È stato reso noto il testo dell’intesa firmata ad agosto da Pakistan, Arabia Saudita e Turchia, con validità decennale. Il patto prevede cooperazione su mutua difesa, condivisione di intelligence e collaborazione industriale. Include anche l’impegno a intervenire in caso di aggressione contro la sovranità e l’integrità territoriale dei paesi alleati.
Nuovo attacco degli Houthi contro l’Arabia Saudita dopo la strage di sabato all’aeroporto di Riad: è stato colpito anche lo scalo di Dammam. Riad ha risposto immediatamente con raid su Sana'a, mentre cresce il rischio di un allargamento del conflitto con il possibile coinvolgimento di Pakistan e Turchia.
L’attacco degli Houthi yemeniti all’aeroporto King Khaled di Riad, costato la vita ad almeno 12 persone, colpisce la principale porta d’ingresso della capitale saudita. Lo scalo è il simbolo di una metropoli nel deserto proiettata verso la modernità e della vetrina del progetto di Mohammed bin Salman, ora toccata dalla guerra.
Un volo Flydubai diretto a Tel Aviv è stato costretto a un atterraggio d’emergenza a Tabuk, in Arabia Saudita, dopo momenti di forte tensione a bordo. La ricostruzione riferisce di accoltellamenti nella cabina di pilotaggio, di una brusca perdita di quota e dell’attivazione del codice 7500, che segnala un’interferenza illecita. Sul caso sono al lavoro le autorità israeliane e saudite.
Un copilota ha tentato di dirottare un volo FlyDubai diretto da Dubai a Tel Aviv e ha accoltellato il comandante, secondo quanto riferito dalla compagnia aerea. L’aereo, con circa 170 persone a bordo, è stato costretto a un atterraggio d’emergenza in Arabia Saudita. Mossad e Shin Bet privilegiano la pista dell’attentato, con il timore di un’azione ispirata all’11 settembre.
Un volo FlyDubai con 150 passeggeri partito da Dubai e diretto a Tel Aviv ha trasmesso un codice di possibile dirottamento, facendo decollare i caccia israeliani. In seguito è emerso che l’emergenza sarebbe nata da una lite tra un pilota russo e un copilota ucraino. Funzionari israeliani hanno riferito che uno dei due avrebbe tentato di far schiantare l’aereo. Il velivolo è poi atterrato in Arabia Saudita.
In Arabia Saudita i velivoli italiani sono impiegati nella sorveglianza dell’oleodotto finito nel mirino degli Houthi. Dopo la distruzione di un Eurofighter, gli aerei sono stati trasferiti in una base ritenuta più sicura. Lunedì è tornato a operare sulle infrastrutture energetiche del Regno anche il radar volante Gulfstream Caew.
Donald Trump ha ritirato l’ordine di bombardare gli Houthi, scegliendo di non coinvolgere gli Stati Uniti nel conflitto yemenita nonostante gli appelli sauditi. Intanto proseguono gli scontri tra Riad e Sana’a, mentre l’Onu segnala un aumento delle vittime civili e 130 mila sfollati.
Il governo di Sanaa ha dichiarato all'ANSA di non voler coinvolgere l'Italia, sostenendo di agire per difendersi dall'aggressione, ma ha richiamato la presenza di aerei italiani in Arabia Saudita. Intanto residenti hanno riferito alla France Presse di fumo e fiamme nei pressi dell'aeroporto di Riad, mentre Flightradar segnala voli cancellati e in ritardo.
Il gruppo armato yemenita ha conquistato la città portuale di Mocha e prosegue l’offensiva verso sud in direzione dello stretto di Bab el Mandeb. Le forze governative si sono ritirate su Dhubab, mentre l’avanzata degli Houthi mette in difficoltà l’Arabia Saudita con il sostegno dell’Iran. Islamabad ha promesso aiuti, ma in seguito ha rallentato la sua posizione.
Nel procedimento civile in corso a New York sull’11 settembre è riemerso un diagramma di aereo trovato tra le carte di Omar al Bayoumi, cittadino saudita arrestato undici giorni dopo l’attentato e mai condannato. Il documento viene ora indicato come un possibile elemento decisivo nella causa da 1 trilione di dollari sulla presunta complicità dell’Arabia Saudita.
Gli Emirati arabi hanno annunciato l’uscita dall’Opec, in una fase segnata da una grave crisi energetica e da un quadro geopolitico molto fragile. La decisione rappresenta un duro colpo per l’Arabia Saudita e per il cartello del petrolio. Alla base ci sono dissidi con Riad e tensioni legate al conflitto.