libano.
Per dieci mesi funzionari dell’Unrwa hanno lavorato quasi in incognito tra Gaza e Gerusalemme Est per mettere in salvo documenti chiave della memoria palestinese. Tra i materiali raccolti ci sono schede originali dei rifugiati registrati dopo il 1948, certificati di nascita, matrimonio e morte e testimonianze personali.
Un’inchiesta di Israel Hayom conferma che Israele ha esteso al 64% della Striscia di Gaza la porzione di territorio che controlla. La cosiddetta linea gialla è diventata arancione, segnando un ulteriore avanzamento sul terreno già denunciato da tempo dai palestinesi.
Xi Jinping ha trasformato la guerra degli Stati Uniti all’Iran in un vantaggio per la Cina, che oggi appare meno dipendente da Donald Trump di quanto Trump lo sia da Pechino. Il presidente americano punta a ottenere l’aiuto cinese per fare pressione sugli ayatollah e a chiudere intese economiche, mentre la leadership cinese si presenta da una posizione di maggiore forza.
Il gruppo emiratino Edge, tra i maggiori della difesa nel Golfo, valuta l’acquisto dei motori di Cmd nell’ambito della sua espansione in Europa. Il presidente e Cfo Rodrigo Torres indica acquisizioni per un miliardo di dollari in due anni e richiama gli accordi già avviati in Italia con Fincantieri e Leonardo.
Un report ricostruisce le forniture partite dall’Italia verso aziende legate alla difesa israeliana dopo il 7 ottobre. Al centro ci sono tecnologie dual use come droni, avionica, ottiche di precisione e materiali compositi, impiegate nella guerra invisibile delle esportazioni tecnologiche.
Una petroliera cinese ha attraversato lo Stretto di Hormuz nel giorno del vertice. La Cia sostiene che l’Iran controlli il passaggio e abbia ripristinato l’accesso a 30 dei 33 siti missilistici lungo la costa.
Sale la tensione nello Stretto di Hormuz, con l'Iran che rivendica il controllo dell'area e minaccia gli Stati Uniti. Sullo sfondo, un jet F-35 Usa pattuglia le acque del Golfo e un drone sorvola una base. Sergio Mattarella invita Israele ad abbandonare uno stato di guerra permanente.
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha ridotto del 30% la produzione petrolifera dell’OPEC, afferma il cartello. Il blocco imposto dall’Iran ha di fatto interrotto le forniture dal Golfo Persico e mette a rischio la crescita della domanda globale di petrolio nel corso dell’anno.
Alcuni media internazionali scrivono che Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita non si sarebbero limitati a difendersi durante la guerra con l’Iran. I due paesi del Golfo avrebbero condotto in segreto attacchi contro Teheran, aggiungendo un elemento rilevante alle tensioni nella regione.
Dall’inizio della guerra le scorte di petrolio sono diminuite a ritmi record, segnala l’Aie. Dai produttori del Golfo è venuto a mancare oltre un miliardo di barili di greggio, con effetti sull’equilibrio dell’offerta energetica.
L’intelligence statunitense ritiene che l’Iran abbia conservato e ricostituito una parte significativa delle proprie capacità militari. La valutazione riguarda anche siti missilistici e l’area dello Stretto di Hormuz, un punto strategico per gli equilibri regionali e per i traffici energetici.
Teheran ha rivendicato il controllo dello Stretto di Hormuz, affermando che da Kharg non lascerà partire "neanche un granello". Il vicecomandante della Marina iraniana ha anche minacciato gli Stati Uniti, dichiarando che se Donald Trump sbarcasse sull'isola il Golfo diventerebbe "un cimitero delle forze Usa". In parallelo, media riferiscono di raid israeliani in Libano con almeno 8 morti, tra cui 2 bambini.
Teheran afferma di avere il controllo dello Stretto di Hormuz e sostiene che "neanche un granello" lascerà Kharg. Il vicecomandante della Marina iraniana ha aggiunto che, se Trump sbarcasse sull'isola, il Golfo diventerebbe un cimitero per le forze Usa.
Il ministro Guido Crosetto ha annunciato l’avvicinamento di due cacciamine italiani nell’area di Hormuz, precisando però che si attende una fase di pace. Nell’audizione davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, Antonio Tajani ha escluso la richiesta di una nuova operazione nel Golfo, indicando un eventuale impegno solo dopo la fine delle ostilità.
Donald Trump e Xi Jinping si incontreranno giovedì a Pechino per discutere di guerra in Medio Oriente, accordi commerciali e Taiwan. Il vertice mette al centro alcuni dei principali dossier che segnano i rapporti tra Stati Uniti e Cina.
In Libano la rete informale di pannelli solari che alimenta abitazioni, fattorie e sistemi idrici è diventata essenziale per compensare le carenze del sistema nazionale. La sua distruzione mette a rischio una delle poche infrastrutture energetiche in grado di tenere in piedi servizi e vita quotidiana nel paese.
Per gli esportatori cinesi, le preoccupazioni legate all’Iran stanno superando quelle sui dazi mentre Donald Trump e Xi Jinping si preparano a incontrarsi. In vista del vertice, Pechino e Washington dovrebbero ribadire l’intenzione condivisa di riaprire lo Stretto di Hormuz e ristabilire la stabilità nella regione.
Alla vigilia del summit in Cina, l’Iran alza i toni contro gli Stati Uniti e mostra profonda sfiducia verso Washington. I pasdaran avvertono che un eventuale attacco porterebbe alla creazione della bomba e che chiunque entri nel territorio iraniano subirebbe gravi danni.
Teheran ha minacciato di portare l'arricchimento dell'uranio al 90% in caso di attacco, in un nuovo picco di tensione in Medio Oriente. Donald Trump ha dichiarato di non avere fretta, mentre il bilancio del conflitto viene indicato in 29 miliardi di costi, con l'inflazione in forte aumento.
Il mercato del petrolio affronta quella che viene descritta come la maggiore interruzione dell’offerta della sua storia, ma i prezzi non hanno registrato un’impennata paragonabile ai picchi del passato. Gli analisti di Wall Street individuano cinque fattori che spiegano perché le quotazioni restano relativamente contenute nonostante il conflitto con l’Iran.
Il presidente Usa definisce le trattative con Teheran "appese a un filo", paragonandole a un paziente in terapia intensiva e valutando circa l'1% di possibilità che la guerra si chiuda con un accordo. Le dichiarazioni arrivano alla vigilia del suo viaggio in Cina. Nel frattempo si segnalano movimenti di mezzi marini statunitensi nella regione.
Il governo israeliano ha reagito duramente alle parole del premio Pulitzer Nicholas Kristof sulle presunte violenze sessuali sistematiche contro detenuti palestinesi, definendole una grave accusa infamante. Nello stesso contesto sono stati diffusi i risultati di un’inchiesta sugli stupri commessi da Hamas il 7 ottobre, indicati come parte di una pratica sistematica.
Teheran avverte che, in caso di attacco da parte degli Stati Uniti, tra le opzioni sul tavolo ci sarebbe l’arricchimento dell’uranio al 90%. Rezaei evoca anche il tema del nucleare militare e annuncia un confronto in parlamento. Intanto Donald Trump ha incontrato i generali per valutare una possibile ripresa dell’offensiva, mentre nel sud del Libano i raid israeliani hanno causato sei morti.
Israele ha approvato un tribunale speciale per i crimini del 7 ottobre, con la previsione della pena di morte. A marzo era stata varata una legge che introduce il boia per chi è colpevole di attentato alla sicurezza dello Stato, ma la norma non era retroattiva e non poteva quindi essere applicata ai detenuti già in carcere. La nuova disposizione è pensata specificamente per i fatti del 7 ottobre.
Dopo la quasi distruzione della flotta navale tradizionale iraniana nei raid israelo-statunitensi, i Pasdaran mantengono in acqua una “mosquito fleet” di piccole imbarcazioni armate. Questa presenza sta paralizzando il passaggio nello Stretto di Hormuz, uno snodo cruciale per la navigazione.
I prezzi del petrolio hanno esteso i rialzi martedì, mentre aumentano i timori per un conflitto prolungato in Medio Oriente. A pesare sul mercato sono state le dichiarazioni di Donald Trump, che ha definito il cessate il fuoco con l’Iran in "supporto vitale", riducendo le speranze di un accordo di pace tra Washington e Teheran.
