Al-Hayya alla guida di Hamas
Al-Hayya è stato scelto come nuovo capo di Hamas. La procedura segreta per designare il leader era iniziata a gennaio, dopo due anni di guida collegiale. Al-Hayya viene indicato come il braccio destro di Sinwar.
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Al-Hayya è stato scelto come nuovo capo di Hamas. La procedura segreta per designare il leader era iniziata a gennaio, dopo due anni di guida collegiale. Al-Hayya viene indicato come il braccio destro di Sinwar.
Il nuovo Air Force One regalato dal Qatar dovrà essere ulteriormente modificato perché privo del sistema antimissile. La revisione è già costata un miliardo e Donald Trump ha ammesso che il jet tornerà in officina per essere potenziato.
I mediatori spingono Stati Uniti e Iran verso una tregua per rilanciare il negoziato. Intanto gli Houthi minacciano nuove mosse contro i sauditi, con il rischio di ripercussioni sul Canale di Suez e sul Mar Rosso.
Donald Trump ha dichiarato che Benjamin Netanyahu non sarà arrestato a New York, respingendo la posizione di Mamdani. Il premier israeliano è destinatario di un mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale in relazione alla guerra a Gaza.
Prosegue per la nona notte l’offensiva statunitense contro l’Iran, mentre Donald Trump rivendica raid molto duri in onore dei soldati caduti. Teheran ha colpito due petroliere nello Stretto di Hormuz. Il segretario di Stato Marco Rubio ha chiesto ad altri Paesi di fare di più.
Gli Stati Uniti hanno avviato una nona notte consecutiva di attacchi contro l’Iran. L’operazione intensifica la campagna volta a ridurre la capacità di Teheran di ostacolare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, mentre aumentano le perdite americane.
Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran. Si tratta della nona notte consecutiva di operazioni, iniziate all’una.
Dopo la morte di militari americani, si registra una nuova ondata di raid in Medio Oriente, con l’Iran che prende di mira la Giordania. Intanto l’Idf si prepara a un possibile allargamento del conflitto. Resta inoltre il mistero su Mojtaba Khamenei, che potrebbe non trovarsi più in Iran, mentre in Iraq è morto un altro soldato statunitense.
Per la seconda volta è stato preso di mira un impianto di dissalazione in Kuwait. Il Paese dipende per il 90 per cento dal trattamento dell’acqua di mare, in un contesto che segnala una strategia di pressione attribuita all’Iran nel Golfo.
Il bilancio delle vittime statunitensi è aumentato nel fine settimana mentre si intensifica il conflitto con l’Iran. Il Centcom ha dichiarato di aver colpito strutture iraniane di sorveglianza costiera e difesa aerea, un giorno dopo la morte di due soldati americani in un attacco iraniano in Giordania.
Gli Stati Uniti hanno condotto l’ottava notte di attacchi, con massicci raid sull’isola iraniana di Qeshm. A Washington cresce la frustrazione per la dura risposta di Teheran, mentre le autorità americane riferiscono che un militare è morto in Iraq durante la detonazione di un drone.
Donald Trump ha chiesto al Congresso americano di estendere anche all’Iran la legge sulle sanzioni già applicata alla Russia. Intanto gli Stati Uniti hanno condotto nuovi attacchi contro Teheran, indicati come risposta ai raid in Giordania. Il quadro conferma un’ulteriore escalation delle tensioni in Medio Oriente.
La Biblioteca di Alessandria propone una breve ricostruzione del contesto in Oriente immediatamente precedente alla Terza Crociata. Il video, parte della serie "Pillole di Storia", offre un quadro divulgativo per comprendere le dinamiche che accompagnarono l'avvio della campagna crociata.
L’Iran ha ucciso due soldati statunitensi, aggravando lo scontro con Washington. Ali Khamenei ha accusato Donald Trump e ha definito priva di valore la sua firma, sostenendo che l’intesa è ormai finita. Il presidente degli Stati Uniti ha replicato dicendo di non attribuire alcuna importanza a queste parole.
Zohran Mamdani ha avvertito che potrebbe valutare l’arresto di Benjamin Netanyahu se il premier israeliano dovesse recarsi a New York per l’Assemblea generale dell’Onu, definendolo un criminale di guerra. Sul fronte politico israeliano, il ministro Itamar Ben Gvir ha rilanciato proponendo coccodrilli attorno alle carceri che ospitano palestinesi.
La guida suprema dell'Iran ha promesso agli Stati Uniti "lezioni indimenticabili" dopo lo stop a un accordo di pace ad interim. Il Central Command americano ha dichiarato di aver completato un nuovo round di attacchi e di continuare a far rispettare un blocco navale contro Teheran. Kuwait e Bahrain hanno inoltre riferito di aver intercettato nuovi proiettili iraniani.
Un attacco iraniano in Giordania ha causato la morte di due soldati statunitensi e il ferimento di altri quattro. In parallelo, due petroliere risultano in fiamme nello Stretto di Hormuz. Teheran ha inoltre annunciato la fine degli impegni assunti nel memorandum d'intesa.
Il sindaco di New York, Mamdani, si è detto pronto a chiedere l’arresto di Benjamin Netanyahu se il premier israeliano parteciperà all’Assemblea generale dell’Onu. La sua amministrazione sta verificando se esistano i presupposti legali per un eventuale intervento. Netanyahu è atteso alla sessione prevista a New York.
L'Iran afferma di aver colpito basi statunitensi in Bahrein e Kuwait, mentre media riferiscono di soldati americani feriti in raid in Giordania. Sullo Stretto di Hormuz circolano notizie di due petroliere in fiamme, ma gli Stati Uniti le definiscono false. Il Kuwait denuncia che Teheran ha preso di mira anche siti civili e infrastrutture vitali.
L'Iran afferma di aver colpito basi statunitensi in Bahrein e Kuwait, in un nuovo passaggio di tensione in Medio Oriente. Teheran sostiene inoltre che due petroliere siano in fiamme nello Stretto di Hormuz, ma gli Stati Uniti smentiscono e definiscono la notizia falsa.
L'Iran riferisce che due petroliere sono esplose dopo aver attraversato una zona minata nello Stretto di Hormuz. Le Guardie rivoluzionarie affermano che il passaggio è completamente chiuso. L'episodio accresce la tensione su una delle rotte energetiche più sensibili del Medio Oriente.
L’Iran ha colpito ponti e centrali, centrando anche un impianto di desalinizzazione e facendo scattare l’allarme per l’acqua in Kuwait. Nello stesso quadro di tensione si segnala un misterioso assalto nell’est della Siria. Intanto Axios riferisce dell’invio di altri aerei cisterna verso Israele.
I dati economici più recenti indicano un allentamento delle pressioni sui prezzi, ma il rischio inflazione non è ancora scomparso. La riaccensione delle ostilità in Medio Oriente potrebbe infatti alimentare nuove tensioni sui mercati e spingere gli investitori a rivedere la composizione del portafoglio.
Gli Stati Uniti hanno colpito ponti e linee ferroviarie in Iran, mentre a Teheran si registra un'emergenza elettrica. Nel quadro dell'escalation in Medio Oriente, viene segnalata anche una nuova rappresaglia contro basi americane. Donald Trump ha inoltre disposto l'invio in Israele di altri aerei di rifornimento.
Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e alleato di Donald Trump, è intervenuto al Tg1 per difendere la linea americana sul conflitto con Teheran. Ha definito il conflitto «una battaglia per salvare la civiltà occidentale», accusando «i marxisti» e «i pazzi estremisti islamici» che governano Teheran di volerla distruggere e assicurando che «l'America la sta vincendo». Giuliani è figura controversa in Italia per un evento legato al gruppo di opposizione iraniano Mujahedin del Popolo.
Il canale La Biblioteca di Alessandria propone un nuovo episodio della serie 'Pillole di Storia' dedicato all'ultima resistenza dei crociati a Gerusalemme. Nella descrizione sono indicati approfondimenti e podcast collegati alla puntata.
Si intensifica lo scontro tra Stati Uniti e Iran. Teheran ha annunciato di aver colpito una base americana in Kuwait, mentre gli Usa avrebbero centrato diversi ponti e la torre di controllo marittima di Chabahar. Colpiti anche radar di sorveglianza marittima statunitensi in Oman.
Nuova ondata di raid americani mentre l’Iran minaccia di chiudere il Mar Rosso. I pasdaran evocano il possibile coinvolgimento degli Houthi nell’area di Bab el-Mandeb. Intanto circolano notizie sul rilascio di una cittadina americana, ma Teheran smentisce.
Si discute l'invio di soldati italiani in Libano per una forza di interposizione al confine con Israele, dopo il ritiro dell'Idf. Il piano richiamerebbe il mandato della missione Unifil, attiva dal 1978 e destinata a non essere rinnovata.
Nuovi raid colpiscono l’Iran e l’area del Golfo mentre a Washington si riunisce un summit nella Situation Room e Netanyahu è atteso alla Casa Bianca. Gli Stati Uniti non escludono l’ipotesi di soldati sul terreno e valutano attacchi alle infrastrutture petrolifere. Sullo sfondo pesa il rischio di una nuova escalation e di una crisi energetica, con le scorte americane ai minimi dal 1983.
David Albright, ex ispettore dell’Agenzia atomica in Iraq, sostiene che il sito di Pickaxe sarà probabilmente colpito ma che Teheran non farà marcia indietro. Ricorda che sotto la montagna si riteneva potesse sorgere un impianto destinato a una catena di assemblaggio di centrifughe su vasta scala. Per Albright, l’obiettivo iraniano resta la bomba.
Tra Iran e Stati Uniti prende forma un accordo dai contorni ambigui, segnato da formulazioni poco chiare e da una forte sfiducia reciproca. Questo quadro alimenta una nuova fase di tensione e spinge entrambe le parti verso il confronto, nella convinzione di avere il tempo dalla propria parte.
La crisi nello Stretto di Hormuz resta bloccata mentre Donald Trump non interrompe i raid e prepara un possibile inasprimento delle operazioni. Dopo un vertice alla Casa Bianca, gli Stati Uniti si dicono pronti a colpire anche ponti e centrali. Lunedì è atteso a Washington Benjamin Netanyahu.
Le Borse si muovono in altalena tra le tensioni legate alla guerra e i timori sull'inflazione. Intanto il petrolio è in calo, ma alla pompa il prezzo del gasolio supera i 2 euro al litro.
Gli Stati Uniti hanno annunciato una nuova ondata di raid in Iran, con l'obiettivo dichiarato dal Comando Centrale di degradare ulteriormente le capacità militari usate per attaccare le navi nello Stretto di Hormuz. Donald Trump ha affermato che gli attacchi continueranno finché non deciderà di fermarli e ha indicato che la prossima settimana potrebbero essere colpite centrali elettriche e ponti. Lunedì è inoltre previsto alla Casa Bianca un incontro tra Trump e Benjamin Netanyahu.
Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran mentre i combattimenti in Medio Oriente si sono intensificati negli ultimi giorni. Donald Trump ha avvertito che il conflitto potrebbe aggravarsi ulteriormente se Teheran non collaborerà. Gli analisti temono che la crisi possa trasformarsi in una guerra prolungata, con possibili ricadute su energia e mercati.
In un anno e mezzo di presidenza, Donald Trump ha smembrato il Dipartimento di Stato, colpendo il prestigio di Foggy Bottom con tagli e mancate nomine. In Africa restano vacanti diversi incarichi di ambasciatore, mentre il peso dei negoziati su Gaza e Ucraina si è spostato verso figure come Steve Witkoff e Jared Kushner.
I media iraniani riferiscono che oltre 30 civili sono stati uccisi nei recenti raid statunitensi nel sud del Paese. Donald Trump ha dichiarato che gli attacchi all'Iran continueranno finché non deciderà di fermarli.
Negli Stati Uniti prende forma la tentazione di colpire la “montagna del nucleare” iraniana, in un quadro di guerra riluttante. Teheran però continua a riparare rapidamente i danni subiti e mantiene missili con cui può minacciare le imbarcazioni e i Paesi vicini.
L’analista Ali Vaez Nasr sostiene che Donald Trump consideri l’accordo con Teheran una sconfitta personale e tenti di modificarne i termini tornando allo scontro. Ma, avverte, il regime iraniano ha una maggiore capacità di sopportare pressioni e crisi prolungate. In questa logica, il confronto premia chi riesce a resistere più a lungo.
Donald Trump fa marcia indietro sull'ipotesi di un pedaggio del 20% sullo Stretto di Hormuz, puntando invece su accordi commerciali con i Paesi del Golfo. Intanto Teheran ha colpito tre petroliere e proseguono i raid statunitensi nella regione.
Donald Trump ha fatto marcia indietro sull’ipotesi di un pedaggio del 20% nello Stretto di Hormuz, indicando al suo posto accordi commerciali con i Paesi del Golfo. Intanto la tensione resta alta: Teheran ha colpito tre petroliere e proseguono i raid degli Stati Uniti.
Le forze armate statunitensi hanno usato per la prima volta in combattimento barche drone esplosive. I mezzi hanno colpito un porto navale iraniano mentre il conflitto torna a intensificarsi. L’episodio segna un nuovo impiego operativo di sistemi senza equipaggio in ambito militare.
Donald Trump ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz resterà aperto, tranne che per l'Iran, e ha evocato accordi commerciali in alternativa a una tassa del 20%. Teheran ha minacciato una risposta devastante in caso di attacco a Pickaxe Mountain. Intanto missili iraniani hanno colpito due petroliere degli Emirati nello Stretto di Hormuz, causando un morto.
Donald Trump ha annunciato la richiesta di “rimborsi del 20%” per la protezione delle navi nello Stretto di Hormuz, smentendo la linea finora sostenuta da Marco Rubio e J.D. Vance. La mossa contraddice anche la dichiarazione congiunta sulla libertà di transito firmata dai suoi collaboratori. Gli analisti prevedono un possibile raddoppio dei costi legati al passaggio marittimo nell’area.
L’industria globale del trasporto marittimo contesta il piano di Donald Trump sui pedaggi per il passaggio nello Stretto di Hormuz. Hapag-Lloyd ha definito "fondamentalmente sbagliato" far pagare il transito in acque internazionali, indipendentemente dal Paese che lo impone. La proposta alimenta timori nel settore per le ricadute sul commercio marittimo.
I produttori del Golfo stanno aumentando il ricorso a vie alternative per continuare a esportare greggio, mentre le interruzioni del traffico marittimo mettono in luce i rischi della dipendenza dallo Stretto di Hormuz. La minaccia di dazi avanzata da Donald Trump accelera la spinta a bypassare del tutto il passaggio strategico.
Donald Trump ha comunicato al Congresso degli Stati Uniti la ripresa della guerra e ha annunciato che presto verrà bombardato l'impianto nucleare di Pickaxe Mountain, in Iran. Intanto, secondo quanto riferito dagli Emirati, Teheran ha colpito due loro petroliere nello Stretto di Hormuz, provocando un morto e otto feriti.
La Casa Bianca ha comunicato al Congresso la ripresa delle ostilità, con lo Stretto di Hormuz e i siti nucleari iraniani indicati come obiettivi. Washington afferma di voler controllare il passaggio nello stretto e imporre pedaggi alle navi in transito.
La crisi iraniana torna a spingere in alto i prezzi dell’energia. Il Brent è risalito sopra gli 80 dollari al barile, mentre il gas naturale ha superato i 50 euro. Sui mercati cresce anche il timore che il rialzo possa riflettersi sui tassi d’interesse.
David Aaron Miller, ex inviato del Dipartimento di Stato per il Medio Oriente, sostiene che Donald Trump sia in una fase di forte frustrazione e intrappolato in una situazione da cui non sa come uscire. Avverte inoltre che Teheran ha acquisito un’arma e che forzare la riapertura dello Stretto di Hormuz richiederebbe un intervento lungo e pericoloso.
Un’inchiesta del New York Times ricostruisce un tentativo del Mossad di trasformare Mahmoud Ahmadinejad in un interlocutore utile a Teheran. La ricostruzione parla di una sua metamorfosi politica, di incontri all’estero e di un blitz per portarlo fuori dal Paese dopo un raid sulla sua abitazione. Il piano sarebbe saltato per un suo rifiuto all’ultimo momento, mentre resta aperto il nodo della sua misteriosa ricomparsa.
Donald Trump ha annunciato il ripristino del blocco statunitense nello Stretto di Hormuz, affermando che gli Usa controlleranno il passaggio e che gli attacchi contro l’Iran inizieranno in serata. Nel messaggio, ha anche indicato che agli Stati Uniti andrà il 20% del valore di ogni carico. Teheran ha reagito minacciando di abbandonare l’accordo.
Petrolio e gas tornano a salire sulle tensioni nel Golfo, mentre le Borse restano calme. In aumento anche i rendimenti dei titoli di Stato. Sullo sfondo, Christine Lagarde ha incontrato Warsh e il segretario al Tesoro Bessent.
Giornalisti sono stati attaccati in Cisgiordania, coinvolgendo anche operatori italiani, secondo quanto riferito nel video. I materiali collegati alla segnalazione rimandano a un'aggressione attribuita a coloni israeliani e ad altri sviluppi nella regione. Il video raccoglie link e riferimenti alle varie vicende citate.
I transiti attraverso lo Stretto di Hormuz risultano azzerati, mentre proseguono i raid incrociati nella regione. Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno prendendo il controllo del passaggio e che ne saranno i custodi. Teheran avverte che potrebbe abbandonare il memorandum d'intesa se Washington non rispetterà gli impegni assunti. La Bce segnala che l'aumento delle tensioni accresce i rischi al ribasso per la crescita.
L’ex emiro Hamad bin Khalifa trasformò il Qatar in uno dei Paesi più ricchi del mondo. È considerato l’artefice della crescita che ha reso l’emirato una grande potenza economica e geopolitica.
Si riaccende il conflitto in Yemen dopo che il governo ha bombardato l’aeroporto di Sana’a per impedire l’atterraggio di un aereo iraniano. Gli Houthi, alleati di Teheran, accusano l’Arabia Saudita e hanno sequestrato un volo della Croce Rossa, prendendo in ostaggio i piloti.
Le forze armate degli Stati Uniti hanno diffuso i filmati di attacchi contro obiettivi iraniani. Le immagini arrivano dopo i raid condotti nei giorni scorsi.
Dopo le rivolte di gennaio e la dura repressione, l’Iran affronta la fase successiva alla morte dell’ex Guida Suprema. La grande partecipazione ai funerali indica un Paese in cui l’ipotesi di un crollo imminente del regime appare più lontana. Sullo sfondo resta il tema delle opposizioni, indebolite dopo mesi di violenze e controllo interno.
Nuovi attacchi statunitensi contro l’Iran segnano un’ulteriore escalation della crisi. Teheran afferma di aver colpito basi militari in Giordania, Bahrein e Kuwait e sostiene che i raid Usa abbiano vanificato gli sforzi degli ultimi mesi per la pace. Intanto torna a salire il prezzo del petrolio.
Nel The Essential, Will Media ricostruisce i recenti attacchi tra Iran e Stati Uniti e offre un aggiornamento sullo stato del conflitto. Il servizio include inoltre un richiamo alle prossime elezioni in Israele e ad altri temi di attualità trattati nella puntata.
Nuova escalation nello Stretto di Hormuz: i pasdaran hanno colpito due mercantili mentre nella notte gli Stati Uniti hanno condotto il quarto raid della settimana. Teheran ha annunciato la chiusura del traffico navale, ma Donald Trump sostiene che il passaggio resti sotto controllo americano. Washington rivendica di aver risposto colpendo duramente l’Iran.
Per l’analista israeliano Milshtein, la crisi in corso non è accidentale ma fa parte di una strategia iraniana. L’obiettivo sarebbe spostare il confronto verso un’intesa sul traffico navale, evitando di negoziare sul programma nucleare. La lettura collega quindi la tensione anche al dossier dello Stretto di Hormuz.
Il controllo dello Stretto torna al centro della competizione regionale nel Golfo. Mojtaba Khamenei punta a usarlo per rafforzare la proiezione di potenza iraniana e imporre una "Pax Iranica", mentre gli sceicchi rispondono alla prova di forza. La crisi riaccende le tensioni in un'area cruciale per gli equilibri del Medio Oriente.
Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi mentre l'Iran ha aperto il fuoco contro il traffico di navi nello Stretto di Hormuz. L'Us Central Command riferisce che un aereo americano ha abbattuto un missile da crociera iraniano e un drone. Media di Teheran parlano di esplosioni nel sud del Paese.
Riesplode la tensione nel Golfo attorno allo Stretto di Hormuz. Nel mirino delle forze americane ci sono i sistemi missilistici e di difesa aerea iraniani, in un nuovo confronto che riaccende la crisi nell'area.
Teheran annuncia la chiusura dello Stretto di Hormuz e la definisce una mossa più importante delle bombe atomiche, mentre nel Golfo vengono segnalati missili e risulta colpita anche la Giordania. Gli Stati Uniti replicano che lo Stretto resta aperto e non è controllato dall'Iran, mentre scattano raid Usa. L'Oman ha convocato l'ambasciatore iraniano per una protesta formale sugli attacchi.
Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thani, ex emiro del Qatar, è morto. Ha guidato il Paese dal 1995 al 2013, quando abdicò in favore del quarto figlio. Durante il suo governo, storico alleato degli Stati Uniti, nacque Al Jazeera e al Qatar furono assegnati i Mondiali di calcio del 2022.
Esplosioni e scie di fumo sono state osservate nei cieli di Doha, capitale del Qatar. Nel contesto dell’escalation regionale, l’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz e lanciato missili e droni verso i Paesi vicini del Golfo.
Il canale La Biblioteca di Alessandria ha pubblicato un nuovo episodio della serie 'Pillole di Storia' dedicato alla Battaglia di Hattin, lo scontro finale tra Crociati e Saladino. Il video propone una sintesi divulgativa degli eventi e del loro significato nel contesto delle crociate.
Nuova ondata di attacchi tra Stati Uniti e Iran. Le immagini sono state diffuse dal Comando centrale degli Stati Uniti e dalle Guardie rivoluzionarie iraniane.
Teheran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz e ha colpito navi nell’area, mentre gli Stati Uniti hanno condotto nuovi raid. Missili iraniani hanno preso di mira gli Emirati Arabi Uniti, con esplosioni e allarmi segnalati anche in Bahrein e Qatar. Sono inoltre emerse segnalazioni di missili iraniani in Giordania.
Teheran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz e ha colpito alcune navi, mentre gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi raid. Missili iraniani hanno preso di mira anche gli Emirati Arabi Uniti, con esplosioni e allarmi segnalati pure in Bahrein e Qatar.
L'Iran ha inserito Giorgia Meloni nella sua lista nera insieme a Donald Trump e Benjamin Netanyahu. La Guida suprema Ali Khamenei ha giurato vendetta. Alla premier è arrivata solidarietà politica, mentre il ministro Antonio Tajani ha affermato che non si farà intimidire.
Gli Stati Uniti hanno lanciato raid aerei contro l’Iran dopo che Teheran ha attaccato una nave portacontainer nello Stretto di Hormuz, ha riferito il Pentagono. L’Iran ha colpito imbarcazioni che transitano lungo la rotta costiera dell’Oman protetta dai militari statunitensi e chiede che le navi usino una rotta settentrionale attraverso le sue acque.
L'Iran inserisce anche Giorgia Meloni nella sua lista nera, insieme a Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Teheran richiude lo Stretto di Hormuz e colpisce le navi, mentre alla premier arriva solidarietà politica. Antonio Tajani afferma che Meloni non si farà intimidire.
La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha minacciato vendetta per la morte del padre, affermando di sapere chi sono i responsabili. Sui media iraniani è comparsa l’immagine di 13 leader indicati come colpevoli, tra cui Giorgia Meloni insieme a Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Nel gruppo figurano anche esponenti europei, in un messaggio che alza la tensione sul piano internazionale.
Per l’analista Trita Parsi, una ripresa del conflitto tra Iran e Israele non conviene a nessuno, ma resta una possibilità concreta. Un nuovo scontro potrebbe innescare una crisi energetica disastrosa e rendere ancora più difficili le prospettive repubblicane alle elezioni negli Stati Uniti.
Il caso riguarda un Boeing 747 proveniente dal Qatar destinato ad Air Force One. La riconversione del velivolo avrebbe un costo di un miliardo di dollari. L’aereo è descritto come estremamente lussuoso, ma privo di moderni sistemi antimissile, alimentando polemiche e allarmi.
Un quotidiano iraniano ha inserito Giorgia Meloni in una lista nera dei responsabili della morte di Khamenei. La premier è raffigurata in foto con una tuta arancione da detenuta insieme a Donald Trump e Benjamin Netanyahu.
Mojtaba Khamenei ha rilanciato la richiesta di vendetta per Ali Khamenei. Intanto la Cbs ha riferito della possibile presenza di J.D. Vance, Marco Rubio, Steve Witkoff e Jared Kushner a negoziati con l'Iran in Oman, notizia successivamente smentita.
Teheran sostiene di aver rispettato gli impegni sul cessate il fuoco con gli Stati Uniti, mentre il ministro Araghchi accusa il segretario al Tesoro americano di violare l'intesa. Fonti Usa riferiscono che l'Iran avrebbe riconosciuto come un errore gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz. Intanto, secondo Cbs, Vance, Rubio, Witkoff e Kushner partecipano ai negoziati con l'Iran in Oman.
Nel Mediterraneo la movimentazione di merci in container è prevista in crescita nonostante il forte calo dei traffici nello Stretto di Hormuz. Sul quadro pesa anche la situazione geopolitica in Medio Oriente, che incide sui traffici di Suez.
I servizi israeliani hanno avvertito Donald Trump di un presunto complotto di Teheran per ucciderlo, in una vicenda riportata dal Wall Street Journal. Lo stesso presidente statunitense ne aveva parlato dopo il vertice Nato di Ankara. Sarebbero inoltre già pronte istruzioni per una rappresaglia nel caso di un attentato alla sua vita.
Prosegue il pressing diplomatico per riaprire i negoziati tra Iran e Stati Uniti, con i mediatori al lavoro per ricucire i contatti. Un nuovo round in Svizzera sarebbe possibile già la prossima settimana, ma Teheran smentisce. Da parte americana, intanto, il messaggio resta netto: la tregua è finita.
La guerra ha accentuato le divisioni tra le monarchie del Golfo su difesa americana, rapporti con Israele e relazioni con l’Iran. La frattura più profonda riguarda Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, con il rapporto tra Mohammed bin Salman e Mohammed bin Zayed ormai logorato.
Benjamin Netanyahu, superato nei sondaggi da Gadi Eisenkot e con la sua coalizione in forte svantaggio, punta sulla ripresa delle ostilità nel Golfo Persico per tentare di recuperare terreno politico. La strategia del premier israeliano lega così la tenuta interna del governo all’allarme sul fronte regionale.
Il generale Garner sostiene che le soffiate sui presunti complotti possano essere utili a fare pressione sul regime iraniano e favorire l’apertura di trattative con gli Stati Uniti. Afferma che piani contro vari esponenti erano già stati accertati con certezza e che non sarebbe sorprendente un tentativo di colpire anche il presidente.
Donald Trump ha dichiarato di aver lasciato istruzioni per colpire l’Iran con una forza senza precedenti nel caso in cui Teheran riuscisse a ucciderlo. Il Wall Street Journal riferisce intanto che l’Iran avrebbe un nuovo piano per assassinare il presidente degli Stati Uniti.
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti continueranno i colloqui con l’Iran nonostante la tregua siglata il mese scorso sia stata di fatto compromessa. Negli ultimi giorni, infatti, il cessate il fuoco è finito sotto forte pressione dopo una serie di attacchi reciproci tra forze statunitensi e iraniane.
Donald Trump ha dichiarato ad Ankara che i colloqui con l'Iran proseguono, dopo una richiesta di Teheran di continuare a parlare accettata da Washington. Il presidente ha però affermato che il cessate il fuoco è terminato e ha fatto cenno a minacce nei suoi confronti. Il Wall Street Journal riferisce inoltre di un nuovo piano iraniano per uccidere Trump.
La Biblioteca di Alessandria pubblica un nuovo episodio della serie 'Pillole di Storia' dedicato alla morte di Baldovino IV e al trionfo di Saladino. Il video contestualizza gli eventi collegati alle Crociate.
Nuovi raid statunitensi sull’Iran hanno colpito ponti ferroviari, mentre in Kuwait e Bahrein sono risuonate le sirene antiaeree e sono state udite esplosioni. Da Teheran è arrivata una dura reazione sullo Stretto di Hormuz, che secondo l’Iran si aprirà solo alle condizioni fissate da Teheran.
Donald Trump ha dichiarato conclusa la tregua con l’Iran, sostenendo di essere tra gli obiettivi di Teheran. Nella seconda notte consecutiva di bombardamenti, i pasdaran hanno colpito i vicini del Golfo e hanno minacciato di poter chiudere di nuovo lo Stretto di Hormuz.
Torna a salire la tensione tra Stati Uniti e Iran attorno allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale delle rotte marittime. Teheran punta a rafforzare il controllo dei traffici e colpisce le imbarcazioni in transito davanti alle coste di Muscat, alimentando una nuova escalation militare.
Charles Kupchan avverte che il rischio di una guerra resta concreto e invita Teheran a non sopravvalutare la propria tenuta. Pur avendo resistito e messo in difficoltà gli Stati Uniti, il regime iraniano avrebbe interesse a rientrare gradualmente in un ordine regionale e globale.
Tornano i raid e Donald Trump dichiara finita la tregua in Iran, definendo Teheran un "cancro" e annunciando nuovi attacchi. Dall'Iran arriva una dura replica: l'intesa sarebbe stata violata e ci sarà una reazione. Il nuovo scambio di accuse riaccende la tensione in Medio Oriente.
Giorgia Meloni ha ribadito che l'Italia intende rispettare gli impegni assunti nella Nato, ma in modo sostenibile e definendo priorità chiare. Ha descritto l'Alleanza come unita e determinata a rafforzarsi, esprimendo inoltre forte preoccupazione per le notizie sulla crisi in Iran.
Puntata speciale di MappaMondi con gli inviati Rai Giammarco Sicuro e Veronica Fernandes che dialogano da due aree devastate. In Venezuela la situazione è di emergenza dopo un terremoto distruttivo, mentre in Libano prosegue la guerra di invasione da parte israeliana.
I bombardamenti della notte hanno rotto il cessate il fuoco in vigore da aprile tra Stati Uniti e Iran. Nonostante le dichiarazioni di Donald Trump sulla fine della tregua, i negoziati non risultano interrotti. Nelle stesse ore, funzionari americani hanno indicato ai media che i colloqui sono ancora in corso.
Donald Trump ha detto di essere molto arrabbiato con la Nato e ha sostenuto che gli Stati Uniti siano stati trattati ingiustamente. Ha inoltre criticato l'Italia per la gestione delle sue basi e annunciato la chiusura dei rapporti commerciali con la Spagna. Sul Medio Oriente ha definito l'Iran "malato e bugiardo" e affermato che il cessate il fuoco è finito, mentre ha detto che la Cina ha trattato bene Washington.
Donald Trump ha detto che il cessate il fuoco con l’Iran è finito. Nella notte gli Stati Uniti hanno bombardato di nuovo il paese, in risposta agli attacchi contro tre petroliere nello stretto di Hormuz.
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran in Medio Oriente spingono al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato europei. In aumento i Btp italiani, gli Oat francesi e i Bund tedeschi, con il decennale italiano salito al 3,84%.
Una nuova ondata di bombardamenti statunitensi ha colpito l’Iran, riaccendendo il conflitto. L’offensiva notturna viene presentata come una risposta agli assalti dei pasdaran contro tre navi. Il quadro resta aperto e lascia intendere che le ostilità non finiranno in tempi brevi.
I prezzi del petrolio sono saliti mercoledì dopo nuovi attacchi degli Stati Uniti contro l’Iran. I raid, descritti da Washington come "powerful strikes", sono una risposta agli attacchi contro navi commerciali nello Stretto di Hormuz e aumentano i rischi per una tregua già fragile in Medio Oriente.
Gli Stati Uniti hanno lanciato potenti attacchi contro l'Iran. Washington li presenta come una risposta alle azioni di Teheran contro le navi commerciali nello stretto di Hormuz. Dall'Iran è arrivato l'avvertimento che ci saranno ritorsioni.
L’arcivescovo López Romero ha annunciato dimissioni temporanee dalla guida della diocesi di Rabat dopo l’apertura di un’indagine ecclesiastica su presunti comportamenti sessuali inappropriati. Il porporato spagnolo, denunciato da cinque donne, ha dichiarato che collaborerà pienamente all’inchiesta.
Tre imbarcazioni sono state colpite nello Stretto di Hormuz, tra cui una qatarina e una saudita. L’Ukmto ha innalzato il livello di allerta nell’area. Intanto gli Stati Uniti hanno reintrodotto sanzioni sul petrolio iraniano.
Proseguono nella città santa di Qom le cerimonie funebri per Khamenei. La bara è stata portata in processione tra una folla enorme, nel quarto giorno delle commemorazioni.
A Damasco alcune esplosioni hanno provocato 18 feriti. Gli ordigni sono stati piazzati non lontano dall’hotel dove alloggia Emmanuel Macron, ma l’Eliseo ha fatto sapere che il presidente francese è al sicuro. Macron è a colloquio con il leader siriano al Sharaa e il programma della visita non cambia.
La rete di basi militari statunitensi in Europa, compresa l’Italia, nasce ottant’anni fa come scudo contro una possibile invasione sovietica. Oggi quel sistema di aeroporti, porti, caserme, bunker e radar è diventato anche una piattaforma per le operazioni americane in Medio Oriente e Africa. Su questo presidio si concentra ora l’attenzione di Donald Trump.
