L’economia italiana mantiene una crescita contenuta, ma l’inflazione continua a pesare sui consumi. Le stime indicano un Pil allo 0,7% nel 2026 e nel 2027 solo in uno scenario di guerra di durata limitata; in caso contrario la crescita scenderebbe allo 0,6% e allo 0,4%.
L’Istat stima per l’Italia una crescita del Pil dello 0,7%, superiore alle attese indicate nel Dfp. Sul quadro economico continuano però a pesare le incertezze legate alla guerra, mentre l’inflazione accelera. Nel primo trimestre l’Eurozona risulta in contrazione.
L'Istat segnala una forte risalita dell'inflazione e stima una crescita del Pil dello 0,7% sia nel 2026 sia nel 2027. Nel quadro previsto, i consumi delle famiglie sono attesi in decelerazione.
La Bce si avvia verso due rialzi dei tassi entro quest'anno, con una prima mossa attesa la prossima settimana e una seconda a settembre. È quanto emerge da un sondaggio Bloomberg, che segnala anche una revisione al rialzo delle stime sull'inflazione.
La banca centrale indiana potrebbe aumentare i tassi di interesse per difendere la valuta, seguendo una dinamica simile a quella osservata in Indonesia. Il calo della rupia e il rischio di un aumento dell’inflazione rendono più probabile un intervento di politica monetaria.
A maggio l’inflazione sale al 3,2%, dal 2,7% registrato ad aprile. Su base mensile i prezzi aumentano dello 0,4%. L’accelerazione è trainata soprattutto dai prezzi dell’energia e risente anche dell’andamento dei trasporti.
Negli Stati Uniti il tasso di risparmio delle famiglie è sceso al livello più basso dal 2022. Il rallentamento arriva mentre l’inflazione torna a crescere più dei salari, lasciando agli americani meno margine per accantonare denaro per emergenze e altri obiettivi di risparmio.
I repubblicani faticano a trovare un messaggio chiaro per contrastare il caro prezzi mentre si avvicinano le elezioni di metà mandato. Nel frattempo, il presidente Donald Trump spinge per ottenere fondi destinati a una ballroom della Casa Bianca, complicando ulteriormente il quadro politico.
In Giappone l’inflazione core di aprile, che esclude i prezzi dei beni alimentari freschi, è scesa all’1,6%, il livello più basso da oltre quattro anni. Il dato è inferiore sia all’1,7% atteso dagli economisti interpellati da Reuters sia all’1,8% registrato a marzo. Il rallentamento indebolisce le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan.
La ripresa dell’inflazione torna a pesare sulle prospettive di crescita, avverte Confcommercio. A maggio i prezzi sono saliti dello 0,5% su base mensile e del 3,4% su base annua, tornando sui livelli registrati alla fine dell’estate 2023.
Nei Paesi Ocse cresce il reddito reale delle famiglie, ma in Italia si registra una forte contrazione. A pesare sono l'aumento dell'inflazione e il calo dei redditi immobiliari.
La lettura dell’indice dei prezzi al consumo di aprile, in uscita martedì, è attesa mostrare un’inflazione annua del 3,8% negli Stati Uniti. Se confermato, il dato porterebbe i prezzi a un livello vicino ai massimi degli ultimi tre anni. L’indice misura in modo ampio il costo di beni e servizi nell’economia americana.
Austan Goolsbee, presidente della Fed di Chicago, ha definito negativi gli ultimi dati sull’inflazione. Ha indicato che i prezzi stanno aumentando anche nei servizi, segnalando pressioni inflazionistiche ancora diffuse.
L’Italia risente degli effetti della guerra con una nuova accelerazione dell’inflazione e una crescita economica debole. L’impatto si avverte anche sul lavoro: l’Istat segnala 30 mila occupati in meno, un dato negativo che non si vedeva dai tempi del Covid.
La Bce ha lasciato invariati i tassi di interesse al 2%, con una decisione definita unanime. Nel consiglio si è però discusso anche di un possibile rialzo. Francoforte segnala inoltre il rallentamento della crescita legato alla guerra in Iran e ribadisce che sul costo del denaro non c’è un percorso prestabilito.
La Bce ha lasciato invariati i tassi al 2%. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento resta al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,4%. L'istituto segnala un aumento dei rischi per inflazione e crescita.
Ad aprile l’inflazione accelera, con il carrello della spesa in aumento del 2,5%, mentre pesa l’effetto della guerra sui prezzi. I dati preliminari Istat indicano per il primo trimestre una crescita del Pil dello 0,2%, segnale di un’economia che continua a rallentare. La crescita acquisita per il 2026 si ferma allo 0,5%.
Nel primo trimestre del 2026 la retribuzione oraria è salita del 3,6%, superando l’inflazione. Resta però ancora ampio il divario da recuperare rispetto al 2021. Intanto circa 4 milioni di lavoratori hanno il contratto scaduto.
L’inflazione potrebbe ostacolare l’orientamento di Kevin Warsh favorevole a un taglio dei tassi di interesse. Un sondaggio di CNBC mostra che, in media, gli intervistati non stanno prezzando pienamente nemmeno un singolo taglio dei tassi nel corso dell’anno.
La Bank of Japan ha mantenuto invariato il tasso di riferimento, in una decisione presa con un voto diviso 6 a 3. L’istituto ha inoltre alzato le proprie previsioni sull’inflazione, mentre crescono le preoccupazioni legate alla guerra in Iran. La scelta è risultata in linea con le stime degli analisti interpellati da Reuters.
I danni a diverse infrastrutture energetiche del Golfo e il protrarsi del blocco dei transiti nello stretto di Hormuz riducono l’ipotesi di un rialzo dei prezzi solo temporaneo e contenuto. Con il conflitto in Iran ancora aperto, prende quota la prospettiva di un ritorno dell’inflazione anche in caso di rapida de-escalation.
Oltre 30 amministratori delegati e leader aziendali indicano un nuovo contesto operativo segnato da guerra, inflazione e intelligenza artificiale. Per le imprese, questi fattori non sono più eccezioni ma elementi strutturali con cui confrontarsi a livello globale.
In Giappone l’inflazione core è accelerata a marzo dopo cinque mesi, alimentando le preoccupazioni sui costi dell’energia legate alla guerra in Iran. Il dato governativo, che esclude i prezzi degli alimenti freschi, si è attestato all’1,8%, in linea con le attese degli economisti interpellati da Reuters.
Kevin Warsh ha indicato il suo metodo preferito per misurare l’inflazione. Tuttavia, l’economista di Bank of America Aditya Bhave ha avvertito che un eventuale ricalcolo potrebbe non produrre i risultati sperati dall’ex governatore della Fed.
Nel Regno Unito l’inflazione è salita al 3,3% a marzo. A spingere l’aumento sono stati soprattutto i prezzi dei carburanti, che hanno registrato il maggiore rialzo degli ultimi oltre tre anni, sullo sfondo della guerra con l’Iran.