Secondo la puntata del The Essential, l'Unione Europea ha approvato sanzioni rivolte ai «coloni israeliani violenti» in Cisgiordania. Nella stessa puntata si affrontano anche il rifiuto alla proposta di Putin di nominare l'ex cancelliere Schroeder come mediatore per la pace in Ucraina e le polemiche con boicottaggi contro Israele all'Eurovision 2026 a Vienna.
Bruxelles vara le prime sanzioni contro gruppi che sostengono i coloni estremisti in Israele. Intanto è atteso il voto sul tribunale per Hamas in relazione al 7 ottobre, in un maxi-processo per il quale è prevista anche la pena di morte.
Donald Trump ha dichiarato che la tregua è "appesa a un filo" mentre l’Iran ha lasciato i negoziati. Il leader americano ha riunito i generali e ha minacciato la guerra per tentare di sbloccare lo stallo, ma Teheran continua a dettare le proprie condizioni. Sullo sfondo emerge anche la critica del neocon Robert Kagan, che parla di uno scacco per Trump.
La Nobel iraniana Narges Mohammadi, libera su cauzione, è in cura dopo un infarto e le violenze subite. Ha dovuto pagare anche le spese del ricovero. Il fratello denuncia che in prigione avrebbero tentato di ucciderla, mentre lei continua a resistere pensando ai figli.
Yair Golan, leader dei Democratici israeliani, punta alle elezioni del prossimo autunno con l’obiettivo di riportare la sinistra al governo e archiviare la stagione di Benjamin Netanyahu. Nell’intervista ribadisce il no a un programma nucleare militare dell’Iran, ma apre alla trattativa su altri dossier. Sulla prospettiva di uno Stato palestinese, sostiene che i tempi non siano ancora maturi.
Resta alta la tensione tra Stati Uniti e Iran, con la tregua in Medio Oriente appesa a un filo. Donald Trump ha definito il cessate il fuoco debole ma ha lasciato aperta la possibilità di un'intesa, mentre Teheran rilancia il piano cinese.
L’India affronta una fase di forte tensione legata alla dipendenza dal greggio che transita nello Stretto di Hormuz. Narendra Modi ha annunciato misure di austerità, invitando allo smart working, a rinviare i matrimoni e a privilegiare i prodotti nazionali per ridurre i consumi di carburante. Nel Paese si registrano chiusure di ristoranti e code ai distributori, mentre emerge la fragilità energetica del gigante asiatico.
L’Iran ha respinto il piano degli Stati Uniti, mentre Donald Trump ha affermato che una soluzione diplomatica con Teheran resta ancora possibile. Il presidente Usa ha definito indegna la leadership iraniana. Intanto, secondo i media, una petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz seguendo una rotta indicata da Teheran, mentre proseguono i raid israeliani sul Libano.
Vladimir Putin ha vietato la presenza di orologi da polso durante gli incontri in cui è presente. Il presidente russo teme che possano essere usati per spiarlo o persino per attentare alla sua vita. Il timore richiama il caso dei cercapersone dei leader di Hezbollah.
I ministri dell'Ue hanno raggiunto un accordo politico sulle sanzioni contro i coloni violenti, mentre non è passata la proposta di dazi sui prodotti degli insediamenti. Israele ha definito la decisione inaccettabile. Sul fronte dei rapporti con Mosca, Antonio Tajani ha ribadito che il negoziatore lo sceglie l'Europa e non la Russia, una linea richiamata anche da Kaja Kallas.
Un’indagine di NewsGuard su cinque rilevatori di intelligenza artificiale evidenzia un problema rilevante di falsi positivi. In diversi casi, immagini autentiche legate alla guerra tra Stati Uniti e Iran sono state classificate come contenuti deepfake. Un limite che può aumentare la confusione nella circolazione della disinformazione.
Gli economisti interpellati da Bloomberg vedono la Bce orientata a due rialzi dei tassi nel corso dell’anno. Nel sondaggio, l’inflazione del 2025 è stimata al 2,9%, anche per l’impatto dello shock in Medio Oriente.
Donald Trump torna in Cina dopo nove anni per un vertice con Xi Jinping centrato sulla tregua commerciale e sulla crisi nello Stretto di Hormuz. Sul tavolo ci sono anche i dazi e le terre rare, mentre Pechino punta a far valere il proprio margine negoziale e a ribadire la linea rossa su Taiwan.
L'Iran ha respinto il piano degli Stati Uniti, definendo eccessive le richieste americane e sostenendo che la propria risposta sia "generosa e razionale". Donald Trump ha criticato la lettera di Teheran, giudicandola inappropriata. Intanto, secondo media citati nel liveblog, una petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz seguendo una rotta indicata da Teheran, mentre continuano i raid israeliani sul Libano.
Teheran respinge il piano degli Stati Uniti, aprendo un nuovo fronte di tensione nei rapporti bilaterali. La reazione di Donald Trump è di forte irritazione, in un contesto che riporta al centro lo scontro tra Washington e l’Iran.
Narendra Modi ha avvertito che il conflitto con l’Iran pone gravi rischi per l’India, mettendo in luce la forte dipendenza del Paese dall’energia importata. Il premier ha invitato i cittadini a ridurre il consumo di carburante, i viaggi all’estero e gli acquisti di oro. L’appello arriva mentre le tensioni in Medio Oriente aumentano i timori per l’impatto economico sugli approvvigionamenti energetici.
Nonostante lo shock geopolitico legato alla guerra in Iran, i mercati non hanno registrato un crollo. A frenare la corsa del petrolio hanno contribuito pipeline alternative ancora operative, il rilascio di riserve strategiche e un rallentamento della domanda globale.
Il podcast analizza perché i mercati non sono crollati malgrado le paure per la guerra in Iran: l'azionario è ai massimi, l'oro è in calo e il Brent viaggia intorno a 126 dollari. Vengono esaminati tre scenari (de-escalation, stallo prolungato, escalation) e le conseguenze per i portafogli, alla luce di report di JP Morgan, dati di Ed Yardeni e analisi di Citi. Si discutono inoltre temi tecnici come demand destruction, backwardation, term premium e la correlazione azioni-bond.
L'Iran ha dichiarato che non "si piegherà mai" dopo che Donald Trump ha respinto una controproposta di pace, prolungando il conflitto in Medio Oriente. Washington sta cercando di spingere Pechino a fare pressione su Teheran per riaprire lo Stretto di Hormuz, ma non è chiaro quanto la Cina sia disposta a intervenire.
I mercati asiatici hanno avviato la settimana in ordine sparso, con il Kospi sudcoreano che ha segnato un nuovo record. A pesare sul sentiment è stata l’impennata del petrolio e l’aumento dei timori geopolitici legati all’Iran. Gli investitori restano cauti dopo il rifiuto da parte di Donald Trump della proposta di cessate il fuoco di Teheran, che alimenta il rischio di un conflitto più lungo in Medio Oriente.
Sale la tensione tra Iran e Stati Uniti dopo la risposta di Teheran e le nuove parole dure di Donald Trump. Il presidente americano minaccia di rimuovere l’uranio arricchito, alimentando il rischio di un’escalation alla vigilia del viaggio in Cina.
Allan Eyre, ex negoziatore del Jcpoa, sostiene che Donald Trump abbia fallito e non riuscirà a strappare a Teheran un accordo migliore di quello raggiunto ai tempi di Obama. Eyre osserva che Mosca e Pechino possono avere un ruolo di facilitazione, ma non sono in grado di offrire garanzie militari. Il tema conferma la centralità del dossier iraniano negli equilibri tra Stati Uniti e Medio Oriente.
Teheran si dice pronta ad aprire lo Stretto di Hormuz, ma non assume impegni sul dossier nucleare nel confronto con gli Stati Uniti. Donald Trump accusa l'Iran di prendere in giro Washington e avverte che "non riderete più". Benjamin Netanyahu sostiene che la partita non sia ancora conclusa.