A Teheran si è svolta la cerimonia funebre con la bara di Ali Khamenei portata in corteo tra slogan di vendetta e cori contro Donald Trump. Alla cerimonia è riapparso Mahmoud Ahmadinejad, assente da quattro mesi e dato da alcuni anche per morto. Resta invece nell'ombra Mojtaba Khamenei.
Breaking Italy pubblica un video che si interroga se la politica possa prescindere dal 'corpo' del leader, prendendo come caso di riferimento le notizie e le discussioni attorno ad Ali Khamenei. Il filmato raccoglie materiali su funerali, successione e le speculazioni su Mojtaba Khamenei, valutandone le implicazioni per la legittimazione politica.
Hamas ha annunciato lo scioglimento dell’organismo di governo della Striscia di Gaza. La transizione amministrativa passerà a un Comitato tecnocratico creato dal Board of Peace. Media israeliani definiscono la mossa uno "spin mediatico senza significato" e accusano Hamas di continuare a prendere tempo.
Hussam Abu Safieh, pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan a Gaza, sarebbe in condizioni gravissime nel carcere in Israele. Si era rifiutato di lasciare la struttura sanitaria nonostante l’ordine dell’Idf. Il suo legale lo ha trovato in uno stato molto serio durante l’ultima visita, mentre la famiglia denuncia pesanti pestaggi aggravatisi dopo i ricorsi contro la detenzione.
Intesa Sanpaolo avvia una nuova rete di consulenti per le sue banche internazionali in Est Europa ed Egitto, ispirata al modello Fideuram. Il progetto prevede 1.200 advisor e punta a raggiungere fino a 1 milione di clienti entro il 2029.
L’Iran potrebbe avere difficoltà a smaltire le proprie scorte di petrolio anche in caso di allentamento delle sanzioni. A pesare sono l’ampia disponibilità di greggio da altri produttori e un minore entusiasmo della Cina, fattori che rischiano di limitare la domanda per il petrolio iraniano.
Il petrolio è sceso lunedì dopo che l’OPEC+ ha concordato un ulteriore aumento dei target di produzione a partire da agosto. A pesare sui prezzi è anche la ripresa delle esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz da parte di produttori chiave, un fattore che potrebbe accrescere l’offerta globale.
Nella Grande moschea di Mosalla si sono svolti i funerali di Ali Khamenei, con la presenza di tre dei suoi figli. Assente il quarto, Mojtaba, indicato come nuova Guida suprema. Da Teheran è arrivato un nuovo giuramento di vendetta, definito un diritto del popolo iraniano.
Michael Walzer critica Donald Trump per il ricorso a una retorica da Guerra Fredda, sostenendo che sia il segno della mancanza di argomenti alternativi. Il filosofo definisce ridicoli i proclami di vittoria degli Stati Uniti, ricordando i fallimenti in Vietnam e Afghanistan. A suo giudizio, anche l’Iran offre oggi un’immagine opposta ai toni trionfalistici americani.
Per lo scrittore iraniano Kader Abdolah, il funerale di Khamenei celebra una vittoria e trasmette un messaggio di forza, senza lasciare spazio al dissenso. L’idea di un leader assente ma destinato a tornare appartiene alla cultura iraniana e non indebolisce l’autorità. Al contrario, può rafforzare l’aura simbolica di Mojtaba.
A Teheran prosegue la cerimonia di commiato per Ali Khamenei, nel giorno segnato dal dolore dei figli dell'ayatollah. Mojtaba Khamenei non è presente. L'ayatollah Shirazi ha chiesto di punire i responsabili, mentre tra la folla si sono levati appelli all'uccisione di Donald Trump.
La Biblioteca di Alessandria propone una nuova Pillola di Storia dedicata agli intrighi alla corte di Baldovino IV, il cosiddetto re lebbroso di Gerusalemme. La breve puntata ricostruisce le tensioni politiche e i rapporti di potere che caratterizzarono il suo regno.
Will Media ricostruisce le origini, le tattiche e la dottrina del Mossad, evidenziando le radici storiche e religiose del servizio segreto israeliano. Il video solleva domande sul perché non sia riuscito a prevenire gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e sul suo ruolo nelle strategie verso l'Iran. Viene inoltre discusso se la leadership di Netanyahu stia spostando il Mossad verso posizioni più a destra.
Ex funzionari israeliani ed ebrei italiani hanno rivolto un appello al Parlamento italiano per sostenere una proposta di legge che vieti l’importazione e la pubblicità di beni e servizi prodotti nei Territori palestinesi occupati. L’iniziativa riguarda in particolare i prodotti realizzati in Cisgiordania.
Folla in lutto a Teheran nel luogo dei funerali di Khamenei. In tutta la città sono state disposte severe misure di sicurezza e ampie restrizioni al traffico.
A Teheran sono iniziati i funerali di Ali Khamenei, previsti per sette giorni, in una città sottoposta a massime misure di sicurezza. L’addio riguarda anche i familiari della Guida suprema uccisi nei raid di Stati Uniti e Israele. Tra le presenze figurano Vhaidi, Ghalibaf e Dmitri Medvedev, mentre resta incerta la partecipazione di Mojtaba.
Il petrolio è salito leggermente venerdì, alla vigilia di un lungo weekend festivo negli Stati Uniti. A sostenere i prezzi è un cauto ottimismo sui tentativi di pace in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran.
Gideon Levy, firma storica di Haaretz, afferma che dopo il trauma del 7 ottobre Israele nella guerra a Gaza ha superato ogni limite. Sostiene che i crimini commessi alimentano l’antisemitismo, ma che a dover preoccupare di più sia l’ostilità delle persone coscienziose nel mondo. Le sue parole offrono una dura autocritica israeliana sul conflitto in corso.
In Iran è iniziato il programma dei funerali di Khamenei, con il momento centrale previsto per sabato. Il regime si mostra compatto e usa la cerimonia come dimostrazione di forza, mentre dal paese emerge anche l’appello a ribellarsi. L’obiettivo è superare un passaggio politico e simbolico di grande rilievo.
Le trattative tra Stati Uniti e Teheran restano difficili, in un contesto in cui entrambe le parti vogliono mostrare di aver ottenuto un risultato. Per il Qatar la priorità resta la stabilità regionale. Intanto i pasdaran, secondo l’analisi citata, non possono considerare scontato il controllo dello Stretto di Hormuz.
L'ambasciatore degli Stati Uniti all'Onu ha invitato l'Iran a tornare sulla via della pace, sostenendo che la comunità internazionale non è dalla sua parte. Da Teheran è arrivata la replica che lo Stretto di Hormuz non è un terreno di gioco degli Usa ma rientra nella sovranità indiscussa iraniana.
Un'esplosione ha colpito un caffè nel centro di Damasco, causando almeno quattro morti. Il bilancio comprende anche una decina di feriti.
A mille giorni dall’inizio della guerra a Gaza, il bilancio umano resta devastante. Dopo il massacro di 1.200 persone compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023, l’offensiva israeliana nella Striscia ha causato oltre 70 mila morti. Le testimonianze dei sopravvissuti raccontano il peso estremo del conflitto su adulti e bambini.
Nei negoziati indiretti di Doha, gli Stati Uniti parlano di una denuclearizzazione di Teheran e annunciano un primo sblocco degli asset iraniani congelati. Il presidente americano e il suo vice hanno accolto con favore l’intesa, mentre l’Iran continua a insistere sull’applicazione del memorandum.
Per Anthony Ruggiero il programma nucleare iraniano è ormai quasi azzerato, mentre il nodo centrale dei negoziati riguarda lo Stretto di Hormuz. L’esperto avverte che una parte degli eventuali fondi scongelati potrebbe essere usata dai pasdaran per ricostruire installazioni militari e rilanciare la produzione di droni e missili.
Ore di tensione in Egitto per l’italiana Nessy Guerra e la figlia, poi rilasciate dopo essere state portate in caserma. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito che il Cairo ha assicurato una soluzione, mentre Roma ha chiesto la grazia al presidente Abdel Fattah al-Sisi.
La guerra in Iran riporta al centro il dibattito sull’idrogeno verde. Gli obiettivi al 2030 però si allontanano: la produzione a basse emissioni resta marginale, frenata da costi elevati, domanda debole e carenze infrastrutturali.
Proseguono a Doha i contatti legati ai negoziati tra Stati Uniti e Iran, dopo una giornata segnata da annunci e smentite incrociate. Una fonte diplomatica riferisce che l'emiro del Qatar ha incontrato Steve Witkoff e Jared Kushner nella capitale qatariota, mentre resta aperta la pista diplomatica.
La crisi di Gaza si intreccia con i negoziati tra Stati Uniti e Iran, aggiungendo un nuovo elemento di rischio al dialogo. Il quadro mediorientale resta fragile e le tensioni possono influire sul percorso diplomatico tra Washington e Teheran.
Donald Trump userà oggi per la prima volta il nuovo Air Force One regalato dal Qatar. Il presidente volerà in North Dakota per raggiungere la biblioteca presidenziale di Theodore Roosevelt. I lavori di ammodernamento dell’aereo sono costati 400 milioni di dollari.
Nessy Guerra è stata rilasciata in Egitto dopo l'intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Fonti riferiscono che è rientrata a casa insieme alla figlia.
A giugno le grandi imprese indicano aspettative di produzione stabili. Restano però forti preoccupazioni per l’aumento dei costi di energia e trasporti, spinti dalle tensioni e dalla guerra in Medio Oriente, con effetti sui costi produttivi.
Le incertezze e le difficoltà di transito nello Stretto di Hormuz hanno un impatto sull’80% delle imprese. Un’indagine di Promos Italia segnala che la maggioranza delle aziende sta diversificando i mercati, senza però interrompere gli investimenti nell’area.
Riprende in Qatar la trattativa tra Iran e Stati Uniti, con al centro lo sblocco dei fondi e il dossier sullo Stretto di Hormuz. Witkoff e Kushner sono già arrivati a Doha, mentre gli inviati di Teheran sono attesi oggi. Da parte iraniana la linea resta prudente: prima lo sblocco dei fondi, poi il confronto su Hormuz; dall’Oman arriva intanto un’apertura al pedaggio.
Nella Striscia di Gaza riprendono gli esami di maturità, segnale di speranza in un contesto segnato da miseria e bombardamenti. Prima della guerra l’istruzione era considerata un punto di forza, ma il conflitto ha distrutto scuole e compromesso il percorso di un’intera generazione. La ripartenza avviene comunque in condizioni estremamente difficili.
Resta il giallo su un possibile incontro tra Stati Uniti e Iran a Doha, mentre è iniziato il meeting tra Witkoff, Kushner e i mediatori del Qatar. Luigi Di Maio, inviato dell'Ue, ha visto Al Thani. Intanto il New York Times riferisce che Iran e Oman proseguono con il piano per riscuotere pagamenti nello Stretto di Hormuz.
Resta il giallo sull'incontro tra Stati Uniti e Iran a Doha, annunciato da Donald Trump ma smentito da Teheran. Intanto è iniziato il meeting tra Witkoff, Kushner e i mediatori del Qatar. In Qatar anche l'inviato Ue Luigi Di Maio, che ha visto Al Thani nell'ambito dell'iniziativa europea a sostegno dei negoziati sul nucleare iraniano.
Donald Trump ha parlato di colloqui con l’Iran a Doha, in Qatar. Teheran ha però smentito. Intanto Witkoff e Kushner si trovano tra Qatar e Oman, mentre è in programma una riunione sullo Stretto di Hormuz.
Egyptair amplia i collegamenti con l’Italia per l’estate 2026. È attivo un nuovo volo tra Venezia e Il Cairo, mentre da giovedì Malpensa avrà un terzo collegamento verso la capitale egiziana.
L’attività manifatturiera cinese è cresciuta a giugno più del previsto. A sostenere il comparto è stata soprattutto la forte domanda estera legata alle tecnologie per l’intelligenza artificiale, che ha compensato l’impatto delle tensioni in Medio Oriente.
Resta incerto il quadro dei contatti a Doha tra Stati Uniti e Iran: Teheran smentisce incontri in agenda, mentre Washington invia in Qatar gli emissari Witkoff e Kushner. Sullo sfondo cresce l’attenzione per lo Stretto di Hormuz, con Francia e Oman impegnati a discutere misure di de-escalation. I pasdaran definiscono la situazione una provocazione.
Per l’Europa lo Stretto di Hormuz rappresenta un passaggio cruciale da difendere, in quella che viene descritta come l’ultima occasione per salvaguardarne la libertà di navigazione. L’analista Bianco, dello European Council on Foreign Relations, indica anche il ruolo dell’Oman, che rivendica di essere l’unico interlocutore capace di riportare Teheran su posizioni più ragionevoli.
Donald Trump ha annunciato colloqui con l’Iran domani a Doha, ma Teheran ha smentito. Intanto Witkoff e Kushner sono in Qatar e in Oman è in programma una riunione sullo Stretto di Hormuz. Sullo sfondo resta anche il rischio per un’intesa in Libano.
Si allenta la tensione tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz, con lo stop agli attacchi reciproci. Resta però l’incertezza sull’incontro previsto a Doha: Teheran lo smentisce, mentre Donald Trump sostiene che il vertice si farà. L’Iran riferisce inoltre di un primo incontro su Hormuz tenuto a Muscat con la mediazione dell’Oman.
Un sondaggio Ispi realizzato da Ipsos Doxa mostra che gli italiani non credono alla tenuta della tregua tra Washington e Teheran. Solo un intervistato su quattro dice di avere fiducia in Donald Trump, mentre gli Stati Uniti vengono percepiti come sempre meno affidabili.
Il petrolio è tornato sopra i 70 dollari lunedì, con un rialzo alimentato dal riaccendersi degli scontri tra Stati Uniti e Iran. Le nuove azioni militari hanno riportato al centro i timori per le forniture di greggio dal Medio Oriente.
Nuovi attacchi tra Stati Uniti e Iran mettono a rischio la tregua, descritta come appesa a un filo. Colpiti Kuwait e Bahrein, mentre Donald Trump minaccia un'escalation. Teheran intanto torna a muoversi sullo Stretto di Hormuz.
Il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu ha approvato all’unanimità il riconoscimento del genocidio armeno. La decisione apre una nuova tensione con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. La mossa arriva nel timore che Donald Trump possa vendere gli F-35 ad Ankara.
Sale la tensione nello Stretto di Hormuz dopo attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani nell’area. Teheran afferma che manterrà il controllo sul passaggio per 30 giorni e avverte che qualsiasi interferenza aggraverebbe la situazione. Donald Trump ha rilanciato la minaccia, dichiarando che l’Iran “non esisterà più” se Washington intensificherà lo scontro.
A Sintra sono puntati i riflettori sulle banche centrali, mentre i mercati restano concentrati sugli sviluppi in Medio Oriente. C'è attesa anche per i dati sul lavoro negli Stati Uniti. Tra i temi seguiti dagli investitori anche il possibile debutto a Wall Street dell'italiana Bending Spoons.
In Iran il regime sta cercando di raccontare un ritorno alla normalità attraverso la propaganda e le cerimonie ufficiali. Al centro c’è il funerale di stato per Ali Khamenei, usato per mostrare l’immagine di un paese coeso mentre continua la repressione.
Sale la tensione in Medio Oriente nello Stretto di Hormuz, dove gli Stati Uniti hanno colpito obiettivi iraniani. Il Bahrein afferma di essere stato attaccato da missili e droni iraniani e chiede un'azione internazionale per fermare l'aggressione di Teheran. Donald Trump avverte che l'Iran "non esisterà più" se Washington intensificherà lo scontro, mentre il ministro Araghchi sostiene che qualsiasi interferenza su Hormuz aggraverebbe la situazione.
Le basi statunitensi sono considerate più vulnerabili dopo gli attacchi iraniani, spingendo il Pentagono a rivedere la protezione dei propri comandi. Un’inchiesta ha analizzato i danni alla struttura della US Navy in Bahrein, dove 14 tra hangar ed edifici sono stati distrutti dagli ordigni dei pasdaran. La risposta punta allo spostamento dei centri di comando sottoterra.
L'Argentina ha vinto 3-1 contro la Giordania nella terza partita della fase a gironi. Lionel Messi, entrato al 60', ha segnato su punizione consolidando il primato di capocannoniere con 6 reti e diventando il primo a segnare in sette partite consecutive ai mondiali. Gli altri gol argentini sono di Lo Celso e Lautaro Martínez (rigore); per la Giordania ha segnato Al Tamari. L'Argentina affronterà Capo Verde ai sedicesimi sabato 4 luglio a mezzanotte.
A Washington è stata raggiunta un’intesa tra Israele e Libano per un primo e graduale ritiro dell’Idf da alcune “zone pilota”. Il segretario di Stato Marco Rubio ha mantenuto toni cauti, sottolineando che resta ancora molto da fare. Hezbollah respinge l’accordo e minaccia una guerra civile.
Gli Stati Uniti hanno colpito siti iraniani nell’area di Hormuz. L’azione viene presentata come risposta all’attacco di giovedì contro una nave di Singapore che aveva scelto una rotta definita “vietata”.
Gli Stati Uniti hanno colpito l’Iran dopo che Donald Trump ha accusato Teheran di aver violato il cessate il fuoco nello Stretto di Hormuz. L’attacco arriva mentre Washington e Teheran dovrebbero osservare un periodo di 60 ore senza ostilità, nel quadro di colloqui per porre fine alla guerra.
Si chiude il girone G dei Mondiali con le sfide Egitto-Iran e Nuova Zelanda-Belgio. Il primo posto è ancora da decidere, con l'Egitto che parte favorito.
Israele e Libano hanno firmato a Washington un accordo definito da Marco Rubio e dal presidente libanese Joseph Aoun un primo passo. Benjamin Netanyahu lo ha presentato come un colpo all’Iran, mentre Hezbollah lo ha condannato sostenendo che alimenti divisioni interne. Palazzo Chigi ha assicurato che l’Italia farà la sua parte, sullo sfondo del nuovo aumento della tensione nello Stretto di Hormuz e delle accuse di Donald Trump a Teheran per la violazione del cessate il fuoco.
Il greggio statunitense è sceso sotto i 70 dollari al barile venerdì, riprendendo la fase di calo. I mercati restano concentrati su possibili sviluppi nel conflitto in Medio Oriente, mentre assorbono nuove notizie dalla regione, incluso l'attacco a una nave cargo vicino all'Oman.
Una influencer inglese di 23 anni rischia la pena di morte a Dubai con l’accusa di aver ucciso il fidanzato, un britannico di 26 anni con cui aveva una relazione da qualche tempo. La procura emiratina contesta l’omicidio premeditato, mentre la giovane sostiene di aver agito per legittima difesa dopo un’aggressione.
La crisi dell’OPEC rischia di aggravarsi dopo che, oltre agli Emirati Arabi Uniti, anche l’Iraq minaccia di lasciare il cartello del petrolio. Uno scenario che potrebbe essere accolto con favore dai consumatori, in un contesto di tensioni interne all’organizzazione.
Un'agenzia delle Nazioni Unite ha sospeso il piano di evacuazione delle navi nello Stretto di Hormuz dopo il primo attacco a un'imbarcazione dall'avvio dell'accordo di pace. Una portacontainer è stata colpita giovedì vicino alla costa dell'Oman. Un funzionario statunitense ha attribuito l'attacco all'Iran.
L’Iran accusa l’Italia di essere complice della guerra attraverso le parole di un portavoce del regime. Il segretario della Nato Mark Rutte ridimensiona le accuse e afferma che Roma ha fatto quanto previsto dagli accordi.
L’Oman ha annunciato il passaggio senza pedaggi nello Stretto di Hormuz, una scelta contestata dagli iraniani. Intanto un mercantile è stato colpito vicino alla nuova rotta e l’Onu ha sospeso le evacuazioni. La tensione nell’area continua a salire.
Repubblica Esteri pubblica una nuova vignetta di Ellekappa dedicata a Donald Trump e alle minacce dell’Iran. Il tema richiama le tensioni tra Stati Uniti e Iran nel quadro della crisi mediorientale.
Un funzionario statunitense ha indicato l’Iran come responsabile dell’attacco a una nave cargo nei pressi dell’Oman, nello Stretto di Hormuz. In un post sui social, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha scritto: «L’unico raccolto che stiamo mietendo è quello che avete piantato: decenni di sfiducia». L’episodio riaccende le tensioni in un passaggio chiave per i traffici energetici globali.
Giorgia Meloni ha riferito a Mark Rutte che sul caso Iran c'è "solo confusione" e che serve prudenza. La premier ha ribadito che l'Italia non è mai entrata nel conflitto e ha fatto quanto riferito in Parlamento. Intanto Teheran punta a sfruttare il caso sul piano politico, mentre Antonio Tajani ha avuto un colloquio con Araghchi.
Le tensioni geopolitiche riaccendono tra gli italiani i timori per un aumento dei costi di luce e gas. Un’indagine di Pulsee Index-NielsenIQ segnala che otto persone su dieci temono nuovi rincari. Cresce così l’attenzione delle famiglie verso il controllo dei consumi e la ricerca di bollette più stabili e prevedibili.
A Seattle la partita tra Iran ed Egitto ai Mondiali è stata definita un 'pride match' nel giorno dell'orgoglio gay. La Fifa ha dato il via libera alle bandiere LGBTQ+, in un contesto di tensione con le due Federazioni.
L’organizzazione umanitaria Music for Peace ha avviato la distribuzione in Cisgiordania delle 240 tonnellate di beni di prima necessità rimaste bloccate in Giordania da settembre. Gli aiuti erano destinati a Gaza, ma non sono entrati nella Striscia. La sindaca Salis e il deputato dem Scotto denunciano il fallimento dei corridoi umanitari e accusano che a Gaza entrino le armi, non il cibo.
Teheran ha accusato Roma di complicità nella guerra, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sentito il collega iraniano Araghchi. Nel colloquio, Tajani ha ribadito che l'Italia non ha mai preso parte ad azioni belliche e ha chiesto la piena riapertura dello Stretto di Hormuz. Il confronto ha anche toccato il tema del dialogo per una ripresa dei rapporti.
L’Iraq aumenta la pressione sull’OPEC nella disputa sulle quote produttive, dopo l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dal gruppo. Pur avendo valutato l’ipotesi di lasciare l’organizzazione, Baghdad intende per ora restare membro e spingere per un limite di produzione più elevato. Le esportazioni restano contenute.
Teheran ha accusato Italia e Romania di essere complici della guerra. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha affermato che i Paesi europei dovrebbero spiegare ai propri cittadini il loro ruolo nell'aggressione.
L’agenzia marittima dell’Onu ha diffuso istruzioni essenziali ai comandanti delle navi bloccate nel Golfo: restare dove sono, attendere di essere contattati e seguire solo le indicazioni degli Stati costieri. Le regole riguardano l’uscita dallo Stretto di Hormuz in una situazione di navigazione fortemente condizionata.
Gli indici Pmi segnalano un peggioramento della crescita nel secondo trimestre, secondo quanto evidenzia la Bce. Sull’andamento dell’economia inizia a farsi sentire l’impatto graduale della guerra in Medio Oriente.
Teheran ha definito "inaccettabile e pericoloso" il transito nello Stretto di Hormuz senza la sua approvazione. Il monito ribadisce la volontà iraniana di mantenere il controllo su un passaggio strategico per il commercio marittimo e di opporsi alle rotte che aggirano la sua autorizzazione.
I prezzi del petrolio sono scesi, cancellando i guadagni accumulati durante le tensioni belliche. I mercati scommettono su un miglioramento dell'offerta globale di greggio, mentre le petroliere rimaste bloccate per mesi nel Golfo Persico hanno iniziato a lasciare lo Stretto di Hormuz.
Sale la tensione tra Iran e Aiea sul dossier nucleare. Teheran contesta il direttore generale Rafael Grossi e afferma che in questa fase non è previsto l’accesso ai siti, mentre Grossi ribadisce che le ispezioni si faranno. Intanto Marco Rubio è nel Golfo per rassicurare gli alleati.
Una visita nelle stanze di Palantir racconta come la società di analisi dei dati lavori sull’intelligenza artificiale in ambito bellico. L’azienda è al centro di forti contestazioni per la cooperazione con l’Ice negli Stati Uniti e con Israele.
La Casa Bianca sta facendo pressione sui principali gruppi della difesa perché aumentino la produzione di missili e munizioni. Il confronto arriva mentre le operazioni legate all’Iran e i timori sulle scorte di armi aggiungono pressione alla base industriale del Pentagono.
Riprende il traffico nello Stretto di Hormuz, mentre i prezzi del petrolio scendono ai minimi dall'inizio della guerra. Il Brent scende sotto i 75 dollari e il Wti tocca i livelli più bassi da marzo. In rialzo anche Wall Street.
La Nato ha precisato che il segretario generale Mark Rutte, parlando di 500 aerei Usa partiti dall’Italia verso l’Iran, si riferiva a supporto logistico o assistenza tecnica. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministero della Difesa hanno ribadito che i trattati sono stati rispettati.
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti supervisionerà i fondi iraniani congelati una volta che saranno sbloccati, ha detto il segretario Scott Bessent. Le risorse saranno indirizzate in larga parte verso l’agricoltura statunitense e i medicinali.
Al Thani, ex premier del Qatar e membro della famiglia reale, acquista Villa Certosa. L’operazione si inserisce nella lunga strategia con cui la dinastia qatariota ha trasformato la rendita del gas in investimenti tra hotel, moda, ospedali, grattacieli, banche e asset urbani in Europa. La ricchezza complessiva della famiglia resta di difficile quantificazione.
Dina Alberizia e Nico Centrone sono rientrati in Italia dopo la liberazione in Libia. I due facevano parte della missione di terra della Flotilla impegnata a portare aiuti a Gaza attraverso il valico di Rafah. Erano stati arrestati il mese scorso e rilasciati ieri al termine di un lungo lavoro diplomatico e di intelligence.
Il Pakistan ha riferito che i colloqui tecnici tra Stati Uniti e Iran riprenderanno la prossima settimana. L'Aiea ha indicato che le ispezioni ai siti iraniani si svolgeranno, mentre il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf ha definito il memorandum una dichiarazione di sconfitta degli Usa.
Il pilota dell’F-15 statunitense abbattuto in Iran descrive droni che si muovevano “come una medusa”, indicando una nuova arma impiegata da Teheran. Il caso segnala l’avanzata degli sciami sincronizzati di robot armati, una tecnologia che si sta diffondendo in molti Paesi.
Donald Trump ha criticato su Truth il voto del Senato Usa sull’Iran, definendolo inopportuno e insignificante. Con 50 voti favorevoli e 48 contrari, i senatori hanno chiesto la fine della guerra e posto limiti ai poteri del presidente.
Il Senato ha approvato una risoluzione che limita i poteri del presidente sull’Iran, segnando una sfida politica a Donald Trump. Intanto il consenso per il tycoon arretra nettamente: il 66% degli intervistati boccia il suo operato. Il doppio segnale, istituzionale e nei sondaggi, indebolisce la sua posizione sul dossier mediorientale.
Nello Stretto di Hormuz è partita un’operazione Onu per evacuare 11mila marittimi, mentre nei porti e nei terminali della regione si formano code per il rifornimento di petrolio e altre merci strategiche. Alla fuga di molti lavoratori si contrappone l’attesa di altre navi in ingresso. L’Oman punta intanto ad assumere un ruolo nella gestione della crisi.
Per Kelsey Davenport, responsabile della Arms Control Association, un’intesa sul programma atomico iraniano richiede controlli rigorosi da parte dell’Aiea. L’agenzia dovrebbe avere accesso ampio ai siti per individuare rapidamente eventuali violazioni dei limiti concordati. Servirebbero anche ispezioni delle strutture non dichiarate, altrimenti un accordo sarebbe difficilmente praticabile.
L’Iran smentisce la versione statunitense sugli ispettori nucleari dell’Aiea, mentre restano divergenze anche sull’uso di 12 miliardi di dollari di asset sbloccati. Washington sostiene che i fondi serviranno per acquistare merci americane, ma Teheran nega. Intanto nella capitale americana proseguono i negoziati sul Libano.
Il Senato ha sostenuto una risoluzione sui poteri di guerra legati all’Iran, mentre tra i repubblicani cresce la pressione sull’accordo di Donald Trump per porre fine al conflitto. I senatori del GOP chiedono più dettagli sull’intesa, con dubbi su alleggerimento delle sanzioni, limiti al programma nucleare e ruolo del Congresso nell’approvazione.
Gli Stati Uniti hanno sbloccato 12 miliardi di dollari a Teheran, mentre resta incerta la ripresa delle ispezioni dell’Aiea. Donald Trump sostiene che l’Iran le abbia accettate, ma Teheran nega. Intanto proseguono i colloqui con l’Oman sullo Stretto di Hormuz, mentre Benjamin Netanyahu avverte che la partita non è chiusa.
Un piano di evacuazione su larga scala permetterà alle navi bloccate nel Golfo Persico di iniziare a uscire attraverso lo Stretto di Hormuz. L'operazione, riferita da un'organizzazione marittima, riguarda oltre 11.000 marittimi ed è sostenuta da Iran e Stati Uniti.
Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che l’Aiea non potrà visitare i siti atomici bombardati. Nel liveblog ANSA, Donald Trump sostiene invece che Teheran avrebbe accettato ispezioni senza limiti. Il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf ha inoltre affermato che lo Stretto di Hormuz sarà gestito dall’Iran e che sono stati sbloccati 12 miliardi di fondi congelati.
Gli Stati Uniti hanno concesso un ampio allentamento delle sanzioni sul petrolio iraniano, sbloccando per Teheran miliardi di dollari di entrate. La misura offre al Paese una rilevante boccata d’ossigeno economica mentre proseguono i negoziati verso un accordo di pace.
I prezzi del petrolio sono saliti leggermente nelle prime ore di martedì, mentre gli investitori continuano a valutare gli ultimi sviluppi in Medio Oriente. Il mercato mostra anche un cauto ottimismo sulla possibilità che il conflitto possa concludersi presto. Citi ritiene inoltre che alcuni fattori di pressione sui prezzi stiano venendo meno.
Il vicepresidente Usa J.D. Vance parla di una svolta sul dossier nucleare, indicando il via libera dell’Iran agli ispettori dell’Aiea come una tappa importante. Washington sospende per due mesi le sanzioni sul petrolio. Teheran però precisa che, nella sostanza, non cambia nulla rispetto a prima, mentre Trump afferma che tutti sono consapevoli della situazione.
Benjamin Netanyahu ha ribadito che il vertice tra Stati Uniti e Iran non modifica la linea israeliana e che in Libano l’Idf mantiene libertà d’azione. Dal governo di Israele arriva un netto rifiuto alle richieste avanzate dalla Svizzera, definito una “direttiva chiara”. Intanto Ben Gvir sollecita il premier a respingere le pressioni di Donald Trump, mentre il cessate il fuoco in vigore da domenica continua a reggere.
Il primo round dei negoziati tra Stati Uniti e Iran si chiude con un vantaggio per Teheran su più fronti. Per ottenere il ritorno degli ispettori dell’Aiea e la riapertura dello Stretto di Hormuz, l’amministrazione Trump deve mettere sul tavolo concessioni rilevanti, tra cui la rimozione delle sanzioni sul petrolio iraniano.
Si registrano i primi segnali di apertura sul dossier nucleare iraniano. Teheran si dice pronta ad accogliere gli ispettori dell’Aiea, mentre gli Stati Uniti avviano un allentamento delle sanzioni. La mossa indica un possibile spiraglio diplomatico tra le parti.
Donald Trump ha riferito di un via libera dell'Iran al ritorno degli ispettori dell'Aiea, in una possibile svolta sul dossier nucleare. Intanto il presidente iraniano Pezeshkian è atteso domani in Pakistan, Paese indicato come mediatore tra Washington e Teheran.
L'Iran ha dato il via libera al ritorno degli ispettori dell'Aiea e riprendono le discussioni tecniche. Gli Stati Uniti hanno inoltre autorizzato la vendita di una parte del petrolio di Teheran. Il presidente iraniano Pezeshkian è atteso domani in Pakistan, indicato come Paese mediatore tra Washington e Teheran.
Durante i negoziati con Teheran in Svizzera, una foto mostra il vicepresidente J.D. Vance mentre usa un computer con una credenziale di sicurezza intestata alla sua assistente. L’immagine, scattata mentre mostra un documento al primo ministro del Qatar, ha sollevato interrogativi sulla gestione del badge.
Nella “Little Teheran” di Tel Aviv, la comunità degli iraniani fuggiti in Israele prima e dopo la rivoluzione vive con amarezza l’accordo di pace voluto da Donald Trump. Tra negozianti, cantanti e collaboratori dell’Idf prevale la convinzione che l’intesa abbia rafforzato gli ayatollah. Per molti, così, si allontana la speranza di un ritorno in Iran.
Iran e Stati Uniti hanno ripreso immediatamente le discussioni tecniche dopo un confronto durato 18 ore. Da Teheran si parla di brevi colloqui sul nucleare, mentre la delegazione iraniana è già partita.
Nuovi bombardamenti israeliani nel sud del Libano hanno causato altri 32 morti. L’Idf afferma di aver reagito ad attacchi di Hezbollah, mentre l’Iran annuncia la chiusura dello Stretto di Hormuz. Raid anche su Gaza, dove si registrano oltre 10 vittime.
Witkoff e Kushner sono in Svizzera per l’avvio del tavolo tecnico con l’Iran. Al centro del primo round ci sono gli asset da scongelare, mentre Teheran punta a ottenere una parte dei 100 miliardi.
L’inviato di Donald Trump Steve Witkoff è diretto in Svizzera per i colloqui con l’Iran. Nel Paese elvetico è già arrivato anche l’altro inviato Kushner, mentre è atteso pure Araghchi. Restano ancora dubbi sulla presenza di J.D. Vance.
L’Iran frena sulle ispezioni dell’Aiea, aprendo un nuovo braccio di ferro sul negoziato con gli Stati Uniti. Donald Trump ha replicato a Khamenei sostenendo che Teheran avrebbe firmato perché in difficoltà e ha minacciato di bloccare i finanziamenti.
