Nvidia ha confermato che RTX Spark non sarà un progetto isolato e che sono già previste almeno altre due generazioni, chiamate N2X e N3X. Al Computex 2026 di Taipei, Jensen Huang ha indicato come obiettivo di lungo periodo un computer in stile Star Trek. Il piano segnala l’intenzione dell’azienda di consolidarsi anche nel mercato dei chip per laptop consumer.
Computex 2026 prende il via questa settimana a Taipei, in Taiwan, con annunci da parte di Nvidia, AMD, Qualcomm, Intel e altri marchi del settore. Al centro della fiera ci sono nuovi laptop, dispositivi handheld, chip e mini PC. Nvidia ha presentato RTX Spark, la sua prima famiglia di chip consumer per PC, in arrivo su laptop e mini PC dall'autunno, mentre Intel lancerà due nuovi chip personalizzati.
Intel ha avviato il lavoro preliminare sui nodi produttivi 10A e 7A, spingendo la propria roadmap oltre il passaggio a 14A. La mossa segnala una pianificazione di lungo periodo mentre 14A resta il nodo più vicino e più delicato per l’azienda.
Il mercato dei chip potrebbe affrontare un forte aumento dell’offerta nel 2027 grazie all’espansione delle RAM cinesi. L’ingresso di nuovi volumi potrebbe spingere al ribasso i prezzi, con effetti sull’equilibrio di un settore già sotto pressione.
Samsung starebbe considerando un packaging meno sofisticato anche per l’Exynos 2700. La scelta servirebbe a compensare almeno in parte l’aumento dei costi di NAND e DRAM, nel contesto della crisi dei chip.
Samsung deve affrontare anche le proteste dei lavoratori mentre il mercato delle memorie resta sotto forte pressione. I dipendenti chiedono condizioni economiche migliori e minacciano uno sciopero di 18 giorni. Una nuova interruzione potrebbe avere un impatto molto pesante per l'azienda.
Qualcomm ha annunciato i nuovi chip Snapdragon 6 Gen 5 e Snapdragon 4 Gen 5. Le soluzioni sono destinate agli smartphone di fascia media e bassa in arrivo sul mercato nei prossimi mesi.
Samsung ha confermato lo stop alla produzione delle memorie LPDDR4 e LPDDR4X. La decisione si inserisce nella crisi del settore e potrebbe contribuire a mantenere elevati i prezzi dei chip ancora per diverso tempo.
Toto, storico produttore di sanitari, registra profitti record grazie alla fornitura di componenti destinati al settore dei chip. Il risultato segna un successo miliardario in un ambito molto diverso da quello per cui l’azienda è conosciuta.
Apple ha aumentato il prezzo di partenza del Mac Mini a 799 dollari dopo aver rimosso dal suo store online il modello da 599 dollari con 256GB di archiviazione. La decisione arriva un giorno dopo che Tim Cook, durante la call sui risultati, ha detto che una carenza di chip influenzerà i prodotti Mac nei prossimi mesi.
Apple potrebbe impiegare diversi mesi per soddisfare la domanda di Mac mini e Mac Studio. A pesare sono sia la carenza di chip sia l’interesse degli appassionati di intelligenza artificiale, che stanno spingendo le richieste per questi modelli.
Il senatore Chris Coons ha chiesto risposte sulle vendite in Cina dei chip H200 di Nvidia. La richiesta arriva dopo dichiarazioni divergenti del segretario al Commercio Howard Lutnick e dell’amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang sul tema.
I sistemi ADAS stanno diventando più cari anche per effetto della crescente domanda di chip destinati ai data center AI. Questa pressione sta sottraendo memoria DRAM al settore automotive, con ricadute sui costi. BYD è il primo costruttore ad ammettere apertamente questi rincari.
Dai conti trimestrali emerge una domanda molto forte per iPhone e Mac, spinta anche dall’ondata di interesse per le funzioni legate all’AI. Ma tra carenze di chip e tensioni sulla memoria, il problema non è più vendere: è riuscire a consegnare.
Apple ha registrato vendite record mentre Tim Cook si prepara a lasciare la guida dell’azienda. Allo stesso tempo, Cook ha avvertito che Apple sta affrontando difficoltà nella catena di fornitura legate a “RAMaggedon”, con possibili ricadute sul business.
Nel flusso di notizie di oggi il tema più consistente non è il prodotto finale, ma l’infrastruttura che rende possibile la nuova corsa all’intelligenza artificiale. Accordi su chip, maxi-impegni finanziari e scontro politico sui data center mostrano dove si sta concentrando davvero il potere del settore.
Tra nuovi modelli, corsa ai chip, strumenti integrati nei dispositivi e casi d’uso controversi, il flusso di notizie di oggi mostra un settore che accelera su più fronti. Il punto centrale, però, non è soltanto la velocità dell’innovazione: è la distanza ancora aperta tra capacità tecniche, impatti concreti e controllo.
La corsa europea nei semiconduttori resta in salita. In Europa sono in costruzione tre nuove fabbriche, contro quindici nel resto del mondo, un divario che rende difficile rafforzare in modo sensibile la quota di mercato della produzione continentale.
Google ha presentato nuovi chip dedicati al training e all’inferenza dei modelli di intelligenza artificiale, in una nuova sfida a Nvidia. I processori integrano ampie quantità di memoria statica RAM, seguendo una direzione già intrapresa anche dal gruppo guidato da Jensen Huang.
Apple ha promosso il responsabile dei chip Johny Srouji alla guida dell’hardware, segnalando una maggiore urgenza nello sviluppo di processori progettati internamente. La mossa rafforza la strategia del gruppo per portare chip proprietari su tutti gli iPhone e i Mac.
L’uscita di Tim Cook dal ruolo di CEO concentra l’attenzione su una transizione che va oltre il cambio di vertice. Al centro ci sono la strategia sull’intelligenza artificiale, la riorganizzazione del hardware e il difficile equilibrio tra continuità industriale e nuova crescita.