Donald Trump ha respinto l’ultima controproposta avanzata dall’Iran per porre fine alla guerra, dichiarando di non gradirla. Teheran aveva ribadito la necessità di fermare il conflitto e revocare le sanzioni, riferisce l’agenzia semi-ufficiale Tasnim citando una fonte informata. Gli Stati Uniti attendono ora una risposta iraniana mentre una petroliera attraversa lo Stretto di Hormuz.
L'Eurovision ha preso il via con il Turquoise Carpet. Alla vigilia dell'evento si sono registrate proteste di manifestanti iraniani contro Israele e contro il regime degli ayatollah. Tra gli slogan degli attivisti anche l'appello al boicottaggio della manifestazione.
L’attivista ispano-palestinese Abukeshek, scarcerato da Israele, è arrivato a Barcellona e ha rilanciato su X la mobilitazione per la Palestina. Ha annunciato l’intenzione di riprendere la missione verso Gaza con le navi attualmente ferme in Turchia. Intanto Ávila è in viaggio verso il Cairo.
Teheran ha avvertito Londra e Parigi di una risposta immediata con navi nello Stretto di Hormuz, mentre i media iraniani riferiscono che la risposta alla proposta degli Stati Uniti sarebbe stata inviata tramite il Pakistan. Il presidente Masoud Pezeshkian ha ribadito che l’Iran non si piegherà al nemico e che negoziare non significa arrendersi.
La guerra sostiene i risultati del primo trimestre di Saudi Aramco, mentre la compagnia saudita riesce a bypassare lo stretto di Hormuz. Il presidente e ceo Amin H. Nasser avverte però che la quasi chiusura del passaggio potrebbe causare un’instabilità prolungata sui mercati energetici.
Oltre duemila persone hanno partecipato a una corsa organizzata in contemporanea nella Striscia di Gaza e a Betlemme. Il percorso ha attraversato la strada costiera Rashid, già teatro di momenti dolorosi della guerra. In mare, intanto, altri partecipanti si sono misurati con il surf, in una sfida simbolica per riappropriarsi della costa.
Un episodio della serie Pillole di Storia della Biblioteca di Alessandria ricostruisce la figura di Norandino, soprannominato "Re Santo", che nel 1499 avrebbe unificato la Siria per opporsi ai crociati. La puntata offre una sintesi del contesto storico e delle principali azioni legate alla sua ascesa.
Nel liveblog sul Medio Oriente si segnala che il Libano denuncia sette morti, tra cui tre bambini, nei raid israeliani contro famiglie sfollate. Intanto Londra ha inviato un cacciatorpediniere in vista di una futura missione nello Stretto di Hormuz. Da Teheran, il ministro Araghchi chiede agli Stati Uniti di porre fine a richieste definite eccessive e irragionevoli.
Israele libererà oggi i due attivisti della Flotilla arrestati in acque internazionali. Thiago Ávila e Saif Abukeshek erano stati catturati durante un raid della Marina israeliana davanti a Creta. Per entrambi inizierà subito la procedura di espulsione.
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro 11 entità e tre persone accusate di aiutare l’Iran. I soggetti colpiti hanno sede in Iran, Cina, Bielorussia e negli Emirati Arabi Uniti. La misura si inserisce nella pressione economica di Washington verso Teheran.
L'Europa ha espresso profondo allarme per le condizioni di Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace attualmente detenuta in Iran, chiedendo che le siano fornite subito cure mediche. Nell'appello si sottolinea che le accuse contro di lei si basano esclusivamente sulla sua legittima e pacifica attività di difesa dei diritti umani.
Due navi iraniane sono state colpite, mentre Teheran accusa Washington di “avventurismo”. Il ministro Araghchi parla di mosse sconsiderate proprio mentre l’opzione diplomatica resta sul tavolo. Intanto il vicepresidente Usa Vance incontra il premier del Qatar e dalla Casa Bianca filtra l’ipotesi di un accordo imminente.
Per Aaron David Miller, Teheran gioca sul tempo e mira a far riconoscere una nuova configurazione dei rapporti regionali. La leadership iraniana, osserva l’analista, è già cambiata e punta al riconoscimento della propria capacità di gestire lo Stretto e del diritto a un programma nucleare.
Nuove tensioni tra Iran e Stati Uniti in Medio Oriente, con Teheran che definisce "evidente a tutti" l'"avventurismo sconsiderato" di Washington. Il Centcom afferma di aver neutralizzato due petroliere iraniane nel Golfo di Oman, mentre da Teheran fanno sapere che la proposta americana è ancora in fase di valutazione. Donald Trump rilancia la pressione con un ultimatum: "Firmino o colpiamo".
Padre Bashar, parroco latino di Taybeh, denuncia gli attacchi dei coloni israeliani contro l’unico villaggio interamente cristiano della Cisgiordania. Chiede pace e il sostegno della comunità internazionale per il dialogo, la protezione dei civili, il rispetto dei diritti umani e della libertà religiosa. Ringrazia inoltre il Papa per aver richiamato l’attenzione del mondo sulla loro condizione.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha incontrato a Palazzo Chigi la premier Giorgia Meloni in un vertice durato circa un’ora e mezza. La visita è stata preceduta da un bilaterale con il ministro degli Esteri. Rubio ha espresso l’auspicio di ricevere dall’Iran una proposta seria.
Nintendo ha presentato conti positivi, ma prevede un calo delle vendite e rincari per la Switch 2 in Giappone, Stati Uniti ed Europa. A pesare sui costi è anche la crisi in Medio Oriente, con effetti sulla filiera dei chip. Sony aveva già aumentato i prezzi della PlayStation 5 e registra utili e ricavi in flessione.
Nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran nel Golfo, dopo le notizie su attacchi Usa contro petroliere iraniane rilanciate da Fox News. Media iraniani riferiscono anche del sequestro di una petroliera da parte della Marina dei pasdaran. Intanto Teheran afferma che la proposta americana è ancora in fase di valutazione, mentre Donald Trump avverte: "Firmino o colpiamo".
Silvia Boccardi e Paolo Magri, presidente del Comitato Scientifico ISPI, analizzano lo scontro tra Papa Leone e Donald Trump. Il video affronta inoltre le notizie relative a un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti, citando fonti giornalistiche internazionali.
La Biblioteca di Alessandria pubblica un nuovo episodio che ricostruisce la vita quotidiana negli Stati Crociati in Terrasanta. Il video, inserito nella serie dedicata alle crociate, offre una panoramica divulgativa sul periodo.
Donald Trump ha affermato che la tregua con l'Iran resta in vigore, ma ha avvertito che Teheran deve firmare un accordo oppure gli Stati Uniti colpiranno. Il comando statunitense ha riferito di aver intercettato attacchi iraniani definiti non provocati e di aver risposto con raid di autodifesa. Nel liveblog si segnala anche l'impiego di missili e droni negli Emirati.
Donald Trump ha dichiarato che il cessate il fuoco con l'Iran resta in vigore. Il presidente degli Stati Uniti lo ha affermato durante una visita al Lincoln Memorial Reflecting Pool.
In diversi paesi asiatici si stanno imponendo limiti all’uso dell’aria condizionata, diventata un bene prezioso. La misura è legata alla crisi energetica provocata dalla guerra in Medio Oriente e arriva mentre la regione è colpita da un’ondata di calore.
Donald Trump ha riferito di aver detto a Marco Rubio di comunicare a Leone, "in modo garbato", che l’Iran non può ottenere l’arma nucleare. Nel liveblog viene anche riportata l’accusa a Teheran di aver ucciso 42.000 innocenti.
I pubblici ministeri hanno chiuso le indagini e indicano Andrea Sempio come autore dell'omicidio di Chiara Poggi, aprendo una nuova pista dell'accusa. Nel medesimo episodio si segnala un aumento di atti contro la comunità cattolica attribuiti a soldati o coloni israeliani. L'OMS afferma invece che il hantavirus non costituisce né un'epidemia né una pandemia.
Stati Uniti e Iran hanno scambiato colpi nello Stretto di Hormuz, con entrambe le parti che sostengono che sia stato l'altro a sparare per primo. La comunicazione del CENTCOM non chiarisce lo stato del cessate il fuoco tra Washington e Teheran, già indebolito da ripetute accuse di violazioni dei termini dell'intesa.