Nel Libano meridionale l’ultima giornata di combattimenti ha inflitto perdite pesanti all’esercito israeliano. Il bilancio è di quattro militari uccisi e dodici feriti, mentre Hezbollah avrebbe alzato il livello dei bersagli prendendo di mira anche un generale.
Mohammad Ali Abtahi, già vice del presidente Khatami, definisce l’esito raggiunto dall’Iran una vittoria morale. Sostiene che l’accordo ottenuto permetta al Paese di avanzare in modo significativo sul piano economico e sociale. Aggiunge però che ora servono riforme.
Nello Stretto di Hormuz, simbolo di una globalizzazione inceppata dalla guerra, il sollievo per l’intesa tra Stati Uniti e Iran ha lasciato rapidamente spazio a una nuova incertezza. Nonostante il messaggio rassicurante di Donald Trump sul flusso del petrolio, nella realtà il traffico navale si è di nuovo fermato a singhiozzo.
I mercati azionari statunitensi hanno oscillato questa settimana tra le indicazioni arrivate dalla Fed e gli sviluppi legati a un possibile accordo sul fronte della guerra. Giovedì l’S&P 500 è balzato in rialzo, recuperando le perdite registrate dopo la riunione dei banchieri centrali. Il movimento riflette il peso combinato della comunicazione della banca centrale e del contesto geopolitico sul sentiment degli investitori.
Reuters riferisce che Israele e Hezbollah avrebbero concordato un cessate il fuoco, ma da Beirut si segnala che i raid continuano. Intanto sono stati rinviati i colloqui tra Stati Uniti e Iran. Teheran ha inoltre dichiarato che le navi devono chiedere il permesso 48 ore prima per attraversare lo Stretto di Hormuz.
Israele e Hezbollah avrebbero concordato un cessate il fuoco a partire dalle 15, mentre sono stati rinviati i colloqui tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump ha affermato che non è Washington ad aver chiesto l’incontro, ma Teheran. Intanto l’Iran ha dichiarato che le navi dirette a passare nello Stretto di Hormuz devono chiedere il permesso con 48 ore di anticipo.
I prezzi del petrolio sono passati in negativo dopo che Israele e Hezbollah, sostenuto dall’Iran, hanno concordato un cessate il fuoco. Un funzionario statunitense ha riferito a CNBC che la tregua sarebbe entrata in vigore dalle 16 locali di venerdì. La notizia ha ridotto la tensione sui mercati energetici.
I colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti in Svizzera sono stati rinviati a tempo indeterminato. Il rinvio arriva poche ore dopo la cancellazione del viaggio del vicepresidente statunitense JD Vance nel Paese alpino. Secondo il Financial Times, la decisione è legata ai raid di Israele in Libano.
Parigi ha attribuito la cittadinanza onoraria a tutti i palestinesi, presentando la decisione come un impegno per la pace. La delibera della capitale francese condanna quella che definisce la peggiore guerra della storia per la popolazione civile di Gaza e denuncia una situazione umanitaria ancora drammatica.
I primi segnali di riapertura dello Stretto di Hormuz attenuano la minaccia più immediata per le forniture energetiche globali. Tuttavia, gli analisti avvertono che i danni economici causati dal conflitto sono già in gran parte incorporati e richiederanno mesi per ridursi.
JD Vance ha rivolto critiche insolite a Israele, difendendo l’accordo con l’Iran. Le sue parole hanno evidenziato il deterioramento dei rapporti tra l’amministrazione statunitense e il governo di Benjamin Netanyahu.
Il primo incontro previsto in Svizzera per avviare i colloqui tra Stati Uniti e Iran è stato annullato, senza che siano state chiarite le ragioni. Resta quindi incerto il futuro immediato dei negoziati, mentre arrivano segnali di riapertura dello stretto di Hormuz.
I mercati asiatici hanno chiuso in ribasso mentre gli investitori valutano la tenuta dell'accordo di pace ad interim tra Stati Uniti e Iran. Il vicepresidente americano JD Vance ha difeso l'intesa, precisando che eventuali alleggerimenti economici per Teheran dipenderanno dal rispetto dei termini dell'accordo.
Donald Trump è tornato a parlare a tutto campo, sostenendo che non ci sarebbero limiti al suo potere. Nel suo intervento ha anche definito normale il rapporto con Benjamin Netanyahu, aggiungendo che va mantenuto "sano di mente".
Donald Trump ha dichiarato in un’intervista ad Axios che l’intesa con l’Iran equivale a una “resa incondizionata”. Ha aggiunto che il suo potere “non ha limiti” e ha sostenuto di aver negoziato l’accordo per impedire che il conflitto innescasse una depressione globale.
La tensione tra Washington e Benjamin Netanyahu si irrigidisce con parole durissime dalla Casa Bianca. J.D. Vance invita Israele a smettere di criticare gli Stati Uniti, definiti gli unici veri alleati, mentre Donald Trump avverte che alle prossime elezioni potrebbe appoggiare un altro candidato.
L’ex ambasciatore israeliano Novik sostiene che il principale timore di Benjamin Netanyahu sia quello di essere lasciato solo da Donald Trump alla vigilia del voto. Richiama inoltre un precedente intervento di Trump alla Knesset, quando avrebbe lanciato un segnale citando la simpatia per il leader dell’opposizione Yair Lapid.
Ali Khamenei ha dichiarato di non essere stato d’accordo sull’intesa, sostenendo che Donald Trump abbia fatto di tutto per ottenerla. Intanto a Lucerna è andata delusa l’attesa per la cerimonia, mentre J.D. Vance ha detto che potrebbe recarsi in Svizzera nel fine settimana. Sono inoltre iniziati i 60 giorni di negoziati.
Lo Stretto di Hormuz riapre al traffico di navi e petrolio dopo l’accordo tra Iran e Stati Uniti. Sono transitati 12,5 milioni di barili, mentre Teheran rivendica il controllo delle operazioni e frena sullo sminamento, sostenendo che non servano interventi stranieri.
Durante una cena a Versailles, Donald Trump ha annunciato a sorpresa di voler approvare subito l’accordo con l’Iran. Circondato dagli sfarzi della reggia, ha chiesto carta e penna e ha proceduto alla firma. Il gesto è stato presentato come il suo "Trattato di Versailles".
Sono iniziati in Svizzera i colloqui sull’Iran, mentre è saltata la cerimonia per la firma e il vicepresidente Usa J.D. Vance potrebbe raggiungere Lucerna nel weekend. Donald Trump si è mostrato furioso per le critiche, mentre lo Stretto di Hormuz torna operativo. L’inviato Steve Witkoff ha inoltre affermato che Teheran inviterà gli ispettori dell’Aiea.
Donald Trump ha annunciato la firma dell'accordo con l'Iran, mentre il presidente Masoud Pezeshkian lo ha definito un documento storico. Washington ha riferito di aver revocato il proprio blocco, pur confermando la permanenza nell'area. Intanto, secondo Antonio Tajani, una nave Grimaldi è tra le prime ad attraversare lo Stretto di Hormuz dopo la riapertura, mentre l'Idf ha detto che manterrà la presenza nel sud del Libano.
Donald Trump ha replicato alle critiche mentre l’intesa di pace con l’Iran alimenta il dibattito sulle concessioni degli Stati Uniti. L’accordo impegna le parti a proseguire i colloqui per arrivare a un’intesa definitiva entro 60 giorni e include un piano da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione dell’Iran.
Il Papa ha denunciato il denaro sprecato per le uccisioni e sperperato da chi alimenta i conflitti. Ha inoltre richiamato la condizione dei cristiani del Medio Oriente, colpiti dalla piaga della guerra.
Per l’estate 2026 emergono i primi segnali di ripresa nelle scelte degli italiani per le vacanze. L’Osservatorio Fiavet Confcommercio, condotto tra le agenzie associate, rileva un miglioramento dopo la crisi del Golfo, che aveva quasi congelato il settore.
Nella seconda giornata del summit del FII Institute di Riad ospitato a Roma, Giorgia Meloni ha indicato Europa e Paesi del Golfo come possibile modello di cooperazione strategica. La premier ha richiamato la necessità di rafforzare l’autonomia strategica. Al summit è intervenuto anche Andrea Orcel, sottolineando la presenza di troppe barriere nell’Unione europea.
Confcommercio stima una crescita vicina all’1% se la situazione in Medio Oriente si stabilizza. Nel secondo trimestre il Pil è indicato in aumento dell’1,3%, mentre a maggio i consumi risultano in recupero del +1,2%.
Donald Trump ha annunciato di aver firmato un accordo con l'Iran, mentre il Pakistan ospiterà la cerimonia ufficiale in Svizzera. Il premier pachistano ha affermato che l'intesa entrerà in vigore con effetto immediato: Teheran riaprirà lo Stretto di Hormuz e gli Stati Uniti revocheranno subito il blocco navale.
Donald Trump definisce il G7 un grande successo e difende l'intesa con l'Iran. Il focus resta sulle sue dichiarazioni in un passaggio che intreccia rapporti internazionali e dossier mediorientale.
Stati Uniti e Iran hanno firmato l’accordo che dovrebbe mettere fine alla guerra. L’intesa è descritta come estremamente favorevole all’Iran e prevede di fatto ulteriori negoziati nei prossimi 60 giorni.
Nell’accordo con Washington, Teheran cede sul dossier nucleare ma ottiene concessioni rilevanti sugli altri punti. Tra i benefici indicati figurano lo Stretto di Hormuz, lo sblocco degli asset, la fine delle sanzioni, la ripresa dell’export petrolifero e fondi per la ricostruzione.
Al G7 Donald Trump ha difeso l’accordo con l’Iran, sostenendo di aver ottenuto un risultato migliore di quello raggiunto da Barack Obama e ribadendo che Teheran non avrà la bomba atomica. Dopo una lunga conferenza stampa, ha apposto la firma digitale insieme a Masoud Pezeshkian e ha avvertito che, se l’intesa non funzionerà, la responsabilità sarà di J.D. Vance e gli Stati Uniti torneranno a bombardare.
La Casa Bianca ha confermato che Donald Trump ha firmato l'accordo con l'Iran. Axios riferisce che il memorandum of understanding per porre fine alla guerra è stato sottoscritto elettronicamente durante una cena a Versailles con Emmanuel Macron.
Repubblica Esteri pubblica una vignetta di Ellekappa dedicata all’accordo tra Stati Uniti e Iran. Il contenuto propone una lettura satirica del tema, al centro del dibattito internazionale.
Donald Trump ha definito il G7 un grande successo e ha difeso l’intesa con l’Iran. Il presidente ha avvertito che Teheran dovrà rispettare gli impegni presi, altrimenti ci saranno nuove bombe. Emmanuel Macron ha intanto salutato con favore l’unità ritrovata tra i leader.
Secondo un servizio di Tg3, Donald Trump ha definito l'accordo con l'Iran un successo. Nel servizio la giornalista Alessandra Bortoloni riporta la sua affermazione: "Senza di me l'Iran avrebbe fatto saltare in aria Israele e tutto il Medio Oriente".
Resi noti i dettagli di un memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran articolato in 14 punti. Il contenuto della bozza è stato illustrato in una conference call da un funzionario statunitense, dopo la conferenza stampa di Donald Trump al G7.
Donald Trump ha definito il G7 di Evian un grande successo e ha detto che la firma di un accordo con l'Iran potrebbe arrivare presto, forse già domani o venerdì. Ha avvertito che Teheran dovrà rispettare gli impegni presi, altrimenti ci saranno nuove bombe. Nel vertice, dallo Stretto di Hormuz all'Ucraina, gli alleati hanno ritrovato un linguaggio comune.
Il livello di minaccia nello Stretto di Hormuz è stato declassato dopo un accordo con l’Iran, riferisce il Joint Maritime Information Center. Il gruppo di sicurezza marittima guidato dagli Stati Uniti segnala che il comportamento delle forze iraniane è diventato meno volatile. La Marina Usa continua a mantenere attività di supervisione nell’area.
Giorgia Meloni ha detto di essere soddisfatta dell'esito del G7, sottolineando che le convergenze raggiunte non erano scontate e rappresentano un'ottima notizia. Al termine del summit, la premier ha spiegato che sulla missione a Hormuz si valuterà nei prossimi 60 giorni e che sarà dato tempo al Parlamento per il dibattito prima di chiedere l'ok.
Al G7, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che Washington potrebbe "tornare subito a sganciare bombe" se non dovesse gradire un accordo con l’Iran. La dichiarazione rilancia la tensione sul dossier iraniano e richiama l’attenzione sugli equilibri in Medio Oriente.
A due giorni dall’intesa tra Stati Uniti e Iran, Donald Trump ha ammonito Teheran dicendosi pronto a "sganciare bombe" se il Paese "non si comporta bene". L’accordo viene presentato come un’opportunità storica per impedire all’Iran di acquisire armi nucleari.
Due moschee sono state incendiate da coloni israeliani a nord di Ramallah, in Cisgiordania. Sulle facciate sono comparse scritte in ebraico come “vendetta” e “sveglia, ragazzi”. L’Idf aveva segnalato a Benjamin Netanyahu che il cosiddetto “terrorismo ebraico” è ormai responsabile dell’80% degli incidenti nei territori occupati.
A Petza'el, nella Valle del Giordano in Cisgiordania, un gruppo di giovani coloni si è impossessato di antiche rovine romane e le ha allagate usando le risorse idriche dei palestinesi locali. L’area archeologica è stata trasformata in un’attrazione turistica ribattezzata “piscina di Erode”. L’iniziativa è avvenuta con il sostegno del ministro di ultradestra Eliyahu.
A Roma si apre il FII Priority Europe 2026 Summit, con al centro il ruolo dell’Europa come polo di attrazione per i capitali globali. Richard Attias sostiene che il Medio Oriente guarda all’Europa e invita a superare la logica degli aiuti verso l’Africa, puntando invece su partnership e nuovi scambi. In questo quadro, l’Europa viene indicata come un corridoio strategico.
A Lucerna è attesa dopodomani la firma dell’intesa tra Stati Uniti e Iran per la fine della guerra nel Golfo, con Vance e Ghalibaf in Svizzera. Resta però aperto lo scontro sul materiale arricchito di Teheran: la Casa Bianca sostiene che verrà preso in consegna dagli Usa, mentre l’Iran rivendica la gestione diretta dell’uranio.
Il Libano resta un campo di battaglia, con l’Idf che prosegue le operazioni con i droni e provoca altre quattro vittime. Sullo sfondo cresce la pressione politica degli Stati Uniti, con Donald Trump che invita Benjamin Netanyahu a maggiore responsabilità.
L’ex comandante supremo della Nato James Stavridis definisce il conflitto una guerra senza risultati, capace di finire per legittimare il regime iraniano. Nell’intervista indica come nodi centrali il dossier nucleare e lo Stretto di Hormuz, sottolineando anche le fratture aperte tra Stati Uniti e alleati.
Nel nuovo episodio di The Essential il video illustra l'accordo tra Stati Uniti e Iran, spiegandone i contenuti e i possibili interrogativi sulla sua efficacia. Lo stesso episodio affronta anche un caso di violazione della privacy legato a una chat di dipendenti ATM e il dibattito nel Regno Unito sul divieto dei social per under 16.
Al vertice del G7 di Evian, Emmanuel Macron ha rilanciato una missione su Hormuz definendola un passo fondamentale per la pace. Donald Trump ha invece minimizzato la necessità di supporto, annunciando che da venerdì lo stretto riaprirà senza pedaggi. Dopo le tensioni con Parigi, il presidente Usa ha comunque definito Macron “un amico speciale”.
In Iran i vertici militari rivendicano una vittoria e alzano i toni dell’orgoglio nazionale. Tra i leader politici, però, prevale la cautela: il presidente Pezeshkian rimanda l’esito ai negoziati, mentre Araghchi afferma di affrontarli senza sfiducia ma con l’esperienza del passato.
Benjamin Netanyahu finisce sotto attacco da parte delle opposizioni, che lo accusano di non essere stato capace di vincere. Il premier respinge le critiche, rivendica di aver salvato il Paese e sostiene che la lotta non sia ancora conclusa. Nel confronto politico arrivano anche stoccate rivolte a Donald Trump.
È attesa nelle prossime ore la pubblicazione della bozza di accordo tra Stati Uniti e Iran, mentre resta aperto il nodo della tassa per il transito nello Stretto di Hormuz. Il testo prevederebbe un alleggerimento delle sanzioni economiche solo in presenza di progressi verificati da parte di Teheran sul programma atomico.
L’autrice di “Tehran Girl” giudica con scetticismo il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, che considera probabilmente solo temporaneo. A suo avviso non ci sono vincitori e il Paese esce dalla crisi arretrato di dieci anni. Teme inoltre un inasprimento della repressione interna.
Per David Petraeus, Donald Trump potrà rivendicare un vero successo solo se l’Iran accetterà l’eliminazione dell’uranio già arricchito. L’ex capo della Cia indica intanto due risultati concreti: la revoca del blocco dello Stretto e la proroga del cessate il fuoco.
La procedura descritta prevede l’uso di dati biometrici e certificati digitali per verificare l’identità delle parti. Una volta completato, il documento viene crittografato e sottoposto a controlli che registrano identità, data, ora della firma e posizione geografica dei firmatari. Il sistema accompagna l’attesa per il vertice tra Vance e Ghalibaf.
Stati Uniti e Iran rivendicano entrambi un successo, mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu emerge come il principale sconfitto politico. La mediazione di Pakistan e Qatar ha avuto un ruolo decisivo, con l’Europa rimasta ai margini. Intanto i mercati hanno reagito positivamente alla distensione.
La Francia è pronta a guidare una missione nello Stretto di Hormuz insieme a Gran Bretagna, Olanda e Italia. Emmanuel Macron ha indicato che il dispiegamento potrebbe avvenire entro due o tre giorni. Il presidente francese ha aggiunto che la riapertura dello stretto con l'imposizione di pedaggi sarebbe contraria al diritto internazionale.
I mercati hanno reagito positivamente a un accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran. Restano però aperte diverse incognite, tra cui il futuro dello Stretto di Hormuz, il ruolo di Israele e i prossimi passaggi verso una possibile firma a Ginevra.
Per l’Iran si profila una possibile svolta economica legata alla revoca delle sanzioni sul petrolio e allo sblocco dei fondi detenuti all’estero. Un cambiamento di questo tipo potrebbe incidere in modo rilevante sulla vita dei 93 milioni di abitanti del Paese.
Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran prolunga la tregua nel Golfo Persico ma non risolve le tensioni di fondo. L’accordo tocca il cessate il fuoco, il passaggio nello Stretto di Hormuz con il tema controverso del pedaggio, il nucleare di Teheran, i benefici economici e la questione del cambio di regime.
L'Italia è pronta a una presenza navale nello Stretto di Hormuz dopo l'autorizzazione del Parlamento, ha affermato Giorgia Meloni. La premier ha definito il memorandum tra Stati Uniti e Iran un'occasione di pace da cogliere e ha chiesto la cessazione delle ostilità anche in Libano.
Majid Bita, illustratore iraniano, presenta il suo memoir a fumetti nel progetto MappaMondi, ripercorrendo la sua storia, le ferite della rivoluzione e la repressione. In dialogo con gli inviati Rai Veronica Fernandes e Giammarco Sicuro sottolinea la scelta di vivere in Italia e il ruolo dell'immaginazione e della cultura come strumenti di resistenza nel dibattito sull'Iran contemporaneo.
Nel giorno degli ottant’anni di Donald Trump, la scena è stata monopolizzata dall’intesa annunciata nella notte italiana sull’Iran. Il negoziato riguarda il dossier nucleare e i beni congelati, con i prossimi sessanta giorni indicati come decisivi per gli equilibri del Medio Oriente.
I mercati hanno reagito positivamente all’intesa tra Stati Uniti e Iran per porre fine a quasi quattro mesi di conflitto. Lunedì le Borse asiatiche sono salite mentre i prezzi del petrolio sono scesi, anche se alcuni investitori invitano alla cautela perché l’accordo non è ancora stato firmato.
In Svizzera ha prevalso il NO al referendum che proponeva restrizioni all'immigrazione. Nel The Essential si segnalano anche le tensioni al G7 in Francia, con pressioni europee su Donald Trump su Ucraina e Medio Oriente, e l'evoluzione del caso Garlasco: Alberto Stasi è tornato quasi libero. Il video segnala inoltre un incontro online su Donald Trump con Mario Calabresi, Mattia Ferraresi e Pietro Bellini.
Si apre una crisi tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, descritta come la più grave finora tra i due alleati storici. Il presidente americano si sarebbe scagliato duramente contro il premier israeliano, che si è detto sbalordito e ha parlato di uno schiaffo in faccia. Netanyahu ha quindi chiesto un incontro urgente.
Michael Ignatieff sostiene che l’intesa tra Stati Uniti e Iran apra una nuova fase in cui la fiducia verso Washington sarà più debole. A suo giudizio Donald Trump aveva sottovalutato la trattativa, convinto che sarebbe stata semplice. Il risultato, afferma, sarà un accordo peggiore di quello raggiunto ai tempi di Obama.
L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran rafforza i rapporti tra America e Asia e ridefinisce gli equilibri economici nell’area. In questo scenario, l’economia europea appare sempre più marginale, mentre Bruxelles perde peso sul piano geopolitico ed economico.
I raid israeliani su Beirut fanno vacillare l'accordo e alimentano la tensione tra Iran e Stati Uniti. Il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf accusa Washington di non rispettare gli impegni, mentre Donald Trump reagisce con irritazione. Intanto una delegazione del Qatar è arrivata a Teheran per colloqui di pace; nella capitale libanese i media riferiscono di almeno tre morti.
Donald Trump ha criticato Benjamin Netanyahu affermando che l'attacco di Israele a Beirut non avrebbe dovuto verificarsi. Dall'Iran, il presidente del Parlamento Ghalibaf ha sostenuto che l'episodio dimostra come gli Stati Uniti non rispettino gli impegni. Intanto una delegazione del Qatar è arrivata a Teheran per colloqui di pace, mentre i media riferiscono di almeno tre morti nella capitale libanese.
Il Consiglio supremo iraniano ha affermato che una risposta al raid israeliano su Beirut è imminente. In una dichiarazione, Teheran ha ribadito che «il Libano è la nostra vita» e che la violazione delle sue linee rosse non sarà tollerata.
Donald Trump ha affermato che l'attacco di Israele a Beirut non avrebbe dovuto verificarsi. Ha aggiunto che il raid è avvenuto in un giorno particolarmente significativo, mentre si sarebbe vicini a un accordo di pace con l'Iran.
Donald Trump ha ribadito che Teheran avrebbe accettato di non dotarsi dell'arma atomica in tempi brevi, mentre dal fronte iraniano arrivano accuse agli Stati Uniti di non rispettare gli impegni. Intanto una delegazione del Qatar è giunta a Teheran per colloqui di pace. In Libano, media locali riferiscono di almeno tre morti in un attacco israeliano a Beirut che Teheran ha promesso non resterà impunito.
I funerali dell’ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei si terranno dal 4 al 9 luglio. Khamenei era stato ucciso a febbraio da Israele.
Lo storico israelo-americano Omer Bartov, specialista dell’Olocausto, sostiene che Israele stia commettendo crimini gravissimi nella Striscia di Gaza. In un’intervista a Le Soir, collega la complicità europea nel genocidio a Gaza a una responsabilità storica che risale alla Shoah, chiamando in causa anche gli Stati Uniti.
Donald Trump ha indicato domenica come data per l'accordo, prevedendo una firma a distanza. Intanto è saltato l'incontro previsto a Ginevra e l'Iran mostra prudenza sull'intesa. Dal 4 luglio inizieranno inoltre i funerali di Ali Khamenei.
Sul possibile accordo tra Iran e Stati Uniti arrivano segnali contrastanti. Mentre dal Pakistan si parla di un'intesa entro 24 ore e Donald Trump indica la firma per domani, Teheran smentisce: il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che l'accordo non sarà firmato domani, come riferiscono i media statali.
Donald Trump è atteso lunedì a Evian, in Francia, per il vertice del G7. In agenda ci sono incontri con leader del Medio Oriente e la partecipazione a una sessione dedicata all'Ucraina. La partenza è prevista dopo la presenza di domenica a un evento di arti marziali miste alla Casa Bianca.
I conflitti internazionali stanno cambiando le abitudini di viaggio degli italiani, con una minore propensione a partire per l’estero. In questo quadro i prezzi dei voli risultano in forte calo, fino al 50% in meno e con tratte per la Grecia sotto del 60% rispetto al 2025, mentre i traghetti rincarano e gli hotel in Italia registrano il pieno.
Si sa ancora molto poco del possibile accordo tra Iran e Stati Uniti, che viene descritto come imminente. Le informazioni disponibili fanno però pensare a un’intesa non risolutiva, con effetti probabilmente limitati sul conflitto in corso.
Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato su X che la finalizzazione dell'accordo tra Iran e Stati Uniti è attesa entro 24 ore. Islamabad, che media i colloqui, si sta preparando alla firma elettronica dell'intesa di pace subito dopo. La prossima settimana sono previsti colloqui a livello tecnico.
La Biblioteca di Alessandria ha pubblicato un episodio dedicato a Digenis Akritas, figura epica spesso definita 'bizantina'. Il video analizza la percezione della sua modernità e il profilo del personaggio.
Il Pakistan afferma che esiste un testo comune tra Iran e Stati Uniti, mentre circolano voci su una possibile firma domenica a Ginevra. Intanto il Centcom riferisce che diversi droni iraniani diretti contro navi commerciali nello Stretto di Hormuz sono stati abbattuti.
A Tiro gli attacchi israeliani degli ultimi giorni hanno colpito l’antica città, aprendo voragini accanto alle rovine romane e distruggendo vite e palazzi. Nonostante i danni, tra gli abitanti c’è chi torna a credere nella possibilità della pace.
Tra Iran e Stati Uniti prosegue uno scambio di accuse, ma la bozza dell’accordo resta in piedi. Il ministro degli Esteri di Teheran ha confermato l’intesa, ribadendo che l’Iran non cederà alle pressioni e chiedendo la fine delle minacce. Donald Trump ha inoltre liquidato gli europei come irrilevanti nel negoziato.
Tra Iran e Stati Uniti prende forma un’intesa preliminare fondata su quattro punti: lo Stretto di Hormuz, i fondi congelati con il tema delle sanzioni, il programma nucleare e il nodo Libano. Il fulcro della trattativa resta però la questione economica, con i soldi al centro del possibile accordo.
Israele continua a cercare margini d’azione mentre ribadisce la linea della difesa autonoma. Il ministro della Difesa Israel Katz ha detto che il Paese non abbandonerà gli avamposti in Libano, Siria e Gaza. Intanto, in vista del voto in autunno, i sondaggi segnalano difficoltà per Benjamin Netanyahu.
Doha avrebbe ottenuto da Teheran un trattamento privilegiato nelle prime fasi della guerra, evitando i bombardamenti. In cambio, il Qatar avrebbe fermato il gas, in un equilibrio riservato che mette in luce il suo ruolo delicato nella crisi regionale.
Fahd Abu Haikal racconta che il figlio Sam, di sette mesi, è stato ucciso il 5 giugno in Cisgiordania mentre la famiglia si trovava in auto. L’uomo accusa l’esercito israeliano di aver sparato senza motivo e afferma che fosse chiaro che a bordo ci fossero solo civili. La famiglia, ancora sotto shock, chiede giustizia per la morte del bambino.
Una vignetta di ElleKappa propone una lettura dell’accodo tra Stati Uniti e Iran. Il focus è sul rapporto tra Washington e Teheran, in una chiave di commento politico legata agli equilibri internazionali.
Il Pakistan afferma che esiste un testo comune tra Iran e Stati Uniti, mentre circolano voci su una possibile firma domenica a Ginevra. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha spiegato che, una volta finalizzata la bozza, la firma avverrà da remoto. Ha inoltre indicato nella diluizione a Teheran l'unico modo per gestire l'uranio arricchito.
L’amministrazione Trump ritiene probabile nei prossimi giorni la firma di un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran, pur senza garantirne l’esito. L’indicazione arriva da un alto funzionario americano, dopo recenti dichiarazioni contrastanti da parte dei due Paesi coinvolti.
Restano incerte le notizie su una possibile firma a Ginevra tra Stati Uniti e Iran. Da Teheran arrivano voci di accordo, rilanciate anche dal Pakistan, mentre Donald Trump le definisce false. Il quadro resta quindi confuso sullo stato reale dell’intesa.
Donald Trump ha respinto la versione iraniana sui termini di un accordo che, solo il giorno prima, aveva detto sarebbe stato finalizzato entro pochi giorni. Il presidente ha anche condannato un nuovo attacco con droni, definendo gli iraniani "disonorevoli" e sollecitandoli a sistemare rapidamente la situazione.
Donald Trump ha dichiarato che l’intesa fatta trapelare da Teheran non corrisponde all’accordo reale e ha intimato all’Iran di rimettersi in riga rapidamente. Da parte iraniana viene indicata come possibile la firma domenica in Europa di un memorandum tra J.D. Vance e Mohammad Bagher Ghalibaf. Trump ha inoltre sostenuto che gli Stati Uniti hanno vinto la guerra, definendo l’Europa irrilevante prima dell’intesa ma potenzialmente utile nella fase successiva.
Donald Trump ha detto che la firma di un accordo con l'Iran potrebbe arrivare presto. Il presidente degli Stati Uniti ha aggiunto che, a suo avviso, le cose procederanno piuttosto rapidamente.
I prezzi del petrolio sono scesi venerdì dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che Washington ha raggiunto un accordo quadro con l’Iran. La prospettiva di un allentamento delle tensioni in Medio Oriente ha sostenuto le aspettative di una maggiore stabilità sul mercato energetico, nonostante le riserve espresse da Teheran.
Benjamin Netanyahu è stato colto di sorpresa dall’accordo raggiunto da Donald Trump con l’Iran. Il premier israeliano si è felicitato con l’alleato americano, ma ha preso le distanze sostenendo che Israele non è parte in causa. Sullo sfondo resta il timore di dover fermare l’offensiva in Libano.
La strategia americana non ha prodotto i risultati sperati dalla Casa Bianca e ha lasciato la regione esposta a nuove tensioni. Dal conflitto emergono rafforzati i nuovi leader iraniani, mentre il Medio Oriente resta ostaggio delle loro prove di forza.
Donald Trump ha annunciato un’intesa con l’Iran dopo aver parlato con i leader della regione. Il presidente Usa ha detto che Teheran non avrà l’arma atomica e che lo Stretto di Hormuz sarà riaperto. Ha inoltre indicato l’Europa come sede della firma, ipotizzando la chiusura del negoziato già nel fine settimana con la presenza di J.D. Vance.
In Afghanistan cresce la protesta delle donne contro il regime talebano dopo un nuovo editto che impone la permanenza in casa e l’obbligo di coprirsi dalla testa ai piedi con un abito specifico. Le manifestazioni denunciano restrizioni sempre più dure, con il rischio del carcere per chi non rispetta le regole imposte dalle autorità.
Donald Trump ha annunciato che con l'Iran c'è un'intesa e che la firma potrebbe arrivare nel weekend in Europa. Il presidente Usa ha anche fermato i raid, mentre i media iraniani sostengono che il testo dell'accordo sia quello proposto da Teheran. Trump ha delegato il vicepresidente J.D. Vance a siglare l'intesa.
Donald Trump ha annunciato su Truth di aver dato il via libera a un'intesa con l'Iran e di aver annullato i raid previsti per la notte. Il presidente Usa ha aggiunto che il blocco nello Stretto di Hormuz resterà in vigore fino alla finalizzazione dell'accordo. Ha infine detto che annuncerà a breve luogo e data della firma con Teheran.
I nuovi attacchi in Medio Oriente rendono più concreta l’ipotesi di una ripresa della guerra. La situazione resta però molto confusa e al momento non è chiaro quale sarà l’evoluzione del conflitto. Il nodo è capire se l’escalation resterà limitata o porterà a un confronto più ampio.
L’Iran considererà tutte le aziende di Elon Musk presenti in Medio Oriente come obiettivi militari nella sua risposta agli Stati Uniti, hanno riferito i media di Stato iraniani. La minaccia inserisce le attività del miliardario americano nel perimetro delle tensioni regionali tra Teheran e Washington.
Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di raid sull’Iran. Donald Trump ha affermato che anche in serata ci saranno nuovi attacchi, aggiungendo di essere meno interessato a un accordo rispetto a poche settimane fa. Ha inoltre sostenuto che Israele non è coinvolto nell’operazione e che sono stati usati 49 missili Tomahawk. Per il Pentagono si tratta di un atto di diplomazia coercitiva.
Per storia politica, visione ideologica e temperamento, Jimmy Carter e Donald Trump rappresentano due figure agli antipodi. Eppure il 39° e il 47° presidente degli Stati Uniti condividono un punto di contatto decisivo: il rapporto con Teheran, che in entrambi i casi li ha trasformati in “prigionieri” della crisi iraniana.
Nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo, Giorgia Meloni ha indicato la necessità di una figura autorevole dell’Unione europea per i rapporti con Mosca. La premier ha ribadito il sostegno a Kiev e ha detto che va avviata una riflessione sulla direzione delle relazioni tra Ue e Israele. Ha inoltre espresso il sì alle sanzioni contro i coloni e Ben Gvir e ha spiegato che le misure finanziabili con la flessibilità saranno definite insieme.
Riyadh Air ha effettuato il primo volo dalla capitale saudita a Londra, avviando la sfida ai grandi vettori del Golfo. La nuova compagnia ha già ordinato oltre 200 aerei tra Boeing 787, Airbus A321Neo e A350 ed è parte del piano Vision 2030, che include anche un nuovo aeroporto internazionale da 120 milioni di passeggeri l’anno.
