Amazon, Microsoft e NVIDIA hanno stretto un nuovo accordo con il Pentagono per l’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito militare. L’intesa rafforza il legame tra il Dipartimento della Difesa statunitense e alcuni dei principali gruppi tecnologici del settore.
Tra accordi del Pentagono con grandi fornitori, uso di modelli avanzati per la ricerca di vulnerabilità e nuove mosse industriali nella robotica, oggi il tema dominante non è l’ennesimo prodotto consumer ma l’integrazione dell’intelligenza artificiale negli apparati strategici.
Il Dipartimento della Guerra userà modelli di OpenAI, SpaceX, Google, Microsoft, NVIDIA, AWS e Reflection per attività militari classificate. L'accordo coinvolge alcune delle principali aziende tecnologiche e dell'intelligenza artificiale.
Il Pentagono ha firmato accordi con Nvidia, Microsoft e AWS per portare sistemi di intelligenza artificiale su reti classificate. L’iniziativa riflette la strategia del Dipartimento della Difesa di diversificare i fornitori di AI dopo la controversia con Anthropic sulle condizioni d’uso dei suoi modelli.
Il Pentagono ha siglato accordi con OpenAI, Google, Microsoft, Amazon, Nvidia, xAI di Elon Musk e la startup Reflection per usare i loro strumenti di intelligenza artificiale in contesti classificati. Dall’annuncio diffuso venerdì resta invece esclusa Anthropic, che in precedenza era stata utilizzata dal Dipartimento della Difesa per informazioni classificate.
Google ha firmato un accordo classificato che consente al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti di usare i suoi modelli di intelligenza artificiale per qualsiasi scopo governativo legale. La notizia emerge meno di un giorno dopo che alcuni dipendenti avevano chiesto all’amministratore delegato Sundar Pichai di impedire al Pentagono di usare l’AI dell’azienda, temendo possibili impieghi militari.
Google ha firmato un accordo con il Pentagono che permette l’uso dei modelli Gemini per tutti gli scopi legali. La scelta allinea l’azienda a quanto già fatto da OpenAI e xAI sul fronte dell’impiego militare dell’intelligenza artificiale.
Oltre 600 dipendenti Google hanno chiesto a Sundar Pichai di non fornire al Pentagono una versione segreta dell’intelligenza artificiale Gemini. La protesta interna contesta un possibile impiego militare della tecnologia e riaccende il confronto sul ruolo dell’AI in ambito bellico.
Una email interna del Pentagono ipotizza la sospensione della Spagna dalla Nato, riaprendo anche il dossier sulle Falkland. Sullo sfondo c’è la linea dura dell’amministrazione Trump verso gli alleati europei. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ribadito che gli Stati Uniti non intendono più proteggere gratis l’Europa.
Una mail interna del Pentagono rivelata alla Reuters ipotizza misure punitive verso paesi che non avrebbero supportato la guerra contro l'Iran, incluso il possibile allontanamento della Spagna dalla Nato. Nel documento emerge anche la possibilità che Washington non sostenga più la rivendicazione britannica sulle Falkland (Malvinas).
Google è in trattativa con il Pentagono per portare Gemini in ambienti militari classificati. L’ipotesi è che l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata anche nella gestione di informazioni sensibili della difesa.
Lo sblocco dello Stretto è avvenuto al termine dell'ultimatum; Trump nega le ricostruzioni dei media. Intanto il capo della Marina Usa lascia l'incarico, per probabili divergenze con il capo del Pentagono Hegset. Tutti gli aggiornamenti su RaiNews.it.
John Phelan lascia l’incarico di segretario alla Marina degli Stati Uniti con effetto immediato. Lo ha comunicato un portavoce del Dipartimento della Difesa, segnando l’uscita di Phelan dall’amministrazione Trump.