Il Calp, collettivo degli autonomi del porto di Genova, lancia una nuova chiamata allo sciopero legata alla vicenda della Flotilla. Nel messaggio chiede il rientro a casa di Thiago e Saif entro dieci giorni, avvertendo che in caso contrario sarà avviato un blocco generale. Il collettivo è indicato tra le realtà più radicate nelle piazze a sostegno della causa palestinese.
Un mezzo all’interno della base italiana Unifil di Shama è stato colpito da un razzo, ma non si registrano feriti. Sono in corso accertamenti per chiarire provenienza e dinamica dell’episodio. Tra le ipotesi, quella di un razzo a corto raggio generalmente utilizzato dalle milizie di Hezbollah.
L’Iran dovrebbe rispondere oggi alla proposta degli Stati Uniti sul Medio Oriente, mentre sono in corso negoziati per una parziale apertura dello Stretto di Hormuz. Donald Trump ha avuto una telefonata con Benjamin Netanyahu, che ha confermato l’uccisione del capo della forza Radwan di Hezbollah. Negli Stati Uniti sono inoltre in corso indagini su scommesse sul petrolio legate all’Iran, con guadagni stimati in 2,6 miliardi.
Maersk ha avvertito che la guerra in Iran avrà un impatto maggiore nei prossimi mesi, con possibili aumenti dei prezzi per i clienti. Il gruppo ha indicato che il conflitto ha aggiunto un ulteriore livello di incertezza, mentre presentava i risultati del primo trimestre.
I prezzi del petrolio sono saliti giovedì, mentre i mercati valutano gli ultimi sviluppi in Medio Oriente. L’attenzione degli investitori resta concentrata sui rischi per lo Stretto di Hormuz legati al riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
La Francia riferisce che una nave francese è stata attaccata nello Stretto di Hormuz. Parigi afferma che la coalizione internazionale per la riapertura dello stretto è pronta e ha inviato la propria portaerei nell'area, mentre il presidente Emmanuel Macron prepara una risposta comune. La vicenda è stata trattata nel The Essential di Will Media.
Vali Nasr sostiene che in Iran non si veda la fine della crisi e che Donald Trump stia cercando soprattutto di uscire da una situazione che lui stesso ha contribuito a creare. Il politologo osserva che la sospensione del Project Freedom viene giustificata con la vicinanza di un accordo, ma questa prospettiva non sarebbe reale. Per una bozza d’intesa credibile, aggiunge, servirebbe includere una moratoria sul programma nucleare iraniano.
Donald Trump sostiene che un accordo con l’Iran possa arrivare entro una settimana e parla di colloqui positivi. Teheran però respinge l’ipotesi di una resa e giudica inaccettabili alcune proposte, mentre il presidente americano avverte che in caso di rifiuto potrebbe ordinare bombardamenti. Intanto gli Stati Uniti hanno bloccato una petroliera nello Stretto.
Washington spinge per raggiungere un’intesa con Teheran prima del vertice in Cina e chiede una moratoria di 12 anni sul programma nucleare iraniano. L’Iran però prende tempo, mentre i pasdaran puntano prima a ottenere lo sblocco dello Stretto di Hormuz.
Marco Rubio è a Roma per una missione diplomatica che punta a ricucire i rapporti con il Papa dopo le critiche arrivate dalla Casa Bianca. In agenda ci sono oggi un incontro sui dossier esteri e domani un vertice con Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Tra i temi al centro dei colloqui figurano lo Stretto di Hormuz, la missione Unifil e le basi americane in Italia.
Snap ha diffuso i conti del primo trimestre e ha fornito previsioni caute sulle vendite. La società ha anche reso noto che non ha più un accordo con la startup di intelligenza artificiale generativa Perplexity. Tra i fattori di incertezza indicati c’è la situazione geopolitica in Medio Oriente.
Gli Stati Uniti hanno presentato un nuovo piano per la pace in Medio Oriente. Donald Trump ha detto che un accordo è "molto possibile" e che, se l'Iran accetta, la guerra può finire. Da Teheran però arrivano riserve, con alcune parti della proposta giudicate inaccettabili, mentre la portaerei francese Charles de Gaulle è diretta verso il Golfo.
Donald Trump ha indicato la prossima settimana come possibile scadenza per la firma di un’intesa con l’Iran. Teheran ha però definito inaccettabili alcune parti della proposta. Intanto, secondo Axios, le parti sarebbero vicine a un memorandum in 14 punti e si attende una risposta iraniana entro 48 ore.
Una nuova bozza di memorandum sul Medio Oriente prevede un testo di una pagina articolato in 14 punti. Il documento punta ad aprire la strada a un accordo definitivo entro 30 giorni, con riferimenti a uranio e sanzioni.
I mercati scommettono su un allentamento delle tensioni in Medio Oriente, spingendo le Borse in forte rialzo e facendo scendere petrolio e gas. Piazza Affari tocca i massimi dal 2000. Resta però l’attenzione sulla Bce, che continua a valutare un aumento dei tassi.
Il tribunale distrettuale ha respinto il ricorso contro la proroga della detenzione dell’attivista Thiago Avila. Intanto è morta la madre di Avila, mentre l’Onu ha condannato duramente la vicenda affermando che la solidarietà non è un reato. Madrid e Brasilia protestano, e le vele rimaste a Ierapetra annunciano che riprenderanno il viaggio.
Sale l’allarme nel settore dei fertilizzanti per l’aumento dei costi dell’urea, con possibili ricadute su prodotti di base come pane, pasta e riso. A pesare sono le tensioni nello stretto di Hormuz e, più in generale, il contesto geopolitico. Il quadro regolatorio europeo viene indicato come un ulteriore fattore di pressione per il comparto.
Un attacco presentato come ransomware potrebbe in realtà nascondere un’operazione di intrusione. Una nuova analisi collega la campagna a MuddyWater, che avrebbe usato il marchio Chaos come copertura e adottato tecniche mirate a confondere la natura reale dell’azione.
Donald Trump ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz sarà riaperto a tutti se l’Iran accetterà l’accordo in discussione. Da Teheran è arrivata però una prima reazione negativa, con parti della proposta giudicate inaccettabili. Intanto, secondo Axios, le parti sarebbero vicine a un memorandum in 14 punti e si attende una risposta iraniana entro 48 ore; Trump ha inoltre fermato il Project Freedom.
Il podcast In diretta dal mondo affronta i casi di Ucraina e Iran, mettendo al centro il modo in cui i conflitti vengono definiti come "operazioni militari". Un'espressione che richiama il peso politico e comunicativo delle parole usate per descrivere guerre e crisi internazionali.
Una nave francese è stata colpita nello Stretto di Hormuz e alcuni membri dell’equipaggio sono rimasti feriti. Emmanuel Macron ha dichiarato che la Francia non è stata presa di mira in alcun modo. Intanto, secondo Axios, si sarebbe vicini a un memorandum sull’Iran, con una risposta attesa da Teheran entro 48 ore, mentre Donald Trump ha parlato di grandi progressi verso un accordo e Pechino ha chiesto la fine immediata delle ostilità.
Nel primo trimestre del 2026 Lufthansa ha ridistribuito in Europa molti aerei che non potevano raggiungere gli scali del Medio Oriente, aumentando i collegamenti verso Asia e Africa. Il gruppo segnala una riduzione delle perdite, mentre il caro cherosene è atteso pesare per 1,7 miliardi nel 2026. Resta inoltre il nodo dei leasing di Ita, indicati come una zavorra.
Il blocco dello Stretto di Hormuz mette a rischio la sicurezza energetica dell’India, che consuma oltre 30 milioni di tonnellate di Gnl all’anno e ne importa circa la metà. Nelle aree rurali, la carenza di gas spinge molte famiglie a cucinare usando lo sterco delle mucche sacre.
Nello Stretto di Hormuz i barchini veloci dei pasdaran, progettati per sfuggire ai radar delle fregate, si sono scontrati con la risposta americana basata su elicotteri AH64 Apache e MH60 Seahawk. L’elemento decisivo è stata la supremazia informativa garantita dall’intelligenza artificiale, che ha cambiato gli equilibri dello scontro.