Alla Camera, nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo, Giorgia Meloni ha ribadito il sostegno a Kiev e la necessità di mantenere alta la pressione su Mosca. La premier ha detto che con l'Ue saranno definite le misure finanziabili attraverso la flessibilità. Ha inoltre chiesto una riflessione sulla direzione delle relazioni tra Unione europea e Israele, esprimendosi a favore di sanzioni contro i coloni e Ben Gvir.
Gli Stati Uniti hanno avviato una nuova ondata di raid contro diversi obiettivi in Iran. Teheran afferma di aver colpito basi americane in Kuwait, Bahrein e Giordania. Donald Trump ha dichiarato che Israele non è coinvolto e che sono stati usati 49 missili Tomahawk, mentre il Pentagono definisce l’operazione un atto di diplomazia coercitiva.
Il Kuwait ha chiuso il proprio spazio aereo mentre Israele ha avvertito di possibili lanci dal Libano dopo gli attacchi statunitensi in Iran. Donald Trump ha promesso nuovi raid contro Teheran dopo la ripresa delle operazioni questa settimana, nonostante in precedenza avesse indicato come vicino un accordo per porre fine alla guerra.
Fallisce l’ultima mediazione del Qatar a Teheran e gli Stati Uniti lanciano raid su larga scala in Iran. Una nuova ondata di missili prende di mira radar e difese aeree, mentre si registrano esplosioni nello Stretto di Hormuz. Colpite l’isola di Qeshm, la città di Minab e il porto di Bandar Abbas; Donald Trump avverte: “Devono pagare caro”.
Donald Trump ha seguito dalla Situation Room la valutazione di un’operazione lampo su vasta scala contro l’Iran, con l’obiettivo di spingere Teheran a negoziare. Sul Golfo soffiano venti di guerra, mentre una petroliera è stata colpita da un missile Usa e Delhi ha protestato. Trump ha inoltre dichiarato di aver fatto transitare 100 milioni di barili di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz.
Il Qatar assume un ruolo centrale nella mediazione con l’Iran anche perché a Doha è custodita una parte degli asset congelati. Gli Stati Uniti propongono nuovi colloqui in Svizzera sul dossier nucleare, mentre restano divergenze su tempi e ispezioni a sorpresa. L’Aiea continua a chiedere accesso ai siti iraniani.
Donald Trump continua a sostenere che un accordo con l’Iran sia vicino, e i mercati sembrano credergli. Gli analisti ritengono ancora che, nonostante il conflitto in corso, si possa arrivare a un’intesa capace di porre fine alla guerra e di riaprire lo Stretto di Hormuz.
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti colpiranno ancora l’Iran "in maniera molto forte" anche oggi, dopo tre ondate di raid nella notte. Washington ha inoltre reso noto di aver colpito e fermato una nave cisterna battente bandiera di Palau nel golfo dell’Oman. Nel quadro della crisi, Russia e Cina hanno chiesto un ritorno alla diplomazia.
Un drone iraniano a basso costo ha colpito in volo un elicottero dell’esercito statunitense del valore di 25 milioni di dollari, in quello che viene descritto come un abbattimento forse fortuito. Dopo l’episodio, le forze armate Usa hanno colpito nuovamente l’Iran.
La crisi nel Golfo spinge la bolletta energetica dell’Italia fino a 57-58 miliardi di euro nel 2026, anche nello scenario più favorevole di un rapido rientro delle tensioni. La stima indica un aumento di 8-9 miliardi rispetto allo scorso anno. A pesare è soprattutto il rincaro del petrolio.
Un’inchiesta di Global Echo ricostruisce i meccanismi con cui migliaia di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania arrivano nell’Unione europea con l’etichetta “Prodotto in Israele”. Tra i beni citati ci sono agrumi e datteri, che in questo modo aggirerebbero i controlli europei sull’origine delle merci.
Nella notte gli Stati Uniti hanno condotto tre ondate di attacchi in Iran. Teheran ha affermato di aver distrutto caccia F-35 e un comando militare americano in Giordania. Lo Stato islamico ha inoltre sostenuto che i Paesi della regione abbiano una responsabilità legale e morale.
Teheran ha preso di mira Bahrain, Kuwait e Giordania dopo i raid statunitensi contro asset iraniani. L’ultimo scontro sullo Stretto di Hormuz arriva mentre Donald Trump ribadisce che un accordo con l’Iran potrebbe essere raggiunto entro pochi giorni.
In Cina l'inflazione all'ingrosso di maggio ha raggiunto un livello vicino ai massimi degli ultimi quattro anni. A sostenere i prezzi sono stati l'aumento dei costi di input legato al conflitto tra Iran e Medio Oriente, con pressioni su energia e materie prime, e il boom dell'intelligenza artificiale.
L’Iran ha abbattuto un elicottero Apache statunitense, innescando nuovi raid Usa. Teheran ha risposto prendendo di mira basi americane in Medio Oriente, mentre esplosioni sono state udite nell’est della provincia di Hormozgan e vicino allo Stretto di Hormuz. Intanto Israele continua a colpire in Libano, dove a Tiro si contano otto morti.
A Tiro è stato ordinato lo sgombero anche dei quartieri finora risparmiati. Tra i cristiani in fuga dalle macerie si segnala che i colpi dell’Idf hanno raggiunto anche loro, mentre un fiume di auto si dirige verso nord lungo le strade di evacuazione.
La giornalista libanese Ghattas sostiene che i negoziati tra Iran e Libano servano solo a tamponare la crisi, senza aprire a una pace reale. Pur giudicando positivo che Beirut abbia infranto il tabù del confronto diretto con Israele nel tentativo di distinguere il proprio destino da quello di Teheran, non vede una svolta all’orizzonte.
In Iran migliaia di persone sfilano ogni sera a sostegno dei pasdaran, segnale della tenuta del regime. Per gran parte della popolazione, però, il quadro resta segnato da repressione e povertà, in un contesto in cui benessere e dissenso appaiono scomparsi.
Teheran ha abbattuto un elicottero Apache sopra le acque dello Stretto di Hormuz. Dopo un iniziale ottimismo sui negoziati, Donald Trump ha ordinato bombardamenti in Iran come risposta all'incidente. Il Pentagono definisce la ritorsione "proporzionale" e sostiene che non faccia venir meno la tregua.
Donald Trump ha accusato Teheran di aver abbattuto un elicottero Apache statunitense e ha promesso una risposta. Allo stesso tempo, il presidente Usa ha detto di vedere possibile un’intesa con l’Iran entro 2-3 giorni. Intanto Israele continua a colpire in Libano, dove a Tiro si registrano otto morti.
Un elicottero statunitense è stato colpito nello Stretto di Hormuz. I primi membri dell’equipaggio sono stati recuperati al buio da un motoscafo senza pilota, guidato via satellite e dotato di intelligenza artificiale per evitare gli ostacoli.
In Egitto è stato arrestato l'ex marito di Nessy Guerra, la donna condannata per adulterio. L'uomo è in carcere per l'aggressione al console onorario d'Italia a Hurghada. "Speriamo finisca questo incubo", ha dichiarato la donna.
Donald Trump ha affermato su Truth che l'Iran ha abbattuto un elicottero Apache statunitense e ha promesso una risposta. Il presidente Usa ha aggiunto che i due piloti sono al sicuro e illesi.
Donald Trump ha ribadito che un accordo con l’Iran sarebbe ormai a pochi giorni di distanza, nonostante i recenti attacchi. Parlando con i giornalisti dopo aver assistito alle Finals NBA a New York, ha detto che le due parti sono nella fase finale di un’intesa definita "molto, molto buona".
Karim Khan, procuratore della Corte penale internazionale, è stato sospeso mentre prosegue un’indagine delle Nazioni Unite su presunti contatti non consensuali con una sua assistente. Le contestazioni riguardano episodi avvenuti nell’ufficio, nella residenza privata e durante un viaggio di lavoro. La sua leadership è ora messa in discussione anche all’interno della Cpi, con possibili ricadute sulle inchieste in corso, compresa quella su Gaza.
La crisi in Medio Oriente potrebbe aumentare in Asia la domanda di fonti fossili, con un ritorno del carbone favorito dalla minore disponibilità di gas naturale. Rystad Energy stima che i danni alle infrastrutture energetiche del Golfo possano tradursi in 150 milioni di tonnellate aggiuntive entro il 2030. Non si tratta di un cambio nelle politiche climatiche, ma di un effetto legato alle tensioni sull’offerta energetica.
La diplomazia Usa sarebbe nelle fasi finali per cercare di chiudere il conflitto del Golfo. Donald Trump ha detto di poter influenzare le mosse di Netanyahu e ha indicato un possibile accordo tra Israele e Iran entro 2-3 giorni. Da Teheran fanno sapere che il lavoro con gli Stati Uniti è in corso, con la speranza di arrivare a un'intesa entro fine mese.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito inaccettabili e indegne le parole di Ben Gvir rivolte all'Italia. Le dichiarazioni sono arrivate nel corso delle comunicazioni di Tajani e del ministro della Difesa Guido Crosetto sulla partecipazione italiana alle missioni internazionali nel 2026.
I bombardamenti dell’altra notte indicano che i pasdaran sono riusciti a spostare e nascondere parte del loro arsenale missilistico. Questi razzi restano una minaccia per i Paesi del Golfo alleati degli Stati Uniti e rafforzano la posizione di Teheran al tavolo delle trattative con Washington.
Ali Daher, membro del consiglio politico di Hezbollah, afferma che il movimento sciita ha adottato una nuova tattica contro l’esercito israeliano nel sud. Sostiene che i miliziani lasciano avanzare le forze dell’Idf per colpirle successivamente. Daher dice inoltre che le perdite israeliane sono aumentate, mentre quelle di Hezbollah sarebbero diminuite.
Per l’analista Milshtein la recente fiammata degli scontri non indica una sconfitta di Teheran. Al contrario, l’Iran appare più sicuro di sé, mentre l’escalation viene descritta come una grave perdita di tempo. Nella sua lettura, questo conferma l’assenza di una strategia da parte di Netanyahu.
Dopo l’attacco iraniano di domenica sera, la risposta ha colpito basi missilistiche e un complesso petrolifero, mentre nuove sirene d’allarme hanno accompagnato l’ingresso in campo degli Houthi. La Casa Bianca ha poi ottenuto lo stop alle ostilità, con Trump che ha avvertito Netanyahu di fermarsi per non restare isolato.
Benjamin Netanyahu afferma che Israele reagirà con forza a eventuali nuovi attacchi iraniani e che le operazioni in Libano proseguiranno. Il premier sostiene che il fuoco si sia fermato perché Teheran ha smesso di colpire, ma ribadisce che la battaglia continua. Sullo sfondo pesa la pressione di Donald Trump, impegnato nel negoziato con l’Iran.
A Roma è stato aperto un fascicolo sul caso Flotilla in cui risulta indagato il ministro israeliano Itamar Ben Gvir; si procede anche per tortura. Al centro dell'inchiesta c'è un video in cui il ministro rivolge parole di scherno ad attivisti inginocchiati e con le mani legate. Ben Gvir ha attaccato l'Italia e ha dichiarato di non lasciarsi scoraggiare dall'indagine.
Benjamin Netanyahu ha affermato che per ora il fuoco con l’Iran è cessato e ha definito l’azione israeliana un atto di autodifesa. Donald Trump ha chiesto a Israele e Iran di smettere immediatamente di sparare. Intanto a Tel Aviv sono risuonate le sirene per missili dallo Yemen, per la prima volta da aprile, mentre sarebbero state interrotte le comunicazioni tra Khamenei e i pasdaran.
La guerra nel Golfo aumenta il rischio di default delle imprese. Se lo Stretto di Hormuz riaprirà entro l’estate, Crif stima una rischiosità al 3,7% a fine 2026. Nello scenario più pessimista, il tasso salirebbe al 4,4%.
L’Iran ha annunciato la fine delle operazioni militari contro Israele, ma ha avvertito che eventuali attacchi in Libano potrebbero innescare una nuova escalation. Nella notte di domenica Iran e Israele si sono scambiati attacchi per la prima volta da quando ad aprile era stato concordato un cessate il fuoco. La ripresa delle ostilità mette sotto pressione una tregua già fragile.
La guerra in Medio Oriente è tornata a intensificarsi con una nuova ripresa degli attacchi tra Iran e Israele. Il punto ricostruisce come si sia arrivati a questa fase nonostante due cessate il fuoco, segnalando la persistente fragilità della situazione nella regione.
La Biblioteca di Alessandria propone una pillola storica sul Mondiale di Qatar 2022, disputato in inverno. Il video affronta il cambiamento del calendario e le polemiche connesse all'edizione.
Le prime pagine tornano sulle tensioni tra Israele e Iran, descritte come nuovi venti di guerra in Medio Oriente. Il focus è sull’aggravarsi del confronto tra i due Paesi, in un quadro regionale già altamente instabile.
Le Borse asiatiche chiudono in rosso nel clima di tensione per il fuoco incrociato tra Iran e Israele. Tokyo registra il calo più marcato, con un -3,85%, mentre i future restano negativi. Pesano anche il rallentamento del Pil del Giappone e la flessione degli ordini in Germania.
Donald Trump ha invitato Benjamin Netanyahu a non rispondere agli attacchi, ma l'esercito israeliano ha comunque colpito Teheran. Intanto a Tel Aviv sono risuonate le sirene d'allarme per missili lanciati dallo Yemen, per la prima volta da aprile.
Benjamin Netanyahu torna a colpire Beirut mentre resta escluso dal negoziato con Teheran, accettando il rischio di una rappresaglia iraniana anche per calcolo politico. L’iniziativa israeliana si muove sul filo dell’escalation regionale, ma Donald Trump gli impone di non contrattaccare.
Nel pomeriggio di domenica, nell’area di Dahieh a Beirut si sono uditi fischi ed esplosioni durante un raid israeliano. Il nuovo attacco riporta la guerra nella capitale libanese e alimenta un clima di esasperazione tra i residenti.
L’Iran ha lanciato quattro ondate di missili contro Israele dopo il raid dell’Idf in Libano, condotto per colpire Hezbollah e indicato come una violazione del cessate il fuoco. Donald Trump ha invitato a fermarsi, sostenendo che un accordo sia vicino, mentre prova a contenere l’escalation tra Teheran e il governo Netanyahu.
Israele ha attaccato il sud di Beirut, mentre l'Iran ha risposto con il lancio di missili. La reazione ha provocato l'ira di Donald Trump, che ha intimato a Teheran di fermarsi e tornare al negoziato.
Donald Trump ha chiesto a Israele operazioni "più mirate" in Libano, sostenendo che un accordo con l’Iran sarebbe vicino, mentre la tensione resta alta. Il presidente Usa ha alternato aperture e minacce: ha elogiato Mojtaba Khamenei, parlato di buoni rapporti con Teheran e avvertito che gli iraniani saranno colpiti duramente se "non faranno i bravi".
L'Idf ha bombardato la periferia sud di Beirut, mentre da Teheran è arrivata la minaccia di una vendetta. Donald Trump ha detto di aver chiesto raid più chirurgici e ha sostenuto che un'intesa con l'Iran sia vicina, pur respingendo l'ipotesi di sbloccare i beni iraniani.
In Iran è stata confermata la condanna a un anno di carcere per il regista Jafar Panahi. L'artista, Palma d'oro a Cannes e candidato agli Oscar per “Un semplice incidente”, era rientrato nel Paese a fine marzo. Ha sfidato la censura pur sapendo di rischiare il carcere.
L’OPEC+ ha deciso un quarto aumento delle quote di produzione di petrolio dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz. Sette membri del gruppo, che riunisce l’OPEC e altri produttori alleati tra cui la Russia, avevano già aumentato le quote da aprile a giugno di quasi 600.000 barili al giorno.
La collaborazione tra i servizi segreti di Stati Uniti e Israele è formalmente attiva dal 1951 ed è stata a lungo molto stretta. Nel tempo, però, questo rapporto è stato attraversato da episodi di spionaggio e reciproca diffidenza, dal caso Pollard fino alle intercettazioni che coinvolgono Witkoff.
Al summit palestinese del Cairo riemerge la figura di Mohammed Dahlan, ex plenipotenziario di Arafat e storico rivale di Abu Mazen. Il suo nome torna a pesare nelle discussioni sul futuro della Striscia di Gaza e su una possibile pacificazione palestinese.
La Biblioteca di Alessandria ha pubblicato un nuovo episodio della serie "Pillole di Storia" intitolato "L'ascesa di Saladino". Il video affronta il tema della carriera del condottiero nel contesto medievale ed è inserito nel ciclo dedicato alle Crociate. Il contenuto è disponibile sul canale insieme ad altre pillole sul Medioevo.
Gli Stati Uniti puntano ai radar iraniani per ridurre la capacità di controllo dei pasdaran e far transitare le navi nello Stretto di Hormuz. Teheran ha risposto con missili contro basi statunitensi in Kuwait e Bahrein. Sullo sfondo cresce anche lo scontro politico degli ayatollah con l’Aiea.
A Washington cresce il sospetto che l’intelligence israeliana abbia sorvegliato Steve Witkoff e alti vertici del Pentagono. La Difesa Usa non conferma il report diffuso da Nbc su un passaggio del livello di allarme da “alto” a “critico”, ma il New York Times riferisce di controlli sull’inviato del presidente e su altri funzionari governativi.
Gli Stati Uniti stanno valutando l’uso di asset iraniani per contribuire alla ricostruzione degli alleati del Golfo colpiti dagli attacchi di Teheran. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha incaricato un team di stimare i costi dei danni già inflitti, in un contesto di nuova escalation nella regione.
Un generale libanese è stato ucciso per errore dall’Idf insieme ad altri due militari. Il gruppo stava per prendere in consegna un villaggio che l’esercito israeliano aveva dichiarato bonificato. L’episodio complica la posizione del governo guidato da Aoun.
Dall’inizio del conflitto nella Striscia di Gaza, dal 7 ottobre 2023 al febbraio 2026, i minori uccisi sono 21.283. In Cisgiordania le vittime tra i minori sono altre 190. I feriti complessivi tra i minori sono 44.500.
Gli Stati Uniti hanno condotto raid contro stazioni radar, mentre l'Iran ha lanciato missili verso Kuwait e Bahrein e chiede lo sblocco dei beni congelati. Intanto l'Idf ha effettuato raid in Libano, dove si contano nove morti, tra cui tre soldati.
Il Team Melli è in viaggio verso il Messico, dove farà base durante il torneo. Resta però un nodo sui visti per alcuni membri dello staff, che gli Stati Uniti non avrebbero concesso.
Teheran ha definito una "violazione flagrante della tregua" gli attacchi statunitensi contro postazioni radar iraniane di sorveglianza costiera a Goruk. Il Centcom ha inoltre confermato l'abbattimento di quattro droni lanciati verso lo Stretto di Hormuz. Da Beirut è arrivato anche un bilancio di altri sei morti nei raid israeliani.
Nel volo da Roma a Madrid, Leone XIV ha respinto l’identitarismo e ha affermato che la sicurezza non nasce da armi e muri. Ha inoltre detto che in Iran non si può parlare di guerra giusta e si è detto preoccupato per la situazione in Libano. Rispondendo a una domanda sui Mondiali, ha aggiunto che tiferà per gli Stati Uniti e per i Paesi piccoli.
Con l’avvicinarsi dei Mondiali 2026, ospitati da Stati Uniti, Messico e Canada, Nova Lectio analizza l’iter di assegnazione del torneo e chi ne ha determinato la forma. Il video evidenzia l’«americanizzazione» dell’evento, le tensioni geopolitiche (compresi riferimenti a Usa e Iran) e le preoccupazioni sui costi organizzativi e sui prezzi dei biglietti. Si sollevano dubbi sul ruolo attuale del Mondiale come evento naziona‑popolare e sulle sue conseguenze future.
Un neonato palestinese di 7 mesi, Abu Haikal, è stato ucciso in Cisgiordania quando l’auto della sua famiglia è stata colpita a Hebron. I genitori sono rimasti feriti mentre stavano andando a far visita alla nonna. L’esercito israeliano ha definito l’episodio un incidente oggetto di indagine, mentre Hamas lo ha denunciato come prova della brutalità di Israele.
A Tiro, nel sud del Libano, il quartiere cristiano finora risparmiato dai raid è diventato rifugio per migliaia di sfollati. Dopo gli ordini di evacuazione e i bombardamenti che hanno lasciato macerie in città, l’esercito israeliano minaccia di colpire anche quell’area se non verranno allontanati i combattenti sciiti.
Israele affronta una fase di guerra totale in una condizione di crescente isolamento internazionale. Il quadro mette in evidenza le difficoltà politiche e strategiche di un conflitto che si allarga, mentre aumenta la solitudine diplomatica del Paese.
In Iran il calo delle nascite torna a preoccupare, sullo sfondo di conflitti, rincari e cambiamenti negli stili di vita. Dagli anni Ottanta il tasso di fecondità è sceso da 6,5 a 1,35 figli per donna, segnando una trasformazione profonda degli equilibri demografici del Paese.
L’Aiea si dice ottimista sulla possibilità di un accordo tra Washington e Teheran sul dossier nucleare. Il direttore dell’agenzia atomica ha incontrato i delegati di Cina e Russia, indicate come possibili destinazioni dei 455 chilogrammi di uranio arricchito. Il confronto si inserisce nei contatti diplomatici in corso a Ginevra.
Benjamin Netanyahu ha congelato la tregua tra Israele e Libano, affermando che ogni discussione è inutile se Hezbollah non accetta l’intesa senza nuove condizioni. Mentre tra lo Stato ebraico e Beirut c’è un accordo, la milizia sciita ha posto ulteriori richieste. I vertici libanesi hanno inoltre avvertito Teheran di smettere di usare il Libano come merce di scambio.
Secondo New York Times, Wall Street Journal e CNN, Israele avrebbe creato una rete di avamposti in paesi confinanti che ha reso possibili bombardamenti e operazioni di intelligence contro l'Iran. I resoconti citano due strutture in Iraq per la logistica, una batteria dell'Iron Dome negli Emirati Arabi, scali in Somaliland e una posizione strategica in Azerbaigian. La CNN segnala che i primi avamposti sarebbero stati creati a gennaio, in un contesto di timori su un possibile intervento statunitense.
Benjamin Netanyahu ha bloccato il voto sul Libano, affermando che non c'è un'intesa sullo stop di Hezbollah. Intanto proseguono i raid e si registrano nuove vittime. Da Teheran, inoltre, viene giudicato improbabile un incontro tra Donald Trump e Ali Khamenei.
Da Kabul la giornalista Silvia Boccardi parla con Giuliano Battiston (Lettera 22, contributor ISPI) della situazione politica ed economica dell'Afghanistan a cinque anni dalla presa del paese da parte dei talebani. Il video offre un'analisi sullo stato attuale del paese basata sul confronto tra i due interlocutori.
L’economia indiana è cresciuta del 7,8% tra gennaio e marzo, superando le attese. La performance conferma l’India come la grande economia a più rapida crescita, nonostante le forti pressioni legate al conflitto in Medio Oriente iniziato a fine febbraio.
Il canale La Biblioteca di Alessandria pubblica l'episodio 1514 della serie "Pillole di Storia", dedicato al confronto tra Saladino e Norandino e alla presenza dei crociati. Il video offre un breve quadro divulgativo delle dinamiche medievali coinvolte.
Nimrod Novik, ex ambasciatore israeliano e già consigliere diplomatico di Shimon Peres, sostiene che Benjamin Netanyahu abbia margini limitati sul dossier libanese. A suo avviso, gli equilibri in Libano dipendono soprattutto da Stati Uniti e Iran. Novik afferma inoltre che la Casa Bianca abbia fermato Netanyahu quando gli ayatollah hanno minacciato di far saltare l’accordo.
Nel ricordare Khomeini, la Guida suprema iraniana Ali Khamenei ha replicato a Donald Trump sostenendo che gli Stati Uniti hanno perso e non sono riusciti a dividere l’Iran. Khamenei ha inoltre escluso una pace finché Israele resterà in Libano, rispondendo al presidente americano che si era detto pronto a incontrarlo.
Dopo il quarto round di colloqui tra gli ambasciatori di Israele e Libano sono stati annunciati i termini di un cessate il fuoco definito fragile. Restano però irrisolti due punti centrali: il disarmo dei miliziani e il ritiro dell’Idf dal sud del Libano. Le condizioni fissate alimentano dubbi sulla reale fattibilità dell’intesa.
È morta a 56 anni Marjane Satrapi, artista franco-iraniana che ha raccontato al mondo l’Iran con "Persepolis". La notizia riferisce che sarebbe morta "di tristezza" dopo la fine del marito. Numerosi gli omaggi, tra cui quelli del presidente francese Emmanuel Macron e di Roberto Saviano.
In Libano è stato ucciso un casco blu serbo, mentre la Farnesina ha riferito che non risultano coinvolti italiani. Israele e Libano avevano annunciato un accordo su una tregua e su zone di sicurezza che escludono Hezbollah, ma il movimento sciita ha respinto l'intesa.
Israele ha lanciato nuovi attacchi nel sud del Libano nonostante l’intesa per il cessate il fuoco raggiunta con Beirut, accompagnandoli con ordini di evacuazione. Hezbollah ha respinto l’accordo, affermando che non firmerà senza il ritiro israeliano. Nelle stesse ore è stato ucciso un casco blu dell’Onu di nazionalità serba.
La Camera degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che ordina il ritiro dalla guerra in Iran. Il testo è passato con il sostegno di quattro repubblicani uniti ai democratici, ma ha in gran parte un valore simbolico e deve ancora passare al Senato. Donald Trump può inoltre porre il veto.
I mercati dell’Asia-Pacifico hanno aperto in ribasso con il riaccendersi delle tensioni tra Iran e Stati Uniti. Pesano i timori che il conflitto possa mantenere elevata l’inflazione, alimentando cautela tra gli investitori.
Israele e Libano hanno concordato l'attuazione di un cessate il fuoco. L'intesa è stata annunciata in una dichiarazione congiunta con gli Stati Uniti diffusa dal Dipartimento di Stato mercoledì, al termine di negoziati svolti a Washington.
Donald Trump sostiene di vedere la possibilità di un’intesa sul nucleare e afferma che incontrerà Khamenei, ma Teheran smentisce questa prospettiva. Intanto dalla Camera dei Rappresentanti arriva un avvertimento: per proseguire le ostilità serve un voto del Congresso. Al presidente resta comunque il potere di veto.
I pasdaran avvertono gli Stati Uniti che l’Iran è pronto a rispondere a qualsiasi aggressione. La leadership di Teheran segnala inoltre la fine della stagione delle guerre per procura e l’avvio di una nuova dottrina militare.
Benjamin Netanyahu accusa l’Europa di non avere il coraggio di combattere i “barbari” e sostiene che Israele stia proteggendo anche il continente europeo. Il premier israeliano prova inoltre a ridimensionare lo scontro con Donald Trump, spostando l’attenzione sulle tensioni legate a Libano e Iran.
Michael Young, responsabile per il Medio Oriente del Carnegie Endowment, sostiene che Israele punti ad ampliare la propria egemonia nella regione. A suo avviso solo Donald Trump può fermare Benjamin Netanyahu, perché il presidente americano vuole chiudere il conflitto. Un’intesa con l’Iran, aggiunge, potrebbe favorire questo obiettivo.
In Libano si registrano altri 49 morti mentre proseguono i negoziati. Il capo dell’esercito israeliano ha escluso che sia in corso un cessate il fuoco. La Casa Bianca ha affermato di voler separare questo conflitto da quello con l’Iran.
Donald Trump ha dichiarato che i colloqui con l’Iran stanno andando molto bene e potrebbero concludersi nel fine settimana. Sullo sfondo restano però forti tensioni nella regione: è stata colpita l’isola di Qeshm e i pasdaran hanno attaccato Kuwait City.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di avere con Donald Trump alcune divergenze tattiche, pur condividendo l’impostazione generale nel contesto della guerra con l’Iran. Le dichiarazioni sono arrivate in un’intervista esclusiva a CNBC dedicata al conflitto e ai rapporti tra Israele e Stati Uniti.
Due fondatori che hanno lasciato Goldman Sachs e Meta hanno creato una startup di voice AI rivolta a mercati spesso trascurati, in particolare Africa e Medio Oriente. La società ha sviluppato una propria infrastruttura tecnologica per queste aree e gestisce già oltre 17.000 chiamate al giorno.
Notte di tensione nel Golfo, dove gli Stati Uniti hanno colpito Qeshm e lanciato un missile contro una nave accusata di voler aggirare il blocco. L’Iran ha attaccato Kuwait e Bahrein e ha minacciato una "pioggia di missili" in caso di nuovi raid americani. Donald Trump ha affermato che i negoziati stanno evolvendo e non ha escluso un incontro con Khamenei. Intanto Israele ha condotto nuovi raid su Beirut, con almeno dieci morti.
Notte di scontri nel Golfo, con gli Stati Uniti impegnati contro Qeshm dopo il lancio di un missile contro una nave che avrebbe tentato di aggirare il blocco. L'Iran ha attaccato Kuwait e Bahrein e ha minacciato una 'pioggia di missili' in caso di nuovi attacchi Usa. Intanto Donald Trump ha affermato che i negoziati stanno evolvendo e ha detto che potrebbe incontrare Khamenei. Nuovi raid israeliani su Beirut avrebbero causato almeno dieci morti.
Gli Stati Uniti hanno colpito Qeshm, isola iraniana soprannominata il “tappo di bottiglia” di Hormuz per la sua posizione strategica nel Golfo. Considerata una roccaforte di Teheran e legata ai missili degli ayatollah, Qeshm è anche un’area protetta dall’Unesco per la sua eccezionale biodiversità, tra le più ricche del Medio Oriente.
Novo Nordisk ha avviato negli Emirati Arabi Uniti la commercializzazione della pillola Wegovy, nel suo primo mercato fuori dagli Stati Uniti. L’azienda ha indicato che la strategia per i lanci internazionali sarà guidata dalla domanda dei pazienti e dalla solidità delle infrastrutture sanitarie e di telemedicina.
Si intensifica lo scontro tra Stati Uniti e Iran in Medio Oriente dopo l’attacco americano all’isola di Qeshm. Razzi sono stati lanciati contro basi statunitensi in Kuwait e Bahrein, mentre risultano sotto tiro anche Arabia Saudita ed Emirati.
L'economia australiana è cresciuta del 2,5% nel primo trimestre su base annua, sotto le attese degli economisti che indicavano un +2,6%. A pesare sono stati il maltempo e la debolezza della domanda. Sullo sfondo restano anche le tensioni in Medio Oriente e i costi dell'energia.
Donald Trump ha telefonato al premier israeliano Benjamin Netanyahu chiedendo uno stop su Beirut. Secondo The Essential di Will Media, la mossa potrebbe mettere a rischio la ripresa dei difficili negoziati con l'Iran.
Donald Trump avrebbe rivolto parole durissime a Benjamin Netanyahu nel corso di una telefonata, accusandolo di essere fuori controllo e sostenendo che Israele sia sempre più isolato. Nella ricostruzione di Barak Ravid pubblicata da Axios, il presidente americano avrebbe detto al premier israeliano che senza il suo sostegno sarebbe finito in galera. Lo scontro si inserisce nel contesto della guerra tra Israele e Iran e delle tensioni con gli Stati Uniti.
Donald Trump afferma che la trattativa continua, mentre in Libano nuovi raid dell’Idf hanno causato otto morti. Tra le vittime ci sono un padre e i suoi due figli, uccisi mentre rientravano dalla capitale dopo gli esami. Benjamin Netanyahu è sotto pressione, criticato sia dagli alleati sia dall’opposizione, che lo accusa di aver reso il Paese "un burattino".
Washington accusa l'Oman di aver stretto accordi segreti con l'Iran per la gestione delle rotte marittime, inclusa l'ipotesi di pedaggi nello Stretto di Hormuz, secondo dossier dell'intelligence e rilanci del Wall Street Journal. Gli Usa sostengono inoltre che Mascate abbia favorito transiti di imbarcazioni iraniane per eludere sanzioni e non abbia condannato gli attacchi di Teheran. La Casa Bianca ha chiesto ufficialmente al governo omanita di abbandonare l'ambiguità e assumere una posizione definita, colpendo la storica neutralità del sultanato.
Donald Trump e Marco Rubio hanno affermato che i colloqui con l’Iran sono ancora in corso, nonostante quanto riportato da alcuni media di Teheran. Trump ha detto di non preoccuparsi dell’eventualità che l’Iran interrompa i negoziati con gli Stati Uniti. La vicenda si inserisce nelle tensioni sul dossier nucleare iraniano e nelle implicazioni per l’area dello Stretto di Hormuz.
Nuovi raid israeliani hanno colpito il Libano causando sette morti, mentre la tensione resta alta in Medio Oriente. Teheran ha chiesto che il Consiglio di sicurezza dell'Onu punisca Israele e sta valutando la proposta degli Stati Uniti con un "approccio rigido". Dura anche la presa di posizione di Donald Trump contro Benjamin Netanyahu.
I rendimenti dei Treasury statunitensi sono scesi martedì, seguendo il calo dei rendimenti globali. A sostenere il movimento dei mercati è stato l’annuncio da parte del Libano di un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, gruppo sostenuto dall’Iran.
L'euro si rafforza sul dollaro e sale a quota 1,16, con un progresso dello 0,2%. I mercati guardano ai negoziati in Medio Oriente.
Donald Trump ha fermato Benjamin Netanyahu dopo le minacce rivolte all’Iran, indicando che gli accordi potrebbero arrivare la prossima settimana. Nel quadro delle tensioni regionali, viene riferito anche un sì di Hezbollah alla tregua, mentre l’Idf ha intercettato razzi nel sud del Libano.
Donald Trump ha fermato Benjamin Netanyahu dopo le minacce arrivate da Teheran, mentre ha detto che gli accordi sarebbero vicini. Dall'Iran è arrivato l'avvertimento di un possibile blocco dei negoziati. Sul fronte libanese, si parla di un sì alla tregua anche da Hezbollah, ma l'Idf ha intercettato razzi nel sud del Libano.
Il greggio è salito del 5% fino a tornare a 95 dollari dopo l’annuncio di Teheran sul blocco del negoziato. I timori di una nuova escalation in Medio Oriente hanno pesato sui mercati, ma Wall Street ha chiuso in cauto rialzo.
Iran e Libano restano due fronti separati, ma gli ayatollah hanno interesse a mantenerli collegati. Per la Repubblica islamica, unire i due conflitti significa rafforzare la propria posizione e ottenere una leva aggiuntiva nel confronto con la Casa Bianca.
Teheran ha avvertito Washington che i colloqui si interromperanno se gli Stati Uniti non fermeranno Israele, dopo il bombardamento di Beirut. Gli ayatollah minacciano inoltre di estendere il blocco navale dallo Stretto di Hormuz al Mar Rosso, fino a Bab el Mandeb. La Casa Bianca si è mossa per contenere l’escalation.
In Israele il ministro dell’estrema destra Itamar Ben-Gvir guida la protesta contro Benjamin Netanyahu, invocando una linea di rottura con Donald Trump. Al centro dello scontro c’è la richiesta di colpire Hezbollah in Libano, mentre nel Paese si avvicina l’orizzonte elettorale.
La scrittrice libanese Rasha Al Amir descrive un Paese travolto dalla crisi, con un governo incapace di fare altro che cercare tende per gli sfollati. Nel suo racconto Beirut appare ormai quasi deserta, mentre il Libano vive sotto i bombardamenti israeliani e l'influenza dell'Iran.
Donald Trump è intervenuto per chiedere a Benjamin Netanyahu di fermarsi sul fronte libanese, mentre il negoziato con l’Iran resta aperto nonostante i segnali di possibile stop da parte di Teheran. Nel colloquio con l’alleato israeliano, il presidente americano ha usato toni duri, rivendicando il proprio ruolo nel sostegno politico a Netanyahu.
Media riferiscono che Hezbollah avrebbe accettato la proposta statunitense di cessate il fuoco. Donald Trump ha dichiarato di aver parlato con Benjamin Netanyahu e ha escluso l'invio di truppe a Beirut, aggiungendo che i colloqui con l'Iran proseguono. Dal Pakistan arriva intanto l'indicazione che Teheran ha chiesto di continuare la mediazione.
L'Iran avrebbe interrotto i colloqui con gli Stati Uniti dopo l'escalation di Israele in Libano. Intanto Benjamin Netanyahu ha detto di aver ordinato all'Idf di colpire la periferia sud di Beirut, mentre il ministro Israel Katz ha avvertito che senza pace nel nord di Israele non ci sarà pace a Beirut. Media riferiscono anche che Teheran sarebbe pronta a chiudere completamente lo Stretto di Hormuz.
Una delle imbarcazioni della Flotilla è riuscita a raggiungere la Striscia di Gaza. Spinta da vento e correnti, è arrivata fino alla spiaggia, dove si è radunata una piccola folla. Gli attivisti hanno parlato di una rottura dell’assedio almeno per una delle loro barche.
I prezzi del petrolio sono saliti di oltre il 3% lunedì, sostenuti dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il mercato ha reagito allo stallo nei colloqui tra Stati Uniti e Iran e all’ordine di Israele di spingere più in profondità in Libano, nel quadro di nuovi scontri con Hezbollah sostenuto da Teheran.
L'Iran afferma che non esiterà ad agire per aiutare il Libano contro quella che definisce l'aggressione di Israele. Intanto l'Unione europea chiede a Israele di porre fine all'escalation militare in Libano. Il ministro israeliano Katz avverte che, senza pace nel nord di Israele, non ci sarà pace a Beirut.
Benjamin Netanyahu ha ordinato un attacco sulla periferia di Beirut, mentre prosegue il confronto diplomatico e militare nella regione. Teheran ha indicato il cessate il fuoco in Libano come condizione per la pace. Nella controproposta americana all'Iran, intanto, vengono poste condizioni più dure.
L’Iran ha lanciato razzi contro il Kuwait e una base statunitense, mentre da Washington si segnala che nel weekend sarebbero stati colpiti siti iraniani. Intanto Donald Trump ha inviato a Teheran una nuova controproposta, con richieste descritte come più dure. La crisi aggiunge tensione nel Medio Oriente e nei rapporti tra Stati Uniti e Iran.
Donald Trump ha inviato a Teheran una nuova bozza per un possibile accordo, chiedendo impegni chiari e fissando tempi brevi per una risposta. Intanto alcuni media legati ai dissidenti hanno riferito delle presunte dimissioni del presidente iraniano Pezeshkian, una notizia smentita dal regime. Il confronto si inserisce in una fase delicata dei rapporti tra Stati Uniti e Iran.
Il negoziato tra Stati Uniti e Iran procede lentamente, ostacolato da canali di comunicazione indiretti e complessi. La Guida suprema, nascosta, fa arrivare i propri messaggi solo in forma manoscritta, mentre Donald Trump modifica in corsa gli obiettivi della trattativa.
Il castello di Beaufort, costruito nel Medioevo e capace di resistere a Saladino, mantiene una forte rilevanza militare nel Libano meridionale. La fortezza è tornata al centro dell’attenzione come ultima ossessione di Benjamin Netanyahu ed è diventata un simbolo del rapporto di Israele con la guerra.
Israele ha oltrepassato il Litani e conquistato il castello di Beaufort, ampliando le operazioni nel sud del Libano nonostante la tregua di aprile. Le linee di Hezbollah risultano spezzate, mentre Benjamin Netanyahu spinge anche per raid su Beirut. Intanto Marco Rubio indica come vicino un annuncio sul cessate il fuoco.
Lo scrittore libanese Majdalani descrive un Libano riportato indietro di trent’anni e segnato dal rischio di una nuova guerra civile. Nell’intervista afferma che il governo è stato costretto a gestire la guerra, assumendo un ruolo per cui non era preparato.
Il corrispondente Giovan Battista Brunori riferisce che l'IDF ha preso il castello medievale di Beaufort in Libano, conteso con miliziani. Nel 1982 la fortezza era stata strappata all'OLP, che da lì bombardava villaggi israeliani al confine; 44 anni dopo la storia si ripete.
Gli Stati Uniti avrebbero inviato all'Iran una proposta di accordo irrigidita su impulso di Donald Trump. Il presidente americano, irritato dalla lentezza delle risposte della guida suprema Ali Khamenei, punta ad aumentare la pressione su Teheran. Dall'Iran arriva però un segnale di diffidenza: le promesse del nemico non sono ritenute affidabili.
Washington avrebbe inviato a Teheran una proposta di accordo irrigidita su impulso di Donald Trump, irritato dalla lentezza delle risposte della guida suprema Ali Khamenei. L’obiettivo sarebbe aumentare la pressione nei negoziati. Dall’Iran arriva però scetticismo, con Teheran che ribadisce di non fidarsi delle promesse del nemico.
Sanam Vakil, direttrice del Medio Oriente per Chatham House, non vede aperture imminenti nei rapporti tra Iran e Stati Uniti. Alla base dello stallo c’è una forte sfiducia reciproca, mentre entrambe le parti ritengono di poter prevalere. Questo alimenta il rischio di un nuovo scontro.
Restano in stallo le trattative sull’Iran, con Donald Trump che si dice paziente ma insiste sul rispetto delle sue linee rosse prima di qualsiasi intesa. Intanto i media riferiscono dell’opposizione dei falchi di Teheran all’accordo, mentre il Pentagono segnala raid pronti e marines feriti in Kuwait. Il presidente Usa è tornato anche ad attaccare il Papa sul nodo della bomba atomica iraniana.
Nello Stretto di Hormuz alcune navi attraversano disattivando i dispositivi di identificazione e il GPS per aggirare il blocco iraniano. Il passaggio avviene a fari spenti e con coordinamento con i militari statunitensi.
Alta tensione in Medio Oriente dopo il lancio di un missile iraniano contro una base statunitense in Kuwait. Cinque americani sono rimasti feriti dai detriti e due droni Reaper sono stati colpiti. Intanto l'Idf prosegue le operazioni in Libano.
Il ministero della Cultura libanese denuncia che Israele punta a cancellare l’identità del Paese attraverso la distruzione del suo patrimonio storico. Il direttore generale delle antichità chiede l’intervento della comunità internazionale e afferma che oltre 65 villaggi storici, risalenti fino a 5mila anni fa, sono stati demoliti.
Un missile iraniano ha colpito una base in Kuwait, causando il ferimento di cinque americani. Il segretario alla Difesa Hegseth ha avvertito che gli Stati Uniti sono capaci di riprendere la guerra. Il presidente iraniano ha dichiarato che Teheran è pronta a una pace dignitosa e che sul dialogo c'è sempre stata disponibilità.
Teheran smentisce che esista un accordo finale con Donald Trump e chiarisce che non farà concessioni senza gesti concreti. Restano aperti i nodi sul programma nucleare, sulla libertà di navigazione e sui fondi iraniani congelati.
Donald Trump ha riunito la situazione room della Casa Bianca sostenendo che lo sblocco dello Stretto fosse ormai definito e che l’uranio sarebbe stato recuperato dagli Stati Uniti insieme all’Aiea. L’annuncio ufficiale di un’intesa con Teheran è però slittato dopo poche ore, con il negoziato fermo sul nodo degli asset.
Leon Panetta, ex direttore della Cia, interpreta il negoziato con Teheran come il tentativo di Donald Trump di ottenere un risultato politico senza poter essere accusato di aver "pagato" l’Iran. Nell’intervista evidenzia però i limiti dell’operazione e avverte che il rischio è quello di scivolare in un conflitto lungo.
Anche in caso di accordo, la riapertura dello Stretto di Hormuz non riporterebbe subito i traffici alla normalità. Il petrolio sarebbe il primo settore a riprendersi, mentre per gas e fertilizzanti servirebbero mesi. Intanto l’Fmi segnala un rischio per i carburanti durante l’estate.
Donald Trump ha concluso un incontro sull’Iran senza annunciare una decisione definitiva su un possibile accordo. Un messaggio pubblicato su Truth Social non chiarisce quali delle condizioni poste siano già incluse nell’intesa su cui i negoziatori stanno lavorando per fermare la guerra tra Stati Uniti e Iran.
Wall Street si avvia verso l’inizio di giugno sostenuta dalla speranza che si trovi presto una soluzione al conflitto con l’Iran. I mercati continuano a scommettere su un allentamento delle tensioni, ma il nuovo mese si apre comunque con diversi fattori di rischio sullo sfondo.
Donald Trump ha riunito la Situation Room senza arrivare a una decisione sull’Iran. Restano aperti diversi nodi, tra cui la questione dei fondi congelati. Intanto Teheran rilancia la sfida sullo Stretto di Hormuz.
Donald Trump ha annunciato una riunione nella Situation Room per decidere sulla linea da tenere con l’Iran, sostenendo che il blocco sarà revocato e che le navi ferme possono prepararsi a rientrare. Da Teheran, il ministro degli Esteri Araghchi ha affermato che non è stato ancora raggiunto alcun accordo definitivo e ha chiesto agli Stati Uniti di rinunciare a richieste considerate eccessive per arrivare a un’intesa.
L’intelligenza artificiale è una sfida decisiva, ma va governata. Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha anche avvertito che il Pil italiano mostra meno slancio e che una guerra nel Golfo potrebbe spingere l’inflazione nell’Eurozona fino al 6%.
Un incidente è stato sfiorato nei cieli della Cisgiordania, dove Israele ha scambiato un aereo civile per un drone e ha aperto il fuoco senza colpirlo. L’allarme era stato dato da coloni nella zona di Beit El. Poche ore prima, la rotta dei voli in arrivo all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv era stata spostata verso est, portando gli aerei a sorvolare l’area a circa 1,5 chilometri di altitudine.
Il governatore della Banca d'Italia ha indicato un minore slancio del Pil italiano e ha avvertito che il conflitto nel Golfo potrebbe spingere l'inflazione nell'Eurozona fino al 6%. Panetta ha richiamato alla prudenza nel credito, sottolineando però la necessità di evitare una stretta generalizzata.
La Biblioteca di Alessandria ha pubblicato la seconda parte della puntata dedicata all'invasione crociata dell'Egitto. Nella descrizione del video sono presenti link a playlist e podcast per approfondire l'argomento.
Il Pil italiano mostra un minore slancio e, negli scenari peggiori, potrebbe arrivare alla stagnazione o alla contrazione. Se il conflitto nel Golfo dovesse proseguire, i rischi per l’economia aumenterebbero. Panetta ha richiamato la necessità di concentrarsi sulla crescita e sulla riduzione del debito.
I viaggi verso le città secondarie dell’Asia-Pacifico stanno ricevendo una spinta inattesa in vista dell’estate. La guerra in Iran sta inducendo più viaggiatori a pianificare vacanze più vicine a casa, favorendo le destinazioni minori della regione.
Le prime pagine rilanciano l’ipotesi di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Ma Donald Trump, pur davanti a un possibile via libera, avrebbe deciso di prendersi ancora tempo prima di una scelta definitiva.
Secondo l'episodio di The Essential del 29 maggio con Chiara Piotto, Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un accordo, ma i lanci missilistici continuano. L'episodio è disponibile sul canale Will Media.
Tra Stati Uniti e Iran sarebbe stato raggiunto un accordo, ma manca ancora l’approvazione finale di Donald Trump. La Casa Bianca avrebbe chiesto altri due giorni e un annuncio potrebbe arrivare domenica, mentre restano i dubbi di Khamenei. Intanto continuano gli scontri sulle basi, con alcune strutture militari finite sotto il fuoco incrociato.
Donald Trump punta sull’allargamento degli Accordi di Abramo per trasformare un’intesa fragile in un risultato politico spendibile. Ma il rilancio si scontra con resistenze interne al suo stesso partito, mentre cresce il timore di una sconfitta.
Israele e Russia sono stati inseriti nella black list dell’Onu relativa agli stupri di guerra. L’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Danny Danon, ha definito la decisione scollegata dalla realtà e ha attaccato il segretario generale António Guterres. La mossa apre un nuovo fronte di tensione tra Israele e Palazzo di Vetro.
Repubblica Esteri propone un racconto dell’accordo tra Stati Uniti e Iran affidato a Ellekappa. Il focus è sull’intesa tra Washington e Teheran, letta attraverso il suo stile di commento e sintesi.
Il cessate il fuoco dichiarato il 16 aprile in Libano regge solo formalmente: l'aviazione israeliana è tornata a bombardare Beirut e il sud del Paese dopo tre settimane. Benjamin Netanyahu si è così mosso in contrasto con Donald Trump. Sul fronte di Gaza, il premier israeliano ha anche annunciato che la "Linea Gialla" verrà spostata ancora e che sarà occupato il 70% della Striscia.
L'Iran avrebbe lanciato nuovi missili mentre Donald Trump valuta un'intesa per sospendere la guerra per due mesi. Le ultime mosse militari ed economiche arrivano mentre il presidente Usa sostiene di non sentirsi sotto pressione per chiudere un accordo con Teheran prima delle elezioni di metà mandato di novembre.
Un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran resta in sospeso, con Donald Trump che chiede ancora alcuni giorni per decidere. Intanto la tregua nel Golfo continua a mostrare segnali di fragilità, mentre proseguono attacchi incrociati nello Stretto di Hormuz.
Gli Stati Uniti e l'Iran hanno raggiunto un'intesa di massima su un memorandum per estendere di 60 giorni la tregua nel Golfo. L'accordo arriva nonostante le reciproche accuse di violazione del cessate il fuoco dopo recenti raid militari. La bozza finale è ora in attesa dell'approvazione formale del presidente Donald Trump.
Nuova escalation tra Stati Uniti e Iran: Washington ha colpito un sito militare iraniano e imposto sanzioni all'agenzia di Teheran che gestisce il transito nello Stretto di Hormuz. Nel frattempo, secondo Axios, Donald Trump avrebbe chiesto alcuni giorni per valutare un possibile accordo con l'Iran. Teheran avrebbe aperto il fuoco contro quattro navi a Hormuz e colpito una base americana.
La diplomazia sull’Iran resta in una fase difficile, con margini di avanzamento limitati. Il quadro conferma una trattativa complessa, in un contesto di forte rilievo geopolitico per il Medio Oriente.
Ruwaida Amer, giornalista palestinese che ha raccontato per mesi la guerra nella Striscia di Gaza, ha lavorato alla produzione del documentario di Abc News “Children of Gaza”, vincitore di un Emmy. Amer non ha potuto partecipare alla cerimonia negli Stati Uniti perché ai palestinesi non vengono rilasciati visti.
Il console ha potuto incontrare solo ieri sera i due attivisti italiani fermati in Libia orientale. Il diplomatico ha riferito che stanno bene, pur in condizioni di detenzione dure. Le autorità locali hanno promesso una doccia, un cambio d’abito e un miglioramento generale delle condizioni.
Sesame è uno dei laboratori scientifici più avanzati del Medio Oriente ed è diventato negli anni un raro esempio di cooperazione tra paesi segnati da tensioni e conflitti. Il ministero dell’Università e della Ricerca ha deciso di farne parte, rafforzando il ruolo dell’Italia in un progetto dove la conoscenza si intreccia con la diplomazia.
Le borse dell’Asia-Pacifico hanno chiuso in ribasso giovedì, mentre i prezzi del petrolio sono saliti. A pesare sui mercati sono stati i nuovi attacchi degli Stati Uniti in Iran, che hanno alimentato i timori di un allargamento del conflitto in Medio Oriente.
Mehdi Mahmoudian, sceneggiatore legato al cinema di Jafar Panahi, descrive un Iran segnato da impotenza e incertezza quotidiana. Nel suo racconto, in queste condizioni è impossibile fare progetti e solo la fine delle sanzioni potrebbe permettere una rinascita della società civile.
Sul negoziato sullo Stretto di Hormuz emerge uno scontro di versioni tra Teheran e Washington. L’Iran ha annunciato un’intesa, ma Donald Trump ha smentito i contenuti del memorandum diffusi da Teheran, definendoli un’invenzione. Il negoziato prosegue, ma gli Stati Uniti escludono per ora un accordo e la revoca delle sanzioni.
Un reportage descrive l’avanzata della cosiddetta Linea gialla con cui Israele amplia il controllo territoriale nella Striscia di Gaza, anche attraverso collaborazionisti interni. L’area occupata, indicata al 53% dopo la firma degli accordi, avrebbe ormai superato il 60%. Sotto le macerie restano inoltre oltre 9.500 corpi.
Repubblica Esteri pubblica una vignetta di Ellekappa dedicata a Donald Trump e al tema della tregua con l’Iran. Il contenuto si inserisce nel dibattito geopolitico sui rapporti tra Stati Uniti e Teheran.
L’esercito israeliano ha emesso un nuovo ordine di evacuazione che riguarda il sud del Libano e coinvolge circa un terzo del Paese. Sullo sfondo, emerge anche il nodo del Board of Peace legato a Donald Trump, che non avrebbe ricevuto versamenti.
Teheran ha reso nota una bozza di accordo sul Medio Oriente, ma dagli Stati Uniti è arrivata una reazione gelida da parte di Donald Trump. Washington ha espresso insoddisfazione, affermando che nessuno controllerà lo Stretto di Hormuz, e ha frenato su sanzioni e sblocco dei beni.
Le azioni di Abercrombie & Fitch sono salite del 12% dopo una trimestrale superiore alle attese. La società ha però registrato un calo del 10% delle vendite nell’area Europa, Medio Oriente e Africa, in gran parte legato al conflitto in Medio Oriente.
La tv iraniana riferisce che una bozza prevederebbe la fine del blocco statunitense nello Stretto di Hormuz e un ritorno del transito ai livelli pre-guerra. La Casa Bianca ha però respinto la ricostruzione, parlando di un'invenzione e invitando a non credere alle notizie diffuse dai media iraniani. Intanto Donald Trump ha ribadito che non ci sarà alcun allentamento delle sanzioni in cambio della rinuncia all'uranio.
Il video di Breaking Italy si interroga sulla liceità di chiedere a una persona israeliana di dissociarsi dalle azioni del proprio governo. Vengono citati comunicati e reazioni pubbliche, tra cui Roma Pride e Keshet, e la questione è inquadrata nel contesto degli eventi recenti in Medio Oriente.
I trader restano scettici sull’ipotesi che l’Iran possa riportare lo Stretto di Hormuz a normali flussi di traffico entro un mese da un eventuale accordo di pace. Nei mercati di previsione di Kalshi, questa tempistica è stata giudicata improbabile.
Dopo mesi di blackout, in Iran l’accesso a internet è stato in parte ripristinato. La situazione però resta fragile e la rete continua a dipendere da equilibri precari. Gli esperti avvertono che il paese potrebbe non tornare mai davvero online.
Una tv iraniana riferisce che nella bozza d'intesa è prevista entro 30 giorni la fine del blocco statunitense dello Stretto di Hormuz e il ritorno del transito ai livelli pre-guerra. La gestione dello stretto sarebbe condivisa con l'Oman e l'accordo dovrebbe passare al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Hamas ha inoltre confermato l'uccisione di Mohammed Odeh, senza indicare un successore.
La Casa Bianca ha invitato a non dare credito alle notizie diffuse dai media iraniani. La presa di posizione arriva in un contesto di tensione informativa che coinvolge Washington e Teheran.
In Siria sono stati individuati depositi e siti non dichiarati del vecchio apparato clandestino legato all’arsenale chimico del regime di Bashar al-Assad. Tra i materiali recuperati ci sono munizioni, razzi e sostanze grezze per la produzione di gas sarin. L’Opac ha inoltre indicato fino a cento siti siriani che devono ancora essere ispezionati.
Israele ha confermato l'uccisione del capo militare di Hamas. L'annuncio è arrivato dal ministro della Difesa Israel Katz con un post su X, in cui ha espresso, anche a nome del primo ministro, le congratulazioni alle Forze di Difesa Israeliane e allo Shin Bet per l'operazione.
Sei attivisti italiani della Flotilla di terra sono rientrati a Roma, mentre altri due volontari arriveranno nel pomeriggio a Venezia. Resta alta la preoccupazione per Domenico Centrone e Dina Alberizia, ancora trattenuti nella Libia orientale controllata da Haftar. Il ministro Tajani ha espresso l’auspicio che possano rientrare presto in Italia.
Per la Bce aumentano i rischi legati allo Stretto di Hormuz e alle minacce informatiche. Luis de Guindos ha avvertito che più il conflitto si prolunga, più aumentano i costi per la crescita economica e la stabilità finanziaria.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di uscire dall’OPEC dopo quasi 60 anni, in una mossa che segnala un cambiamento rilevante nell’equilibrio globale del petrolio. La scelta è stata presentata come economica, ma riflette il malcontento di Abu Dhabi per i limiti alla produzione, la volontà di monetizzare le riserve e un mercato energetico in cui i produttori esterni a OPEC+ pesano di più. Sullo sfondo emergono anche fattori geopolitici, tra la guerra con l’Iran, i nuovi assetti nel Golfo e un allineamento più stretto con gli Stati Uniti.
Israele ha intensificato le operazioni nel sud del Libano e nella Valle della Bekaa, accompagnandole con ordini di evacuazione per 19 villaggi. I bombardamenti avrebbero causato almeno 30 morti, mentre Donald Trump ha avvertito Benjamin Netanyahu di non colpire Beirut. Formalmente, il cessate il fuoco resta però ancora in vigore.
I raid americani e la tensione nello Stretto di Hormuz scuotono il confronto tra Washington e Teheran, ma il negoziato non si interrompe. Marco Rubio sostiene che i colloqui proseguono e l’Iran lo conferma. Intanto Donald Trump alza il tono e minaccia di distruggere l’uranio iraniano.
Daniel Pipes, ex consigliere di George W. Bush e presidente del Middle East Forum, sostiene che Donald Trump abbia commesso una serie di errori nella gestione del dossier iraniano. A suo giudizio, il presidente non ha ora alternative al negoziato con Teheran. Pipes osserva inoltre che la sola potenza militare non basta se non si è disposti a impiegare truppe sul terreno.
Sale la tensione tra Teheran e Washington dopo un attacco Usa nel sud dell’Iran, mentre i negoziati restano bloccati. Khamenei minaccia vendetta lungo lo Stretto di Hormuz. Intanto Israele conduce raid in Libano oltre la cosiddetta linea gialla, tra scontri a fuoco e oltre 30 morti.
La US Air Force ha avviato il debutto del nuovo drone ULTRA Turbo in Medio Oriente. Il velivolo si distingue per un’autonomia dichiarata di 60 ore, elemento centrale del suo impiego operativo.
In Iran la connessione a Internet sta riprendendo a funzionare dopo il blocco imposto dal regime dalla fine di febbraio. Il ripristino è però solo parziale e potrebbero volerci settimane prima che la rete torni stabile in tutto il paese.
Il Pentagono e SpaceX sono in disaccordo sull'aumento dei prezzi di Starlink durante la guerra con l'Iran. La disputa riguarda anche l'uso del servizio sui droni suicidi LUCAS e si inserisce in tensioni crescenti tra l'azienda e il Dipartimento della Difesa sui prezzi negli ultimi mesi.
Media riferiscono che l'Idf ha iniziato a operare via terra in Libano oltre la linea gialla. Intanto da Teheran arriva l'avvertimento che eventuali nuovi attacchi avranno una risposta durissima, anche oltre la regione. Khamenei afferma che il Medio Oriente non farà più da scudo alle basi Usa, mentre il segretario di Stato americano Marco Rubio, in visita in India, sostiene che un accordo è ancora possibile.
Gli attivisti della “flotilla di terra” sgomberati ieri in Libia potrebbero rientrare oggi in Italia. Resta però l’incertezza sulla sorte di due fermati in Cirenaica, mentre una nota del ministro locale conferma il trattenimento per “ingresso clandestino”. I connazionali della carovana diretta a Gaza denunciano di essere stati picchiati dai miliziani.
Francesca Albanese torna in pubblico dopo la revoca delle sanzioni statunitensi e avvia da Genova il tour del suo nuovo libro dedicato a Gaza. La città ligure, indicata come epicentro della mobilitazione per la causa palestinese, è la prima tappa di un percorso che proseguirà a Milano, Catania e Roma. Albanese rilancia il messaggio del volume definendo la Palestina "la bussola morale dei nostri tempi".
Il Brent è salito del 2% dopo i raid militari statunitensi contro l’Iran, che hanno offuscato le prospettive di pace in Medio Oriente. Donald Trump ha affermato che i negoziati con Teheran stavano procedendo bene, ma ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero riprendere l’azione militare se i colloqui dovessero fallire.
Gli Stati Uniti hanno colpito un sito di missili e alcune navi in Iran, definendo l'azione come un intervento di autodifesa. Lo ha affermato il Centcom.
Nei negoziati resta aperto il nodo dei pedaggi sullo Stretto di Hormuz. Il regime iraniano punta a ottenere il riconoscimento dei compensi per i servizi sul passaggio, in un dossier che viene indicato come strategico quanto quello sul nucleare.
Israele ha ottenuto il via libera americano e ha intensificato gli attacchi contro Hezbollah in Libano. Benjamin Netanyahu ha annunciato la linea dura in un video, spinto dalle proteste delle comunità vicine al confine e dalle pressioni dei ministri dell’ultradestra.
Nei negoziati sull’Iran prende corpo l’ipotesi di collegare l’intesa anche agli accordi di Abramo, mentre si valuta una soluzione sull’uranio che coinvolga la Cina. Sullo sfondo si intensificano i contatti diplomatici tra Islamabad, Pechino e Doha. I Paesi del Golfo restano freddi sulla normalizzazione con Israele, ma emergono spiragli sullo Stretto di Hormuz.
Una vignetta di Ellekappa mette al centro Donald Trump e gli Accordi di Abramo. Il riferimento richiama il ruolo dell’ex presidente statunitense nella politica mediorientale.
In Medio Oriente resta una fase di stallo, mentre l'Iran apre all'ipotesi di trasferire l'uranio in Cina, chiedendo però garanzie da Pechino. Intanto il leader pakistano Munir è atteso da Xi e poi a Doha, mentre Donald Trump continua a spingere sugli Accordi di Abramo.
Donald Trump ha detto che i negoziati con l’Iran procedono bene, ma ha ribadito che l’esito potrà essere solo un grande accordo o nessun accordo. Da Teheran è arrivata una valutazione più cauta: l’intesa non sarebbe imminente e non ci sarebbero stati colloqui sul nucleare. Il segretario di Stato Marco Rubio ha aggiunto che il presidente Usa non concluderà un cattivo accordo.
Inizia oggi alla Mecca il pellegrinaggio islamico dell’hajj, con oltre un milione e mezzo di fedeli arrivati in Arabia Saudita. Il rito si apre in un clima di alta tensione, tra misure anti-missile, temperature fino a 45 gradi e timori sanitari. La delegazione iraniana, ridotta a un terzo, viene sorvegliata strettamente per prevenire scontri politici.
Benjamin Netanyahu è tornato in aula a sei anni dall'inizio del processo che lo vede imputato per corruzione e frode. L'accusa sostiene che avrebbe pianificato un accordo con l'editore di Yediot Aharonot per ottenere una copertura più favorevole da parte del quotidiano.
Teheran afferma che un accordo con gli Stati Uniti non è imminente. Sul negoziato interviene anche Marco Rubio, che ribadisce come il presidente Donald Trump non concluderà un cattivo accordo.
Slitta la firma dell'accordo tra Iran e Stati Uniti. Intanto lo Stretto di Hormuz resta chiuso, con possibili ripercussioni sugli equilibri regionali e sui flussi energetici.
Il petrolio è in calo sui mercati, con il Wti a 90,93 dollari. Scende anche il Brent, a 97,78 dollari. A pesare sono le ipotesi di accordi con l’Iran.
Nel The Essential del 25 maggio Chiara Piotto analizza se l'accordo tra Stati Uniti e Iran sia veramente a un passo dalla firma e ne descrive i possibili contenuti. Il video tratta anche il dibattito sulla liberazione in Belgio di Mohammed Bakkali, uno dei terroristi del Bataclan, e il film vincitore di Cannes 2026, "Fjord".
Slitta la firma dell'accordo tra Iran e Stati Uniti, mentre i negoziati proseguono e lo Stretto di Hormuz resta chiuso. Donald Trump ha dichiarato di non avere fretta, mentre Marco Rubio si è detto ottimista su una possibile intesa già in giornata. Sullo sfondo restano le minacce di Teheran.
Robert Kagan definisce disastrosa la gestione americana del conflitto con l’Iran e sostiene che Washington ne pagherà le conseguenze per anni. A suo avviso i pasdaran rafforzeranno il loro controllo sul petrolio mondiale, mentre Cina e Russia trarranno la lezione che gli Stati Uniti possono fallire.
Il negoziato sul nucleare iraniano, dato per imminente, ha subito una frenata dopo le parole di Donald Trump: "Non ho fretta di chiudere". Teheran accusa Washington di sabotare il confronto e avverte che l’accordo è a rischio. Anche Marco Rubio ha escluso la possibilità di una chiusura in 72 ore.
Benjamin Netanyahu mostra pubblicamente unità con gli Stati Uniti, ma viene descritto come molto preoccupato. Al centro dei timori ci sono il dossier nucleare iraniano e il fronte libanese, due nodi cruciali per la sicurezza israeliana.
L’intesa con l’Iran apre una rivolta nel campo repubblicano contro Donald Trump. Da Mike Pompeo a Ted Cruz arrivano critiche molto dure al compromesso con Teheran, mentre dalla Casa Bianca filtra irritazione per il fuoco amico.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha evocato i trionfi persiani e paragonato l’America a una Roma antica umiliata. Sul piano interno, resta la delusione di una parte della popolazione che sperava in un cambiamento.
Ely Karmon, ricercatore dell’International Institute for Counter-Terrorism dell’Università Reichman, sostiene che Benjamin Netanyahu scatenerà altre guerre nella regione. A suo avviso il vero vincitore è Recep Tayyip Erdogan, perché un Iran indebolito favorisce Ankara e rafforza il suo ruolo come corridoio energetico verso l’Europa per gas e petrolio.
Un gruppo della Flotilla è stato fermato in Libia e tra le persone coinvolte ci sono due italiani, Domenico Centrone e Dina Alberizia, con cui sono stati persi i contatti. La portavoce riferisce che potrebbero essere stati arrestati mentre negoziavano a un check point con milizie legate a Haftar. La Farnesina si è attivata sul caso.
Da Washington Trump parla di negoziati costruttivi e afferma che "c'è l'accordo con l'Iran", aggiungendo che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso fino alla firma. Teheran replica di non aver accettato nulla e segnala divergenze, con il nodo del nucleare ancora irrisolto.
Slitta la firma dell'accordo tra Iran e Stati Uniti mentre i negoziati proseguono. Donald Trump ha detto di non avere fretta, mentre Teheran ha avvertito che l'intesa potrebbe saltare. Intanto lo Stretto di Hormuz resta chiuso, mantenendo alta la tensione in Medio Oriente.
L'Idf ha respinto le accuse di abusi commessi sugli attivisti della Flotilla. A Bilbao, all'arrivo degli attivisti, si sono verificate cariche della polizia. Il governo basco ha ammesso errori e l'assessore alla Sicurezza ha annunciato un'indagine interna, mentre in città si è svolta una manifestazione pro-Pal.
Il regime iraniano ha paragonato l’America trumpiana all’Antica Roma, presentando gli Stati Uniti come un impero convinto di essere al centro del mondo. Su X il ministro Bagashi ha scritto che la Persia sconfisse Roma e che oggi l’Iran starebbe sconfiggendo gli Usa.