Il presidente degli Stati Uniti ha sospeso nella notte il Project Freedom, l’operazione di guida delle imbarcazioni fuori dallo Stretto di Hormuz. Delle 1.600 navi bloccate ne sarebbero partite solo sei, mentre tre sono state attaccate. Il bilancio segna un forte ridimensionamento dell’iniziativa voluta da Donald Trump.
Con la crisi del Golfo e il turismo fermo, molte strutture alberghiere di superlusso negli Emirati stanno approfittando della pausa per rinnovarsi. Tra i casi più rilevanti c’è il Jumeirah Burj Al Arab, che ha avviato un restauro destinato a durare un anno e mezzo. La riapertura è prevista per la fine del 2027.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Pechino mercoledì, a pochi giorni dalla visita ad alta tensione di Donald Trump. Si tratta della sua prima visita in Cina dall’inizio della guerra in Iran. L’incontro evidenzia il ruolo di Pechino nei rapporti con Teheran in una fase delicata per la regione.
Dopo quasi un mese di calma relativa, nel Golfo Persico sono riprese le ostilità. La nuova fase del conflitto mostra che diplomazia e militarismo continuano a procedere in parallelo, senza una vera interruzione della guerra in Medio Oriente.
Donald Trump ha annunciato una breve sospensione del Project Freedom nello Stretto di Hormuz, avvertendo l'Iran che "sa quello che deve fare". Da Teheran, il ministro degli Esteri Araghchi ha riferito di progressi nei colloqui. La vicenda si inserisce nel quadro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran in Medio Oriente.
Per Avner Cohen la guerra tra Stati Uniti e Iran è stata inutile e non ha eliminato la minaccia nucleare. L’esperto del Middlebury Institute ritiene improbabile una ripresa del conflitto nel breve periodo e vede per la Casa Bianca la possibilità di arrivare a un’intesa simile a quella raggiunta durante la presidenza Obama.
Alla vigilia della visita in Vaticano del Segretario di Stato Marco Rubio, il presidente Usa Donald Trump ha criticato il Pontefice definito 'suo connazionale' Papa Leone XIV. Trump ha affermato che la sua posizione verso Teheran sarebbe troppo morbida e ha detto che preferisce discutere dell'ipotesi che l'Iran possa avere un'arma nucleare. A metà aprile il presidente aveva già attaccato Prevost definendolo "debole e pessimo in politica estera".
La tregua resta appesa a un filo, mentre Donald Trump minimizza parlando di "solo scaramucce". Il presidente Usa ha lanciato un avvertimento a Teheran, affermando che l’Iran sa cosa deve fare. Intanto il ministro iraniano Araghchi ha riferito di progressi nei colloqui.
Gli Stati Uniti hanno annunciato "Project Freedom" per riaprire al commercio lo Stretto di Hormuz, mentre la guerra con l’Iran blocca il traffico nella zona. Donald Trump ha detto che Washington guiderà le navi rimaste ferme attraverso il passaggio, ma diversi esperti si mostrano scettici sull’efficacia dell’operazione.
Due navi militari statunitensi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz evitando i raid iraniani, mentre gli Emirati hanno riferito di attacchi partiti dall'Iran. Maersk ha reso noto che una propria imbarcazione ha lasciato lo stretto sotto scorta Usa. Teheran ha definito "Project Freedom" un'iniziativa senza sbocco.
La crisi del Golfo pesa sulle imprese italiane e, nello scenario base elaborato da Cerved, il fatturato reale scende dello 0,9% rispetto al 2025. Nello scenario peggiore il calo può arrivare al 2,6%, con effetti che si estendono fino al 2027. L’analisi segnala comparti più esposti, ma anche alcune sorprese positive.
Il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha dichiarato che il cessate il fuoco non è terminato, nonostante lo scambio di colpi tra Stati Uniti e Iran. Il Pentagono si attendeva "un po' di turbolenza all'inizio" di "Project Freedom", l'iniziativa per far transitare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Le tensioni nell'area mantengono alta l'attenzione su una rotta chiave per energia e commerci.
Agli attivisti catturati della Flotilla sono stati inflitti altri sei giorni di carcere. Intanto quattro imbarcazioni partite il 2 maggio dalla Sicilia puntano a raggiungere il resto della flotta. Tra queste c’è anche quella dei veterani americani, mentre droni sorvolano le nuove vele in arrivo.
Il Fondo monetario stima che la crisi legata allo Stretto di Hormuz e al conflitto in Medio Oriente possa avere un costo per le famiglie italiane compreso tra 450 e 2.270 euro. Nell’outlook l’Fmi segnala il rischio di tassi in rialzo e invita a non prevedere deroghe al Patto di stabilità. Il monito è rivolto soprattutto ai Paesi ad alto debito, chiamati alla cautela per evitare tensioni sugli spread e reazioni negative dei mercati.
Maersk ha riferito che una sua nave ha attraversato lo Stretto di Hormuz sotto scorta degli Stati Uniti. L'Iran ha negato la ricostruzione, definendo "Project Freedom" senza sbocco. Donald Trump ha inoltre detto di non poter confermare se la tregua sia ancora in vigore.
La guerra in Iran spinge i Paesi del Golfo a cercare vie alternative allo Stretto di Hormuz per il transito di petrolio e gas. Tornano così d’attualità vecchi progetti di oleodotti e gasdotti terrestri, mentre si studiano nuovi corridoi logistici. Ma i costi economici e politici rendono difficile trovare soluzioni rapide.
Nel quadro delle tensioni nello Stretto di Hormuz, l’Iran ha riferito di progressi nei colloqui e ha definito senza sbocco il Project Freedom. Donald Trump ha detto di non poter confermare se la tregua sia ancora in vigore. Emmanuel Macron ha definito inaccettabili gli attacchi iraniani contro gli Emirati.
La banca centrale australiana ha aumentato nuovamente i tassi di interesse e ha avvertito che l’inflazione resterà più alta più a lungo. Nel secondo semestre del 2025 l’inflazione ha accelerato in modo significativo, mentre il conflitto in Medio Oriente ha spinto nettamente al rialzo i prezzi di carburanti e materie prime.
La crisi legata a Hormuz ha ricadute anche su Fluorsid. L’azienda chimica del gruppo Giulini, che produce nello stabilimento sardo di Macchiareddu, va verso uno stop della produzione e una riduzione del personale.
Lunedì i principali indici di Wall Street hanno chiuso in forte ribasso. Il Dow Jones Industrial Average ha perso oltre 550 punti, mentre il rialzo dei prezzi del petrolio e le preoccupazioni per il Medio Oriente hanno pesato sul sentiment degli investitori nella vigilia della nuova seduta.
Gli Stati Uniti annunciano l’avvio di 'Project Freedom' e affermano di controllare lo Stretto di Hormuz, mentre Teheran smentisce. Intanto cresce l’allarme per i raid iraniani nel Golfo, in un nuovo scontro che riaccende la tensione nell’area.
Teheran afferma che nessuna petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz, mentre resta in fase di verifica se l'esplosione su una nave sudcoreana in fiamme sia stata causata da un attacco. L'Iran sostiene inoltre di aver colpito con due missili una nave da guerra americana, ma gli Stati Uniti smentiscono. Il segretario al Tesoro Usa ha dichiarato che Washington ha il controllo dello stretto e che lo sta riaprendo.
Le Borse hanno registrato cali e il petrolio è salito dopo il presunto attacco dell’Iran agli Emirati Arabi Uniti. L’episodio è avvenuto a quasi un mese dall’inizio di un cessate il fuoco. Gli Stati Uniti hanno inoltre riferito di aver affondato alcune imbarcazioni nello Stretto di Hormuz.
La scelta degli Emirati Arabi di lasciare l'OPEC+ potrebbe riscrivere la geografia del petrolio, con effetti che andranno valutati nel lungo periodo. Intanto sette paesi dell'organizzazione hanno deciso di aggiungere 188.000 barili al giorno alla produzione totale prevista per giugno.
Una nave sudcoreana ha preso fuoco dopo un'esplosione nello Stretto di Hormuz, mentre cresce la tensione in Medio Oriente. Teheran sostiene che una nave da guerra americana sia stata colpita da due missili, ma gli Stati Uniti smentiscono. Il segretario al Tesoro Usa ha dichiarato che Washington ha il controllo dello stretto e sta lavorando per riaprirlo.