Donald Trump ha affermato che i negoziati con l'Iran stanno andando avanti e ha invitato i suoi incaricati a non accelerare la chiusura di un accordo. Ha precisato che la firma non arriverà oggi. Dopo il pre-accordo, sono possibili colloqui tra Washington e Teheran il 5 giugno.
Il canale La Biblioteca di Alessandria ha pubblicato un nuovo episodio della serie Pillole di Storia intitolato "L'invasione crociata dell'Egitto - I Parte". La puntata è la prima parte della serie dedicata alle Crociate disponibile sul canale.
Una bozza di accordo tra Stati Uniti e Iran sarebbe vicina alla firma e prevederebbe una tregua di 60 giorni, con la riapertura dello Stretto di Hormuz. Restano però ancora aperti i negoziati sulle questioni nucleari. La tregua, secondo quanto riferito dai media, riguarderebbe anche il Libano.
Iran e Stati Uniti hanno definito un memorandum generico che prevede una tregua di sessanta giorni per avviare colloqui sullo Stretto di Hormuz e sul dossier atomico. Washington si impegnerebbe a rimuovere le sanzioni ai pasdaran, mentre la riapertura dello stretto avverrebbe gradualmente. Resta però ancora aperta la questione dei pedaggi.
Donald Trump ha parlato di un accordo con l’Iran vicino, indicando progressi nelle trattative ma avvertendo che senza intesa nelle prossime ore resterebbe aperta l’ipotesi di un attacco. Al centro dei negoziati c’è anche il nodo dell’uranio arricchito, mentre proseguono le consultazioni con le monarchie del Golfo, Israele e i mediatori. Anche Teheran riconosce passi avanti, ma il memorandum non è ancora stato finalizzato.
Per Ali Vaez del Crisis Group, la guerra ha trasformato l’Iran in uno Stato sempre più militarizzato. Anche parte dei critici del regime considera ora la bomba atomica una necessità di difesa. In questo quadro, Teheran rischia di avvicinarsi ulteriormente alla Cina.
Donald Trump ha annunciato che un accordo con l’Iran sarebbe pronto e che lo Stretto di Hormuz verrà riaperto. Il presidente Usa ha parlato di un’ottima telefonata con i leader arabi e con Benjamin Netanyahu, aggiungendo che i dettagli saranno resi noti a breve. I media iraniani, però, mostrano cautela sull’annuncio.
Donald Trump ha dichiarato che l’accordo con l’Iran è pronto e che gli aspetti finali e i dettagli saranno annunciati a breve. Il presidente Usa ha aggiunto che lo Stretto di Hormuz verrà aperto. Ha inoltre riferito di aver parlato con Benjamin Netanyahu e che il colloquio è andato bene.
Donald Trump ha detto ad Axios che le possibilità di un accordo o di un attacco sono "fifty-fifty" e che una decisione potrebbe arrivare entro domani. Il presidente Usa avrà una conference call con i leader del Golfo per discutere la situazione. Intanto, i mediatori lavorano verso un cessate il fuoco di 60 giorni e, secondo Al Arabiya, l'Iran avrebbe offerto di sospendere per 10 anni l'arricchimento dell'uranio oltre il 3,6%.
I mediatori lavorano a un cessate il fuoco di 60 giorni, mentre da Teheran fanno sapere che le divergenze si sono ridotte ma non c'è ancora un'intesa. Marco Rubio ha detto che l'Iran potrebbe accettare presto un accordo. Intanto a Donald Trump sono state presentate opzioni per riprendere la guerra contro Teheran, anche se il presidente Usa vuole concedere altro tempo al percorso diplomatico.
Donald Trump sta esaminando diverse opzioni per un possibile attacco all’Iran, con l’obiettivo dichiarato di renderlo risolutivo. Tra gli scenari considerati ci sono missili, infrastrutture energetiche, uranio e un’azione contro la nuova leadership. Intanto la diplomazia prova ancora a ritagliarsi uno spazio di manovra.
Il principale negoziatore iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, ha dichiarato che Teheran non intende scendere a compromessi nei colloqui con gli Stati Uniti. Ha aggiunto che l'Iran perseguirà i propri "diritti legittimi" sia sul campo di battaglia sia attraverso la diplomazia.
Le proposte avanzate dall'Iran sono giudicate inaccettabili dagli Stati Uniti e i colloqui proseguono senza un'intesa. A Donald Trump sono state presentate opzioni per riprendere la guerra in Iran, ma il presidente Usa non esclude possibili attacchi e intende concedere più tempo al percorso diplomatico.
L'Iran sta trattando con l'Oman l'ipotesi di imporre in modo permanente un pedaggio nello Stretto di Hormuz. Una prospettiva che gli Stati Uniti giudicano inaccettabile, in un passaggio strategico per gli equilibri economici e commerciali dell'area.
Al presidente degli Stati Uniti Donald Trump sono state presentate diverse opzioni per un’eventuale ripresa del conflitto con l’Iran. Il presidente non esclude possibili attacchi, ma intende concedere ancora tempo al processo diplomatico. La valutazione arriva in un quadro di tensione in Medio Oriente.
Washington e Teheran lavorano a una nuova bozza d’intesa che avrebbe sul tavolo anche la fine della guerra, ma l’accordo non è ancora stato raggiunto. Trump sostiene che i pasdaran vogliano chiudere, mentre gli ayatollah frenano. Intanto i mediatori pachistani sono attesi tra Teheran e Pechino, sullo sfondo del timore di un attacco degli Stati Uniti senza un risultato immediato.
Robert Malley, già negoziatore del Jcpoa, sostiene che sull’Iran esista una via d’uscita diplomatica. Avverte però che Donald Trump non otterrà la capitolazione di Teheran e dovrebbe puntare a risolvere i problemi che ha contribuito a creare, evitando un’escalation paragonabile al Vietnam.
Babak Zanjani, miliardario iraniano condannato a morte per corruzione e poi riabilitato, è tornato al centro del business petrolifero. Il suo ruolo si inserisce nel sostegno ai pasdaran per aggirare le sanzioni. Nell’operazione avrebbe mobilitato 850 milioni di dollari attraverso la piattaforma crypto Binance.
Repubblica Esteri pubblica una vignetta di Ellekappa dedicata a Donald Trump e all’Iran. Il tema richiama il confronto geopolitico tra Stati Uniti e Teheran.
Donald Trump ha incontrato i consiglieri per la sicurezza nazionale mentre resta aperta l’ipotesi di un attacco all’Iran. Axios riferisce che giovedì il presidente appariva propenso ad agire, ma senza aver ancora preso una decisione definitiva. L’assenza di una svolta mantiene alta la tensione sul dossier.
Teheran ha dichiarato di non poter affermare che un accordo con gli Stati Uniti sia imminente. La presa di posizione contrasta con quanto riferito da Al Arabiya, secondo cui l'annuncio di un'intesa potrebbe arrivare nelle prossime ore ed entrare subito in vigore.
I mercati guardano con favore alle voci di un possibile accordo di pace in Medio Oriente, ma senza eccessi di ottimismo. Le Borse si muovono in positivo e i bond salgono, mentre il petrolio resta stabile.
L'annuncio di un accordo tra Iran e Stati Uniti sarebbe atteso nelle prossime ore e l'intesa entrerebbe subito in vigore. Anche il Qatar ha inviato negoziatori a Teheran per finalizzare l'accordo. Intanto Marco Rubio ha invitato a considerare un piano B nel caso in cui non riapra lo Stretto di Hormuz.
Gli attivisti della Flotilla sono rientrati in Italia. La Procura di Roma valuta reati di tortura e violenza sessuale a carico dei responsabili del blitz che ha fermato la spedizione umanitaria in difesa dei valori civili e democratici. Servizio di Marzia De Giuli per il Tg1.
Regno Unito, Italia, Francia e Germania hanno firmato una dichiarazione congiunta che chiede a Israele di fermare gli insediamenti in Cisgiordania. Il testo condanna le violenze dei coloni e le restrizioni finanziarie imposte all’Autorità nazionale palestinese. I quattro leader si oppongono anche a chi, incluso nel governo israeliano, sostiene l’annessione e lo sfollamento forzato della popolazione palestinese.
Marco Rubio ha definito positivi i lievi progressi emersi nei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Media arabi riferiscono di una bozza finale di accordo tra Teheran e Washington che non includerebbe il dossier nucleare né i missili. Intanto un raid israeliano nel sud del Libano ha causato sei morti, tra cui due soccorritori e una bambina.
In Iran è in corso dall’8 gennaio quello che viene descritto come il blackout digitale più lungo della storia del Paese. La stretta sulle comunicazioni è iniziata con le manifestazioni anti-governative e ha imposto una censura senza precedenti. Dalle testimonianze raccolte emerge un forte impatto sulla vita quotidiana della popolazione.
L’Iran allarga le proprie rivendicazioni nello Stretto di Hormuz, indicando come proprie anche acque emiratine e omanite. Donald Trump replica escludendo l’ipotesi di pedaggi e afferma che gli Stati Uniti si prenderanno l’uranio. Il presidente aggiunge che potrebbe anche saltare le nozze di suo figlio.
Nell’amministrazione americana emergono posizioni diverse su un possibile attacco all’Iran. Vance mantiene una linea di cautela, mentre Hegseth e Rubio spingono per l’opzione militare. La ricostruzione parla anche di un ripensamento della Casa Bianca poco prima dell’ordine di bombardare.
Itamar Ben-Gvir consolida la sua influenza su Benjamin Netanyahu mentre l’estrema destra cresce nei sondaggi. Il ministro non registra un serio contraccolpo politico dopo lo show contro gli attivisti della Flotilla, nonostante le critiche arrivate anche dagli Stati Uniti.
I cittadini italiani rilasciati da Israele dopo il caso della Flotilla hanno denunciato pestaggi, catene e abusi sessuali. Il deputato Carotenuto ha riferito di violenze "selvagge" e della presenza di persone con fratture. Intanto il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto all'Unione europea sanzioni contro il ministro israeliano Ben Gvir.
La guida suprema iraniana Ali Khamenei ha posto un veto sull’uranio dell’Iran, mentre Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti "lo avremo noi". Teheran, però, segnala un’apertura nei colloqui con Washington e afferma che alcuni divari sono stati colmati, preparando una risposta.
Nel nuovo video del canale Breaking Italy si afferma che la Global Sumud Flotilla è stata di nuovo efficace. Il contenuto menziona sviluppi in Medio Oriente e figure come Netanyahu e Ben Gvir.
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti avranno l’uranio arricchito dell’Iran, mentre Teheran ha negato che la guida suprema Ali Khamenei abbia ordinato di conservarlo. Il liveblog segnala anche le parole di Marco Rubio, che parla di progressi, e la visita a Teheran del capo dell’esercito pakistano nel quadro dei negoziati.
Antonio Tajani ha chiesto a Kaja Kallas sanzioni contro il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir. Intanto tutti gli attivisti della flotilla hanno lasciato Israele e Carotenuto e Mantovani sono arrivati in Italia. Il giornalista ha denunciato di essere stato picchiato e tenuto con manette e catene alle caviglie. La Procura di Roma acquisirà il filmato con il ministro.
I conflitti diventano oggetto di scommesse su piattaforme digitali come Polymarket, indicata come uno dei principali mercati di questo tipo. Il sito accetta anche criptovalute, un elemento che può offrire maggior anonimato. Il fenomeno intreccia azzardo, finanza e guerra in uno spazio opaco e difficile da tracciare.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto all’Unione Europea di valutare sanzioni contro Itamar Ben Gvir, ministro israeliano. La richiesta riguarda il quadro delle tensioni in Medio Oriente e chiama in causa un possibile intervento politico dell’Ue.
Il compagno di Martina Comparelli, attivista milanese arrestata sulla Flotilla, esprime forte preoccupazione per le sue condizioni. Teme che possa aver subito violenze fisiche e collega la sua partenza alla denuncia dell’impunità di Israele nei confronti dei palestinesi. Il caso richiama le tensioni internazionali attorno al conflitto in Medio Oriente.
Teheran ha reso noto di aver ricevuto il parere degli Stati Uniti e di essere al lavoro per esaminarlo. Nel liveblog si riporta anche la posizione del segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth, che ha assicurato la prontezza americana ad agire sull'Iran.
Una donna di 34 anni, Mira Houssein, sostiene di essere stata inviata in Yemen da Saddam Hussein poco prima dell’attacco statunitense all’Iraq del 2003. Gli Houthi però non credono alla sua versione e avrebbero depredato la sua residenza e i suoi beni. La donna si è quindi rivolta alla protezione di una potente tribù del deserto.
Gli Stati Uniti hanno ufficializzato la rimozione di Francesca Albanese dalla lista nera del Dipartimento del Tesoro. La decisione riguarda la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. Resta invece il no di Parigi alla cittadinanza onoraria.
Il generale Yossi Kuperwasser, ex capo della divisione Aman dell’intelligence militare israeliana, afferma che Benjamin Netanyahu finirà per piegarsi alla volontà di Donald Trump. Per Kuperwasser, il premier israeliano non può permettersi uno scontro con il presidente americano su guerra e scelte strategiche.
Donald Trump sostiene che i negoziati con Teheran siano alle fasi finali e avverte che, in assenza di una firma, potrebbero esserci “azioni spiacevoli”. L’Iran parla di uno scambio di messaggi in buona fede, pur rivendicando i propri diritti. Intanto media arabi riferiscono di un possibile nuovo round di trattative a fine mese a Islamabad.
Riccardo Rudino, portuale genovese del Calp e volto del blocco dei porti a sostegno della Flotilla dello scorso autunno, rilancia il boicottaggio selettivo degli affari israeliani. Il suo appello è rivolto a sindacati, politica e lavoratori, con l’obiettivo di fermare i container di Israele nei porti.
Nel Medio Oriente si moltiplicano le voci su un accordo vicino, mentre resta alta la tensione tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu dopo una telefonata definita drammatica. Trump ha affermato che Netanyahu "farà quello che voglio", mentre Teheran ha avvertito che in caso di attacco il conflitto si estenderà.
Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano ha visitato il porto di Ashdod e ha diffuso sui social immagini che mostrano attivisti fermati dalla marina militare bendati e in ginocchio. Le immagini sono state accompagnate dalla didascalia "Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo"; la corrispondente Maria Gianniti segnala gli aggiornamenti su Rainews.it.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che la nuova pipeline destinata ad aggirare lo Stretto di Hormuz è quasi completata al 50%. Il Paese ha già reindirizzato parte delle esportazioni di petrolio attraverso una pipeline esistente verso Fujairah, con una capacità massima di 1,8 milioni di barili al giorno.
Dai verbali emerge che una maggioranza dei funzionari della Federal Reserve ritiene possibili nuovi rialzi dei tassi se l’inflazione dovesse rimanere elevata. Tra i fattori di pressione sui prezzi viene indicato il protrarsi della guerra con l’Iran, che potrebbe aggravare il quadro inflazionistico.
Media arabi riferiscono che è in fase di finalizzazione un testo di accordo tra Stati Uniti e Iran. Al Arabiya parla di lavori in corso per chiudere un documento d’intesa tra Washington e Teheran nel quadro delle tensioni in Medio Oriente.
Geopop spiega che, per la prima volta nella storia recente, quattro degli otto choke points principali sono simultaneamente sotto pressione, con effetti sulle rotte commerciali. Lo Stretto di Hormuz non ha una vera alternativa marittima: le pipeline di bypass possono dirottare al massimo circa 2,6 milioni di barili al giorno contro i circa 20 milioni che passano via mare. Aggiornamento al 4 maggio 2026: il blocco navale USA sui porti iraniani è in vigore dal 13 aprile, la tregua tra Washington e Teheran resta fragile e dopo la conferenza di Parigi del 17 aprile Europa e alleati pianificano una missione multinazionale di sminamento.
Benjamin Netanyahu ha difeso il diritto di Israele a fermare la Flotilla, ma ha preso le distanze da Itamar Ben Gvir giudicando sbagliato il suo comportamento. Giorgia Meloni e Antonio Tajani hanno definito inaccettabili i video in cui il ministro israeliano deride i fermati. In serata rientrano in Italia i primi due attivisti, mentre la flottiglia chiede il rilascio di tutti i partecipanti fermati.
Mahmoud Ahmadinejad, ex sindaco di Teheran e presidente iraniano dal 2005 al 2013, è ricordato per le posizioni radicali contro Israele, il negazionismo dell’Olocausto e la dura repressione dell’Onda verde. Dopo aver costruito la propria immagine come uomo comune e aver lodato Donald Trump nel 2017, si è poi trasformato in un critico del governo, restando ai margini del sistema politico iraniano.
Gli attivisti della Flotilla sono stati fermati al porto di Ashdod e tenuti a terra con mani legate e bende sugli occhi. Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir li ha derisi con un “Benvenuti in Israele”, mentre Benjamin Netanyahu ha difeso il diritto di Israele a bloccarli ma ha criticato il comportamento del ministro. Durante il fermo, un’attivista che gridava “Free Palestine” è stata scaraventata a terra da un agente.
Un attivista della missione navale umanitaria diretta a Gaza denuncia pestaggi, minacce e violenze subite e viste durante i due trasferimenti ad Ashdod. La testimonianza arriva dopo l’intercettazione della Flotilla da parte di Israele e riporta accuse di abusi in carcere.
Cina e Russia hanno criticato Donald Trump condannando l'attacco all'Iran e il rapimento di Nicolas Maduro. Xi Jinping ha avvertito Vladimir Putin che l'ordine internazionale è pericolosamente vicino al ritorno della legge della giungla. Putin ha inoltre affermato che le relazioni tra Russia e Cina hanno raggiunto livelli senza precedenti.
Paolo Romano, consigliere regionale del Pd, torna sull’arresto subito lo scorso ottobre durante la nuova Flotilla. Fermato dai militari israeliani, era stato detenuto in un carcere di massima sicurezza. Agli attivisti ha rivolto un messaggio di sostegno, invitandoli a proseguire un impegno che ha definito più grande delle singole vite.
I 428 attivisti intercettati sono arrivati al porto israeliano di Ashdod e 87 di loro hanno avviato uno sciopero della fame. Le autorità puntano a espellerli entro 24 ore, ma crescono i timori per chi proviene da Paesi a maggioranza musulmana o ha già un divieto di ingresso. Tra i casi considerati più delicati ci sono anche molti italiani.
Xi Jinping ha accolto Vladimir Putin a Pechino avvertendo del rischio di un ritorno alla "legge della giungla". Il leader russo ha invitato Xi a Mosca il prossimo anno. Tra i temi sul tavolo c’è l’accordo per la realizzazione del gasdotto Forza della Siberia 2, con l’energia al centro del confronto.
Stati Uniti e Israele avrebbero considerato Mahmoud Ahmadinejad come possibile nuovo leader dell’Iran. L’ex presidente iraniano, un tempo ritenuto un radicale, sarebbe stato disposto a collaborare. La ricostruzione è stata pubblicata dal New York Times.
Vladimir Putin dovrebbe incontrare mercoledì il leader cinese Xi Jinping, con il gasdotto Power of Siberia 2 al centro dei colloqui. Il progetto, fermo da tempo, torna d’attualità mentre la guerra in Iran scuote i mercati energetici.
I melodrammi turchi, tradizionalmente legati ai lunghi format televisivi, stanno cambiando distribuzione e linguaggio. Il passaggio ai mini formati punta sulle piattaforme digitali come TikTok e YouTube, adattando un genere molto riconoscibile a nuove modalità di consumo video.
Donald Trump ha lanciato un ultimatum all’Iran, fissando in tre giorni il termine per raggiungere un’intesa e avvertendo che in caso contrario riprenderanno i raid. Sul dossier è intervenuto anche il G7, chiedendo la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il vicepresidente J.D. Vance ha inoltre detto che Washington è contraria all’ipotesi di consegnare l’uranio arricchito alla Russia.
Teheran si starebbe preparando a un possibile ritorno dei raid americani con una strategia dei pasdaran basata su imboscate contro i jet degli Stati Uniti. Il nodo, sullo sfondo, è il timore di Washington che il regime iraniano conosca le procedure d’attacco statunitensi, anche con un possibile supporto dei servizi russi.
Una vignetta di Ellekappa propone una lettura satirica della guerra in Iran. Il lavoro richiama il contesto geopolitico della crisi e il ruolo attribuito a Donald Trump nel racconto visivo.
La rete di alleanze statunitensi nel mondo arabo si rafforza, mentre Arabia Saudita ed Emirati soffrono il blocco dello Stretto di Hormuz. Nelle equazioni di Donald Trump per una possibile intesa duratura vengono considerate le esigenze dei Paesi arabi e le due linee rosse americane: la riapertura dello Stretto e la rinuncia dell'Iran al nucleare.
Il G7 lancia l’allarme sulla crisi in Medio Oriente e chiede la riapertura dello Stretto di Hormuz, oltre alla fine della guerra. Intanto Donald Trump sospende l’attacco all’Iran, ma afferma di essere pronto a colpire.
Israele ha intercettato anche l’ultima nave della Flotilla, la Sirius, quando si trovava a meno di 70 miglia dalle coste di Gaza. Nell’operazione sarebbero stati esplosi colpi contro cinque imbarcazioni, una delle quali italiana. La Farnesina ha avviato verifiche sull’uso della forza, mentre è stata fermata anche la barca del deputato M5S Carotenuto.
Donald Trump sostiene che non si tratti di una guerra, ma per gli assicuratori esposti finanziariamente la situazione viene trattata come tale. In Medio Oriente molte aziende hanno sottoscritto polizze contro terrorismo o sabotaggio, mentre sono molte meno quelle con coperture specifiche per i danni di guerra. Questa distinzione può avere effetti rilevanti sui risarcimenti e sulla gestione del rischio.
La Global Sumud Flotilla ha riferito che gli attivisti saranno a breve condotti in un porto israeliano, mentre altre imbarcazioni sono state intercettate. A bordo della "Don Juan" ci sono anche gli italiani Antonella Bundu e Dario Salvetti. Gli attivisti affermano di non volersi far intimidire e chiedono all'Unione europea e all'Italia di agire a tutela del diritto internazionale.
Al G7 c'è stata unanimità nel mantenere la pressione sulla Russia, ha riferito la Francia. Per Parigi, Mosca non deve trarre vantaggi dalla guerra in Ucraina e in Medio Oriente. Nel comunicato finale è indicato come imperativo riaprire lo Stretto di Hormuz e risolvere la guerra in Iran.
Mentre la guerra in Medio Oriente pesa sugli equilibri energetici, Ryanair descrive un’Europa relativamente ben fornita di carburante per aeromobili. Nella mappa dei fornitori che sostengono l’Unione europea emergono Norvegia e Venezuela, con effetti anche sul comparto dei viaggi aerei.
La nazionale iraniana è in ritiro in Turchia in vista dei Mondiali 2026. Nel programma della preparazione è prevista un'amichevole contro il Gambia.
Donald Trump ha annunciato la sospensione dell’attacco all’Iran, precisando però di essere pronto a colpire. Le sue parole arrivano dopo la bocciatura della nuova proposta in 14 punti presentata da Teheran. L’esercito iraniano ha risposto avvertendo che gli Stati Uniti non devono commettere errori e minacciando ritorsioni contro qualsiasi aggressione.
A Gaza un progetto locale trasforma le macerie degli edifici distrutti in mattoni a incastro simili ai Lego. L’iniziativa punta a sostenere la ricostruzione in una fase in cui materiali e fondi scarseggiano. La soluzione riutilizza i resti delle demolizioni per creare nuovi elementi da costruzione.
I contatti riservati tra i leader del Golfo e Teheran complicano la posizione della Casa Bianca sull’Iran. Per Donald Trump il dilemma resta tra uno stallo che avrebbe il sapore della sconfitta e un attacco dalle conseguenze imprevedibili.
Donald Trump ha dichiarato di aver fermato un attacco che sarebbe stato pronto a ripartire oggi, aprendo invece a una nuova fase di trattative con Teheran. Il presidente ha però avvertito che, in assenza di un’intesa, i bombardamenti potrebbero riprendere. Lo stop sarebbe stato sollecitato dai Paesi del Golfo, mentre l’Iran ha presentato una nuova proposta che include la riapertura dello Stretto di Hormuz e il trasferimento dell’uranio in Russia.
L’Idf ha bloccato in pieno giorno, in acque internazionali al largo di Cipro, una flottiglia diretta verso Gaza, arrestando più di 300 attivisti. Tra i fermati ci sono anche 14 italiani, mentre alcune imbarcazioni risultano ancora in navigazione. Antonio Tajani ha chiesto a Israele di rispettare il diritto internazionale, mentre il ministro israeliano Sa’ar ha definito la missione "solo propaganda" e non un trasporto di aiuti umanitari.
Jason Greenblatt, ex inviato speciale in Medio Oriente di Donald Trump, sostiene che il regime iraniano sia diviso. Per questo Trump vuole capire se Teheran sia davvero in grado di negoziare un accordo e soprattutto di rispettarlo nel tempo. Greenblatt aggiunge che chi pensa a un presidente condizionato dai sondaggi elettorali non ne comprende il metodo d’azione.
Saif Abukeshek, leader della Flotilla catturato nell’ultimo raid dell’Idf, racconta di aver saputo che nelle carceri israeliane non c’è nulla a proteggere i detenuti. Rimasto in custodia per 11 giorni ad Ashkelon, accusa l’Unione europea di complicità ma sostiene che la società civile sia ormai dalla loro parte.
Donald Trump ha dichiarato di aver sospeso un attacco all'Iran che era previsto per martedì, parlando di colloqui seri ma ribadendo di essere pronto a colpire. Nel quadro della crisi, è stata inoltre concessa una nuova deroga di 30 giorni sul petrolio russo.
Donald Trump ha detto di rinviare un «attacco programmato all’Iran domani» su richiesta di leader del Medio Oriente. Lo stallo tra Stati Uniti e Iran ruota attorno allo Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il petrolio mondiale. La sua chiusura a causa della guerra ha provocato uno shock dell’offerta energetica.
Almeno due imbarcazioni italiane della flotilla diretta a Gaza sono state abbordate e 14 italiani risultano catturati. Tajani ha chiesto a Israele di rispettare il diritto internazionale, mentre il parlamentare M5S Dario Carotenuto risulta ancora in navigazione. Ynet riferisce che circa cento attivisti sono stati portati verso Ashdod.
Donald Trump ha dichiarato di aver sospeso un attacco all'Iran previsto per domani, parlando di negoziati seri in corso. Intanto, secondo i media, per Washington la proposta di Teheran resta insufficiente e permane il rischio di una ripresa della guerra. Gli Stati Uniti valutano anche una nuova deroga sul petrolio russo a causa del blocco delle forniture.
Donald Trump ha dichiarato di non essere aperto a concessioni e ha avvertito che l’Iran sa cosa accadrà a breve. Intanto, secondo i media, per gli Stati Uniti la proposta iraniana è insufficiente e resta il rischio di una ripresa della guerra. Washington valuta inoltre una nuova deroga sul petrolio russo a causa del blocco delle forniture.
Le forze israeliane hanno sequestrato la Flotilla al largo di Cipro, con alcuni membri trattenuti e diretti verso Ashdod. Tra i 35 italiani a bordo, nove risultano bloccati. La Flotilla riferisce di aver perso i contatti con una nave dopo l'intervento di Israele, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto il rilascio immediato e ha parlato di passi diplomatici compiuti anche oggi con il governo israeliano.
Media riferiscono di un'apertura dell'Iran a un lungo stop del programma nucleare, con l'uranio destinato alla Russia. Intanto il presidente degli Stati Uniti ha convocato i consiglieri per la sicurezza per discutere della guerra. Teheran ha inoltre annunciato la creazione di un organismo che gestirà lo Stretto di Hormuz.
L'Idf ha sequestrato al largo di Cipro le imbarcazioni della Flotilla dirette verso Gaza, con alcuni membri trattenuti e trasferiti verso Ashdod. Tra i 35 italiani a bordo, alcuni risultano bloccati. La Flotilla riferisce di aver perso i contatti con una nave dopo l'intervento israeliano, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto di garantire la sicurezza degli attivisti e ha parlato di passi diplomatici compiuti anche oggi con il governo israeliano.
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha già bloccato oltre 14 milioni di barili al giorno di produzione nel Golfo, aggravando lo shock sull’offerta petrolifera. Le scorte mondiali scendono ai minimi mentre domanda globale, raffinazione e consumi rallentano sotto la pressione dei prezzi elevati e delle tensioni geopolitiche.
Donald Trump ha lanciato un ultimatum a Teheran, chiedendo che l’Iran accetti un accordo e annunciando la convocazione dei consiglieri per la sicurezza per discutere della guerra. Da Teheran è arrivata la replica: «Abbiamo risposto».
Dopo un attacco contro una centrale nucleare negli Emirati Arabi Uniti, Iran e Stati Uniti sono tornati a minacciare un nuovo conflitto. La tensione arriva dopo settimane di negoziati bloccati e riaccende lo scontro in Medio Oriente.
I prezzi del petrolio sono saliti dopo l’avvertimento lanciato da Donald Trump all’Iran nel fine settimana. Il messaggio ha riacceso i timori di un deterioramento dello stallo tra Washington e Teheran sulla fine della guerra, con il rischio di una ripresa del conflitto armato. Le tensioni geopolitiche alimentano così le preoccupazioni per il mercato energetico.
Tony Blair indica nell’Europe Gulf Forum uno spazio di confronto informale su cui i leader europei e del Golfo possono costruire una cooperazione più solida. Sostiene che l’Unione europea debba ritagliarsi un ruolo in Medio Oriente puntando su difesa e riforme. Su Gaza, afferma che una soluzione passa dall’uscita di Hamas dal potere e dal sostegno a un nuovo governo. Europa e Paesi del Golfo, aggiunge, restano dipendenti dagli Stati Uniti ma devono rafforzarsi.
Donald Trump ha detto a Benjamin Netanyahu che la guerra con l’Iran potrebbe riprendere se Teheran non accetterà un accordo. Il leader Usa ha avvertito che in caso contrario “non ne resterà più nulla” e ha annunciato un incontro con i generali per domani. Israele ha dato il suo appoggio e si dice pronto a nuovi raid.
Donald Trump ha parlato con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e ha avvertito l'Iran che il tempo stringe. Netanyahu ha riunito il gabinetto, mentre ad Abu Dhabi si segnala un incendio dopo l'impatto di un drone su una centrale nucleare. La tensione resta alta in Medio Oriente.
L'Aiea ha riferito che negli Emirati Arabi Uniti i livelli di radiazione sono rimasti nella norma dopo un attacco con drone nei pressi di una centrale nucleare. L'ufficio media di Abu Dhabi ha precisato che il drone ha colpito un generatore elettrico all'esterno del perimetro interno dell'impianto, senza effetti radiologici.
In un episodio della serie "Pillole di Storia" viene ricostruito il ruolo di Rinaldo di Chatillon nelle tensioni tra gli stati crociati e i Romani. Il video sintetizza gli eventi e le possibili conseguenze nel contesto delle crociate.
Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha accusato Israele di genocidio e si è confrontato apertamente con Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Le sue misure economiche e un approccio diverso alle migrazioni stanno contribuendo a una ripresa economica in Spagna e ad una crescente popolarità in Europa, mentre in patria è spesso criticato per scandali di corruzione: oltre la metà degli spagnoli non approva il suo operato. Il video analizza le contraddizioni della sua figura politica.
In Grecia si apre un forum dedicato alla cooperazione tra Europa e Paesi del Golfo, promosso da Antenna Group e Atlantic Council. Al centro dell’incontro ci sono i leader politici e i vertici di Bce e Fmi, con l’obiettivo di ridisegnare le relazioni economiche e strategiche in un contesto internazionale segnato dalla guerra.
Dopo il viaggio in Cina, Donald Trump starebbe valutando piani per colpire l’Iran. Il tentativo di ottenere un risultato da Pechino non avrebbe avuto successo e il presidente sarebbe ora orientato a riprendere i raid. Intanto sono al lavoro mediatori nel tentativo di fermare un’escalation.
Per il politologo americano Charles Kupchan, Iran e Taiwan sono i due dossier su cui si misura il confronto strategico tra Donald Trump e Xi Jinping. Kupchan osserva che negli Stati Uniti un nuovo conflitto è impopolare e giudica improbabile un ritorno a una guerra su larga scala da parte della Casa Bianca. Più probabile, invece, uno scenario fatto di tensioni e schermaglie.
Donald Trump deciderà entro 24 ore se autorizzare un nuovo attacco contro l’Iran, mentre si intensificano i preparativi tra Stati Uniti e Israele. Teheran ha riferito di colloqui con alcuni Paesi dell’Unione europea sul transito nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per la regione e per l’energia.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che la decisione di lasciare l’OPEC è stata una mossa strategica di natura economica, non politica. Il Paese, entrato nel gruppo dei produttori di petrolio nel 1967, aveva annunciato il mese scorso l’uscita effettiva dall’organizzazione a partire dal 1° maggio.
La Corte d’Appello francese ha accettato una denuncia depositata nel 2022 da alcune organizzazioni che si occupano di libertà di stampa sull’omicidio di Jamal Khashoggi. Dopo diversi rifiuti, si apre così un’inchiesta sulle responsabilità del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.
Da Gaza all’Ucraina, la diplomazia di Donald Trump viene descritta come più attenta all’impatto mediatico degli annunci che ai loro effetti concreti. Il tema è quello di cessate il fuoco presentati come risultati politici, ma con conseguenze reali più incerte e limitate.
Un raid dell’Idf a Gaza avrebbe ucciso Izz al-Din al-Haddad, indicato come capo di Hamas nella Striscia e ultimo superstite dei comandanti militari coinvolti negli attacchi del 7 ottobre. Nel bombardamento sono morte almeno sette persone. L’operazione israeliana rischia di compromettere la già fragile tregua.