Le banche restano resilienti, ma la crisi in Medio Oriente può avere effetti negativi. La resilienza del settore, è stato osservato, può essere messa alla prova su investimenti, crescita e capacità di rimborso dei debitori.
ANSA Esteri rilancia il trailer in esclusiva di “A War on Women”, documentario dedicato all’insurrezione femminile iraniana. Il film mette al centro la protesta delle donne in Iran, in un racconto che si inserisce nel quadro delle tensioni del Paese.
Teheran sostiene che una nave da guerra americana vicino allo Stretto di Hormuz sia stata colpita da due missili, mentre Washington smentisce. Donald Trump ha annunciato l'operazione "Project Freedom" per liberare le navi nello Stretto. Intanto il cacciamine tedesco Fulda è salpato verso il Mediterraneo e in Iran tre persone sono state giustiziate con l'accusa di legami con il Mossad.
Donald Trump ha annunciato l’avvio di “Project Freedom” per riaprire il traffico navale nello Stretto di Hormuz, con l’impiego di cento aerei e 15mila uomini. Teheran ha reagito con durezza, minacciando attacchi in caso di avvicinamento delle forze americane. Macron ha espresso scetticismo, sostenendo che la riapertura dello Stretto debba essere concordata e che la Francia non parteciperà a operazioni poco chiare. Nelle ultime 24 ore un mercantile è stato preso di mira dai barchini dei Guardiani della rivoluzione.
Donald Trump ha annunciato l’operazione Freedom per liberare le navi nello Stretto di Hormuz. Teheran ha replicato minacciando attacchi contro le forze statunitensi se si avvicineranno. In Iran, inoltre, tre persone sono state giustiziate con l’accusa di legami con il Mossad.
Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti «guideranno» le navi bloccate attraverso lo stretto di Hormuz. Resta però incerto se l’Iran consentirà il passaggio, in un’area già molto delicata per gli equilibri regionali.
Il nuovo episodio di The Bull sostiene che le crisi geopolitiche causano timore ma raramente provocano danni duraturi ai mercati finanziari. Gli autori analizzano l'indice del rischio geopolitico e il comportamento di azioni, oro, petrolio e bond nelle crisi storiche, concludendo che incertezza globale e rischio finanziario non sempre coincidono. Per l'investitore l'incertezza è una cattiva consigliera e può rappresentare un'opportunità per chi ha pazienza.
I prezzi del petrolio si sono mossi in modo misto in una seduta volatile, mentre Donald Trump ha annunciato l’intenzione di “liberare” le navi bloccate dal conflitto in Medio Oriente. L’agenzia britannica UKMTO ha riferito che lunedì una petroliera è stata colpita da proiettili a nord di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. L’episodio riaccende i timori per la sicurezza del traffico marittimo nell’area.
I mercati asiatici si avviano ad aprire in ordine sparso nella seduta di lunedì. Gli investitori valutano il piano annunciato dal presidente Donald Trump per "liberare" le navi bloccate nello Stretto di Hormuz, un passaggio chiave per i flussi energetici globali.
Donald Trump ha annunciato l'operazione "Project Freedom" con l'obiettivo di liberare le navi bloccate nello Stretto di Hormuz. Teheran ha replicato che qualsiasi interferenza degli Stati Uniti nell'area sarà considerata una violazione del cessate il fuoco.
I due attivisti arrestati dopo la cattura della flottiglia in acque internazionali resteranno in carcere per altri due giorni, mentre i due italiani sono rientrati in Italia dopo lo sbarco a Creta. I legali parlano di "sequestro". Intanto è stato annunciato che le altre imbarcazioni dirette verso la Striscia ripartiranno appena possibile.
Gli Stati Uniti avviano da oggi la missione “Project Freedom” per garantire il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, con un avvertimento a chi volesse ostacolarla. In parallelo, l’amministrazione Trump continua il confronto con Teheran: Washington ha respinto la bozza iraniana presentando una controproposta.
Gli Stati Uniti avviano da oggi la missione Project Freedom nello Stretto di Hormuz, con un messaggio di deterrenza rivolto a chi volesse ostacolare il transito delle navi. In parallelo, Washington continua il negoziato con Teheran, respingendo la bozza iraniana e presentando una controproposta.
La quinta stagione di "Fauda" affronta i traumi ancora aperti in Israele legati al 7 ottobre. Il ritorno della serie si concentra su una dimensione di vendetta e sull’impatto di quegli eventi nel Paese. Dopo la guerra a Gaza, però, il racconto rischia di faticare a parlare al pubblico internazionale.
L’ex capo economista del presidente Clinton collega l’uscita di Abu Dhabi alla pressione degli Stati Uniti. Nell’intervista affronta anche la guerra in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz, indicando l’apertura di una settimana decisiva per i mercati finanziari.
L’Opec+ ha deciso di aumentare la produzione di greggio da giugno, in un contesto di tensione seguito all’addio di Abu Dhabi. Intanto una super petroliera iraniana con un carico di 1,9 milioni di barili è riuscita a sfuggire al blocco della Marina statunitense nello Stretto di Hormuz. La vicenda intreccia equilibri del cartello, mercato energetico e confronto tra Teheran e Washington.
Donald Trump ha respinto la proposta arrivata da Teheran e ha affermato che un attacco resta possibile. Dall'Iran gli ayatollah sostengono che gli Stati Uniti siano con le spalle al muro, mentre Teheran valuta la risposta americana. Il confronto conferma l'alta tensione tra Washington e la Repubblica islamica.
Donald Trump ha detto che esiste la possibilità di una ripresa degli attacchi all’Iran, mentre da Teheran fanno sapere che gli Stati Uniti hanno risposto alla proposta iraniana e che la risposta è in valutazione. Le autorità iraniane hanno ribadito di non temere una guerra. Sullo sfondo restano le tensioni sul dossier nucleare e i rilievi di Teheran verso alcuni Paesi europei, giudicati irresponsabili.
Amazon dovrà affrontare mesi di riparazioni dopo gli attacchi con droni contro alcuni data center. Intanto AWS ha sospeso la fatturazione ai clienti cloud in Medio Oriente, mentre proseguono gli interventi sui danni causati dalla guerra.
Donald Trump ha affermato che l'Iran vuole un accordo, aggiungendo però di non essere soddisfatto. I media iraniani riferiscono che Teheran ha consegnato una nuova proposta negoziale, mentre Axios scrive che il presidente Usa è stato informato per 45 minuti su nuovi piani d'attacco contro l'Iran. Intanto Washington prepara un nuovo round di colloqui tra Israele e Libano.
I mercati starebbero sottovalutando il rischio di un rallentamento degli investimenti dal Medio Oriente nel settore dell’intelligenza artificiale. Jack Selby, managing director di Thiel Capital, ha affermato che gli investitori dell’area rappresentano circa un quarto degli investimenti globali in AI previsti nei prossimi cinque anni.
Nuova escalation verbale tra Teheran e Washington sul Golfo Persico. Ali Khamenei ha dichiarato che l'unico posto per gli Stati Uniti nella regione è "in fondo al mare", mentre Donald Trump ha scritto che "la tempesta sta arrivando". Al centro delle tensioni anche un post su Hormuz ribattezzato "Stretto di Trump".
Pimco ritiene che la Federal Reserve resti in attesa di fronte a rischi contrastanti. La prossima mossa viene ancora indicata come un taglio dei tassi, ma i tempi restano molto incerti. Sullo sfondo pesano i rischi legati all’inflazione, al conflitto in Medio Oriente e all’energia.
Il sistema missilistico ipersonico Dark Eagle sarebbe in grado di raggiungere obiettivi a 3.500 chilometri di distanza in circa venti minuti, viaggiando a oltre otto volte e mezzo la velocità del suono. Le informazioni riportano una capacità di attacco di precisione e alimentano l’attenzione sul possibile impiego contro l’Iran. Restano però dubbi sulla sua efficienza reale.
Donald Trump ha dichiarato che “la tempesta sta arrivando” e che oggi si terrà un briefing sui nuovi piani di azione in Iran. Tra le ipotesi indicate figurano la conquista dello Stretto di Hormuz, la messa in sicurezza dell’uranio e attacchi brevi e potenti. Il quadro segnala una possibile escalation nel Medio Oriente.