Teheran apre a un possibile ruolo di Pechino per favorire il dialogo con gli Stati Uniti, mentre ribadisce la propria diffidenza verso Washington. Il ministro degli Esteri Araghchi non chiude alle trattative, ma sullo sfondo i pasdaran si preparano a una possibile ripresa della guerra.
Donald Trump ha escluso il sostegno all’indipendenza di Taiwan e ha detto di non voler inviare soldati. Da Pechino il ministro degli Esteri ha affermato che il presidente americano “ci capisce”. Trump ha inoltre parlato di un’intesa sullo Stretto di Hormuz e proposto all’Iran di fermare l’uranio per 20 anni, mentre mercoledì è atteso l’arrivo di Vladimir Putin.
Teheran si dice pronta ad accogliere gli sforzi della Cina per la pace, mentre il ministro Araghchi afferma che la mediazione del Pakistan non è fallita ma incontra difficoltà. Sullo sfondo resta la tensione con Washington, con Donald Trump che avverte di non avere ancora molta pazienza nei confronti dell'Iran.
La Cina aumenterà gli acquisti di petrolio dagli Stati Uniti perché i due Paesi sono partner commerciali naturali, ha dichiarato il segretario all’Energia Chris Wright. Pechino dipende in larga misura dalle importazioni di greggio dal Medio Oriente, ma queste forniture risultano in gran parte interrotte dal blocco iraniano dello Stretto di Hormuz.
La Biblioteca di Alessandria pubblica un episodio della serie "Pillole di Storia" che ricostruisce la lotta tra una madre e un figlio per il trono di Gerusalemme. L'episodio è inserito nella serie dedicata alle Crociate e ai contenuti sul Medioevo disponibili sul canale.
La Cina potrebbe avere un ruolo centrale nelle trattative tra Stati Uniti e Iran, anche nell’eventuale rimozione dell’uranio. Mehran Haghirian richiama la mediazione tenuta riservata fino all’ultimo tra Arabia Saudita e Iran nel 2023. Per Pechino pesano i legami economici e di sicurezza con Teheran e l’interesse a far ripartire il transito di petrolio nello Stretto di Hormuz.
A Zhongnanhai si è tenuto un incontro blindatissimo tra Donald Trump e Xi Jinping. La Cina ha chiesto un cessate il fuoco in Medio Oriente e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Trump ha parlato di accordi commerciali "fantastici" conclusi nei colloqui.
Teheran annuncia un accordo che riguarda le navi cinesi nello Stretto di Hormuz, in un passaggio rilevante per gli equilibri regionali. Intanto Riad richiama l'ipotesi di un patto di non aggressione tra l'Iran e i Paesi del Golfo. Il ministro iraniano Araghchi ha inoltre attaccato gli Emirati.
Un tribunale statunitense ha sospeso le sanzioni imposte da Donald Trump contro Francesca Albanese. La decisione ha provocato le reazioni positive della sinistra. Intanto è ripartita la Flotilla diretta a Gaza, con a bordo anche un deputato del M5s.
Donald Trump ha detto che Xi Jinping si è offerto di aiutare sulla crisi con l'Iran e che la Cina non fornirà armi a Teheran. Intanto il ministro iraniano Araghchi ha chiesto ai Brics di condannare quelle che definisce violazioni del diritto internazionale da parte di Israele e Stati Uniti. A Washington è iniziato il terzo round di colloqui diretti tra Israele e Libano, mentre Riad valuta un patto di non aggressione tra la regione e Teheran.
Il Centcom afferma di aver distrutto 161 navi da guerra e il 90% delle mine dell’Iran, nel quadro delle tensioni in Medio Oriente. Intanto il ministro iraniano Araghchi ha chiesto ai Brics di condannare le violazioni del diritto internazionale attribuite a Israele e agli Stati Uniti. A Washington è inoltre iniziato il terzo round di colloqui diretti tra Israele e Libano.
Per dieci mesi funzionari dell’Unrwa hanno lavorato quasi in incognito tra Gaza e Gerusalemme Est per mettere in salvo documenti chiave della memoria palestinese. Tra i materiali raccolti ci sono schede originali dei rifugiati registrati dopo il 1948, certificati di nascita, matrimonio e morte e testimonianze personali.
Un’inchiesta di Israel Hayom conferma che Israele ha esteso al 64% della Striscia di Gaza la porzione di territorio che controlla. La cosiddetta linea gialla è diventata arancione, segnando un ulteriore avanzamento sul terreno già denunciato da tempo dai palestinesi.
Xi Jinping ha trasformato la guerra degli Stati Uniti all’Iran in un vantaggio per la Cina, che oggi appare meno dipendente da Donald Trump di quanto Trump lo sia da Pechino. Il presidente americano punta a ottenere l’aiuto cinese per fare pressione sugli ayatollah e a chiudere intese economiche, mentre la leadership cinese si presenta da una posizione di maggiore forza.
Il gruppo emiratino Edge, tra i maggiori della difesa nel Golfo, valuta l’acquisto dei motori di Cmd nell’ambito della sua espansione in Europa. Il presidente e Cfo Rodrigo Torres indica acquisizioni per un miliardo di dollari in due anni e richiama gli accordi già avviati in Italia con Fincantieri e Leonardo.
Un report ricostruisce le forniture partite dall’Italia verso aziende legate alla difesa israeliana dopo il 7 ottobre. Al centro ci sono tecnologie dual use come droni, avionica, ottiche di precisione e materiali compositi, impiegate nella guerra invisibile delle esportazioni tecnologiche.
Una petroliera cinese ha attraversato lo Stretto di Hormuz nel giorno del vertice. La Cia sostiene che l’Iran controlli il passaggio e abbia ripristinato l’accesso a 30 dei 33 siti missilistici lungo la costa.
Sale la tensione nello Stretto di Hormuz, con l'Iran che rivendica il controllo dell'area e minaccia gli Stati Uniti. Sullo sfondo, un jet F-35 Usa pattuglia le acque del Golfo e un drone sorvola una base. Sergio Mattarella invita Israele ad abbandonare uno stato di guerra permanente.
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha ridotto del 30% la produzione petrolifera dell’OPEC, afferma il cartello. Il blocco imposto dall’Iran ha di fatto interrotto le forniture dal Golfo Persico e mette a rischio la crescita della domanda globale di petrolio nel corso dell’anno.
Alcuni media internazionali scrivono che Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita non si sarebbero limitati a difendersi durante la guerra con l’Iran. I due paesi del Golfo avrebbero condotto in segreto attacchi contro Teheran, aggiungendo un elemento rilevante alle tensioni nella regione.
Dall’inizio della guerra le scorte di petrolio sono diminuite a ritmi record, segnala l’Aie. Dai produttori del Golfo è venuto a mancare oltre un miliardo di barili di greggio, con effetti sull’equilibrio dell’offerta energetica.
L’intelligence statunitense ritiene che l’Iran abbia conservato e ricostituito una parte significativa delle proprie capacità militari. La valutazione riguarda anche siti missilistici e l’area dello Stretto di Hormuz, un punto strategico per gli equilibri regionali e per i traffici energetici.
Teheran ha rivendicato il controllo dello Stretto di Hormuz, affermando che da Kharg non lascerà partire "neanche un granello". Il vicecomandante della Marina iraniana ha anche minacciato gli Stati Uniti, dichiarando che se Donald Trump sbarcasse sull'isola il Golfo diventerebbe "un cimitero delle forze Usa". In parallelo, media riferiscono di raid israeliani in Libano con almeno 8 morti, tra cui 2 bambini.
Teheran afferma di avere il controllo dello Stretto di Hormuz e sostiene che "neanche un granello" lascerà Kharg. Il vicecomandante della Marina iraniana ha aggiunto che, se Trump sbarcasse sull'isola, il Golfo diventerebbe un cimitero per le forze Usa.
Il ministro Guido Crosetto ha annunciato l’avvicinamento di due cacciamine italiani nell’area di Hormuz, precisando però che si attende una fase di pace. Nell’audizione davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, Antonio Tajani ha escluso la richiesta di una nuova operazione nel Golfo, indicando un eventuale impegno solo dopo la fine delle ostilità.
Donald Trump e Xi Jinping si incontreranno giovedì a Pechino per discutere di guerra in Medio Oriente, accordi commerciali e Taiwan. Il vertice mette al centro alcuni dei principali dossier che segnano i rapporti tra Stati Uniti e Cina.
In Libano la rete informale di pannelli solari che alimenta abitazioni, fattorie e sistemi idrici è diventata essenziale per compensare le carenze del sistema nazionale. La sua distruzione mette a rischio una delle poche infrastrutture energetiche in grado di tenere in piedi servizi e vita quotidiana nel paese.
Per gli esportatori cinesi, le preoccupazioni legate all’Iran stanno superando quelle sui dazi mentre Donald Trump e Xi Jinping si preparano a incontrarsi. In vista del vertice, Pechino e Washington dovrebbero ribadire l’intenzione condivisa di riaprire lo Stretto di Hormuz e ristabilire la stabilità nella regione.
Alla vigilia del summit in Cina, l’Iran alza i toni contro gli Stati Uniti e mostra profonda sfiducia verso Washington. I pasdaran avvertono che un eventuale attacco porterebbe alla creazione della bomba e che chiunque entri nel territorio iraniano subirebbe gravi danni.
Teheran ha minacciato di portare l'arricchimento dell'uranio al 90% in caso di attacco, in un nuovo picco di tensione in Medio Oriente. Donald Trump ha dichiarato di non avere fretta, mentre il bilancio del conflitto viene indicato in 29 miliardi di costi, con l'inflazione in forte aumento.
Il mercato del petrolio affronta quella che viene descritta come la maggiore interruzione dell’offerta della sua storia, ma i prezzi non hanno registrato un’impennata paragonabile ai picchi del passato. Gli analisti di Wall Street individuano cinque fattori che spiegano perché le quotazioni restano relativamente contenute nonostante il conflitto con l’Iran.
Il presidente Usa definisce le trattative con Teheran "appese a un filo", paragonandole a un paziente in terapia intensiva e valutando circa l'1% di possibilità che la guerra si chiuda con un accordo. Le dichiarazioni arrivano alla vigilia del suo viaggio in Cina. Nel frattempo si segnalano movimenti di mezzi marini statunitensi nella regione.
Il governo israeliano ha reagito duramente alle parole del premio Pulitzer Nicholas Kristof sulle presunte violenze sessuali sistematiche contro detenuti palestinesi, definendole una grave accusa infamante. Nello stesso contesto sono stati diffusi i risultati di un’inchiesta sugli stupri commessi da Hamas il 7 ottobre, indicati come parte di una pratica sistematica.
Teheran avverte che, in caso di attacco da parte degli Stati Uniti, tra le opzioni sul tavolo ci sarebbe l’arricchimento dell’uranio al 90%. Rezaei evoca anche il tema del nucleare militare e annuncia un confronto in parlamento. Intanto Donald Trump ha incontrato i generali per valutare una possibile ripresa dell’offensiva, mentre nel sud del Libano i raid israeliani hanno causato sei morti.
Israele ha approvato un tribunale speciale per i crimini del 7 ottobre, con la previsione della pena di morte. A marzo era stata varata una legge che introduce il boia per chi è colpevole di attentato alla sicurezza dello Stato, ma la norma non era retroattiva e non poteva quindi essere applicata ai detenuti già in carcere. La nuova disposizione è pensata specificamente per i fatti del 7 ottobre.
Dopo la quasi distruzione della flotta navale tradizionale iraniana nei raid israelo-statunitensi, i Pasdaran mantengono in acqua una “mosquito fleet” di piccole imbarcazioni armate. Questa presenza sta paralizzando il passaggio nello Stretto di Hormuz, uno snodo cruciale per la navigazione.
I prezzi del petrolio hanno esteso i rialzi martedì, mentre aumentano i timori per un conflitto prolungato in Medio Oriente. A pesare sul mercato sono state le dichiarazioni di Donald Trump, che ha definito il cessate il fuoco con l’Iran in "supporto vitale", riducendo le speranze di un accordo di pace tra Washington e Teheran.
Secondo la puntata del The Essential, l'Unione Europea ha approvato sanzioni rivolte ai «coloni israeliani violenti» in Cisgiordania. Nella stessa puntata si affrontano anche il rifiuto alla proposta di Putin di nominare l'ex cancelliere Schroeder come mediatore per la pace in Ucraina e le polemiche con boicottaggi contro Israele all'Eurovision 2026 a Vienna.
Bruxelles vara le prime sanzioni contro gruppi che sostengono i coloni estremisti in Israele. Intanto è atteso il voto sul tribunale per Hamas in relazione al 7 ottobre, in un maxi-processo per il quale è prevista anche la pena di morte.
Donald Trump ha dichiarato che la tregua è "appesa a un filo" mentre l’Iran ha lasciato i negoziati. Il leader americano ha riunito i generali e ha minacciato la guerra per tentare di sbloccare lo stallo, ma Teheran continua a dettare le proprie condizioni. Sullo sfondo emerge anche la critica del neocon Robert Kagan, che parla di uno scacco per Trump.
La Nobel iraniana Narges Mohammadi, libera su cauzione, è in cura dopo un infarto e le violenze subite. Ha dovuto pagare anche le spese del ricovero. Il fratello denuncia che in prigione avrebbero tentato di ucciderla, mentre lei continua a resistere pensando ai figli.
Yair Golan, leader dei Democratici israeliani, punta alle elezioni del prossimo autunno con l’obiettivo di riportare la sinistra al governo e archiviare la stagione di Benjamin Netanyahu. Nell’intervista ribadisce il no a un programma nucleare militare dell’Iran, ma apre alla trattativa su altri dossier. Sulla prospettiva di uno Stato palestinese, sostiene che i tempi non siano ancora maturi.
Resta alta la tensione tra Stati Uniti e Iran, con la tregua in Medio Oriente appesa a un filo. Donald Trump ha definito il cessate il fuoco debole ma ha lasciato aperta la possibilità di un'intesa, mentre Teheran rilancia il piano cinese.
L’India affronta una fase di forte tensione legata alla dipendenza dal greggio che transita nello Stretto di Hormuz. Narendra Modi ha annunciato misure di austerità, invitando allo smart working, a rinviare i matrimoni e a privilegiare i prodotti nazionali per ridurre i consumi di carburante. Nel Paese si registrano chiusure di ristoranti e code ai distributori, mentre emerge la fragilità energetica del gigante asiatico.
L’Iran ha respinto il piano degli Stati Uniti, mentre Donald Trump ha affermato che una soluzione diplomatica con Teheran resta ancora possibile. Il presidente Usa ha definito indegna la leadership iraniana. Intanto, secondo i media, una petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz seguendo una rotta indicata da Teheran, mentre proseguono i raid israeliani sul Libano.
Vladimir Putin ha vietato la presenza di orologi da polso durante gli incontri in cui è presente. Il presidente russo teme che possano essere usati per spiarlo o persino per attentare alla sua vita. Il timore richiama il caso dei cercapersone dei leader di Hezbollah.
I ministri dell'Ue hanno raggiunto un accordo politico sulle sanzioni contro i coloni violenti, mentre non è passata la proposta di dazi sui prodotti degli insediamenti. Israele ha definito la decisione inaccettabile. Sul fronte dei rapporti con Mosca, Antonio Tajani ha ribadito che il negoziatore lo sceglie l'Europa e non la Russia, una linea richiamata anche da Kaja Kallas.
Un’indagine di NewsGuard su cinque rilevatori di intelligenza artificiale evidenzia un problema rilevante di falsi positivi. In diversi casi, immagini autentiche legate alla guerra tra Stati Uniti e Iran sono state classificate come contenuti deepfake. Un limite che può aumentare la confusione nella circolazione della disinformazione.
Gli economisti interpellati da Bloomberg vedono la Bce orientata a due rialzi dei tassi nel corso dell’anno. Nel sondaggio, l’inflazione del 2025 è stimata al 2,9%, anche per l’impatto dello shock in Medio Oriente.
Donald Trump torna in Cina dopo nove anni per un vertice con Xi Jinping centrato sulla tregua commerciale e sulla crisi nello Stretto di Hormuz. Sul tavolo ci sono anche i dazi e le terre rare, mentre Pechino punta a far valere il proprio margine negoziale e a ribadire la linea rossa su Taiwan.
L'Iran ha respinto il piano degli Stati Uniti, definendo eccessive le richieste americane e sostenendo che la propria risposta sia "generosa e razionale". Donald Trump ha criticato la lettera di Teheran, giudicandola inappropriata. Intanto, secondo media citati nel liveblog, una petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz seguendo una rotta indicata da Teheran, mentre continuano i raid israeliani sul Libano.
Teheran respinge il piano degli Stati Uniti, aprendo un nuovo fronte di tensione nei rapporti bilaterali. La reazione di Donald Trump è di forte irritazione, in un contesto che riporta al centro lo scontro tra Washington e l’Iran.
Narendra Modi ha avvertito che il conflitto con l’Iran pone gravi rischi per l’India, mettendo in luce la forte dipendenza del Paese dall’energia importata. Il premier ha invitato i cittadini a ridurre il consumo di carburante, i viaggi all’estero e gli acquisti di oro. L’appello arriva mentre le tensioni in Medio Oriente aumentano i timori per l’impatto economico sugli approvvigionamenti energetici.
Nonostante lo shock geopolitico legato alla guerra in Iran, i mercati non hanno registrato un crollo. A frenare la corsa del petrolio hanno contribuito pipeline alternative ancora operative, il rilascio di riserve strategiche e un rallentamento della domanda globale.
Il podcast analizza perché i mercati non sono crollati malgrado le paure per la guerra in Iran: l'azionario è ai massimi, l'oro è in calo e il Brent viaggia intorno a 126 dollari. Vengono esaminati tre scenari (de-escalation, stallo prolungato, escalation) e le conseguenze per i portafogli, alla luce di report di JP Morgan, dati di Ed Yardeni e analisi di Citi. Si discutono inoltre temi tecnici come demand destruction, backwardation, term premium e la correlazione azioni-bond.
L'Iran ha dichiarato che non "si piegherà mai" dopo che Donald Trump ha respinto una controproposta di pace, prolungando il conflitto in Medio Oriente. Washington sta cercando di spingere Pechino a fare pressione su Teheran per riaprire lo Stretto di Hormuz, ma non è chiaro quanto la Cina sia disposta a intervenire.
I mercati asiatici hanno avviato la settimana in ordine sparso, con il Kospi sudcoreano che ha segnato un nuovo record. A pesare sul sentiment è stata l’impennata del petrolio e l’aumento dei timori geopolitici legati all’Iran. Gli investitori restano cauti dopo il rifiuto da parte di Donald Trump della proposta di cessate il fuoco di Teheran, che alimenta il rischio di un conflitto più lungo in Medio Oriente.
Sale la tensione tra Iran e Stati Uniti dopo la risposta di Teheran e le nuove parole dure di Donald Trump. Il presidente americano minaccia di rimuovere l’uranio arricchito, alimentando il rischio di un’escalation alla vigilia del viaggio in Cina.
Allan Eyre, ex negoziatore del Jcpoa, sostiene che Donald Trump abbia fallito e non riuscirà a strappare a Teheran un accordo migliore di quello raggiunto ai tempi di Obama. Eyre osserva che Mosca e Pechino possono avere un ruolo di facilitazione, ma non sono in grado di offrire garanzie militari. Il tema conferma la centralità del dossier iraniano negli equilibri tra Stati Uniti e Medio Oriente.
Teheran si dice pronta ad aprire lo Stretto di Hormuz, ma non assume impegni sul dossier nucleare nel confronto con gli Stati Uniti. Donald Trump accusa l'Iran di prendere in giro Washington e avverte che "non riderete più". Benjamin Netanyahu sostiene che la partita non sia ancora conclusa.
Donald Trump ha respinto l’ultima controproposta avanzata dall’Iran per porre fine alla guerra, dichiarando di non gradirla. Teheran aveva ribadito la necessità di fermare il conflitto e revocare le sanzioni, riferisce l’agenzia semi-ufficiale Tasnim citando una fonte informata. Gli Stati Uniti attendono ora una risposta iraniana mentre una petroliera attraversa lo Stretto di Hormuz.
L'Eurovision ha preso il via con il Turquoise Carpet. Alla vigilia dell'evento si sono registrate proteste di manifestanti iraniani contro Israele e contro il regime degli ayatollah. Tra gli slogan degli attivisti anche l'appello al boicottaggio della manifestazione.
L’attivista ispano-palestinese Abukeshek, scarcerato da Israele, è arrivato a Barcellona e ha rilanciato su X la mobilitazione per la Palestina. Ha annunciato l’intenzione di riprendere la missione verso Gaza con le navi attualmente ferme in Turchia. Intanto Ávila è in viaggio verso il Cairo.
Teheran ha avvertito Londra e Parigi di una risposta immediata con navi nello Stretto di Hormuz, mentre i media iraniani riferiscono che la risposta alla proposta degli Stati Uniti sarebbe stata inviata tramite il Pakistan. Il presidente Masoud Pezeshkian ha ribadito che l’Iran non si piegherà al nemico e che negoziare non significa arrendersi.
La guerra sostiene i risultati del primo trimestre di Saudi Aramco, mentre la compagnia saudita riesce a bypassare lo stretto di Hormuz. Il presidente e ceo Amin H. Nasser avverte però che la quasi chiusura del passaggio potrebbe causare un’instabilità prolungata sui mercati energetici.
Oltre duemila persone hanno partecipato a una corsa organizzata in contemporanea nella Striscia di Gaza e a Betlemme. Il percorso ha attraversato la strada costiera Rashid, già teatro di momenti dolorosi della guerra. In mare, intanto, altri partecipanti si sono misurati con il surf, in una sfida simbolica per riappropriarsi della costa.
Un episodio della serie Pillole di Storia della Biblioteca di Alessandria ricostruisce la figura di Norandino, soprannominato "Re Santo", che nel 1499 avrebbe unificato la Siria per opporsi ai crociati. La puntata offre una sintesi del contesto storico e delle principali azioni legate alla sua ascesa.
Nel liveblog sul Medio Oriente si segnala che il Libano denuncia sette morti, tra cui tre bambini, nei raid israeliani contro famiglie sfollate. Intanto Londra ha inviato un cacciatorpediniere in vista di una futura missione nello Stretto di Hormuz. Da Teheran, il ministro Araghchi chiede agli Stati Uniti di porre fine a richieste definite eccessive e irragionevoli.
Israele libererà oggi i due attivisti della Flotilla arrestati in acque internazionali. Thiago Ávila e Saif Abukeshek erano stati catturati durante un raid della Marina israeliana davanti a Creta. Per entrambi inizierà subito la procedura di espulsione.
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro 11 entità e tre persone accusate di aiutare l’Iran. I soggetti colpiti hanno sede in Iran, Cina, Bielorussia e negli Emirati Arabi Uniti. La misura si inserisce nella pressione economica di Washington verso Teheran.
L'Europa ha espresso profondo allarme per le condizioni di Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace attualmente detenuta in Iran, chiedendo che le siano fornite subito cure mediche. Nell'appello si sottolinea che le accuse contro di lei si basano esclusivamente sulla sua legittima e pacifica attività di difesa dei diritti umani.
Due navi iraniane sono state colpite, mentre Teheran accusa Washington di “avventurismo”. Il ministro Araghchi parla di mosse sconsiderate proprio mentre l’opzione diplomatica resta sul tavolo. Intanto il vicepresidente Usa Vance incontra il premier del Qatar e dalla Casa Bianca filtra l’ipotesi di un accordo imminente.
Per Aaron David Miller, Teheran gioca sul tempo e mira a far riconoscere una nuova configurazione dei rapporti regionali. La leadership iraniana, osserva l’analista, è già cambiata e punta al riconoscimento della propria capacità di gestire lo Stretto e del diritto a un programma nucleare.
Nuove tensioni tra Iran e Stati Uniti in Medio Oriente, con Teheran che definisce "evidente a tutti" l'"avventurismo sconsiderato" di Washington. Il Centcom afferma di aver neutralizzato due petroliere iraniane nel Golfo di Oman, mentre da Teheran fanno sapere che la proposta americana è ancora in fase di valutazione. Donald Trump rilancia la pressione con un ultimatum: "Firmino o colpiamo".
Padre Bashar, parroco latino di Taybeh, denuncia gli attacchi dei coloni israeliani contro l’unico villaggio interamente cristiano della Cisgiordania. Chiede pace e il sostegno della comunità internazionale per il dialogo, la protezione dei civili, il rispetto dei diritti umani e della libertà religiosa. Ringrazia inoltre il Papa per aver richiamato l’attenzione del mondo sulla loro condizione.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha incontrato a Palazzo Chigi la premier Giorgia Meloni in un vertice durato circa un’ora e mezza. La visita è stata preceduta da un bilaterale con il ministro degli Esteri. Rubio ha espresso l’auspicio di ricevere dall’Iran una proposta seria.
Nintendo ha presentato conti positivi, ma prevede un calo delle vendite e rincari per la Switch 2 in Giappone, Stati Uniti ed Europa. A pesare sui costi è anche la crisi in Medio Oriente, con effetti sulla filiera dei chip. Sony aveva già aumentato i prezzi della PlayStation 5 e registra utili e ricavi in flessione.
Nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran nel Golfo, dopo le notizie su attacchi Usa contro petroliere iraniane rilanciate da Fox News. Media iraniani riferiscono anche del sequestro di una petroliera da parte della Marina dei pasdaran. Intanto Teheran afferma che la proposta americana è ancora in fase di valutazione, mentre Donald Trump avverte: "Firmino o colpiamo".
Silvia Boccardi e Paolo Magri, presidente del Comitato Scientifico ISPI, analizzano lo scontro tra Papa Leone e Donald Trump. Il video affronta inoltre le notizie relative a un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti, citando fonti giornalistiche internazionali.
La Biblioteca di Alessandria pubblica un nuovo episodio che ricostruisce la vita quotidiana negli Stati Crociati in Terrasanta. Il video, inserito nella serie dedicata alle crociate, offre una panoramica divulgativa sul periodo.
Donald Trump ha affermato che la tregua con l'Iran resta in vigore, ma ha avvertito che Teheran deve firmare un accordo oppure gli Stati Uniti colpiranno. Il comando statunitense ha riferito di aver intercettato attacchi iraniani definiti non provocati e di aver risposto con raid di autodifesa. Nel liveblog si segnala anche l'impiego di missili e droni negli Emirati.
Donald Trump ha dichiarato che il cessate il fuoco con l'Iran resta in vigore. Il presidente degli Stati Uniti lo ha affermato durante una visita al Lincoln Memorial Reflecting Pool.
In diversi paesi asiatici si stanno imponendo limiti all’uso dell’aria condizionata, diventata un bene prezioso. La misura è legata alla crisi energetica provocata dalla guerra in Medio Oriente e arriva mentre la regione è colpita da un’ondata di calore.
Donald Trump ha riferito di aver detto a Marco Rubio di comunicare a Leone, "in modo garbato", che l’Iran non può ottenere l’arma nucleare. Nel liveblog viene anche riportata l’accusa a Teheran di aver ucciso 42.000 innocenti.
I pubblici ministeri hanno chiuso le indagini e indicano Andrea Sempio come autore dell'omicidio di Chiara Poggi, aprendo una nuova pista dell'accusa. Nel medesimo episodio si segnala un aumento di atti contro la comunità cattolica attribuiti a soldati o coloni israeliani. L'OMS afferma invece che il hantavirus non costituisce né un'epidemia né una pandemia.
Stati Uniti e Iran hanno scambiato colpi nello Stretto di Hormuz, con entrambe le parti che sostengono che sia stato l'altro a sparare per primo. La comunicazione del CENTCOM non chiarisce lo stato del cessate il fuoco tra Washington e Teheran, già indebolito da ripetute accuse di violazioni dei termini dell'intesa.
Il Calp, collettivo degli autonomi del porto di Genova, lancia una nuova chiamata allo sciopero legata alla vicenda della Flotilla. Nel messaggio chiede il rientro a casa di Thiago e Saif entro dieci giorni, avvertendo che in caso contrario sarà avviato un blocco generale. Il collettivo è indicato tra le realtà più radicate nelle piazze a sostegno della causa palestinese.
Un mezzo all’interno della base italiana Unifil di Shama è stato colpito da un razzo, ma non si registrano feriti. Sono in corso accertamenti per chiarire provenienza e dinamica dell’episodio. Tra le ipotesi, quella di un razzo a corto raggio generalmente utilizzato dalle milizie di Hezbollah.
L’Iran dovrebbe rispondere oggi alla proposta degli Stati Uniti sul Medio Oriente, mentre sono in corso negoziati per una parziale apertura dello Stretto di Hormuz. Donald Trump ha avuto una telefonata con Benjamin Netanyahu, che ha confermato l’uccisione del capo della forza Radwan di Hezbollah. Negli Stati Uniti sono inoltre in corso indagini su scommesse sul petrolio legate all’Iran, con guadagni stimati in 2,6 miliardi.
Maersk ha avvertito che la guerra in Iran avrà un impatto maggiore nei prossimi mesi, con possibili aumenti dei prezzi per i clienti. Il gruppo ha indicato che il conflitto ha aggiunto un ulteriore livello di incertezza, mentre presentava i risultati del primo trimestre.
I prezzi del petrolio sono saliti giovedì, mentre i mercati valutano gli ultimi sviluppi in Medio Oriente. L’attenzione degli investitori resta concentrata sui rischi per lo Stretto di Hormuz legati al riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
La Francia riferisce che una nave francese è stata attaccata nello Stretto di Hormuz. Parigi afferma che la coalizione internazionale per la riapertura dello stretto è pronta e ha inviato la propria portaerei nell'area, mentre il presidente Emmanuel Macron prepara una risposta comune. La vicenda è stata trattata nel The Essential di Will Media.
Vali Nasr sostiene che in Iran non si veda la fine della crisi e che Donald Trump stia cercando soprattutto di uscire da una situazione che lui stesso ha contribuito a creare. Il politologo osserva che la sospensione del Project Freedom viene giustificata con la vicinanza di un accordo, ma questa prospettiva non sarebbe reale. Per una bozza d’intesa credibile, aggiunge, servirebbe includere una moratoria sul programma nucleare iraniano.
Donald Trump sostiene che un accordo con l’Iran possa arrivare entro una settimana e parla di colloqui positivi. Teheran però respinge l’ipotesi di una resa e giudica inaccettabili alcune proposte, mentre il presidente americano avverte che in caso di rifiuto potrebbe ordinare bombardamenti. Intanto gli Stati Uniti hanno bloccato una petroliera nello Stretto.
Washington spinge per raggiungere un’intesa con Teheran prima del vertice in Cina e chiede una moratoria di 12 anni sul programma nucleare iraniano. L’Iran però prende tempo, mentre i pasdaran puntano prima a ottenere lo sblocco dello Stretto di Hormuz.
Marco Rubio è a Roma per una missione diplomatica che punta a ricucire i rapporti con il Papa dopo le critiche arrivate dalla Casa Bianca. In agenda ci sono oggi un incontro sui dossier esteri e domani un vertice con Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Tra i temi al centro dei colloqui figurano lo Stretto di Hormuz, la missione Unifil e le basi americane in Italia.
Snap ha diffuso i conti del primo trimestre e ha fornito previsioni caute sulle vendite. La società ha anche reso noto che non ha più un accordo con la startup di intelligenza artificiale generativa Perplexity. Tra i fattori di incertezza indicati c’è la situazione geopolitica in Medio Oriente.
Gli Stati Uniti hanno presentato un nuovo piano per la pace in Medio Oriente. Donald Trump ha detto che un accordo è "molto possibile" e che, se l'Iran accetta, la guerra può finire. Da Teheran però arrivano riserve, con alcune parti della proposta giudicate inaccettabili, mentre la portaerei francese Charles de Gaulle è diretta verso il Golfo.
Donald Trump ha indicato la prossima settimana come possibile scadenza per la firma di un’intesa con l’Iran. Teheran ha però definito inaccettabili alcune parti della proposta. Intanto, secondo Axios, le parti sarebbero vicine a un memorandum in 14 punti e si attende una risposta iraniana entro 48 ore.
Una nuova bozza di memorandum sul Medio Oriente prevede un testo di una pagina articolato in 14 punti. Il documento punta ad aprire la strada a un accordo definitivo entro 30 giorni, con riferimenti a uranio e sanzioni.
I mercati scommettono su un allentamento delle tensioni in Medio Oriente, spingendo le Borse in forte rialzo e facendo scendere petrolio e gas. Piazza Affari tocca i massimi dal 2000. Resta però l’attenzione sulla Bce, che continua a valutare un aumento dei tassi.
Il tribunale distrettuale ha respinto il ricorso contro la proroga della detenzione dell’attivista Thiago Avila. Intanto è morta la madre di Avila, mentre l’Onu ha condannato duramente la vicenda affermando che la solidarietà non è un reato. Madrid e Brasilia protestano, e le vele rimaste a Ierapetra annunciano che riprenderanno il viaggio.
Sale l’allarme nel settore dei fertilizzanti per l’aumento dei costi dell’urea, con possibili ricadute su prodotti di base come pane, pasta e riso. A pesare sono le tensioni nello stretto di Hormuz e, più in generale, il contesto geopolitico. Il quadro regolatorio europeo viene indicato come un ulteriore fattore di pressione per il comparto.
Un attacco presentato come ransomware potrebbe in realtà nascondere un’operazione di intrusione. Una nuova analisi collega la campagna a MuddyWater, che avrebbe usato il marchio Chaos come copertura e adottato tecniche mirate a confondere la natura reale dell’azione.
Donald Trump ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz sarà riaperto a tutti se l’Iran accetterà l’accordo in discussione. Da Teheran è arrivata però una prima reazione negativa, con parti della proposta giudicate inaccettabili. Intanto, secondo Axios, le parti sarebbero vicine a un memorandum in 14 punti e si attende una risposta iraniana entro 48 ore; Trump ha inoltre fermato il Project Freedom.