Inaugurato nel 2012 con un investimento di 3,3 miliardi di dollari, l’oleodotto di Fujairah consente agli Emirati di esportare petrolio evitando il passaggio nello Stretto di Hormuz. La struttura ha una capacità di 1,5 milioni di barili al giorno, espandibile fino a 1,8 milioni. Il tracciato non attraversa le acque contese tra Iran e Oman.
I comandanti militari statunitensi sono attesi oggi da Donald Trump per discutere nuove opzioni militari contro l’Iran. Tra le ipotesi riportate ci sono la conquista dello Stretto di Hormuz, la messa in sicurezza dell’uranio e attacchi brevi e potenti.
Il Public Investment Fund dell’Arabia Saudita interromperà il finanziamento della lega LIV Golf al termine di questa stagione. Un comitato di amministratori indipendenti valuterà le alternative strategiche per il futuro della competizione dopo il ritiro dei fondi.
Israele ha rivendicato un’operazione contro la flottiglia diretta a Gaza nelle acque vicine a Creta, preceduta da minacce via radio e poi dall’assalto. Con almeno undici barche è stato perso il contatto e gli attivisti sarebbero stati costretti a mettersi in ginocchio sotto la minaccia delle armi. Sulla vicenda si è attivata la Farnesina, mentre in Italia sono attese mobilitazioni.
Nessy Guerra, un'italiana, è stata condannata per adulterio in Egitto e il ministero degli Esteri italiano sta lavorando sul caso. Il video segnala inoltre l'identificazione del 21enne Eitan Bondi come l'uomo che ha sparato a due persone al corteo del 25 aprile a Roma e riferisce di un attentato terroristico antisemita avvenuto a Londra il 29 aprile.
Donald Trump sostiene di preferire la chiusura dello Stretto di Hormuz ai bombardamenti, ma negli Stati Uniti vengono preparati anche attacchi definiti “forti e brevi”. Il costo di un possibile conflitto viene stimato in 25 miliardi di dollari. Intanto i democratici attaccano il segretario alla Difesa Pete Hegseth, accusando l’amministrazione di essersi impantanata.
John Kerry definisce la guerra un caos che riporta indietro di dieci anni e allontana gli Stati Uniti dai loro alleati. L’ex segretario di Stato, che negoziò l’accordo sul nucleare iraniano, sostiene che Donald Trump fece saltare anche un’intesa sui missili e su Hezbollah.
John Kerry, ex segretario di Stato americano, afferma che la guerra genera caos, arretra di dieci anni i progressi compiuti e allontana gli Stati Uniti dai loro alleati. Kerry sostiene inoltre che Donald Trump abbia fatto naufragare anche l’intesa su missili e Hezbollah collegata al negoziato sul nucleare iraniano.
Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con Donald Trump su Ucraina e Medio Oriente. Nel confronto, il leader russo ha definito inaccettabile un’eventuale operazione di terra in Iran e ha offerto aiuto sul dossier dell’uranio. Sul fronte ucraino, è stata evocata una tregua a Kiev per il 9 maggio.
Per la prima volta dall’inizio del conflitto, il capo del Pentagono Pete Hegseth ha testimoniato davanti alla commissione Difesa del Congresso sulla guerra in Iran. Ha parlato di “vittoria totale” e ha respinto le accuse di un coinvolgimento senza sbocchi per Donald Trump, ma senza fornire dati sui costi sostenuti né indicazioni sui tempi del conflitto.
Nel 2026 i prezzi dell’energia sono attesi verso nuovi massimi, con un aumento stimato del 24%. La Banca Mondiale prevede anche un rialzo delle commodity del 16%, mentre il conflitto in Medio Oriente innesca uno shock sull’offerta di petrolio. Crescono così le pressioni su inflazione, crescita economica e sicurezza alimentare.
Un'inchiesta, tra cui un reportage di Haaretz, mette in discussione gli acquisti di grano proveniente dai territori ucraini occupati dalla Russia da parte di Israele. Il video riassume le fonti citate e la reazione ufficiale israeliana alla vicenda.
La decisione degli Emirati Arabi Uniti di lasciare l’OPEC sta avendo ripercussioni sui mercati energetici globali. La mossa riaccende il dibattito sugli equilibri del cartello petrolifero e su quali altri Paesi potrebbero seguirne l’esempio.
Wall Street apre in lieve ribasso, mentre i mercati restano in attesa della Fed e guardano al Medio Oriente. Il Dow Jones cede lo 0,04%, il Nasdaq lo 0,45% e l'S&P 500 lo 0,09%.
Amundi prevede tassi invariati per Federal Reserve e Banca centrale europea nelle riunioni di questa settimana. La società ritiene che la Fed manterrà un orientamento relativamente accomodante, ma che nel breve termine servirà più pazienza per valutare l’impatto del conflitto in Medio Oriente sull’inflazione.
Un podcast di ANSA Esteri mette al centro l’Iran, la crisi energetica e la risposta lenta dell’Europa. Il focus intreccia gli equilibri geopolitici del Medio Oriente con le difficoltà europee sul fronte dell’energia.
Donald Trump ha dichiarato che l'Iran è stato sconfitto e ha pubblicato un'immagine in cui impugna una mitragliatrice, accompagnandola con un messaggio rivolto a Teheran perché "si dia una regolata". Dal regime iraniano è arrivata una replica netta: per Teheran la guerra non è finita con il cessate il fuoco.
L'Unione europea ha approvato un nuovo quadro sugli aiuti di Stato legati alla crisi in Medio Oriente, con sostegni fino al 70% dei costi extra. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha detto che la guerra costa 500 milioni di euro al giorno per l'energia. Ha aggiunto che gli effetti della crisi potrebbero pesare per anni.
L'uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'OPEC segna la fine dello storico cartello petrolifero ed è inquadrata nel contesto del blocco dello Stretto di Hormuz e delle nuove alleanze militari nel Golfo. La mossa, resa possibile dalla Abu Dhabi Crude Oil Pipeline che consente esportazioni da Fujairah per circa 1,5 milioni di barili al giorno, potrebbe inondare il mercato o provocare un'impennata dei prezzi, alterando l'offerta globale. Tra le conseguenze indicate figurano effetti su inflazione, tassi d'interesse e risparmiatori, con ripercussioni su spread BTP-Bund, mutui variabili e dividendi delle società energetiche.
Gli Emirati Arabi Uniti escono dall’OPEC, indebolendo il cartello dei principali produttori di petrolio. La separazione apre nuovi scenari per l’offerta globale e per l’andamento dei prezzi del greggio.
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno sconfitto l'Iran, mentre da Teheran è arrivata la replica che per la Repubblica islamica la guerra non è finita con il cessate il fuoco. Il segretario al Tesoro Bessent ha affermato che l'Iran dovrà ridurre la produzione di petrolio. Intanto il regime iraniano ha scritto all'Onu definendo "pirateria Usa" il sequestro delle proprie navi.
I cavi internet sottomarini che attraversano lo stretto di Hormuz rischiano di diventare un nuovo bersaglio del conflitto che coinvolge l’Iran. In quell’area passa una rete da cui dipende gran parte del traffico globale, con possibili conseguenze molto gravi per le comunicazioni internazionali.
L’uscita degli Emirati dall’Opec rompe gli equilibri del mercato petrolifero e potrebbe avere conseguenze molto ampie. Kenneth Rogoff segnala che Abu Dhabi teme un cedimento sui pedaggi, in uno scenario reso ancora più incerto dalla possibile mancata riapertura dello stretto. La crisi intreccia energia, mercati e tensioni nel Golfo.
Gli Stati Uniti hanno respinto le proposte avanzate da Teheran, mentre Donald Trump ha riferito che l’Iran chiede una riapertura immediata dello Stretto di Hormuz. Il presidente americano ha anche attaccato Friedrich Merz, accusandolo di criticarlo senza sapere di cosa parla. Intanto è attesa una nuova bozza iraniana.
Gli Emirati Arabi Uniti annunciano a sorpresa l’uscita dall’Opec, sostenendo che l’organizzazione non li abbia protetti dall’Iran. La decisione scuote l’alleanza petrolifera e colpisce l’Arabia Saudita, mentre il greggio sale fino a 110 dollari al barile. Abu Dhabi è irritata anche con la Russia e con i vicini del Golfo, giudicati troppo morbidi verso Teheran.
Saeed Jalili, figura di riferimento dell’ala più intransigente iraniana, è indicato come il leader della fronda che ostacola il negoziato tra Teheran e Washington. Veterano della guerra con l’Iraq, in cui perse una gamba, è noto come “martire vivente”. La sua linea si contrappone a quella di Ghalibaf e del fronte più aperto al dialogo.
Negli Stati Uniti aumenta la contestazione interna contro Pete Hegseth, con critiche che coinvolgono anche J.D. Vance e altri repubblicani. Al centro ci sono accuse di cattiva gestione della guerra, presunte bugie sull’andamento del conflitto e purghe nelle Forze armate. Il risultato, riferiscono i media, è un forte calo di fiducia nei confronti del capo del Pentagono.
L’Egitto ha confermato la condanna per adulterio nei confronti dell’italiana Nessy Guerra. La donna, originaria di Sanremo e madre di una bambina di tre anni, è al centro di un caso seguito dalla Farnesina, che ha riferito di fornire assistenza legale e protezione.
Teheran presenterà nei prossimi giorni una nuova versione della sua proposta di pace, mentre dal ministero della Difesa iraniano accusano gli Stati Uniti di non essere più in grado di imporre la propria linea ad altri Paesi. Da parte americana, Donald Trump ha espresso scetticismo sulla proposta iraniana relativa allo Stretto di Hormuz.
Teheran ha avanzato agli Stati Uniti una proposta per un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, rinviando però il dossier nucleare. Intanto il ministro degli Esteri iraniano Araghchi è a San Pietroburgo per incontrare Vladimir Putin, che ha assicurato l'impegno di Mosca a fare il possibile per la pace. Sullo sfondo restano le tensioni regionali e il nodo del controllo militare dello Stretto.
Donald Trump ha riferito che dall'Iran è arrivato un nuovo documento dopo l'annullamento del viaggio in Pakistan degli inviati statunitensi. Teheran ha escluso incontri diretti. La vicenda si inserisce nel quadro dei contatti sul Medio Oriente tra Washington e la Repubblica islamica.
Un nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran si profila a Islamabad, con la presenza attesa di Witkoff e Araghchi. Teheran ha però escluso incontri diretti. Sullo sfondo resta anche la linea di Trump, con riferimenti a una sua ritorsione nei confronti di Spagna e Gran Bretagna.
Si profila un nuovo passaggio nei contatti tra Stati Uniti e Iran, con i negoziatori americani diretti a Islamabad e l'ipotesi di un incontro lunedì rilanciata da Axios. Teheran però smentisce che siano previsti colloqui, mentre il Parlamento iraniano nega le voci sulle dimissioni di Ghalibaf da capo negoziatore con Washington. Trump invia Witkoff e Kushner, con Vance in standby.
L'inviato Steve Witkoff e Jared Kushner partiranno domani per il Pakistan, come riferito dalla portavoce della Casa Bianca. Il vicepresidente J.D. Vance attenderà di verificare eventuali progressi. Nel liveblog si segnala anche che, secondo il New York Times, la guerra in Iran ha ridotto le scorte statunitensi di missili e che in Libano si contano 2.491 morti negli attacchi israeliani dal 2 marzo.
Nel liveblog sul Medio Oriente si riferisce che Ghalibaf ha lasciato i negoziati, mentre il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth avverte che senza un buon accordo Washington potrebbe colpire di nuovo. Intanto il New York Times scrive che la guerra in Iran ha prosciugato le scorte statunitensi di missili, con un consumo stimato di 1.100 missili da crociera stealth a lungo raggio.
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti controllano lo Stretto di Hormuz e ha ordinato di distruggere qualsiasi nave che posi mine nell’area. Alla Bbc ha affermato che Washington ha già "annientato" l’Iran e di non avere bisogno di nessuno. Teheran sostiene di aver ricevuto i primi introiti dai pedaggi imposti su Hormuz, mentre l’Onu lavora per mantenere una presenza in Libano dopo la partenza dell’Unifil.
Donald Trump ha ordinato di distruggere qualsiasi nave che metta mine nello Stretto di Hormuz, mentre le dragamine statunitensi sono al lavoro nell'area. Teheran ha dichiarato di aver ricevuto i primi introiti dai pedaggi imposti sullo stretto. L'Onu ha inoltre affermato di lavorare per mantenere una presenza in Libano dopo la partenza dell'Unifil.
Il ceo di LVMH Bernard Arnault ha avvertito che il conflitto in Medio Oriente potrebbe portare a una "catastrofe mondiale" se non verrà risolto. Ha parlato di conseguenze economiche "molto serie" legate alla guerra con l’Iran, dopo che il gruppo del lusso ha registrato un impatto sulle vendite del primo trimestre.
Il segretario della Marina Usa lascia l’incarico in un quadro segnato da tensioni con Hegseth. I media parlano di un licenziamento e indicano tra i fattori anche i rapporti stretti fra Phelan e Trump. Intanto nello Stretto resta alta la tensione e gli Stati Uniti hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta per il blocco.
Due navi sono state colpite e sequestrate nello Stretto di Hormuz, tra cui la portacontainer Msc Francesca ed Epaminondas. Una delle imbarcazioni è stata raggiunta da colpi d'arma da fuoco iraniani al largo delle coste dell'Oman, riportando danni ma senza vittime. Donald Trump ha dichiarato che nuovi colloqui con l'Iran potrebbero tenersi venerdì.
La senatrice Elizabeth Warren sollecita l’amministrazione Trump a chiarire la gestione dell’evacuazione dei cittadini statunitensi all’inizio della guerra con l’Iran. Migliaia di americani si sono trovati bloccati in Medio Oriente e alcuni hanno riferito di non aver ricevuto dal governo Usa il supporto necessario.
Sono in corso a Islamabad i negoziati tra Iran e Stati Uniti. Maria Luisa Fantappiè, responsabile del programma Mediterraneo, Medioriente e Africa dello IAI, ne ha parlato a Spazio Transnazionale su Radio Radicale, nella trasmissione condotta da Francesco De Leo.
Le Borse europee si muovono in ordine sparso mentre i mercati valutano la proroga del cessate il fuoco tra Iran e Israele e una nuova ondata di trimestrali. In evidenza ASMI, che guadagna circa l’8% dopo risultati del primo trimestre superiori alle attese.
Resta in sospeso il viaggio di J.D. Vance a Islamabad, mentre non è ancora arrivata la conferma della presenza iraniana ai colloqui. Donald Trump ha ribadito che Teheran non ha alternative e ha escluso di puntare a una semplice “buona intesa”. Intanto, secondo Axios, Steve Witkoff e Jared Kushner sarebbero ancora negli Stati Uniti e potrebbero incontrare Trump.
A Islamabad è atteso il secondo round di colloqui con la presenza di Vance e Ghalibaf. Donald Trump ha ribadito che l’Iran non ha altra scelta se non un accordo, aggiungendo di non volere una “buona intesa”. Il presidente Usa ha anche sostenuto che con il suo approccio avrebbe vinto in Vietnam e in Iraq.
Proseguono i negoziati tra Stati Uniti e Iran con un secondo round di colloqui previsto in Pakistan. Secondo quanto riferito, la guida suprema Ali Khamenei ha autorizzato la delegazione iraniana a partire per Islamabad. Donald Trump ha intanto accusato Teheran di aver violato più volte il cessate il fuoco.
Si apre oggi in Pakistan il secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump ha avvertito che sarà lungo e difficile recuperare tutto l’uranio. Sullo sfondo resta alta la tensione dopo l’accusa secondo cui una petroliera di Teheran avrebbe violato il blocco Usa.
Il Kospi della Corea del Sud ha toccato un nuovo massimo intraday in una giornata contrastata per i mercati asiatici. Gli investitori hanno in parte ignorato le nuove minacce di Donald Trump all’Iran, mentre restano vive le speranze di una tregua in Medio Oriente alla vigilia di una scadenza considerata fragile.