Il podcast In diretta dal mondo affronta i casi di Ucraina e Iran, mettendo al centro il modo in cui i conflitti vengono definiti come "operazioni militari". Un'espressione che richiama il peso politico e comunicativo delle parole usate per descrivere guerre e crisi internazionali.
Una nave francese è stata colpita nello Stretto di Hormuz e alcuni membri dell’equipaggio sono rimasti feriti. Emmanuel Macron ha dichiarato che la Francia non è stata presa di mira in alcun modo. Intanto, secondo Axios, si sarebbe vicini a un memorandum sull’Iran, con una risposta attesa da Teheran entro 48 ore, mentre Donald Trump ha parlato di grandi progressi verso un accordo e Pechino ha chiesto la fine immediata delle ostilità.
Nel primo trimestre del 2026 Lufthansa ha ridistribuito in Europa molti aerei che non potevano raggiungere gli scali del Medio Oriente, aumentando i collegamenti verso Asia e Africa. Il gruppo segnala una riduzione delle perdite, mentre il caro cherosene è atteso pesare per 1,7 miliardi nel 2026. Resta inoltre il nodo dei leasing di Ita, indicati come una zavorra.
Il blocco dello Stretto di Hormuz mette a rischio la sicurezza energetica dell’India, che consuma oltre 30 milioni di tonnellate di Gnl all’anno e ne importa circa la metà. Nelle aree rurali, la carenza di gas spinge molte famiglie a cucinare usando lo sterco delle mucche sacre.
Nello Stretto di Hormuz i barchini veloci dei pasdaran, progettati per sfuggire ai radar delle fregate, si sono scontrati con la risposta americana basata su elicotteri AH64 Apache e MH60 Seahawk. L’elemento decisivo è stata la supremazia informativa garantita dall’intelligenza artificiale, che ha cambiato gli equilibri dello scontro.
Il presidente degli Stati Uniti ha sospeso nella notte il Project Freedom, l’operazione di guida delle imbarcazioni fuori dallo Stretto di Hormuz. Delle 1.600 navi bloccate ne sarebbero partite solo sei, mentre tre sono state attaccate. Il bilancio segna un forte ridimensionamento dell’iniziativa voluta da Donald Trump.
Con la crisi del Golfo e il turismo fermo, molte strutture alberghiere di superlusso negli Emirati stanno approfittando della pausa per rinnovarsi. Tra i casi più rilevanti c’è il Jumeirah Burj Al Arab, che ha avviato un restauro destinato a durare un anno e mezzo. La riapertura è prevista per la fine del 2027.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Pechino mercoledì, a pochi giorni dalla visita ad alta tensione di Donald Trump. Si tratta della sua prima visita in Cina dall’inizio della guerra in Iran. L’incontro evidenzia il ruolo di Pechino nei rapporti con Teheran in una fase delicata per la regione.
Dopo quasi un mese di calma relativa, nel Golfo Persico sono riprese le ostilità. La nuova fase del conflitto mostra che diplomazia e militarismo continuano a procedere in parallelo, senza una vera interruzione della guerra in Medio Oriente.
Donald Trump ha annunciato una breve sospensione del Project Freedom nello Stretto di Hormuz, avvertendo l'Iran che "sa quello che deve fare". Da Teheran, il ministro degli Esteri Araghchi ha riferito di progressi nei colloqui. La vicenda si inserisce nel quadro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran in Medio Oriente.
Per Avner Cohen la guerra tra Stati Uniti e Iran è stata inutile e non ha eliminato la minaccia nucleare. L’esperto del Middlebury Institute ritiene improbabile una ripresa del conflitto nel breve periodo e vede per la Casa Bianca la possibilità di arrivare a un’intesa simile a quella raggiunta durante la presidenza Obama.
Alla vigilia della visita in Vaticano del Segretario di Stato Marco Rubio, il presidente Usa Donald Trump ha criticato il Pontefice definito 'suo connazionale' Papa Leone XIV. Trump ha affermato che la sua posizione verso Teheran sarebbe troppo morbida e ha detto che preferisce discutere dell'ipotesi che l'Iran possa avere un'arma nucleare. A metà aprile il presidente aveva già attaccato Prevost definendolo "debole e pessimo in politica estera".
La tregua resta appesa a un filo, mentre Donald Trump minimizza parlando di "solo scaramucce". Il presidente Usa ha lanciato un avvertimento a Teheran, affermando che l’Iran sa cosa deve fare. Intanto il ministro iraniano Araghchi ha riferito di progressi nei colloqui.
Gli Stati Uniti hanno annunciato "Project Freedom" per riaprire al commercio lo Stretto di Hormuz, mentre la guerra con l’Iran blocca il traffico nella zona. Donald Trump ha detto che Washington guiderà le navi rimaste ferme attraverso il passaggio, ma diversi esperti si mostrano scettici sull’efficacia dell’operazione.
Due navi militari statunitensi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz evitando i raid iraniani, mentre gli Emirati hanno riferito di attacchi partiti dall'Iran. Maersk ha reso noto che una propria imbarcazione ha lasciato lo stretto sotto scorta Usa. Teheran ha definito "Project Freedom" un'iniziativa senza sbocco.
La crisi del Golfo pesa sulle imprese italiane e, nello scenario base elaborato da Cerved, il fatturato reale scende dello 0,9% rispetto al 2025. Nello scenario peggiore il calo può arrivare al 2,6%, con effetti che si estendono fino al 2027. L’analisi segnala comparti più esposti, ma anche alcune sorprese positive.
Il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha dichiarato che il cessate il fuoco non è terminato, nonostante lo scambio di colpi tra Stati Uniti e Iran. Il Pentagono si attendeva "un po' di turbolenza all'inizio" di "Project Freedom", l'iniziativa per far transitare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Le tensioni nell'area mantengono alta l'attenzione su una rotta chiave per energia e commerci.
Agli attivisti catturati della Flotilla sono stati inflitti altri sei giorni di carcere. Intanto quattro imbarcazioni partite il 2 maggio dalla Sicilia puntano a raggiungere il resto della flotta. Tra queste c’è anche quella dei veterani americani, mentre droni sorvolano le nuove vele in arrivo.
Il Fondo monetario stima che la crisi legata allo Stretto di Hormuz e al conflitto in Medio Oriente possa avere un costo per le famiglie italiane compreso tra 450 e 2.270 euro. Nell’outlook l’Fmi segnala il rischio di tassi in rialzo e invita a non prevedere deroghe al Patto di stabilità. Il monito è rivolto soprattutto ai Paesi ad alto debito, chiamati alla cautela per evitare tensioni sugli spread e reazioni negative dei mercati.
Maersk ha riferito che una sua nave ha attraversato lo Stretto di Hormuz sotto scorta degli Stati Uniti. L'Iran ha negato la ricostruzione, definendo "Project Freedom" senza sbocco. Donald Trump ha inoltre detto di non poter confermare se la tregua sia ancora in vigore.
La guerra in Iran spinge i Paesi del Golfo a cercare vie alternative allo Stretto di Hormuz per il transito di petrolio e gas. Tornano così d’attualità vecchi progetti di oleodotti e gasdotti terrestri, mentre si studiano nuovi corridoi logistici. Ma i costi economici e politici rendono difficile trovare soluzioni rapide.
Nel quadro delle tensioni nello Stretto di Hormuz, l’Iran ha riferito di progressi nei colloqui e ha definito senza sbocco il Project Freedom. Donald Trump ha detto di non poter confermare se la tregua sia ancora in vigore. Emmanuel Macron ha definito inaccettabili gli attacchi iraniani contro gli Emirati.
La banca centrale australiana ha aumentato nuovamente i tassi di interesse e ha avvertito che l’inflazione resterà più alta più a lungo. Nel secondo semestre del 2025 l’inflazione ha accelerato in modo significativo, mentre il conflitto in Medio Oriente ha spinto nettamente al rialzo i prezzi di carburanti e materie prime.
La crisi legata a Hormuz ha ricadute anche su Fluorsid. L’azienda chimica del gruppo Giulini, che produce nello stabilimento sardo di Macchiareddu, va verso uno stop della produzione e una riduzione del personale.
Lunedì i principali indici di Wall Street hanno chiuso in forte ribasso. Il Dow Jones Industrial Average ha perso oltre 550 punti, mentre il rialzo dei prezzi del petrolio e le preoccupazioni per il Medio Oriente hanno pesato sul sentiment degli investitori nella vigilia della nuova seduta.
Gli Stati Uniti annunciano l’avvio di 'Project Freedom' e affermano di controllare lo Stretto di Hormuz, mentre Teheran smentisce. Intanto cresce l’allarme per i raid iraniani nel Golfo, in un nuovo scontro che riaccende la tensione nell’area.
Teheran afferma che nessuna petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz, mentre resta in fase di verifica se l'esplosione su una nave sudcoreana in fiamme sia stata causata da un attacco. L'Iran sostiene inoltre di aver colpito con due missili una nave da guerra americana, ma gli Stati Uniti smentiscono. Il segretario al Tesoro Usa ha dichiarato che Washington ha il controllo dello stretto e che lo sta riaprendo.
Le Borse hanno registrato cali e il petrolio è salito dopo il presunto attacco dell’Iran agli Emirati Arabi Uniti. L’episodio è avvenuto a quasi un mese dall’inizio di un cessate il fuoco. Gli Stati Uniti hanno inoltre riferito di aver affondato alcune imbarcazioni nello Stretto di Hormuz.
La scelta degli Emirati Arabi di lasciare l'OPEC+ potrebbe riscrivere la geografia del petrolio, con effetti che andranno valutati nel lungo periodo. Intanto sette paesi dell'organizzazione hanno deciso di aggiungere 188.000 barili al giorno alla produzione totale prevista per giugno.
Una nave sudcoreana ha preso fuoco dopo un'esplosione nello Stretto di Hormuz, mentre cresce la tensione in Medio Oriente. Teheran sostiene che una nave da guerra americana sia stata colpita da due missili, ma gli Stati Uniti smentiscono. Il segretario al Tesoro Usa ha dichiarato che Washington ha il controllo dello stretto e sta lavorando per riaprirlo.
Le banche restano resilienti, ma la crisi in Medio Oriente può avere effetti negativi. La resilienza del settore, è stato osservato, può essere messa alla prova su investimenti, crescita e capacità di rimborso dei debitori.
ANSA Esteri rilancia il trailer in esclusiva di “A War on Women”, documentario dedicato all’insurrezione femminile iraniana. Il film mette al centro la protesta delle donne in Iran, in un racconto che si inserisce nel quadro delle tensioni del Paese.
Teheran sostiene che una nave da guerra americana vicino allo Stretto di Hormuz sia stata colpita da due missili, mentre Washington smentisce. Donald Trump ha annunciato l'operazione "Project Freedom" per liberare le navi nello Stretto. Intanto il cacciamine tedesco Fulda è salpato verso il Mediterraneo e in Iran tre persone sono state giustiziate con l'accusa di legami con il Mossad.
Donald Trump ha annunciato l’avvio di “Project Freedom” per riaprire il traffico navale nello Stretto di Hormuz, con l’impiego di cento aerei e 15mila uomini. Teheran ha reagito con durezza, minacciando attacchi in caso di avvicinamento delle forze americane. Macron ha espresso scetticismo, sostenendo che la riapertura dello Stretto debba essere concordata e che la Francia non parteciperà a operazioni poco chiare. Nelle ultime 24 ore un mercantile è stato preso di mira dai barchini dei Guardiani della rivoluzione.
Donald Trump ha annunciato l’operazione Freedom per liberare le navi nello Stretto di Hormuz. Teheran ha replicato minacciando attacchi contro le forze statunitensi se si avvicineranno. In Iran, inoltre, tre persone sono state giustiziate con l’accusa di legami con il Mossad.
Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti «guideranno» le navi bloccate attraverso lo stretto di Hormuz. Resta però incerto se l’Iran consentirà il passaggio, in un’area già molto delicata per gli equilibri regionali.
Il nuovo episodio di The Bull sostiene che le crisi geopolitiche causano timore ma raramente provocano danni duraturi ai mercati finanziari. Gli autori analizzano l'indice del rischio geopolitico e il comportamento di azioni, oro, petrolio e bond nelle crisi storiche, concludendo che incertezza globale e rischio finanziario non sempre coincidono. Per l'investitore l'incertezza è una cattiva consigliera e può rappresentare un'opportunità per chi ha pazienza.
I prezzi del petrolio si sono mossi in modo misto in una seduta volatile, mentre Donald Trump ha annunciato l’intenzione di “liberare” le navi bloccate dal conflitto in Medio Oriente. L’agenzia britannica UKMTO ha riferito che lunedì una petroliera è stata colpita da proiettili a nord di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. L’episodio riaccende i timori per la sicurezza del traffico marittimo nell’area.
I mercati asiatici si avviano ad aprire in ordine sparso nella seduta di lunedì. Gli investitori valutano il piano annunciato dal presidente Donald Trump per "liberare" le navi bloccate nello Stretto di Hormuz, un passaggio chiave per i flussi energetici globali.
Donald Trump ha annunciato l'operazione "Project Freedom" con l'obiettivo di liberare le navi bloccate nello Stretto di Hormuz. Teheran ha replicato che qualsiasi interferenza degli Stati Uniti nell'area sarà considerata una violazione del cessate il fuoco.
I due attivisti arrestati dopo la cattura della flottiglia in acque internazionali resteranno in carcere per altri due giorni, mentre i due italiani sono rientrati in Italia dopo lo sbarco a Creta. I legali parlano di "sequestro". Intanto è stato annunciato che le altre imbarcazioni dirette verso la Striscia ripartiranno appena possibile.
Gli Stati Uniti avviano da oggi la missione “Project Freedom” per garantire il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, con un avvertimento a chi volesse ostacolarla. In parallelo, l’amministrazione Trump continua il confronto con Teheran: Washington ha respinto la bozza iraniana presentando una controproposta.
Gli Stati Uniti avviano da oggi la missione Project Freedom nello Stretto di Hormuz, con un messaggio di deterrenza rivolto a chi volesse ostacolare il transito delle navi. In parallelo, Washington continua il negoziato con Teheran, respingendo la bozza iraniana e presentando una controproposta.
La quinta stagione di "Fauda" affronta i traumi ancora aperti in Israele legati al 7 ottobre. Il ritorno della serie si concentra su una dimensione di vendetta e sull’impatto di quegli eventi nel Paese. Dopo la guerra a Gaza, però, il racconto rischia di faticare a parlare al pubblico internazionale.
L’ex capo economista del presidente Clinton collega l’uscita di Abu Dhabi alla pressione degli Stati Uniti. Nell’intervista affronta anche la guerra in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz, indicando l’apertura di una settimana decisiva per i mercati finanziari.
L’Opec+ ha deciso di aumentare la produzione di greggio da giugno, in un contesto di tensione seguito all’addio di Abu Dhabi. Intanto una super petroliera iraniana con un carico di 1,9 milioni di barili è riuscita a sfuggire al blocco della Marina statunitense nello Stretto di Hormuz. La vicenda intreccia equilibri del cartello, mercato energetico e confronto tra Teheran e Washington.
Donald Trump ha respinto la proposta arrivata da Teheran e ha affermato che un attacco resta possibile. Dall'Iran gli ayatollah sostengono che gli Stati Uniti siano con le spalle al muro, mentre Teheran valuta la risposta americana. Il confronto conferma l'alta tensione tra Washington e la Repubblica islamica.
Donald Trump ha detto che esiste la possibilità di una ripresa degli attacchi all’Iran, mentre da Teheran fanno sapere che gli Stati Uniti hanno risposto alla proposta iraniana e che la risposta è in valutazione. Le autorità iraniane hanno ribadito di non temere una guerra. Sullo sfondo restano le tensioni sul dossier nucleare e i rilievi di Teheran verso alcuni Paesi europei, giudicati irresponsabili.
Amazon dovrà affrontare mesi di riparazioni dopo gli attacchi con droni contro alcuni data center. Intanto AWS ha sospeso la fatturazione ai clienti cloud in Medio Oriente, mentre proseguono gli interventi sui danni causati dalla guerra.
Donald Trump ha affermato che l'Iran vuole un accordo, aggiungendo però di non essere soddisfatto. I media iraniani riferiscono che Teheran ha consegnato una nuova proposta negoziale, mentre Axios scrive che il presidente Usa è stato informato per 45 minuti su nuovi piani d'attacco contro l'Iran. Intanto Washington prepara un nuovo round di colloqui tra Israele e Libano.
I mercati starebbero sottovalutando il rischio di un rallentamento degli investimenti dal Medio Oriente nel settore dell’intelligenza artificiale. Jack Selby, managing director di Thiel Capital, ha affermato che gli investitori dell’area rappresentano circa un quarto degli investimenti globali in AI previsti nei prossimi cinque anni.
Nuova escalation verbale tra Teheran e Washington sul Golfo Persico. Ali Khamenei ha dichiarato che l'unico posto per gli Stati Uniti nella regione è "in fondo al mare", mentre Donald Trump ha scritto che "la tempesta sta arrivando". Al centro delle tensioni anche un post su Hormuz ribattezzato "Stretto di Trump".
Pimco ritiene che la Federal Reserve resti in attesa di fronte a rischi contrastanti. La prossima mossa viene ancora indicata come un taglio dei tassi, ma i tempi restano molto incerti. Sullo sfondo pesano i rischi legati all’inflazione, al conflitto in Medio Oriente e all’energia.
Il sistema missilistico ipersonico Dark Eagle sarebbe in grado di raggiungere obiettivi a 3.500 chilometri di distanza in circa venti minuti, viaggiando a oltre otto volte e mezzo la velocità del suono. Le informazioni riportano una capacità di attacco di precisione e alimentano l’attenzione sul possibile impiego contro l’Iran. Restano però dubbi sulla sua efficienza reale.
Donald Trump ha dichiarato che “la tempesta sta arrivando” e che oggi si terrà un briefing sui nuovi piani di azione in Iran. Tra le ipotesi indicate figurano la conquista dello Stretto di Hormuz, la messa in sicurezza dell’uranio e attacchi brevi e potenti. Il quadro segnala una possibile escalation nel Medio Oriente.
Inaugurato nel 2012 con un investimento di 3,3 miliardi di dollari, l’oleodotto di Fujairah consente agli Emirati di esportare petrolio evitando il passaggio nello Stretto di Hormuz. La struttura ha una capacità di 1,5 milioni di barili al giorno, espandibile fino a 1,8 milioni. Il tracciato non attraversa le acque contese tra Iran e Oman.
I comandanti militari statunitensi sono attesi oggi da Donald Trump per discutere nuove opzioni militari contro l’Iran. Tra le ipotesi riportate ci sono la conquista dello Stretto di Hormuz, la messa in sicurezza dell’uranio e attacchi brevi e potenti.
Il Public Investment Fund dell’Arabia Saudita interromperà il finanziamento della lega LIV Golf al termine di questa stagione. Un comitato di amministratori indipendenti valuterà le alternative strategiche per il futuro della competizione dopo il ritiro dei fondi.
Israele ha rivendicato un’operazione contro la flottiglia diretta a Gaza nelle acque vicine a Creta, preceduta da minacce via radio e poi dall’assalto. Con almeno undici barche è stato perso il contatto e gli attivisti sarebbero stati costretti a mettersi in ginocchio sotto la minaccia delle armi. Sulla vicenda si è attivata la Farnesina, mentre in Italia sono attese mobilitazioni.
Nessy Guerra, un'italiana, è stata condannata per adulterio in Egitto e il ministero degli Esteri italiano sta lavorando sul caso. Il video segnala inoltre l'identificazione del 21enne Eitan Bondi come l'uomo che ha sparato a due persone al corteo del 25 aprile a Roma e riferisce di un attentato terroristico antisemita avvenuto a Londra il 29 aprile.
Donald Trump sostiene di preferire la chiusura dello Stretto di Hormuz ai bombardamenti, ma negli Stati Uniti vengono preparati anche attacchi definiti “forti e brevi”. Il costo di un possibile conflitto viene stimato in 25 miliardi di dollari. Intanto i democratici attaccano il segretario alla Difesa Pete Hegseth, accusando l’amministrazione di essersi impantanata.
John Kerry definisce la guerra un caos che riporta indietro di dieci anni e allontana gli Stati Uniti dai loro alleati. L’ex segretario di Stato, che negoziò l’accordo sul nucleare iraniano, sostiene che Donald Trump fece saltare anche un’intesa sui missili e su Hezbollah.
John Kerry, ex segretario di Stato americano, afferma che la guerra genera caos, arretra di dieci anni i progressi compiuti e allontana gli Stati Uniti dai loro alleati. Kerry sostiene inoltre che Donald Trump abbia fatto naufragare anche l’intesa su missili e Hezbollah collegata al negoziato sul nucleare iraniano.
Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con Donald Trump su Ucraina e Medio Oriente. Nel confronto, il leader russo ha definito inaccettabile un’eventuale operazione di terra in Iran e ha offerto aiuto sul dossier dell’uranio. Sul fronte ucraino, è stata evocata una tregua a Kiev per il 9 maggio.
Per la prima volta dall’inizio del conflitto, il capo del Pentagono Pete Hegseth ha testimoniato davanti alla commissione Difesa del Congresso sulla guerra in Iran. Ha parlato di “vittoria totale” e ha respinto le accuse di un coinvolgimento senza sbocchi per Donald Trump, ma senza fornire dati sui costi sostenuti né indicazioni sui tempi del conflitto.
Nel 2026 i prezzi dell’energia sono attesi verso nuovi massimi, con un aumento stimato del 24%. La Banca Mondiale prevede anche un rialzo delle commodity del 16%, mentre il conflitto in Medio Oriente innesca uno shock sull’offerta di petrolio. Crescono così le pressioni su inflazione, crescita economica e sicurezza alimentare.
Un'inchiesta, tra cui un reportage di Haaretz, mette in discussione gli acquisti di grano proveniente dai territori ucraini occupati dalla Russia da parte di Israele. Il video riassume le fonti citate e la reazione ufficiale israeliana alla vicenda.
La decisione degli Emirati Arabi Uniti di lasciare l’OPEC sta avendo ripercussioni sui mercati energetici globali. La mossa riaccende il dibattito sugli equilibri del cartello petrolifero e su quali altri Paesi potrebbero seguirne l’esempio.
Wall Street apre in lieve ribasso, mentre i mercati restano in attesa della Fed e guardano al Medio Oriente. Il Dow Jones cede lo 0,04%, il Nasdaq lo 0,45% e l'S&P 500 lo 0,09%.
Amundi prevede tassi invariati per Federal Reserve e Banca centrale europea nelle riunioni di questa settimana. La società ritiene che la Fed manterrà un orientamento relativamente accomodante, ma che nel breve termine servirà più pazienza per valutare l’impatto del conflitto in Medio Oriente sull’inflazione.
Un podcast di ANSA Esteri mette al centro l’Iran, la crisi energetica e la risposta lenta dell’Europa. Il focus intreccia gli equilibri geopolitici del Medio Oriente con le difficoltà europee sul fronte dell’energia.
Donald Trump ha dichiarato che l'Iran è stato sconfitto e ha pubblicato un'immagine in cui impugna una mitragliatrice, accompagnandola con un messaggio rivolto a Teheran perché "si dia una regolata". Dal regime iraniano è arrivata una replica netta: per Teheran la guerra non è finita con il cessate il fuoco.
L'Unione europea ha approvato un nuovo quadro sugli aiuti di Stato legati alla crisi in Medio Oriente, con sostegni fino al 70% dei costi extra. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha detto che la guerra costa 500 milioni di euro al giorno per l'energia. Ha aggiunto che gli effetti della crisi potrebbero pesare per anni.
L'uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'OPEC segna la fine dello storico cartello petrolifero ed è inquadrata nel contesto del blocco dello Stretto di Hormuz e delle nuove alleanze militari nel Golfo. La mossa, resa possibile dalla Abu Dhabi Crude Oil Pipeline che consente esportazioni da Fujairah per circa 1,5 milioni di barili al giorno, potrebbe inondare il mercato o provocare un'impennata dei prezzi, alterando l'offerta globale. Tra le conseguenze indicate figurano effetti su inflazione, tassi d'interesse e risparmiatori, con ripercussioni su spread BTP-Bund, mutui variabili e dividendi delle società energetiche.
Gli Emirati Arabi Uniti escono dall’OPEC, indebolendo il cartello dei principali produttori di petrolio. La separazione apre nuovi scenari per l’offerta globale e per l’andamento dei prezzi del greggio.
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno sconfitto l'Iran, mentre da Teheran è arrivata la replica che per la Repubblica islamica la guerra non è finita con il cessate il fuoco. Il segretario al Tesoro Bessent ha affermato che l'Iran dovrà ridurre la produzione di petrolio. Intanto il regime iraniano ha scritto all'Onu definendo "pirateria Usa" il sequestro delle proprie navi.
I cavi internet sottomarini che attraversano lo stretto di Hormuz rischiano di diventare un nuovo bersaglio del conflitto che coinvolge l’Iran. In quell’area passa una rete da cui dipende gran parte del traffico globale, con possibili conseguenze molto gravi per le comunicazioni internazionali.
L’uscita degli Emirati dall’Opec rompe gli equilibri del mercato petrolifero e potrebbe avere conseguenze molto ampie. Kenneth Rogoff segnala che Abu Dhabi teme un cedimento sui pedaggi, in uno scenario reso ancora più incerto dalla possibile mancata riapertura dello stretto. La crisi intreccia energia, mercati e tensioni nel Golfo.
Gli Stati Uniti hanno respinto le proposte avanzate da Teheran, mentre Donald Trump ha riferito che l’Iran chiede una riapertura immediata dello Stretto di Hormuz. Il presidente americano ha anche attaccato Friedrich Merz, accusandolo di criticarlo senza sapere di cosa parla. Intanto è attesa una nuova bozza iraniana.
Gli Emirati Arabi Uniti annunciano a sorpresa l’uscita dall’Opec, sostenendo che l’organizzazione non li abbia protetti dall’Iran. La decisione scuote l’alleanza petrolifera e colpisce l’Arabia Saudita, mentre il greggio sale fino a 110 dollari al barile. Abu Dhabi è irritata anche con la Russia e con i vicini del Golfo, giudicati troppo morbidi verso Teheran.
Saeed Jalili, figura di riferimento dell’ala più intransigente iraniana, è indicato come il leader della fronda che ostacola il negoziato tra Teheran e Washington. Veterano della guerra con l’Iraq, in cui perse una gamba, è noto come “martire vivente”. La sua linea si contrappone a quella di Ghalibaf e del fronte più aperto al dialogo.
Negli Stati Uniti aumenta la contestazione interna contro Pete Hegseth, con critiche che coinvolgono anche J.D. Vance e altri repubblicani. Al centro ci sono accuse di cattiva gestione della guerra, presunte bugie sull’andamento del conflitto e purghe nelle Forze armate. Il risultato, riferiscono i media, è un forte calo di fiducia nei confronti del capo del Pentagono.
L’Egitto ha confermato la condanna per adulterio nei confronti dell’italiana Nessy Guerra. La donna, originaria di Sanremo e madre di una bambina di tre anni, è al centro di un caso seguito dalla Farnesina, che ha riferito di fornire assistenza legale e protezione.
Teheran presenterà nei prossimi giorni una nuova versione della sua proposta di pace, mentre dal ministero della Difesa iraniano accusano gli Stati Uniti di non essere più in grado di imporre la propria linea ad altri Paesi. Da parte americana, Donald Trump ha espresso scetticismo sulla proposta iraniana relativa allo Stretto di Hormuz.
Teheran ha avanzato agli Stati Uniti una proposta per un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, rinviando però il dossier nucleare. Intanto il ministro degli Esteri iraniano Araghchi è a San Pietroburgo per incontrare Vladimir Putin, che ha assicurato l'impegno di Mosca a fare il possibile per la pace. Sullo sfondo restano le tensioni regionali e il nodo del controllo militare dello Stretto.
Donald Trump ha riferito che dall'Iran è arrivato un nuovo documento dopo l'annullamento del viaggio in Pakistan degli inviati statunitensi. Teheran ha escluso incontri diretti. La vicenda si inserisce nel quadro dei contatti sul Medio Oriente tra Washington e la Repubblica islamica.
Un nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran si profila a Islamabad, con la presenza attesa di Witkoff e Araghchi. Teheran ha però escluso incontri diretti. Sullo sfondo resta anche la linea di Trump, con riferimenti a una sua ritorsione nei confronti di Spagna e Gran Bretagna.
Si profila un nuovo passaggio nei contatti tra Stati Uniti e Iran, con i negoziatori americani diretti a Islamabad e l'ipotesi di un incontro lunedì rilanciata da Axios. Teheran però smentisce che siano previsti colloqui, mentre il Parlamento iraniano nega le voci sulle dimissioni di Ghalibaf da capo negoziatore con Washington. Trump invia Witkoff e Kushner, con Vance in standby.
L'inviato Steve Witkoff e Jared Kushner partiranno domani per il Pakistan, come riferito dalla portavoce della Casa Bianca. Il vicepresidente J.D. Vance attenderà di verificare eventuali progressi. Nel liveblog si segnala anche che, secondo il New York Times, la guerra in Iran ha ridotto le scorte statunitensi di missili e che in Libano si contano 2.491 morti negli attacchi israeliani dal 2 marzo.
Nel liveblog sul Medio Oriente si riferisce che Ghalibaf ha lasciato i negoziati, mentre il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth avverte che senza un buon accordo Washington potrebbe colpire di nuovo. Intanto il New York Times scrive che la guerra in Iran ha prosciugato le scorte statunitensi di missili, con un consumo stimato di 1.100 missili da crociera stealth a lungo raggio.
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti controllano lo Stretto di Hormuz e ha ordinato di distruggere qualsiasi nave che posi mine nell’area. Alla Bbc ha affermato che Washington ha già "annientato" l’Iran e di non avere bisogno di nessuno. Teheran sostiene di aver ricevuto i primi introiti dai pedaggi imposti su Hormuz, mentre l’Onu lavora per mantenere una presenza in Libano dopo la partenza dell’Unifil.
Donald Trump ha ordinato di distruggere qualsiasi nave che metta mine nello Stretto di Hormuz, mentre le dragamine statunitensi sono al lavoro nell'area. Teheran ha dichiarato di aver ricevuto i primi introiti dai pedaggi imposti sullo stretto. L'Onu ha inoltre affermato di lavorare per mantenere una presenza in Libano dopo la partenza dell'Unifil.
Il ceo di LVMH Bernard Arnault ha avvertito che il conflitto in Medio Oriente potrebbe portare a una "catastrofe mondiale" se non verrà risolto. Ha parlato di conseguenze economiche "molto serie" legate alla guerra con l’Iran, dopo che il gruppo del lusso ha registrato un impatto sulle vendite del primo trimestre.
Il segretario della Marina Usa lascia l’incarico in un quadro segnato da tensioni con Hegseth. I media parlano di un licenziamento e indicano tra i fattori anche i rapporti stretti fra Phelan e Trump. Intanto nello Stretto resta alta la tensione e gli Stati Uniti hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta per il blocco.
Due navi sono state colpite e sequestrate nello Stretto di Hormuz, tra cui la portacontainer Msc Francesca ed Epaminondas. Una delle imbarcazioni è stata raggiunta da colpi d'arma da fuoco iraniani al largo delle coste dell'Oman, riportando danni ma senza vittime. Donald Trump ha dichiarato che nuovi colloqui con l'Iran potrebbero tenersi venerdì.
La senatrice Elizabeth Warren sollecita l’amministrazione Trump a chiarire la gestione dell’evacuazione dei cittadini statunitensi all’inizio della guerra con l’Iran. Migliaia di americani si sono trovati bloccati in Medio Oriente e alcuni hanno riferito di non aver ricevuto dal governo Usa il supporto necessario.
Sono in corso a Islamabad i negoziati tra Iran e Stati Uniti. Maria Luisa Fantappiè, responsabile del programma Mediterraneo, Medioriente e Africa dello IAI, ne ha parlato a Spazio Transnazionale su Radio Radicale, nella trasmissione condotta da Francesco De Leo.
Le Borse europee si muovono in ordine sparso mentre i mercati valutano la proroga del cessate il fuoco tra Iran e Israele e una nuova ondata di trimestrali. In evidenza ASMI, che guadagna circa l’8% dopo risultati del primo trimestre superiori alle attese.
Resta in sospeso il viaggio di J.D. Vance a Islamabad, mentre non è ancora arrivata la conferma della presenza iraniana ai colloqui. Donald Trump ha ribadito che Teheran non ha alternative e ha escluso di puntare a una semplice “buona intesa”. Intanto, secondo Axios, Steve Witkoff e Jared Kushner sarebbero ancora negli Stati Uniti e potrebbero incontrare Trump.
A Islamabad è atteso il secondo round di colloqui con la presenza di Vance e Ghalibaf. Donald Trump ha ribadito che l’Iran non ha altra scelta se non un accordo, aggiungendo di non volere una “buona intesa”. Il presidente Usa ha anche sostenuto che con il suo approccio avrebbe vinto in Vietnam e in Iraq.
Proseguono i negoziati tra Stati Uniti e Iran con un secondo round di colloqui previsto in Pakistan. Secondo quanto riferito, la guida suprema Ali Khamenei ha autorizzato la delegazione iraniana a partire per Islamabad. Donald Trump ha intanto accusato Teheran di aver violato più volte il cessate il fuoco.
Si apre oggi in Pakistan il secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump ha avvertito che sarà lungo e difficile recuperare tutto l’uranio. Sullo sfondo resta alta la tensione dopo l’accusa secondo cui una petroliera di Teheran avrebbe violato il blocco Usa.
Il Kospi della Corea del Sud ha toccato un nuovo massimo intraday in una giornata contrastata per i mercati asiatici. Gli investitori hanno in parte ignorato le nuove minacce di Donald Trump all’Iran, mentre restano vive le speranze di una tregua in Medio Oriente alla vigilia di una scadenza considerata fragile.
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